Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa

Categoria

📺
TV
Trascrizione
00:00Eccoci, nuovo appuntamento con Ipsofatto d'Italia si racconta. In apertura parleremo di intelligenza artificiale sotto esame con l'AI
00:09Act.
00:10E poi parleremo di singularity al femminile tra carne, spirito e robot. Analizzeremo la figura dell'antieroe e tracceremo l
00:18'evoluzione esistenziale e artistica del maestro La Pacchietta Fanciullo
00:23sullo sfondo storico e culturale dall'Italia del 1915 fino a oggi. Tutto questo insieme alle nostre rubriche e vi
00:31aspettiamo come sempre subito dopo la sigla.
00:58Ed eccoci in onda con una nuova puntata di Ipsofatto d'Italia si racconta. Parliamo di intelligenza artificiale, sapete, lo
01:05facciamo spessissimo
01:06perché è una sfida che chiama quotidianamente tutti noi. Un'intelligenza artificiale che è già entrata nei flussi di lavoro
01:13quotidiani delle imprese italiane
01:15ma che stesso però lo ha fatto in modo informale. Infatti, secondo l'osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano
01:25otto lavoratori su dieci che utilizzano strumenti di EI lo fanno attraverso applicazioni non fornite né approvate con l'azienda.
01:34Però abbiamo una novità che è l'EI Act, ovvero il Regolamento Europeo sull'intelligenza artificiale
01:41tramite il quale le imprese saranno chiamate a garantire maggiore trasparenza su fonti logiche di funzionamento
01:47e responsabilità dei sistemi utilizzati nei processi operativi. Non vi dico niente di più, diamo il collegamento al nostro ospite
01:54che ci spiegherà meglio. Abbiamo Matteo Sgatti. Matteo, buongiorno.
01:58Buongiorno Francesca, buongiorno.
02:00Grazie, Chief Sales Marketing Officer di Remira Italia. Allora facciamo un attimo il punto insieme, Matteo.
02:07Allora, in che cosa consiste questo, diciamo, EI Act e come cambierà concretamente il rapporto tra aziende
02:19e intelligenza artificiale nei processi decisionali della supply chain?
02:25Allora, intanto grazie per l'invito Francesca. L'EI Act è qualcosa di cui secondo me c'era bisogno di
02:34avere come regolamento
02:36perché l'EI negli ultimi due anni, specialmente ripensavo stamani mentre preparavo, diciamo, la nostra chiacchierata
02:44che da due anni fa forse l'evoluzione che ha avuto l'EI non l'avrei pensata così veloce,
02:50invece è veramente un cavallo che corre, corre veloce.
02:54Per cui è diventato davvero importante riuscire a governarla e governarla in azienda.
03:00Come dice appunto l'osservatorio, c'è poca consapevolezza ancora all'interno delle aziende
03:05nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, consapevolezza che non vuol dire utilizzarla in modo errato
03:11ma non usarla secondo quelli che potrebbero essere delle best practice da utilizzare giornalmente.
03:19Ad esempio, quello che mette come pilastro fondamentale l'EI Act è quello di cercare di utilizzare l'EI Act
03:27come un sistema decisionale che non è un full automation, quindi che non dobbiamo prendere to cure
03:34ma che deve essere assistito, tracciabile e governato.
03:38E sul governo poi che la tracciabilità, che diciamo l'EI Act poi pone molta attenzione.
03:46Legandolo anche al mondo della supply chain, come hai detto te, che ultimamente sta vivendo
03:52diciamo un periodo non troppo facile, tra guerre, sanzioni oppure abbiamo visto anche insomma
04:03atti che minano la libera circolazione delle merci con accise che in qualche modo vengono
04:11tirate su e giù, ecco, avere, utilizzare strumenti come l'EI è sicuramente un vantaggio
04:17però con l'EI Act appunto l'obiettivo è quello di portare dati accurabili, tracciabili scusate
04:25e accurati, cioè devono in qualche modo essere utilizzati con cautela e utilizzando quello
04:33che sono dati aziendali che molte volte sono invece non troppo omogenei o comunque che provengono
04:41da diversi sistemi e quindi trovare un'orchestrazione che permetta di trovare questo mole di informazioni
04:50e utilizzarle nel modo più corretto possibile.
04:54Assolutamente, tra l'altro, scusa Matteo ti ho interrotto perché hai già fatto bene intendere
05:00ma vorrei ribadire questo punto perché staventa sempre questa parte, voi di Remira Italia
05:06siete i primi a sostenere che sia assolutamente con dizio sine qua non una supervisione umana
05:14costante di tutti questi processi, ecco vorrei fare il punto su questo, se vuoi dirci qualcosa in più.
05:20No, no, ci stavo arrivando ma è corretto, cioè la cosa importante, l'EI Act poi mette come verno principale
05:28della normativa di Human in the Loop, cioè di avere la parte umana che sovraintende e governa comunque i processi.
05:35Al Politecnico di Milano, all'osservatorio dove partecipiamo anche noi, l'AI abbiamo vista principalmente
05:41come fonte di automazione, quindi di supporto alle scelte dell'operativa dell'attività umana,
05:47con l'AI Act si va oltre, cioè sì è vero il supporto va bene, l'automazione va bene ma
05:53la parte diciamo di consapevolezza
05:56e quindi la parte operativa e decisionale deve rimanere comunque nella parte diciamo umana,
06:02quindi l'utente deve essere in grado di leggere e analizzare il risultato che l'AI propone
06:10ma che alla fine deve essere in qualche modo trasparente nei confronti dell'utente in modo tale che lui possa
06:17prendere decisioni
06:17che a volte possono anche andare in contrasto, non è che per forza se lo dice l'AI deve essere
06:24accettata tu pur,
06:26come dicevo all'inizio, quindi l'obiettivo appunto dell'AI Act è quello di creare utenti consapevoli
06:33utilizzando dati aziendali che in qualche modo oggi difficilmente rendono, vista la vastità di informazioni
06:38che dobbiamo gestire posizionalmente di difficile interpretazione.
06:42Fessimo, ma quindi se dovessimo dire in che direzione, in che modalità deve evolvere la cultura digitale delle imprese
06:52tu che cosa mi rispondi Matteo?
06:54Allora appunto bloccare o limitarne l'utilizzo secondo me non ha molto senso,
07:02quello che devono fare le aziende e specialmente in ambito supply chain perché secondo me lì davvero
07:08si crea un oggi un utilizzo secondo me che deve essere governato con molta attenzione
07:16e dico poi anche perché, perché nel momento in cui l'AI suggerisce per esempio di utilizzare
07:23un fornitore rispetto a un altro a seguito di controlli qualità o comunque di eventi che sono occorsi nel passato
07:33o comunque di abitudini che quel fornitore ha nei confronti dell'azienda committente,
07:40ecco come dicevo la scelta o la proposta che fa l'AI deve essere fornita in maniera più trasparente possibile
07:49e vanno dati gli strumenti agli utenti finali che utilizzano l'AI affinché il dato che viene fornito sia possibile
07:56analizzarlo
07:57dando eventualmente evidenza della scelta da dove viene, quali dati sono stati presi in considerazione,
08:03quali periodi di analisi, insomma dare dei suggerimenti per fornire una possibilità di scelta il più trasparente possibile.
