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🏛️ Dalla sapienza degli antichi al fuoco del pensiero: un viaggio nella filosofia greca
Dalle colonne dell'Acropoli alle rovine di Paestum, dal mito di Prometeo che ruba il fuoco agli dèi fino alla rivoluzione di Socrate: la filosofia greca non è solo storia, è l'origine del nostro modo di pensare il mondo. 🌅
In questo video vi porto tra statue, templi e paesaggi che hanno visto nascere le domande più grandi dell'umanità: chi siamo? Cosa possiamo conoscere? Come dobbiamo vivere insieme?
🔥 Il fuoco di Prometeo, il relativismo dei Sofisti, l'ironia di Socrate: ogni immagine è un frammento di quel dialogo millenario che ancora oggi ci interroga.
💬 E tu, quale domanda filosofica senti più tua? Scrivila nei commenti! 👇
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Trascrizione
00:00Oggi vi parlo di Protagora, il padre della sofistica, da cui prende il nome un dialogo di Platone.
00:09La sofistica sposta l'attenzione dall'indagine sulla natura all'essere umano, al linguaggio, alla politica.
00:19Protagora di Abdera inaugura l'insegnamento professionale e Platone gli dedica al vivace dialogo Protagora,
00:26dove si confrontano modelli diversi di sapienza ed educazione.
00:31Protagora, nato ad Abdera attorno al 490 a.C., viaggia tra le città greche.
00:39Ad Atene frequenta Pericle e collabora alle leggi della colonia di Turi.
00:45La tradizione narra di accuse da impietà e libri bruciati, ma le fonti sono discordi, le circostanze della sua morte
00:53restano incerte.
00:55Delle sue opere restano frammenti e testimonianze, sulla verità antilogie, sugli dèi scritti su retorica ed educazione.
01:06Centrale la tesi, l'uomo è misura di tutte le cose.
01:11Questa tesi può essere interpretata in tre modi diversi.
01:15Primo, uomo inteso come singolo.
01:19Ogni individuo valuta la realtà dal suo punto di vista.
01:23Ciò che appare caldo per me può essere freddo per te.
01:27Secondo, uomo inteso come specie.
01:31La specie umana conosce la realtà in maniera diversa degli altri esseri viventi.
01:36Terzo, uomo inteso come cultura umana, secondo cui i valori e le norme variano tra comunità e civiltà differenti.
01:48Relativismo culturale.
01:53Protagora coltiva le antilogie, ossia saper sostenere tesi opposte per esercitare il giudizio critico.
02:04Criterio guida è l'utile.
02:06Il sapiente trasforma una condizione peggiore in migliore, valutando conseguenze per individuo e comunità.
02:16La retorica è arte politica che usa il linguaggio e l'argomentazione per partecipare alla polis.
02:24Nelle assemblee, chi sa parlare delibera, confronta tesi e trova ciò che è più vantaggioso per la città.
02:31Il sofista educa alle competenze civiche.
02:36Secondo l'agnosticismo, sugli dèi non posso sapere né che esistano né che non esistano.
02:43Limiti della conoscenza spostano l'attenzione sui problemi umani.
02:48Nel dialogo Protagora, all'alba, Socrate accompagna Ippocrate da Caglia.
02:54Nella casa insegnano anche Ippia ed Prodico.
02:57Il dialogo di Platone e Protagora parla del mito di Prometeo.
03:02Vediamo brevemente la trama che inizia un mattino presto ad Atene, in casa del ricchissimo Caglia,
03:08dove Protagora alloggia durante uno dei suoi soggiorni in città.
03:12Il dialogo si apre di buon'ora.
03:15Prima dell'alba, Socrate sente bussare insistentemente alla porta.
03:21È Ippocrate, un giovane di buona famiglia, svegliatosi in preda all'entusiasmo perché ha saputo che Protagora è arrivato in
03:32città.
03:34Ippocrate vuole diventare allievo del celebre sofista e chiede a Socrate di accompagnarlo e di intercedere per lui.
03:43Quindi, Socrate, con la sua tipica ironia, prende tempo.
03:48Prima di andare, fa passeggiare il giovane nel cortile e comincia a interrogarlo.
03:54Chi è Protagora?
03:55Che cosa insegna?
03:57Che cosa diventerà Ippocrate frequentandolo?
04:01Ippocrate, che fino a quel momento non si era posto la domanda con sufficiente attenzione, comincia a rendersi conto di
04:10non saper rispondere.
04:12E Socrate allora lo mette in guardia, con una metafora efficace.
04:17Il sofista è come un mercante di cibo per l'anima.
04:21Come un venditore di cibarie, non sa necessariamente quali siano sane e quali nocive.
04:28Così il sofista loda tutte le conoscenze che vende, senza sapere quali siano buone per l'anima.
04:35Solo chi è medico dell'anima può comprare a occhi chiusi.
