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Il pensiero filosofico di Platone #Platone #filosofia #cultura #classici #Fedone #Repubblica #Simposio
#trutzy #video #blog Nota etica e normativa
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Trascrizione
00:00Oggi faremo un viaggio affascinante nel pensiero di uno dei giganti della filosofia, Platone.
00:07Immaginate di vivere in un periodo di profonda crisi, dove le certezze crollano e la giustizia
00:14sembra un'utopia. È esattamente il mondo in cui vive il nostro filosofo ed è da qui che nasce la
00:22sua straordinaria ricerca della verità. Mettetevi comodi, si parte. Platone nasce ad Atene intorno
00:29al 427-428 a.C. da una famiglia aristocratica. Fin da giovane la sua visione del mondo viene
00:39segnata da eventi drammatici. Atene vive il trauma delle mutilazioni delle Erme, le statue di Ermes
00:48e il clima di forte instabilità politica che culmina nel governo dei 30 tiranni, tra i quali
00:56vi è anche il suo parente Crizia. Ma il colpo più duro arriva nel 399 a.C. La democrazia,
01:04appena tornata al potere, condanna a morte Socrate, un uomo giusto e suo maestro. Platone vive così
01:13una doppia cocente delusione, verso l'oligarchia dei 30 e verso la democrazia che ha condannato
01:20Socrate. Da questa esperienza matura progressivamente la convinzione che il buon governo richieda non
01:29soltanto leggi ma anche una profonda formazione morale e filosofica di chi è chiamato a governare.
01:38Dopo la morte di Socrate, Platone lascia Atene e intraprende una serie di viaggi tra Megara,
01:45Cirene, la Magna Grecia e la Sicilia, secondo una tradizione antica la cui cronologia non è
01:53sempre certa. Torna poi ad Atene e intorno al 387 a.C. fonda l'Accademia. Legata al culto delle
02:01muse e situata presso il ginnasio dell'Accademia, diventa una comunità dedicata allo studio e alla
02:10formazione filosofica. In essa Platone sviluppa anche il progetto di formare persone capaci di
02:18unire conoscenze e responsabilità politica secondo l'ideale del filosofo governante, come insegna
02:26Platone. Per alcuni aspetti più profondi del suo pensiero attribuisce grande importanza all'insegnamento
02:36orale, anche se il problema delle cosiddette dottrine non scritte rimane discusso dagli
02:43studiosi. Ci lascia inoltre una raccolta tradizionalmente costituita da 35 dialoghi e 13 lettere, anche se
02:53l'autenticità di alcune opere è oggetto di discussione. Il dialogo scritto è il suo modo per restare fedele,
03:02almeno in parte, al metodo di indagine socratico. La filosofia è ricerca, confronto, interrogazione e
03:11non semplice trasmissione di verità già possedute. Per spiegare concetti complessi e realtà che vanno
03:19oltre la conoscenza sensibile, Platone utilizza anche i miti, racconti simbolici capaci di esprimere
03:28ciò che il ragionamento da solo non riesce sempre a spiegare. Nei dialoghi giovanili Platone difende
03:36Socrate e mette in scena la sua ricerca della virtù e della conoscenza. In questi dialoghi emerge
03:45soprattutto la concezione socratica, secondo cui la virtù è strettamente legata alla conoscenza e alla
03:53possibilità di essere educata. Nei dialoghi della maturità invece, Platone sviluppa progressivamente
04:02una propria originale filosofia, nella quale il bene assume un ruolo fondamentale.
04:11Arriviamo ora al cuore della sua filosofia della maturità, la teoria delle idee. Per Platone la conoscenza
04:19autentica non può limitarsi al mondo sensibile, perché le cose che percepiamo sono mutevoli e
04:25imperfette, le idee sono realtà intelligibili, perfette, immutabili e trascendenti rispetto al
04:33mondo sensibile. Nel Fedro Platone rappresenta simbolicamente l'ambito delle idee attraverso
04:40l'immagine dell'iperuraneo, cioè di ciò che sta oltre il cielo, non un luogo fisico, ma una rappresentazione
04:49mitica della dimensione intelligibile. Il nostro mondo sensibile presenta quindi realtà mutevoli che possono
04:57essere comprese in rapporto alle idee. Da qui nasce la distinzione gnoseologica tra opinione, che riguarda
05:07prevalentemente le realtà sensibili e mutevoli, e scienza che riguarda ciò che è stabile e
05:13intelligibile. Ma che legame c'è tra le idee e le cose? Dal punto di vista gnoseologico le idee
05:22costituiscono criteri attraverso i quali possiamo giudicare e comprendere la realtà. Dal punto di vista
05:29ontologico Platone parla di rapporto di imitazione o mimesi e di partecipazione o metexis delle cose
05:39alle idee. La tradizione manualistica distingue diversi ambiti delle idee, comprendendo i valori,
05:47come il bene e la giustizia, le idee matematiche e le idee relative alle realtà naturali e artificiali.