08:15La parola trasparenza mi ha richiamato come associazione di idee al discorso etico, etico e anche sostenibile,
08:25sono altri due aggettivi che spesso mettono in discussione l'introduzione e l'applicazione dell'AI.
08:33Io volevo approfittare un attimo della tua presenza perché in vista di questa trasmissione,
08:37documentandomi meglio su quello che fate, ho letto che le indagini della procura di Milano
08:44hanno portato alla luce un problema strutturale del settore fashion, cioè molti brand non hanno mai avuto accesso
08:53ai dati su chi lavora i loro prodotti oltre il primo fornitore e a fare la differenza poi in aula
08:59di tribunale
09:00è proprio in più di un caso la disponibilità di documentazione sulla filiera. Ci puoi spiegare meglio?
09:07Allora sì, questo è un problema che purtroppo ultimamente si è presentato con una certa frequenza.
09:15La supply chain per i motivi che dicevo inizialmente sta diventando sempre più frammentata e di difficile gestione.
09:22Nell'ambito della moda poi si avvale di micro fornitori o aziende molto piccole e molto numerose
09:28distribuite come dicevi anche te con una profondità molto molto ampia.
09:33Per profondità intendo appunto primo livello, secondo livello e così via.
09:37Quindi le aziende del fashion fanno fatica a governare un flusso così importante di informazioni
09:45e con una diciamo velocità che il mondo del fashion la caratterizza dalle stagioni
09:52o comunque dalle collezioni che si accavalano una dopo l'altra.
09:55Per cui diventa un lavoro davvero di difficile gestione.
09:59L'AI diciamo da questo aiuta perché può come dicevo prima supportare nelle scelte raccogliere dati
10:06e proporli come soluzioni possibili a quella che può essere appunto un controllo in più
10:14o una richiesta di documentazione o di poter suggerire eventualmente dove potrebbero sorgere
10:20dei problemi in fase di commissioni, di nuove commissioni verso fornitori che in quel momento
10:28hanno un'origine di un paese che potrebbe essere un po' a rischio per n motivi come dicevamo
10:33guerre o trasporti ma anche sulla parte come dicevi te etica quindi di capire se in quel paese
10:39o in quel determinato diciamo fornitore può garantire ai propri lavoratori una certa diciamo
10:45adeguatezza sia salariale che comunque anche di trattamento.
10:49Ecco l'AI abbiamo detto può diventare davvero uno strumento che permette in questo momento difficile
10:57e particolare di avere una mano in più, una marcia in più da fornire a chi poi deve scegliere
11:03o selezionare dando appunto come scopo principale quello di analizzare tanti dati e quindi fornire
11:11soluzioni e opportunità che ad oggi umanamente diventa davvero difficile.
11:15o di ricordarsi appunto di raccogliere quei dati e di chiedere quelle informazioni ai vari
11:19fornitori quindi diventa davvero un valido supporto alle scelte.
11:24Quello che dobbiamo stare attenti a non commettere come errore è che se l'AI viene lasciata
11:28diciamo senza un controllo con quella mancanza di trasparenza diciamo prima quindi prendo
11:35quel dato come buono senza pormi troppe domande abbiamo visto che può succedere se l'algoritmo
11:41utilizzato non è così ben configurato o i dati che abbiamo in azienda non sono così
11:48stabili e diciamo organizzati nel più corretto modo possibile l'AI può a volte sbagliare
11:56come sbagliamo noi naturalmente sbaglia anche l'AI.
11:58Diciamo che è un lavoro di concerto quello che va fatto supervisione umana e aiuto dall'altra
12:07parte assolutamente ti chiedo celermente perché siamo in chiusura di intervista devo
12:13dare il collegamento poi alla rubrica di Silvia Lonzo.
12:16Matteo un'ultima domanda secondo te quanto possono incidere strumenti come audit digitali
12:21tracciabilità dei fornitori appunto e anche quello che è il digital product passport nel
12:28prevenire problemi legali parlavamo prima di aule di tribunale quindi problemi legali etici
12:34reputazionali per i brand.
12:36Allora sono fondamentali e sono tutti aiuti che purtroppo arrivano come normativa quindi
12:42come obbligo però il DPP per esempio entra in vigore nel 2027 è un obbligo normativo che
12:48viene dalla comunità europea però abbiamo visto che purtroppo senza l'obbligatorietà
12:53e senza quindi una spinta legislativa essendo un lavoro oneroso e comunque complesso da dover
13:00gestire questa diventa fondamentale per cui un po' l'obbligo e un po' diciamo gli strumenti
13:07faciliteranno l'adozione e il miglioramento della governance a SAP Lecene nei prossimi anni
13:12e sicuramente le AI come il DPP o gli sistemi di audit saranno tutti diciamo utili a governare
13:20un processo che sarà sempre più complesso e di difficile gestione sia per come dicevo
13:26prima la profondità di attori che ne partecipano e quindi che raccolgono in qualche modo informazioni
13:32e le ripropongono a tutti gli altri partecipanti sia perché appunto le richieste che vengono fatte
13:40da gli enti governativi di raccolta di informazione della loro in qualche modo organizzazione affinché
13:47anche l'utente finale consumatore sia più consapevole di quello che acquista ecco sono
13:52tutti strumenti che dovranno in qualche modo entrare nell'uso quotidiano e quindi nella gestione
13:59del lavoro e quindi anche lì l'AI act dà una mano a governare in maniera più corretta
14:05possibile le informazioni e i risultati che l'AI propone.
14:09Grazie Matteo, grazie per questo tuo intervento, buon lavoro, c'è tanto da fare quindi insomma
14:15buon lavoro, grazie ancora Matteo Gatti.
14:18Grazie a te Francesco.
14:19Grazie, ora invece l'avevo preannunciato eccoci con la nostra Silvia Alonso e le sue orme di giallo
14:24ascoltiamola insieme.
14:35Immagina di crescere in un paesino sperduto della Sicilia davanti al mare d'inverno.
14:41Immagina che nella tua famiglia ci sia un segreto custodito da anni, qualcosa di cui nessuno
14:47può parlare.
14:48Immagina che questo qualcosa sia un mostro e che viva nel bagno di casa.
14:53Ma la cosa più terribile non è il mostro, è che tutti fanno finta che la cosa sia normale.
14:57Immagina d'avere 13 anni e che tocchi a te adesso custodire quel mostro.
15:03Questo è il custode di Niccolò Ameniti, Perinaudi, editore.
15:09Nilo vive con la madre Agata e la zia Rosi in una striscia di case sul mare.
15:15Di giorno fingono di lavorare il marmo, di notte custodiscono la cosa, la creatura.
