00:00Vi siete mai chiesti se tutto ciò che la scienza e la tecnologia ci permettono di fare oggi sia
00:08anche moralmente giusto? È la domanda da cui nasce la bioetica. Non è solo una questione per addetti
00:17ai lavori, ma riguarda l'inizio e la fine della nostra vita e come la società decide di affrontarli.
00:25Oggi esploriamo le tre grandi posizioni che dividono e allo stesso tempo arricchiscono
00:32il dibattito bioetico. Partiamo dalla prima posizione, quella che potremmo definire l'etica
00:41della sacralità della vita. Questa visione si pone in continuità con la nostra tradizione morale medica,
00:49pensando al celebre giuramento di Ippocrate. Il concetto chiave qui è la legge naturale.
00:57La vita umana ha un valore assoluto, intrinseco, che non dipende dalla sua qualità o dalle condizioni
01:06di salute. Che si tratti di un embrione, di una persona in coma o di qualcuno con gravi disabilità
01:13cognitive, per questa visione che si basa sul personalismo ontologico, si è persone
01:19a pieno titolo. I doveri morali sono stabiliti a priori. Ci sono divieti assoluti, come quello
01:27di non uccidere, che valgono sempre, indipendentemente dalle conseguenze. Ma la scienza avanza e con
01:36essa la società. Ecco allora la seconda posizione, l'etica della qualità della vita, che segna una
01:44rottura col passato. Qui il focus si sposta sull'autonomia del paziente, sul consenso informato
01:53e sul benessere. La semplice sopravvivenza biologica non è più l'unico criterio. Si adotta
02:00spesso un approccio conseguenzialista. Le azioni si valutano in base alle loro conseguenze.
02:07E qui entriamo in un territorio filosofico molto dibattuto. Autori come Peter Singer distinguono
02:16tra essere umano in senso biologico e persona in senso morale, legata alla coscienza e all'autocoscienza.
02:26Questo solleva il problema dei cosiddetti casi marginali e porta Singer a criticare lo
02:33specismo, arrivando a riconoscere lo statuto di persona anche ad alcuni animali superiori,
02:41se dotati di maggiore autocoscienza rispetto a un essere umano con gravi compromissioni cognitive.
02:47E se queste due visioni fossero entrambe superate, arriviamo così alla terza prospettiva.
02:55la bioetica postmoderna, teorizzata da H. Tristram Engelhardt.
03:02Engelhardt ci dice una cosa molto semplice ma sconvolgente. Viviamo in una società plurale,
03:13dove non esiste più una morale condivisa da tutti. Siamo quelli che lui chiama stranieri morali.
03:21Di fronte a questo politeismo dei valori, non possiamo più imporre una visione sostanziale del bene.
03:31La bioetica deve quindi diventare procedurale, basata sul permesso, sul dialogo e sul consenso
03:38tra persone che la pensano in modo completamente diverso.
03:42Prima di salutarvi, voglio lasciarvi con una riflessione del filosofo Evandro Agazzi,
03:48che ci aiuta a capire il vero cuore del problema.
03:51La tecnologia moderna ha subito un divorzio dalla saggezza.
03:55È guidata dalla logica del profitto e da una razionalità puramente strumentale.
04:01È bravissima dirci come raggiungere un obiettivo, ma ha smesso di chiedersi quali obiettivi valgano la pena di perseguire.
04:11E sapere come fare qualcosa oggi più che mai non significa necessariamente sapere se sia giusto farlo.
04:19La bioetica serve proprio a questo, a ricordarci di cercare la saggezza oltre la tecnica.
04:25Grazie per avermi ascoltato e fatemi sapere nei commenti da quale di queste tre posizioni vi sentite più interpellati.
04:36A presto!