04:40E Ippocrate, che è giovane e inesperto, dovrebbe riflettere bene prima di affidare la propria anima bene, ben più prezioso
04:51del corpo, a un forestiero appena arrivato.
04:54I due si recano comunque a casa di Caglia e qui Platone ci regala una delle scene più vivaci e
05:03teatrali di tutta la sua produzione.
05:06Appena entrati, Socrate resta incantato dallo spettacolo che gli si para davanti.
05:14È come entrare in un tempio della sapienza, dove diversi maestri celebrano i loro riti.
05:21Protagora passeggia nel portico circondato da un vero e proprio coro di discepoli,
05:28che lo seguono ordinatamente come gli adepti di Orfeo seguono il canto del poeta.
05:33Quando lui si gira, la folla si apre e si richiude dietro di lui, con movimenti quasi coreografici.
05:42In un'altra parte del portico siede Ippia di Elide, in cattedra, circondato da giovani che gli pongono questioni astronomiche
05:53e cosmologiche.
05:54E lui, dall'alto del suo seggio, risolve e spiega ogni cosa con aria solenne.
06:02Più indisparte, in una stanza che un tempo era la dispensa di Caglia,
06:09prodico di Ceo tiene lezione ancora avvolto nelle coperte, a letto,
06:15e la sua voce profonda rimbomba nella stanza, rendendo incomprensibili le parole.
06:24Socrate ammira lo spettacolo, ma è chiaro che il suo sguardo è quello di chi osserva con un misto di
06:31curiosità e di distanza critica.
06:35Avvicinatosi a Protagora, Socrate gli espone la richiesta di Ippocrate.
06:39Il sofista, con grande sicurezza, accetta di parlare davanti a tutti e, interrogato su che cosa insegnerà al giovane, risponde
06:50con orgoglio.
06:51Gli uomini il buonsenso nelle faccende private e negli affari della città.
06:56Li renderò abilissimi nel curare gli interessi della città, nell'agire e nel parlare.
07:02In altre parole, Protagora si presenta come un maestro di virtù politica, capace di formare buoni cittadini.
07:11È qui che Socrate sferra il primo attacco.
07:15Se la virtù politica si potesse insegnare, osserva, perché ad Atene, nell'assemblea, anche chi non la possiede può parlare
07:27di politica,
07:28mentre per le questioni tecniche costruire un edificio, costruire una nave, si ascoltano solo gli esperti?
07:38E perché uomini virtuosi come Pericle non hanno saputo trasmettere la virtù ai propri figli,
07:47lasciandoli girare come animali sacri, nella speranza che la virtù capitasse loro per caso?
07:53Dunque, conclude Socrate, la virtù non sembra insegnabile.
07:59Protagora, prima di rispondere con un ragionamento, chiede all'assemblea se come risposta preferisce un mito o una dimostrazione.
08:08L'assemblea sceglie il mito, e qui Platone ci regala uno dei racconti più belli di tutta la letteratura filosofica.
08:17All'origine, gli dèi crearono gli esseri viventi, affidando a Prometeo ed Epimeteo la distribuzione delle qualità.
08:28Epimeteo, poco accorto, distribuì tutte le facoltà tra gli animali, forza, velocità, artigli, ali, pellicce,
08:37lasciando l'uomo nudo, scalzo e inerme.
08:41Prometeo, allora, per rimediare all'errore del fratello, rubò ad Atena ed Efesto la tecnè, il fuoco e le arti
08:51meccaniche,
08:52e le donò all'uomo.
08:54Grazie a questo dono, l'uomo imparò a parlare, a costruire case, a vestirsi, a coltivare la terra, a credere
09:03negli dèi.
09:04Ma la tecnica non basta.
09:06Gli uomini, pur dotati di arti, continuano a morire, perché privi dell'arte e della convivenza.
09:14Quando cercano di riunirsi in città, finiscono per farsi torto l'un l'altro, e si disperdono di nuovo, preda
09:23delle fiere.
09:24Zeus, temendo l'estinzione del genere umano, invia allora Hermes a portare a tutti gli uomini, non solo a pochi
09:32esperti,
09:33il rispetto e la giustizia, con la legge che chi ne è privo deve essere messo a morte come flagello
09:40della città.
09:41Da qui la dimostrazione di Protagora.
09:44Tutti partecipano della virtù politica, altrimenti la città non potrebbe esistere,
09:50per questo ad Atene chiunque può dare consigli in assemblea, anche il fabbro o il calzolaio.
09:57La virtù è insegnabile, perché tutta la società, famiglia, scuola, città, educa costantemente i cittadini alla giustizia,
10:07punendo chi sbaglia, non per vendetta, ma per prevenzione.
10:12Il fatto che da padri virtuosi nascano figli cattivi, non prova che la virtù non sia insegnabile.