15:21Non ti dicono cos'è, ti fanno capire mano a mano lentamente che questo mostro deriva
15:28niente poco di meno che dalla mitologia greca.
15:31La famiglia Vasciaveo è la custode e la depositaria di una lunga catena di tradizione che si tramandano
15:39da circa due millenni, se non di più.
15:41E questo è un onore.
15:42E a Nilo aspetta tenere le retini, prendere quindi il testimone di questa lunga tradizione.
15:49A risentirne è la sua sete di libertà, perché di Nilo ha solo 13 anni.
15:55Ed ecco che arriva all'improvviso, come un fulmine a cielo sereno, l'incidente scatenante.
16:01Nelle vesti dell'amore, di un amore prepotente ma anche proibito.
16:05Perché Nilo fa l'incontro di Saskia, una bambina di 10 anni, che guarda caso è l'affittuario
16:10a lei insieme alla madre, di un piccolo appartamento affittato proprio dalla madre di Nilo.
16:15Quando Nilo vede la madre di Saskia, Arianna, nome mitologico non a caso, si innamora perdutamente
16:22di questa donna matura che ha 30 anni ma che in realtà ha la psicologia ancora di un
16:26adolescente, una donna, una femme fatale che non ha mai superato i traumi adolescenziali
16:33che è alla deriva.
16:35E nasce in Nilo il desiderio di proteggerla, il desiderio di prenderla sotto la sua ala
16:41protettiva, lui che in realtà è solo un ragazzino e con questo la sua voglia di fuga.
16:46Ma facciamo un passo indietro.
16:48Il romanzo inizia con un ritmo serrato da thriller, due malavitosi, proprio della Sicilia,
16:55probabilmente due mafiosi, Totò e Piero, detto Piero un pazzo, intercettano durante una loro
17:01operazione di sicari, sono dei sicari, stanno ammazzando un personaggio scomodo, stanno
17:07soffocandolo nell'auto, a un certo punto intercettano un passante, un ciclista, e ha avuto
17:11l'unico errore di trovarsi nel posto sbagliato, nel momento sbagliato.
17:16Ai sicari Totò e Piero pazzo non resta che una sola possibilità, quella di far fuori
17:21il malcapitato testimone, lo scomodo testimone, il ciclista, ma non lo fanno secondo i mezzi
17:27tradizionali, non gli tirano un colpo di pistola alla tempia, non lo giustiziano a freddo,
17:31durante l'inseguimento lo catturano e lo porteranno in un posto misterioso che, guarda
17:37caso, richiamerà, poi lo scopriremo dopo, proprio il bagno di casa dei Basciaveo.
17:42Nilo non sospetta niente, vede solo il povero ciclista svenuto, trascinato per i piedi dai
17:48due sicari in casa sua e a un certo punto la mamma, sua mamma, tira fuori le famose
17:53chiavi del bagno e apre lentamente con una suspense che si crea, prima il lucchetto basso,
18:00poi quello in alto e poi la parte intermedia.
18:03A questo punto la porta si apre, il povero malcapitato viene gettato dentro, si sente un
18:09rumore, un urlo, un urlo atterrito, ghiaccio e poi più niente. Qualche minuto dopo il corpo
18:16verrà restituito fuori e ci sarà una statua di marmo stupenda. Neanche Michelangelo avrebbe
18:22potuto scolpire nei dettagli una statua così bella. Eh sì, perché il mostro, che poi scopriremo
18:30chi è in realtà, ha studiato dalle muse stesse, sono state le muse ad apprendere a
18:36lei l'arte della scultura e quindi c'è anche questo riconoscimento, questa sorta di amore
18:43verso questo mostro, ecco perché la famiglia Vasciaveo sente questo carico, carico che viene
18:47spezzato dall'incontro di Nilo con Arianna.
18:52Ho amato la follia questo romanzo, l'ho letto d'un fiato perché ho trovato un'originità
18:57unica nel sapere coordinare le note del thriller, normalmente cupo, normalmente ambientato al
19:05nord, alla latitudine mediterranea della Sicilia e nello stesso tempo di far rientrare in questa
19:12Sicilia la tradizione della mitologia. La storia evolve in un susseguirsi di vicende che a un
19:19certo punto precipitano, precipitano verso la fine, una fine che arriva improvvisa, cruenta,
19:26inaspettata e a volte succede proprio questo, che il finale si impone in maniera autonoma
19:32all'autore e costui non può che accettarlo con sua stessa sorpresa. Allora io vi ricordo
19:37di Niccolò Amaniti, il custode e in Audi, editore, vi ringrazio per l'attenzione e vi do appuntamento
19:43una nuova puntata di Home di Giallo.
19:54Ed eccoci tornati in studio grazie a Silvia Lonzo come sempre per l'appuntamento fisso e adesso con
20:02La carne dell'eternità pubblicato ed editoriale Giorgio Mondatori, la scrittrice e artista Melina
20:08di Francesca entra a gamba tesa nel dibattito sul transumanesimo, sulla singularity e sull'ossessione
20:16contemporanea per il potenziamento umano. Le diamo il benvenuto Melanie, buongiorno anche a te,
20:21ben trovata, buongiorno.
20:23Ciao cari, buongiorno a tutti.
20:25Sono felice di averti qui ospite, non è facile perché tu sei anche, insomma vivi all'estero,
20:31adesso poi magari ne parleremo nel corso di questa intervista e poi insomma è un argomento il tuo
20:38che vai a trattare di un certo peso specifico. Allora analizziamolo man mano, tu con quest'opera
20:44cerchi di mettere al centro il conflitto, diciamo così, tra carne e algoritmo, tra emozione e perfezione
20:54artificiale. Tra l'altro proprio prima di te parlavamo di intelligenza artificiale nell'ambito
20:58della supply chain, quindi in ambito prettamente editoriale, adesso facciamo più un upgrade
21:05sull'ambito quello strettamente umano. Che cosa diresti di quest'epoca che stiamo vivendo
21:12secondo te? Ecco, come la definiresti? Anche il corpo umano come viene incasellato in quest'epoca
21:18contemporanea Melanie?
21:20Ma il corpo umano è considerato come una base biologica su cui poi innestare tutti i cambiamenti,
21:25che l'abbiamo visto anche in questa rivoluzione arcobalenica in cui si pensa che si possa fare
21:31del corpo tutto quello che si vuole, si vede anche una specie di crisi densitaria, uno si
21:36sente per esempio un gatto, un cavallo e un diavolo e si cominciano a innestare proprio
21:43anche sotto pelle delle protuberanze per esempio sulla testa per simulare delle corna, oppure
21:47ci si può trasformare in draghi, si effettuano per esempio tantissime operazioni, infinite operazioni
21:53per cambiarsi connotati. Il fatto di essere quindi, di essere stati sdoganati come base biologica
22:00può prevedere anche che un tempo molto vicino ci sarà l'innesto di microchip nel nostro cervello,
22:07nella nostra percezione, in modo da amplificare la nostra percezione. Un po' quello che noi vediamo
22:12con il transumanesimo che vuole proprio elevare l'uomo a mezzo robot, mezza macchina e mezza carne
22:22insomma, anche perché per il transumanesimo noi non siamo altro che delle coscienze immortali,
22:29delle coscienze perché la coscienza può sopravvivere in estate in un corpo che però nulla ci toglie
22:36al fatto che, come noi vediamo anche con la crio, come si chiama, quando si congerano appunto tutti i corpi
22:45in previsione di essere svegliati, dopo essere stati mummificati per secoli, ecco, di essere trapiantati
22:52in un altro corpo o addirittura in un robot. E questo è quello che sta avvenendo anche nel mio libro,
22:57perché io dico addirittura che ci sono gli spiriti, che sono dei morti, che entrano nei robot nel 2050.