05:55Non si tratta però di una classificazione sistematica e definitiva formulata da Platone
06:02in questi termini. Nella Repubblica, al vertice della dimensione intelligibile, troviamo l'idea
06:12del bene, che rappresenta il principio fondamentale della conoscenza e dell'intelligibilità. Ma il
06:22legame tra le idee e la nostra mente ci porta a uno dei dialoghi più profondi di Platone, il
06:29fedone. Qui il filosofo lega la teoria delle idee alla preesistenza dell'anima, alla reminiscenza e alla
06:38ricerca della sua immortalità. Riallacciandosi anche a temi della tradizione orfico-pitagorica,
06:45Socrate presenta l'anima come una realtà capace di sopravvivere alla morte. Per sostenere
06:53questa tesi, utilizza tra gli altri la legge dei contrari, così come dal sonno si passa
07:00alla veglia e viceversa, Socrate sostiene che anche dalla vita si genera la morte e dalla
07:07morte e dalla vita. Questo argomento vuole mostrare che la morte non costituisce necessariamente
07:14la fine dell'esistenza dell'anima. Ma come facciamo a conoscere le idee se il nostro mondo
07:21è fatto di realtà sensibili imperfette? Qui entra in gioco la teoria della reminiscenza,
07:28cioè l'atto del ricordare. Socrate osserva che quando confrontiamo due cose che chiamiamo
07:35uguali, ci accorgiamo che la loro uguaglianza sensibile non è mai perfetta, eppure siamo
07:42capaci di giudicarle proprio perché possediamo il riferimento dell'uguale in sé. Da dove proviene
07:51questa conoscenza? Secondo l'argomento della reminiscenza, essa presuppone una conoscenza
07:58precedente all'esperienza sensibile. Platone collega quindi la conoscenza delle idee alla
08:05preesistenza dell'anima. Prima della nascita l'anima avrebbe avuto una forma di conoscenza
08:12che con l'incarnazione viene dimenticata. L'esperienza sensibile può però risvegliare
08:18questo sapere attraverso il processo della reminiscenza. La reminiscenza diventa così
08:25uno degli argomenti attraverso i quali Platone sostiene la preesistenza dell'anima. Nel fedone,
08:33insieme agli altri argomenti discussi da Socrate, contribuisce anche alla riflessione
08:39sulla sua immortalità. L'anima viene inoltre presentata come affine a ciò che è intelligibile,
08:48stabile e divino. Ma cosa spinge l'anima a desiderare e a cercare ciò che è bello e buono? La
08:56risposta
08:57ci arriva dal simposio dove Platone ci svela la natura di amore o Eros. Eros non è un dio ma
09:05un
09:05demone, una realtà intermedia fra il divino e il mortale. Platone lo immagina come il figlio di
09:12Poro, la ricchezza e l'ingegno e di Penia la povertà e la mancanza. Per questo amore è povero,
09:20aspro, scalzo e senza casa, sempre bisognoso e sdraiato sulla terra nuda, ma per parte di padre
09:27è un cacciatore astuto, ricco di risorse, amante del sapere, mago e sofista. Eros non è mai né
09:36completamente povero né completamente ricco né completamente mortale né immortale e sta in mezzo
09:43fra la sapienza e l'ignoranza. E' proprio questa sua natura di mancanza e desiderio a spingere l'essere
09:52umano verso ciò che è bello e buono. Nel simposio questo desiderio conduce progressivamente verso forme
10:00sempre più alte di conoscenza e contemplazione del bello. Eros diventa così una potente immagine
10:10del desiderio filosofico, il desiderio di superare ciò che già possediamo per cercare
10:18qualcosa di più alto. Come si traduce tutto questo in politica? Nella Repubblica Platone
10:27delinea lo stato ideale. Per il filosofo la giustizia consiste nell'ordine armonico delle
10:34diverse parti della città e dell'anima. L'ordine politico non nasce quindi semplicemente dall'assenza
10:42di conflitto, ma dalla corretta organizzazione delle diverse funzioni. La giustizia si realizza
10:51quando ciascuno svolge il proprio compito in accordo con la propria natura e con le proprie
10:57capacità creando un equilibrio che rispecchia l'armonia dell'anima giusta. Quest'armonia interiore
11:05si fonda sul rapporto equilibrato tra le tre parti dell'anima, la razionalità, lo spirito o parte
11:14irascibile e gli appetiti o parte concupiscibile. Per raggiungere questo risultato è fondamentale
11:22l'educazione dei cittadini e soprattutto dei futuri custodi, una profonda formazione
11:28intellettuale, morale e fisica che prepari a una società ordinata e giusta. Abbiamo quindi tre
11:36gruppi fondamentali, i governanti guidati dalla parte razionale dell'anima hanno come virtù propria
11:44la sapienza, i guerrieri o ausiliari associati alla parte irascibile hanno come virtù il coraggio
11:52la temperanza invece riguarda l'intera città ed esprime l'accordo tra le diverse parti su chi debba
12:01governare. La giustizia rappresenta infine l'armonia complessiva quando ciascuna parte
12:08svolge correttamente la propria funzione. Per governanti e guerrieri, cioè per la classe dei
12:15custodi, Platone ipotizza una forma di comunanza dei beni, niente proprietà
12:22privata, niente ricchezze personali, abitazioni e pasti semplici. Prevede inoltre per i custodi la
12:31comunanza delle donne e dei figli che non devono essere considerati proprietà individuale e vengono
12:38educati secondo l'organizzazione della città. Platone propone inoltre una posizione
12:46sorprendentemente innovativa per il suo tempo riguardo alle donne. Le donne appartenenti alla
12:53classe dei custodi, se dotate delle necessarie capacità, possono ricevere un'educazione simile
13:00a quella degli uomini e svolgere anche funzioni militari e di governo. Non si tratta però di una
13:08completa uguaglianza nel senso moderno del termine, ma della possibilità che le donne dotate
13:17delle stesse capacità svolgano le medesime funzioni all'interno della classe dei custodi. Ma come si
13:27fa a comprendere questa verità e a guidare la società? Qui Platone ci regala una delle immagini
13:34più potenti di tutta la filosofia, l'allegoria della caverna. Immaginate degli uomini incatenati
13:42in una grotta, costretti a guardare le ombre proiettate sulla parete e convinti che quelle
13:49ombre siano la realtà. L'allegoria illustra il difficile percorso che conduce dall'ignoranza
13:56alla conoscenza, dal mondo delle apparenze alla comprensione della realtà intelligibile.
