00:00Quante volte ci guardiamo allo specchio e ci preoccupiamo di un cappello fuori posto,
00:06di un tatuaggio da sfoggiare o di una dieta da iniziare?
00:11Dietro queste azioni quotidiane, spesso banali, si nasconde in realtà un meccanismo antropologico profondo e affascinante.
00:21Partendo dalla lettura di alcuni brani di antropologia visiva,
00:25possiamo scoprire che non esiste al mondo alcuna società umana che accetti il corpo così com'è,
00:33ovvero nella sua pura forma biologica, che si tratti di acconciature, pitture, incisioni o modifiche fisiche.
00:42Ogni cultura interviene per trasformare la biologia in un messaggio sociale.
00:48Pensiamo ai capelli, nessuno li lascia crescere in modo selvaggio.
00:53Tagliarli, tingerli o modellarli significa esprimere un senso di appartenenza.
01:00Dai dreadlocks del movimento rasta, nati in Giamaica per rivendicare le radici africane,
01:07alle creste colorate dei punk degli anni 70, i capelli diventano una vera e propria bandiera ideologica,
01:16un rifiuto o un'adesione a un sistema dominante.
01:20Anche la pelle è un confine da valicare.
01:24Il tatuaggio, il cui termine deriva dal suono percussivo polinesiano tatau,
01:30ha assunto significati opposti nel corso della storia,
01:34da simbolo di status sociale e rituale in Oceania,
01:39a marchio di infamia e disumanizzazione,
01:41come nel caso dei numeri impressi nei campi di concentramento,
01:47fino a diventare, nell'Occidente contemporaneo,
01:51una scelta estetica o un marchio di identità delle subculture.
01:57Laddove la pelle è più scura e il tatuaggio tradizionale non risalterebbe,
02:03subentra la scarificazione, un'incisione superficiale che crea disegni in rilievo.
02:09In molte popolazioni dell'Africa occidentale,
02:13queste cicatrici funzionano come una vera e propria carta d'identità incisa sul volto,
02:20indicando l'ettenia e il clan di appartenenza.
02:24Il corpo non è solo un foglio su cui scrivere,
02:28ma una materia malleabile.
02:30Gli esempi storici e antropologici sono tanti
02:34e a volte ci sembrano estremi.
02:36Gli anelli al collo delle donne Padaung in Myanmar,
02:40i piattelli labiali delle donne Mursi in Etiopia,
02:44o la fasciatura dei piedi nell'antica Cina.
02:48Tuttavia, non dobbiamo guardare troppo lontano
02:52per trovare pratiche di modellamento.
02:54Anche in Occidente,
02:56la frequenza in palestra,
02:58il bodybuilding e le diete per inseguire la magrezza
03:02sono tentativi di adattare il corpo ai canoni estetici dominanti.
03:08Se nel dopoguerra attrici come Sophia Loren
03:12incarnavano la bellezza nell'opulenza,
03:15segno di abbondanza dopo le carestie,
03:18oggi il paradigma è cambiato.
03:21Il concetto di bello sociale ci insegna
03:24che l'ideale di bellezza non è universale,
03:27ma varia da cultura a cultura
03:30e di epoca in epoca.
03:32In definitiva, il corpo umano
03:35è il primo e più potente strumento di comunicazione culturale.
03:40Come sintetizza magnificamente l'antropologo Marco Aime,
03:44sembra che quell'insieme di muscoli,
03:47nervi, ossa, tessuti
03:50sia troppo naturale per essere vissuto come umano
03:53e che occorra aggiungervi degli optional
03:56in modo da strapparlo alla natura
03:59e spostarlo sul terreno della cultura.