23:03E questo è un passaggio addirittura successivo, che però non è completamente estraneo alla cultura
23:09contemporanea, cioè se io un po' anticipo e calco il passo su questo aspetto, noi vediamo per esempio
23:16che anche Peter Thiel, che è uno dei fautori principali del proprietario di Palantir, che è quindi
23:25di questo sistema di sorveglianza mondiale ormai, hanno tutte la percezione che, come si può dire,
23:38che attraverso l'internet, attraverso l'intelligenza artificiale, pure delle entità più o meno oscure,
23:44più o meno di luce, possano passare in questa dimensione.
23:47Melanie, l'hai detto tu e ti ringrazio, perché l'avrei specificato io in questa sede, appunto
23:53nel tuo romanzo gli spiriti scelgono di incarnarsi in robot, ma tu pensi che dietro a questa crisi
23:59identitaria che stiamo vivendo nell'epoca odierna, la tecnologia in qualche modo ci stia completamente,
24:05o perlomeno in larga parte facendo perdere quella che è l'esperienza autentica dell'essere umano,
24:10cioè ci mette lo zampino e influisce pesantemente?
24:15E chiaramente noi stiamo diventando sempre di più lontani da quella che è la nostra natura,
24:22mentali, e questo romanzo sottolinea il fatto che questo estremo mentalismo è anche molto pericoloso.
24:29La nostra natura, la nostra carnalità ci permette di essere anche spirituali, perché la spiritualità
24:37passa per il corpo e quando per esempio noi accarezziamo i petali di una rosa, sentiamo
24:42la sensualità estrema di questi petali vellutati e godiamo, e questo godimento diventa non solo
24:51godimento fisico, ma anche godimento dello spirito, senza questo passaggio della carne
24:56verso il petalo della rosa, lo spirito non sente nulla e quindi la nostra carne è il veicolo principale
25:02della spiritualità, contrariamente a quello che si pensa molto. Il rischio di questa tecnologia
25:08è di diventare mentali e quindi privi di rapporto col proprio sentimento, con le proprie emozioni
25:16e con la propria fisicità che ci permette di godere, perché il nostro scopo, e lo dice
25:23anche questo libro, questo mondo, è quello di godere l'esperienza fisica in cui siamo calati,
25:29è come se noi fossimo degli astronauti, degli internauti spaziali senza fisicità, che decidono
25:37a un certo momento di incarnarsi in questo pianeta pazzo, in cui siamo un po' dei galiotti
25:42perché hanno tutti delle patologie, tutti, nessuno escluso, e siamo come in galera, però
25:50siamo qui per riscattare questa nostra posizione di sofferenza attraverso il piacere e la bellezza.
25:55Attenzione, il piacere non è quello che noi vogliamo fare a tutti i costi, la vera
26:01libertà consiste nel mettere anche dei limiti e comunque la via della bellezza è una via
26:09percorribile per arrivare alla vera spiritualità, alla vera guarigione.
26:14Tu parlavi di pianeta pazzo, dove tutti, nessuno è immune. Allora, dicevo all'inizio, poi
26:21quello lo specifico adesso meglio, che tu da molti anni vivi tra l'Europa e gli Emirati
26:26Arabi Uniti in un contesto musulmano, una famiglia profondamente legata alla cultura araba.
26:33Ecco, questa percezione che abbiamo sicuramente in Occidente la ritrovi anche verso il Medio
26:40Oriente. Come sono questi due mondi paralleli circa il transumanesimo?
26:46Ma guarda, sicuramente ci sono, allora il mondo ormai non è più unipolare, quindi la
26:54cultura occidentale che comunque non è mai stata quella predominante. Noi con i nostri
26:59concetti anche di diritto, il mondo come lo vediamo noi, siamo solo una piccola parte
27:04di tutto il mondo che in realtà la pensa molto diversamente. Negli Emirati Arabi c'è un'apertura
27:10molto forte all'Occidente, tanto più che siamo alleati dell'America e ultimamente pure
27:15di Israele, seppur questo causi tutto lo scontento degli iraniani e di tutti i paesi limitrofi,
27:21perché con i trattati di Abramo praticamente si sono stabilite delle connessioni soprattutto
27:27economiche. Noi ricordiamoci che niente succede per le regioni religiosi o morali, ma tutto
27:34si basa sempre, tutte le alleanze, le aperture si basano sempre sull'economia. Trattati di
27:40Abramo quindi gli Emirati Arabi si sono aperti ancora di più al liberismo occidentale, tant'è
27:48vero che se tu vai a Dubai puoi girare tranquillamente in minigone eccetera, anche se resta fondamentalmente
27:53un paese musulmano, quindi sembra che puoi fare delle cose ma alla fine non le puoi fare,
27:58ogni tanto beccano sempre la trasgressione, il trasgressore che non so si bacia in spiaggia e
28:03lo mettono dentro in prigione, oppure per esempio tuttora non puoi darti la mano negli
28:07shopping mall e tutti se la danno, però se ti beccano poi ogni tanto bisogna sempre far
28:13vedere che sei in un paese musulmano. Detto questo è vero che c'è più valore, si dà
28:19molto più valore alla famiglia, tanto più che quando tu scendi dall'aereo e vai a vedere
28:25le prime pubblicità che ti saltano addosso nell'aeroporto, sono quelle di una bella macchina
28:30e la famiglia, cioè il padre che veste questo candora, la madre che veste tutta nera in
28:36abbaia e due o tre bambini, ecco perché due o tre è il numero ideale, quando tu dici
28:41io ho solo due bambini, ho cominciato a dire ho solo due bambini perché gli altri mi dicevano
28:45sempre solo, quindi quanti bambini hai? Ho solo due bambini, ecco quindi la famiglia
28:51è il primo posto, invece qua in occidente chiaramente se tu devi pubblicizzare una macchina cosa ci metti?
28:56una bella ragazza, un po' di scinta, ecco, quindi due visioni che si vedono già nella
29:00pubblicità. Hai ragione. La famiglia come centro. Hai ragione. Senti ma in questo scenario
29:06geopolitico mondiale, davvero globale, che ci sta coinvolgendo tutti i giorni, insomma,
29:16siamo appesi a notizie che arrivano da tutte le parti del mondo, tu pensi davvero che stiamo
29:22proprio andando in una direzione di una nuova epoca storica, di un nuovo ordinamento mondiale?