14:05L'uscita dalla caverna rappresenta l'educazione filosofica. All'esterno il prigioniero liberato
14:12contempla progressivamente una realtà più vera, fino a raggiungere il sole, simbolo dell'idea
14:21del bene. Ma il percorso del filosofo non termina qui. Chi ha raggiunto la conoscenza
14:27deve tornare nella caverna. Il filosofo è chiamato infatti ad assumersi una responsabilità
14:34politica. Deve mettere la propria conoscenza al servizio della città. Attenzione però,
14:41lo stato ideale è fragile. Platone descrive nella Repubblica una progressiva degenerazione
14:48dei regimi politici. Si passa dalla timocrazia all'oligarchia, dall'oligarchia alla democrazia
14:56e infine dalla democrazia alla tirannide. La democrazia viene criticata da Platone quando
15:03la libertà si trasforma in eccesso e quando i desideri individuali finiscono per prevalere
15:10sull'ordine della città. Secondo il suo ragionamento, questo eccesso può aprire la strada
15:17alla tirannide. Il tiranno, che appare inizialmente come difensore del popolo, finisce per circondarsi
15:26di persone senza scrupoli per proteggersi dall'odio dei cittadini. Diventa così, secondo Platone,
15:34l'uomo più infelice di tutti, schiavo delle proprie passioni, privo di autentica libertà e responsabile
15:45della distruzione dell'ordine politico. Ma il pensiero di Platone non si limita alla struttura
15:55dello Stato o alla teoria delle idee. Un aspetto meno noto ma altrettanto affascinante è il suo
16:03interesse per la danza, il ritmo e il movimento. Nelle leggi Platone non considera la danza un
16:10semplice intrattenimento. Il movimento ritmico insieme alla musica e al canto svolge una funzione
16:20importante nell'educazione dei cittadini e nella formazione del carattere. Platone collega il ritmo
16:27e l'armonia alla natura umana e osserva come i giovani, quando sono felici, tendano spontaneamente
16:35a muoversi e a danzare. Il movimento ritmico diventa così una forma di educazione del corpo e
16:43dell'anima. In alcuni passi delle leggi, Platone attribuisce inoltre al movimento ritmico una funzione
16:51di regolazione delle emozioni. Di fronte all'agitazione e alla paura, il movimento ritmico può contribuire
16:59a riportare calma e ordine. Possiamo quindi parlare, con le dovute cautele, di una sorta di
17:07funzione terapeutica della danza nel pensiero platonico, purché non la confondiamo con la
17:13moderna danzaterapia. Platone non elabora infatti una teoria della danzaterapia nel senso contemporaneo,
17:22ma riconosce al ritmo, al movimento e alla musica una capacità educativa e regolatrice
17:29delle emozioni. La danza diventa così parte di una concezione più ampia dell'educazione,
17:36formare un essere umano nel quale corpo, emozioni e ragione possano raggiungere una condizione
17:44di armonia. La felicità, ci dice Platone, non consiste semplicemente nel soddisfare i
17:51nostri desideri, è legata alla giustizia, alla ricerca della verità e all'armonia dell'anima,
17:58ed è alimentata da quel desiderio inestinguibile che Platone chiama Eros, la spinta a cercare
18:05ciò che ancora non possediamo e a elevarci verso ciò che riconosciamo come bello, buono
18:11e vero. E voi cosa ne pensate di questo lato più umano, educativo e passionale del grande
18:19filosofo e soprattutto vi aspettavate di trovare nella filosofia di Platone anche una riflessione
18:26così importante sul corpo, sul ritmo e sulla danza? Fatemelo sapere nei commenti, confrontiamoci
18:35insieme. Se questo video vi è piaciuto lasciate un like e iscrivetevi al canale per non perdere
18:46il prossimo viaggio nella filosofia.

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