00:00Dedico questo video a Edgar Morin, filosofo e sociologo francese, morto a Parigi il 29 maggio
00:082026, all'età di 104 anni, a poche settimane dal suo 105esimo compleanno. Con lui scompare
00:17uno dei pensatori più lucidi e necessari del nostro tempo. Voglio ricordarlo attraverso le
00:24idee di una sua opera importante, i sette saperi necessari all'educazione del futuro. In quest'opera
00:32Morin si chiede come accediamo alle informazioni sul mondo e soprattutto come organizzarle per
00:40riconoscere e connettere i problemi cruciali in cui viviamo. La sua risposta è chiara, serve una
00:48riforma del pensiero. Morin individua quattro dimensioni rese invisibili dall'educazione ma
00:57che devono diventare evidenti. La prima è il contesto, un dato, un'informazione, una parola
01:05isolata non significano nulla. La parola amore cambia senso in un contesto religioso o profano.
01:13contestualizzare è, come dice Claude Bastien, la condizione essenziale dell'efficacia del
01:21funzionamento cognitivo. La seconda è il globale, l'insieme è più della somma delle parti.
01:29Società e pianeta sono organizzati da relazioni interretroattive che non si trovano nelle parti
01:35se le isoliamo. Morin cita Pascal, è impossibile conoscere le parti senza conoscere il tutto e
01:43viceversa. La terza è il multidimensionale, l'essere umano è insieme biologico, psichico,
01:50sociale, affettivo, razionale. Non si può isolare una dimensione dall'altra. La quarta è il complesso,
02:00complexus significa ciò che è tessuto insieme. La complessità è il legame tra l'unità e la
02:08molteplicità. Morin critica duramente l'iperspecializzazione e propone l'intelligenza
02:16generale, la curiosità che pone e risolve problemi, che la scuola spesso spegne. Morin ci lascia un'eredità
02:25enorme. Li invito a pensare insieme, a non separare ciò che è unito. Grazie Edgar.