29:29Ma chiaramente l'America ormai è un impero sovraesteso, non può abbracciare tutto, sta già
29:34lasciando un pochino andare anche Taiwan. Lui, l'America vuole tutto il potere sugli stretti,
29:41i choke point, lo stretto di Malacca, Cuba, lo stretto di Panama, il canale di Panama, vuole
29:49l'accesso dell'agroilandia, perché vuole l'agroilandia? Perché vuole l'accesso ai mari
29:53del nord che si stanno sciogliendo e che quindi assicureranno un'economia, cioè chiaramente
29:59qua noi siamo di fronte non tanto alla guerra Iran, eccetera, o la guerra ucraina, tutte queste
30:05guerre fanno parte già della terza guerra mondiale, cioè noi ci troviamo in un'epoca
30:10di profondo cambiamento perché l'America sta perdendo il suo potere e bisogna che si
30:14adatti, non l'ha ancora perso, ci vorranno parecchi anni, però si deve adattare a una
30:19nuova modalità per non perderlo, perché tutto si basa ancora sul dollaro che è la
30:25valuta di riserva e quindi soprattutto sul petrol dollaro, ma bisognerà che l'America
30:30si adatti e tutte queste guerre succedono proprio per questo motivo, la Cina che diventa
30:36potente, che si è avvicinata attraverso la Belt and Road Initiative, che è una specie di
30:42antica via della seta, per passare anche vicino all'Europa, cioè l'Europa voleva fare
30:50questi accordi con la Cina per collegarsi a questa via di terra fatta di ponti, infrastrutture,
30:58oleodotti ed evitare che tutto passi via mare, ma chiaramente l'America non l'ha lasciato
31:04e quindi tutte queste guerre, anche l'Ucraina eccetera, servono per staccare anche l'Europa
31:12da quel blocco che se diventasse euro-asiatico sarebbe veramente pericoloso per l'America,
31:19quindi Russia, Cina, in questa cosa Iran, tutto l'est diciamo, ecco questa cosa, questa
31:26fa veramente molta paura, quindi l'America cerca di dividere il più possibile per continuare
31:33a dominare e tutto quello che si dice moralmente, esportazione di democrazia, sono un po' delle
31:38cavolate rispetto al vero senso della cosa che qua è in ballo, il dollaro, l'economia,
31:44un possibile collasso totale perché l'indebitamento del dollaro adesso raggiunge i 39 trilioni
31:51di dollaro e questo veramente è una, solo con le guerre si può ammazzare un po' questo
31:59debito sovraumano e quindi ci troviamo veramente, siamo nella guerra, siamo in un cambiamento
32:07totale, ci saranno anche per esempio noi pensiamo che dallo stretto di Hormuz passano il 30%
32:13dei fertilizzanti, una cosa che nessuno parla ma senza fertilizzanti c'è la fame in molti
32:18paesi e quindi siamo comunque di fronte a un rincaro della vita totale di cui pagheremo
32:23anche noi le spese e non c'è, come si può dire, ci siamo già dentro, non è che io
32:31me
32:31l'aspetto, ci siamo già dentro, quindi saranno tempi più difficili degli altri e io veramente
32:35per me è terribile perché mio figlio sta facendo la leva militare negli Emirati Arabi
32:40perché ha 18 anni e loro sono obbligati a fare militare per un anno e mio marito comunque
32:45ha il suo commercio e tutto ed è un po' più difficile del solito, Dubai e Abu Dhabi
32:51si sono, più Dubai perché a Abu Dhabi praticamente vivono molto gli indigeni, la popolazione è
32:57veramente miratina, Dubai si è svuotata del turismo per riprendersi ci vorranno anni ormai
33:02per riprendere l'immagine di posto immacolato e sicuro.
33:07Melanie, un'ultima domanda, anzi io ti ringrazio tantissimo per questo scenario raccontato
33:13da chi certe realtà poi le vive quotidianamente oltre a essere una donna di grande cultura
33:18e di grande documentazione. Mi sono dovuta segnare questa definizione di Barbara Alberti
33:25che ti ha così descritta, un prisma in moto perpetuo, mentre Carlo Motta parla di te come
33:32di un artista che scrive. Allora tu contamini le arti, la scrittura e l'arte, come è stato
33:39accolto questo romanzo? Non sono facili i temi che tratti, bisogna entrarci dentro, mi dai
33:45un feedback collettivo che hai ricevuto fino a oggi?
33:49Mi viene da ridere perché non faccio altro che parlare di geopolitica dappertutto, perché
33:54io sono talmente spaventata da questa guerra che mi sono messa a studiare più in profondità
33:57l'angeopolitica e non faccio altro che pensare a quello e quindi non lo so dove è il mio
34:02figlio, il mio libro, no? Con me è un terzo figlio, i libri sono sempre come dei propri
34:08propaggini, sono delle proprie propaggini, non lo so, non so cosa stia succedendo, devo
34:12informarmi perché l'ho come abbandonato. Però vedi, alla fine è talmente intrinseco
34:21la geopolitica di adesso, la AI, il controllo mondiale, il transumanesimo, che è quello,
34:31è solo romanzato, ma i temi sono così attuali e futuristici che secondo me è un libro che
34:37è destinato a rimanere anche tra tanto, perché pur essendo scritto in una maniera che contempla
34:45la sinestesia, nel senso che io sono una persona che percepisce tutto in modo circolare
34:53e poi un colore può essere una vibrazione, può essere il profumo, cioè i sensi si mescolano
35:01in me e quindi questo mescolarsi ha sempre generato una scrittura molto vivida, molto
35:07vivida e presente perché non descrivo le cose in una maniera razionale. Sono un animale in
35:13questo senso, ma proprio perché per me la spiritualità e l'intellettualismo vero passa
35:18per il corpo e non si può prescindere quindi. E anche questo salto che si fa un po' verso
35:24la genialità, che non dico di essere un genio, non dico quello, ma quando per esempio c'è
35:31questo passo che avviene verso l'intuizione, il salto nell'intuizione, una persona veramente
35:37ce l'ha più facile nel descrivere le cose, perché usa in maniera femminile e intuitiva
35:43di parlare invece che la razionalità.
35:45È vero, è vero Melanie. E comunque ti faccio notare come in maniera del tutto naturale
35:50e spontanea siamo passate dalle pagine del libro infatti a raccontare di geopolitica, solo
35:55in fondo siamo tornate a questo, ma di fatto avevo parlato ancora di geopolitica, ma c'è
36:00una commissione. Melanie è stato un piacere averti nostra ospite, io ti ringrazio tanto per
36:04avere trovato il tempo per essere qui con noi.
36:07Grazie a voi, mi piace sempre parlare con voi.
36:10Grazie, grazie a Melanie Francesca, un abbraccio da parte di tutti noi, grazie ancora.
