00:00La guerra è tornata nel continente europeo, sui campi, nelle città, tra le persone.
00:07E con essa è tornata la domanda più antica.
00:11Che cos'è davvero l'Europa? Che cosa stiamo perdendo?
00:16Per rispondere dobbiamo guardare indietro, molto indietro.
00:21Perché l'Europa non è un territorio delimitato da confini, è una memoria.
00:27Una memoria fatta di incontri.
00:30Le radici dei popoli europei affondano nelle grandi pianure steppiche tra il Mar Nero, il Caspio e l'Aral.
00:38Da lì partirono a cavallo i Celti, i Germani, i Baltoslavi, gli Sciti, i Sarmati.
00:45Ma accanto a questa matrice indoeuropea, un'altra grande componente proveniva dal sud-est, quella semitica.
00:55Egizi, fenici, ebrei, arabi.
01:00E proprio gli arabi, nel Medioevo, portarono in Europa una civiltà lussureggiante.
01:07In Spagna nacque un'arte moresca.
01:11La Giralda di Siviglia fu dapprima un minareto.
01:15In Sicilia, molti nomi geografici sono ancora arabi e le cupole tra le palme danno un aspetto esotico a diverse
01:26località.
01:27Non fu solo conquista, fu contaminazione, fu scambio.
01:34Le lingue europee raccontano questa stratificazione.
01:39Il poeta Egno si vantava di parlare tre lingue, l'Umbro, l'Osco e il Latino.
01:46I giuramenti di Strasburgo testimoniano la nascita del francese e del tedesco.
01:53Le carte capuane, quella dell'italiano.
01:56Ma entro ogni lingua sono fioriti centinaia di dialetti, separati da una vallata, da un fiume, da una condizione sociale.
02:06Prima della scuola e della televisione, molti crescevano parlando solo il dialetto della propria comunità.
02:13Questa pluralità non è un difetto, è la sostanza dell'Europa.
02:18E poi c'è l'Oriente, la cosiddetta Terza Roma.
02:22I caratteri cirillici che ripetono quelli greci, le icone bizantine, le immense distese percorse a cavallo,
02:31dove la dimestichezza con i grandi spazi rende i russi filosofi.
02:36Nasce la tradizione del populismo russo che esalta il semplice muzik, come si legge in Tolstoi.
02:44E anche i russi colti, che parlano francese e tedesco, sono partecipi dello spirito nazionale che sale dalla terra.
02:52Wiseau, nell'Ottocento, scrisse che, a differenza di altre civiltà statiche e uniformi,
02:59in Europa coesistono tutte le forme, tutti i principi di organizzazione sociale.
03:05Potere spirituale temporale, elementi monarchici, aristocratici, democratici,
03:12tutte le classi si frammischiano in uno stato di lotta continua, senza che nessuno riesca a soffocare gli altri.
03:21Questa è l'Europa, non un blocco omogeneo.
03:25Un intreccio irriducibile.
03:28Ecco perché la guerra che oggi attraversa il continente non è solo una tragedia militare.
03:35È la negazione di tutto questo.
03:38È il tentativo di ridurre la complessità a una sola voce.
03:42Di cancellare la memoria degli incontri.
03:45Di trasformare la pluralità in nemico.
03:48Ma l'Europa non è mai stata una sola cultura che ne cancella un'altra.
03:52È il risultato di millenni in cui tradizioni diverse si sono incontrate, combattute, influenzate.
04:00Le differenze non sono state solo divisioni.
04:03Sono state occasioni di arricchimento.
04:07Oggi quella memoria è sotto attacco.
04:11Il patrimonio europeo non sta solo nei monumenti o nei grandi pensatori.
04:17Sta nelle parole che usiamo, nei dialetti che sopravvivono,
04:21nelle tracce arabe di una cupola siciliana,
04:24nel silenzio dei prati verso Giasnagia Poliana,
04:28sulle rive della Moscova, tra boschi di Betulle.
04:32Perdere tutto questo in una guerra significa perdere non un territorio.
04:38Significa perdere una memoria.
04:40E una memoria perduta non si ricostruisce.
04:43Per favore.
04:45Grazie a tutti