10:22Così come in una città in cui tutti fossero flautisti, i figli dei migliori non sarebbero necessariamente i migliori flautisti,
10:33ma tutti sarebbero comunque superiori a chi non ha mai suonato.
10:38Socrate, ammirato dal discorso, chiede però un chiarimento.
10:43La virtù è una cosa sola, e giustizia, saggezza, santità, temperanza e coraggio ne sono parti distinte come gli occhi.
10:55Il naso e le orecchie sono parti del volto, oppure sono semplicemente nomi diversi della stessa cosa?
11:02Protagora risponde che sono parti distinte, come le parti del volto.
11:08Ciascuno può possederne alcune senza possederle tutte.
11:12Ci sono uomini giusti, ma non saggi, uomini coraggiosi, ma ingiusti.
11:18Socrate, con la sua tipica abilità dialettica, comincia allora a mostrare che le cose non stanno così.
11:27Attraverso una serie di domande incalzanti, porta Protagora ad ammettere che la giustizia è santa,
11:33la santità è giusta, la saggezza è temperanza.
11:37Le diverse parti della virtù finiscono per assomigliarsi sempre di più, fino a coincidere,
11:44e Socrate riprende poi la domanda iniziale.
11:51Il coraggio è diverso dalle altre parti della virtù?
11:56Protagora sostiene che il coraggio è del tutto diverso.
12:00Si possono trovare uomini ingiusti, ma coraggiosi.
12:04Socrate lo porta però a una conclusione paradossale.
12:09I coraggiosi sono audaci, e gli audaci che conoscono come i palombari, o i cavalieri, sono coraggiosi,
12:20ma anche chi è audace senza conoscere è audace, però è un pazzo, non un coraggioso.
12:27Il vero coraggio è allora la conoscenza delle cose temibili e non temibili,
12:34così il coraggio finisce per identificarsi con la sapienza.
12:39Proseguendo con il dialogo la discussione prende una piega paradossale, per cui le posizioni si invertono.
12:47Se l'esito del dialogo prendesse forma umana direbbe
12:51«Siete ben strani, Socrate e Protagora.
12:55Tu, Socrate, che all'inizio sostenevi che la virtù non è insegnabile,
13:00ora ti impegni a dimostrare che la virtù è tutta conoscenza e quindi insegnabile».
13:09Protagora, dal canto suo, che partiva dal presupposto che fosse insegnabile,
13:17ora pare ansioso di dimostrare che essa è tutto fuorché conoscenza.
13:25I due interlocutori si sono, insomma, scambiati i ruoli.
13:31Protagora, che aveva difeso l'insegnabilità della virtù,
13:35si ritrova ora a negare che essa sia conoscenza.
13:41Socrate, che aveva messo in dubbio che la virtù si potesse insegnare,
13:46si ritrova a sostenerne l'insegnabilità proprio in quanto conoscenza.
13:53Per Socrate la virtù si può insegnare perché coincide con la conoscenza.
14:01Il dialogo si chiude senza una vera conclusione.
14:05Protagora rimanda la discussione a un'altra volta e i due si separano,
14:12ma al lettore resta il compito di riflettere.
14:15Il Protagora mette in luce almeno tre grandi questioni.
14:21In primo luogo la sfida tra due modelli di educazione.
14:25La sofistica, che vende la virtù come tecnica
14:29e promette di formare buoni cittadini.
14:32La filosofia socratica, che nasce dal non sapere e cerca la verità nel dialogo,
14:42in secondo luogo la natura della virtù,
14:46è conoscenza, è insegnabile, è una o molteplice.
14:53Le domande restano aperte e proprio questo è il punto.
14:57La filosofia non dà risposte definitive, ma costringe a pensare.
15:03E in terzo luogo l'ironia socratica.
15:07Socrate smonta le certezze del sofista non proponendo una dottrina,
15:12ma costringendolo a contraddizioni.
15:15Alla fine, paradossalmente, sono i due interlocutori stessi a essere messi in discussione.
15:21Insieme alle loro posizioni iniziali, il lascito di Protagora.
15:27In un'epoca in cui la tradizione mitica cominciava a mostrare le proprie crepe,
15:33Protagora sceglie di spostare l'attenzione dall'oltre cielo al mondo umano,
15:39dalle certezze assolute alle scelte concrete.
15:43E' questo il suo vero lascito, aver fatto dell'uomo, con tutti i suoi limiti e le sue potenzialità,
15:52il centro della riflessione filosofica.
15:55E proprio contro questa rivoluzione, o forse proprio a partire da essa,
16:01si leverà la voce di Socrate, che del non sapere farà il punto di partenza di una ricerca ben diversa.
16:09Non la vendita di una sapienza già pronta,
16:14ma il faticoso cammino di una verità da costruire insieme,
16:19nel dialogo, domanda dopo domanda.

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  1. Trutzy
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