36:15L'Antieroe è una rubrica ideata e curata dal giornalista Stefano Pigolotti. Esce il
36:22martedì due volte al mese sulla testata News 48 e ci propone figure del nostro tempo con
36:28le loro vulnerabilità e anche la loro forza. Ce l'abbiamo in collegamento Stefano, ben trovato,
36:35buongiorno.
36:36Buongiorno a te, buongiorno a tutti e grazie per avermi ospitato.
36:41Grazie a te per essere qui con noi. Allora, L'Antieroe, già il titolo mi piace molto, racconta
36:47quello che di solito rimane come una narrazione fuori dal mainstream. E come nasce questa scelta
36:56editoriale e soprattutto chi si nasconde oggi nella società contemporanea dietro al profilo
37:02dell'Antieroe? L'Antieroe diventa un modo per esporsi e quindi insieme ad Assunta Corvo,
37:11News 48.it, abbiamo deciso di creare questa rubrica per dare visibilità a tutte quelle
37:19figure che tendiamo a dimenticare perché oggi siamo colti dai fuochi d'artificio, da tutti
37:25coloro che fanno vedere i muscoli, da tutti quelli che risultano invulnerabili. Invece
37:31l'Antieroe è proprio vulnerabile ed è vulnerabile perché esprime se stesso oltre ogni cosa.
37:37È come se avesse un'urgenza dentro da trasmettere e di conseguenza non si concentra troppo sui
37:43flash, sui clamori, sull'eclatanza. Semplicemente esprime quello che è e di conseguenza arriva.
37:51Quando ho iniziato a immaginarmi questa rubrica, uno dei pensieri assillanti che avevo all'inizio
37:57è ma ne avremo abbastanza di Attieroe? Eh beh sì, in realtà basta stare un pochino attenti
38:03e ne saltano fuori davvero molti.
38:07È un modo per raccontare in maniera diciamo onesta, trasparente e non polarizzata, ecco
38:14aggiungerei anche questo aggettivo non polarizzata e ne abbiamo, hai ragione, bisogna solo un attimino
38:22adrizzare, raddrizzare e puntare le antenne. Nella rubrica tu affronti dei temi come la fragilità emotiva,
38:29l'isolamento sociale, il disagio digitale e anche la crisi dell'identità. Ne abbiamo parlato tra l'altro
38:36in questa trasmissione a più riprese. Il giornalismo ovviamente ha una grande responsabilità,
38:41noi siamo chiamati a fare informazione, però io credo che abbia una grande responsabilità anche culturale.
38:46Forse è una domanda retorica Stefano, la mia, ma penso che tu sia assolutamente d'accordo con me.
38:53Concordo assolutamente perché è tramite la responsabilità, ma non vista come una pressione,
38:59cioè la responsabilità che ti schiaccia, ma proprio analizzando la parola responsabilità,
39:04abilità alla risposta. Allora se tu sei abile a rispondere, fai un qualcosa che struttura,
39:09che genera e non un qualcosa che racconta, come dire, per forza lo strappalacrime che purtroppo
39:17talvolta c'è, ma non insegui l'applauso a tutti i costi, semplicemente racconti un qualcosa
39:25che possa essere utile al mondo.
39:28Noi siamo alle prese, Stefano, con quello che è un po' il mito della performance,
39:34del successo continuo, della produttività esasperata ed esasperante,
39:39del non fermarsi mai a ciclo continuo sostanzialmente.
39:45E se, come dire, accediamo a qualsiasi mezzo mediatico, ci accorgiamo che gli organi di stampa
39:52per primi ci propinano queste figure che sconfinano addirittura nell'essere dei bulli,
39:57nel modo di imporsi. Sto parlando a livello anche proprio di persone potenti nel gestire
40:03le sorti del pianeta Terra, quindi non stiamo parlando esattamente di chi non ha voce in capitolo.
40:09Ecco, ti volevo chiedere, in realtà dall'altra parte, tu che affronti e prendi in carico queste storie,
40:16ti stai accorgendo che stiamo invece vivendo una crisi del modello tradizionale del vincente?
40:23Ma sì, anche perché ne è usurpato il modello del vincente, come dicevi perfettamente tu,
40:30cioè nel senso, io credo che ognuno di noi abbia la necessità di essere riconosciuto,
40:34di trasferire al mondo il proprio sapere, il proprio sentire, il proprio entusiasmo.
40:39È un conto trasferirlo, è un conto imporlo.
40:42Ecco, diciamo che secondo me la linea è stata superata e sembra che il modello oggi sia quello
40:48che più sono aggressivo, violento, non solo comunicativamente purtroppo,
40:54e più ottengo risultati di riconoscenza.
40:57La riconoscenza, intesa come banalità del consenso, è un qualcosa di molto pericoloso,
41:05perché si perde il significato della sostanza, si parla solo di forma,
41:10e di conseguenza tutto ciò che ruota intorno a questo vortice di illusione diventa quasi la realtà.
41:18Però questo confonde molto, confonde molto e non trova sostegno,
41:23nel senso che non dà sostegno a coloro che ascoltano e che ne fruiscono.
41:27Sono d'accordissimo e mi ha dato l'assist per un'altra domanda, un'altra curiosità.
41:32L'anti-eroe potremmo dire che è l'emblema anche dell'antisuperficialità e dell'antisensazionalismo.
41:39Ecco, ma per fare questo io credo che occorra raccontare,
41:43stando particolarmente attenti a ogni sfumatura semantica,
41:47quindi al nostro linguaggio che utilizziamo, perché i temi sono delicati.
41:52Mi racconti dietro ad ogni pezzo che approccio c'è anche dal punto di vista strettamente linguistico?
42:00Guarda, da questo punto di vista abbiamo scelto di poter raccontare dei valori e delle condizioni positive
42:12dell'essere umano e per farlo utilizzo vari anti-eroi.
42:17Sono loro che mi portano in dote il loro linguaggio, la loro semantica, il loro modo di porsi,
42:22il loro approccio, il loro atteggiamento.
42:24Se pensiamo a oggi qualche cosa abbiamo scritto, abbiamo parlato di Nicola Fabi,
42:30abbiamo parlato di vulnerabilità, abbiamo parlato di Alda Merini,
42:35e abbiamo parlato di autenticità, tra poco uscirà, lo vedremo insieme,
42:42Giorgio Scerbanenko, che è uno dei miei scrittori preferiti,
42:47e ci insegna come su un foglio bianco lo scrittore, il giornalista, non scrive cose,
42:56trasmette le sue emozioni.
42:58Ecco, è lì il rischio che corriamo, è lì il coraggio che dobbiamo avere.
43:01E quindi anche ogni parola, ogni frase, deve avere coerenza non tanto con il personaggio,
43:09che ti aiuta tantissimo, quanto con quello che vuoi trasmettere.
43:14È un po' come dire, se voglio essere costruttivo, prima devo scavare e capire cosa c'è sotto,
43:20per creare delle fondamenta solide per poter costruirci sopra.
43:24E così vale anche da un punto di vista letterario.
43:29Sì, e sembra antitetico, agli occhi e alle orecchie dei più, il fatto di dover essere assolutamente oggettivi,
43:38perché dobbiamo trasmettere la veridicità dei fatti, ma dall'altra parte anche la sfumatura soggettiva,
43:47perché anche solo in ogni aggettivo, in ogni verbo che scegliamo,
43:52c'è necessariamente qualcosa di noi che raccontiamo, che narriamo.
43:56Le due cose devono andare di pari passo, secondo me si devono avallare, non togliere l'una all'altra.
44:03Un'ultima domanda, c'è una curiosità mia personale Stefano,
44:06c'è un articolo che in particolare fino a oggi ha colpito maggiormente i lettori,
44:12ha aperto un varco di confronto con i lettori e le lettrici,
44:15e ti ha dato l'ennesima prova provata del fatto che c'è un bisogno contemporaneo di questo tipo di
44:22narrazione?
44:24Da questo punto di vista sto trattando vari temi, come ti ho accennato prima,
44:31e sto usando vari antieroi, di conseguenza che intercetto più elementi trasversali,
44:42e ci sono alcune verticalità, nel senso che magari quando parlo di verità
44:49e in una descrizione onirica con Galileo, piuttosto che Shinido Connors o Peppino Impastato
44:56che parlano in un luogo, chissà dove,
44:59intercetto coloro che in quel momento della loro vita hanno bisogno di verità,
45:03così come l'autenticità di cui parlavo prima con Alda Merini,
45:06così come la serenità di poter esprimere se stessi o il coraggio.
45:13Ecco, credo che non ce ne sia uno che più di ogni altro ha generato,
45:19o più di qualcun altro ha generato più o meno visibilità,
45:24ma credo che sia davvero trasversale quello che stiamo facendo,
45:29e talvolta intercettiamo proprio i sentimenti che in quel momento storico una persona sta vivendo.
45:37...tale vuol dire che diamo più facilmente voce ad una platea più ampia
45:41e soprattutto arriviamo ad una platea più ampia.
45:44Trasversale ci piace molto.
45:46Stefano, grazie per essere stato nostro ospite in questa puntata di Ipsofatto l'Italia si racconta
45:51e grazie per questa rubrica, l'antieroe, appunto, su News 48.
45:55Grazie, grazie a voi, grazie davvero di cuore, un abbraccio grande.
45:59...da parte nostra, grazie ancora.
46:02E ora un'altra ospite, che fra l'altro vediamo sempre come madrina dei maggiori festival italiani
46:08dell'organetto, davvero da nord a sud, e dopo pubblicazioni varie in ambito sanitario
46:13è tornata in libreria con un nuovo titolo, L'uomo dell'organetto, appunto per la casa editrice Carabba.
46:19Un romanzo biografico di profonda risonanza psicologica che traccia l'evoluzione esistenziale
46:26e anche artistica del maestro Raffacchietta Fanciullo sullo sfondo storico e culturale dell'Italia
46:32dal 1915 a oggi.
46:35Le diamo il benvenuto, Dosolina, buongiorno.
46:38Buongiorno, grazie per l'ospitalità.
46:41...per essere qui, anche tu, insomma, uccell di bosco ultimamente, perché sei davvero in giro,
46:46l'ho detto, da nord a sud, e parliamo di questo libro che nasce dall'incontro tra ricerca storica,
46:56psicologia e non da ultimo ovviamente musica popolare.
47:00Ecco, qual è stata la scintilla, diciamo così, che ti ha spinta a raccontare la vita del maestro
47:07Fanciullo Raffacchietta?
47:11Allora, credo fermamente, io credo fermamente, che le storie non si cercano, ma ti vengono a cercare.
47:18E quando ti vengono a cercare, si ha il dovere quasi di raccontarle,
47:24specie se dentro custodiscono le emozioni più profonde della vita vera.
47:29Poi, come sai Francesca, in quest'epoca digitale, dove tutti siamo connessi, ma privati del contatto,
47:36la vita del protagonista ci riporta un po' alle nostre radici, perché solo chi sa dove andare
47:43poi può decidere cosa fare.
47:46E quindi, però c'è altro motivo, la realtà per cui ho scritto questo libro,
47:53perché dietro quelle melodose che tutti abbiamo ballato, ho scoperto che si celava una ferita profonda
48:00che solo la musica è riuscita a curare.
48:02E ho scritto questo libro perché questa storia può appartenere a chiunque si trovi in un momento
48:08di difficoltà e si ritrovi invece poi quando tutto sembra perduto nella vita e poi si ricomincia.
48:18Detto in altre parole, potremmo dire quindi, se ho capito bene, ma correggemi ovviamente,
48:22in caso contrario, che nel romanzo l'organetto diventa una sorta di estensione dell'anima del protagonista
48:30e quindi è cascata, chi lo legge in qualche modo può far sì che la musica diventi, come dire,
48:37uno strumento di resilienza psicologica, è corretto? Era questo che intendevi dire?
48:45Certamente, e questo è un tema proprio che mi sta a cuore, perché spesso pensiamo alla musica
48:51che è solo una semplice estirazione. Oggi invece gli studi neuroscientifici dimostrano
48:57che quando ascoltiamo la musica oppure impariamo a suonare uno strumento, simuliamo proprio le onde
49:04cerebrali a bassa frequenza, come le onde alfa e teta, è legato proprio al rilassamento e alla riguarigione emotiva.
49:12Quindi nel romanzo l'organetto diventa proprio un organizzatore psicico esterno.
49:18Quando il mondo interiore di una persona è frammentato dal dolore, la struttura della musica offre un contenitore sicuro
49:25per dare forma alle emozioni che ancora non se ne conosce il nome, permettendo proprio di cancellare la sofferenza
49:34e da integrarla nella propria storia. Vedi Francesca, questo processo richiama profondamente
49:40l'arte giapponese del Kintsugi, dove i vasi infranti vengono riparati con l'oro, esibendo le crepe con un segno
49:48di precipità.
49:49Così agisce la resilienza nella nostra mente, una forza forte, diciamo che è proprio come il sistema immunitario
49:59della mente, che permette alla mente di non spezzarsi e di ricominciare, più forti e più preziosi di prima.
50:08Non ci dobbiamo vergognare delle nostre cicatrici, delle nostre interruzioni, perché la vita ci offre sempre
50:15la seconda possibilità. Tu parli infatti nel tuo libro anche proprio di neuroplasticità indotta dalla musica,
50:24quindi la musica come veicolo, come strumento per poter non solo provare benessere, ma anche regolare
50:33i traumi subiti. Quanto c'è della tua esperienza e conoscenza clinica in questo libro, Dosolina?
50:42Mi sembra tanto, ascoltandoti.
50:46Sì, infatti la formazione non è che ha influenzato solo la narrazione di questo libro, ma ne ha costituito
50:53proprio le fondamenta, perché nella scrittura di solito narrativa c'è il rischio costante di cedere
51:01al sentimentalismo oppure a una rappresentazione stereotipata del dolore. Mentre la mia formazione mi ha offerto
51:09una bussola per evitare queste trappole, operando proprio su vari livelli, perché il cervello ha
51:17proprio questa capacità di neuroplasticità. Quindi quando noi impariamo a suonare qualcosa di complesso,
51:25come in questo caso può essere l'organetto, il nostro cervello lo dobbiamo paragonare come un albero.
51:33Accresce i rami che ci servono per imparare quell'abilità e nello stesso tempo copia una potatura
51:40strategica eliminando i rami che non ci servono.
51:44Possiamo paragonare l'organetto all'oggetto transizionale del bambino, che si porta sempre dietro allo stacchiotto.
51:50Così il protagonista ha simbolizzato l'organetto come questo oggetto transizionale, infatti non se ne è mai preparato.
51:59È vero, prima dicevamo che diventa un'estensione dell'anima, ma di fatto anche del corpo.
52:05È molto efficace questo parallelismo, Dosolina, che hai fatto con l'oggetto transizionale del bambino in età evolutiva.
52:12Effettivamente ti ringrazio, perché è calzante e ci permette di capirlo più approfonditamente.
52:19Nel tuo libro parli ovviamente di musica, l'abbiamo capito, c'è tutto un discorso di know-how a livello
52:25anche clinico,
52:26però c'è anche tutto l'apparato storico, che fa da sfondo e da coprotagonista della vicenda,
52:33della biografia del maestro.
52:36E tu parli di alcune delle pagine più difficili del Novecento italiano a livello storico.
52:41Parliamo di guerra, parliamo di resistenza, parliamo di prigionia.
52:45Ecco, cosa ti interessava esplorare, diciamo così maggiormente, dal punto di vista umano,
52:52attraverso la storia con la S maiuscola?
52:56Questo argomento è stato molto difficile, perché come sai, un conto è raccontare la vita di una persona
53:08che è vissuta tra le due guerre e poi da giovane ragazzo ha subito il regime totalitario
53:15della seconda seconda guerra mondiale.
53:18Quindi è stato veramente difficile, un viaggio intenso, un intreccio di breve,
53:23perché quel bambino trasforma il suo rifugio per dare a un mondo,
53:31che in quel momento per lui era incomprensibile.
53:34Poi si trova a 17enne di fronte a una scelta coraggiosa,
53:39si oppone al regime e diventa un partigiano.
53:42E qui, diciamo, c'è l'inizio della sua persecuzione,
53:46ma anche l'origine di un inno di libertà per il suo paese.
53:50E tu pensa che il racconto parla di una sua condanna a morte,
53:57un racconto diretto del protagonista,
54:00che solo grazie a un muro umano di civili sia una persecuzione.
54:04Quindi è veramente un racconto toccante e di vita vicina.
54:09E non è stato quindi facile raccontare questo tipo di storia.
54:15Tra l'altro oggi, diciamo che la monoria ci fa perdere un po'
54:22questo lato del rato molto dolore per molti italiani e in tutto il mondo.
54:27E non dobbiamo mai dimenticare che la resistenza
54:31ebbe anche il volto coraggioso delle donne,
54:33come la sua sorellina, una giovanissima staffetta
54:37che con bossi a doppio fondo sfidava i posti di blocco
54:41per mantenere vivi i propri collegamenti tra i partigiani e le loro famiglie.
54:45Quindi è una storia di coraggio che meritava proprio di essere raccontata.
54:49Sono d'accordo, anzi grazie, grazie per averlo fatto.
54:53Un'ultima domanda, siamo in chiusura di puntata ad Osolina,
54:56ma volevo parlare con te anche del folclore musicale,
55:00perché è permea quest'opera, nello specifico abruzzese ovviamente.
55:05Però secondo me va poi ad assumere una dimensione molto più ampia,
55:10collettiva, potremmo addirittura azzardare universale.
55:13Ecco, parlavamo della storia che spesso viene dimenticata,
55:17parlavamo della storia tenuta sottaciuta,
55:21per esempio il ruolo delle donne,
55:23spesso lo dimentichiamo in alcuni passaggi storici,
55:26hai fatto bene a ringordarlo, ti ringrazio per questo.
55:29Non da ultimo volevo appunto chiederti,
55:31pensi che le tradizioni popolari rischino oggi
55:35di essere altrettanto sottovalutate a livello culturale
55:39e che quindi vadano recuperate?
55:41Grazie di questa domanda, sì, purtroppo Francesca il rischio c'è,
55:45ma la trappola più grande in cui possono cadere le tradizioni popolari oggi
55:50non è tanto la dimenticanza,
55:53quando la loro musealizzazione ha un prodotto di vetrina svuotato di senso,
55:59cioè dal punto di vista antropologico e neurobiologico,
56:02le tradizioni popolari e in particolare la musica di tradizione orale
56:07come quella dell'organetto, svolgono funzioni universali
56:11che la modernità logica rischia di perdere di vista.
56:16In passato la musica tradizionale per i rituali non erano semplici sbagli,
56:21ma dei veri dispositivi di regolazione emotiva.
56:24Oggi che siamo, diciamo, iperconnessi,
56:28ma profondamente atti,
56:30questo lo voglio sottovalutare,
56:31questi rituali significano privati
56:36di potenti strumenti comunitari,
56:40di salute mentale,
56:41perché il proclore ci protegge la nostra salute.
56:44Siamo che la cultura dell'elite ha spesso confinato
56:47la tradizione a una cultura di seri,
56:49legata solamente alle tradizioni contadine.
56:53Invece la tradizione ci riporta la memoria
56:55e ci riporta soprattutto a sentirci in un porto sicuro,
57:01quindi riscoprire il tuo cuore,
57:03purificandoci dai provincialismi,
57:05significa proprio riapproparsi di una bussola emotiva
57:10fondamentale per non perdersi
57:12nella complessità del nostro presente così digitato.
57:17Tu pensa che negli anni 60
57:19il protagonista rivalutò l'organetto in America,
57:22dove c'era il rock e il pop,
57:25i primi sintetizzatori Moog,
57:27quindi fece proprio un'impresa incredibile.
57:30Oggi si sta tornando alle tradizioni
57:33proprio perché c'è una carenza di contatto umano,
57:37di visione, di coesione di gruppo.
57:40Chiaro, e fra l'altro appunto hai detto bene questa parola
57:42che mi ha colpito molto,
57:44il rischio più grande è proprio che diventino solo una vetrina,
57:47svuotandosi di significato.
57:48Dosolina, ti ringrazio,
57:51ringrazio gli ospiti che ti hanno preceduta,
57:54chiaramente Silvia Alonso che ha curato la rubrica di questa puntata,
57:58la regia Ante per tutto quello che fa quotidianamente
58:01con i malati oncologici,
58:03e grazie davvero a tutti e a tutte che ci seguite
58:06e appuntamento alla prossima settimana.
58:08Grazie a tutti.