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Trascrizione
00:11Buonasera, buon giovedì, ben ritrovati con il TG Preview di Teletutto, l'approfondimento
00:15a cura della nostra redazione 28 maggio per Brescia, per il suo territorio.
00:20Oggi è il giorno del ricordo della strage di Piazza della Loggia, 52 anni fa e anche
00:27questa sera lo facciamo raccontandovelo attraverso un'iniziativa che abbiamo presentato anche
00:34ieri nella sala libretti del nostro giornale che ripercorre quel giorno attraverso le fotografie
00:42e l'occhio di chi in quella piazza era.
00:45Lo facciamo con Carla Cinelli che è fotografa e figlia di Silvano Cinelli, buonasera e benvenuta,
00:50con Gianluca Gallinari, caporedattore del giornale di Brescia e andiamo subito in redazione da
00:56Salvatore Montillo che questa mattina era in Piazza della Loggia.
01:01Buonasera Salvatore, com'era la piazza questa mattina?
01:04Buonasera Fabio, un saluto a te, ai tuoi ospiti, studi e ai nostri telespettatori.
01:09Una piazza gremita, sempre molto attenta e come si ripete ormai ogni anno, insomma da almeno
01:1751 anni, ricorre il 52esimo dalla strage e la memoria non ha mai abbandonato la città
01:27di Brescia, memoria di quello che è accaduto quel giorno e memoria delle otto vittime.
01:31Una giornata che è cominciata presto alle otto questa mattina con la messa al cimitero
01:37Vantiniano, al monumento dedicato ai partigiani, là dove sono poi sepolte le otto vittime della
01:44strage di Piazza della Loggia perché sono riconosciute appunto come vittime, come caduti
01:49per la libertà, per la lotta, per la democrazia contro il fascismo e il nazifascismo.
01:57Mattinata che è cominciata, perché è proseguita poi in Piazza della Loggia con il corteo delle
02:04tante delegazioni, migliaia di persone, studenti, sindacati e cittadini comuni, la deposizione
02:11degli omaggi floreali e poi gli interventi alle 10 e 12 come ogni anno, quindi gli otto
02:20rintocchi delle campane in ricordo delle otto vittime e poi il via alla manifestazione con
02:27gli interventi dal palco. Sono intervenute due studentesse perché i giovani raccolgono
02:36la memoria di quello che si fanno un punto protagonista e la portano avanti e poi altri
02:43interventi tra cui anche Daniela Fumarola della segretaria generale della CISL che ha ricordato
02:50Franco Castrezzati. Ricordiamo a proposito che questa è la prima volta che in Piazza della
02:56Loggia si commemora il 28 maggio 1974 senza l'uomo che parlava in Piazza quell'anno proprio
03:04nel momento in cui è scoppiata la bomba. Franco Castrezzati è scomparso nell'ottobre
03:09scorso a 99 anni, però la sua voce e il suo ricordo è risuonato più volte nella mattinata
03:19e durante la mattinata. Ricordiamo una giornata lunga, ricca di iniziative organizzate da Casa
03:25della Memoria, dal Comune e dai sindacati che si concluderanno tra poco con il concerto
03:32dedicato proprio alle vittime. Con questo è tutto, vi restituisco la linea.
03:37Grazie Salvatore, una giornata che racconteremo poi nel nostro telegiornale. Veniamo a fotografi
03:44nella strage, Carlo Cinelli, un volume e le chiedo come nasce l'idea e quale esigenza di
03:51memoria sentivate più urgente? In realtà è un desiderio viscerale che ho da tantissimi
03:58anni, quello di produrre una raccolta delle fotografie realizzate da quei fotografi non
04:05solo professionisti, ma anche ragazzi giovanissimi e amatori che erano in piazza per manifestare
04:11e che hanno vissuto lo scoppio proprio della bomba. Quindi hanno il terrore, hanno vissuto
04:19il terrore come l'hanno vissuto tutti, però con quel terrore nel corpo e l'orrore negli
04:24occhi hanno deciso di non andarsene, di restare, di imbracciare le loro macchine fotografiche
04:31e di documentare per consegnare alla memoria questa tragedia.
04:37Gianluca, Piazza della Loggia rappresenta ancora oggi una ferita aperta per Brescia. Che tipo
04:42di evento è stato per l'identità della nostra città?
04:45È un evento che costituisce dalle 10 e 12 del 28 maggio 1974 una cesura tra un prima e un
04:56dopo.
04:56È stato sicuramente un fatto di orrore, ma è stato anche quell'evento di fronte al quale
05:03la città ha saputo dimostrare compattezza, unità, ha saputo lottare per una ricerca non solo di giustizia,
05:13ma anche per evitare che andasse a segno l'obiettivo dei terroristi, cioè che la città fosse preda
05:23della paura e cedesse in qualche modo quell'impeto democratico che aveva già dimostrato proprio
05:32con la propria resistenza. E io ritengo, credo, di non poter essere contraddetto quando dico
05:39che il lavoro di questi fotografi che appunto erano nella piazza al momento della strage,
05:49il non voltarsi e scappare, il volgere l'obiettivo là dove era l'orrore, sia stato il primo antidoto
05:58democratico alla logica del terrore. Quindi il raccogliere questi scatti e restituire loro
06:06filologicamente integrità, penso sia un'operazione di straordinario valore di cui va reso merito
06:14a Carla Cinelli e agli autori che con lei si sono prodigati in un'opera, come dire, di ricostruzione
06:23certosina e veramente straordinaria da questo punto di vista.
06:27Ti chiedo, Gianluca, quanto è stato importante il lavoro dei fotografi e anche dei giornalisti
06:31che lavorano fianco a fianco nel costruire una memoria pubblica condivisa della strage?
06:38Direi che è stato fondamentale. Partirei proprio dal ruolo dei fotografi.
06:44Se noi oggi, compresi quanti sono nati dopo quel 28 maggio 1974, abbiamo una memoria visiva
06:53collettiva di quello che fu la strage di Piazza della Loggia, lo dobbiamo essenzialmente
06:59a questi fotografi. Anzitutto al papà di Carla Cinelli, Silvano Cinelli, che con quattro fotogrammi
07:07immortalò il momento dello scoppio. Ma a tutti coloro che erano nella piazza e si adoperarono
07:18per documentare. L'urgenza di raccontare, di non lasciare che quegli istanti andassero perduti
07:28per sempre, è un atto che da un punto di vista, il valore di questo atto è stato veramente
07:37straordinario. Quindi anche da questo punto di vista l'operazione che è stata condotta
07:43è un'operazione che aggiunge un ulteriore valore civile alla conservazione dei negativi
07:54stessi e di quanto è documentazione più stretta di quel lavoro e di quanto avvenne
07:59quel giorno nella piazza.
08:01Carla Cinelli, Gianluca Gallinari ha anticipato e citato i quattro fotogrammi, gli unici quattro
08:08fotogrammi dello scoppio della bomba. Noi qua, questa sera in studio, abbiamo un'altra
08:14testimonianza straordinaria. Abbiamo la macchina fotografica, ci ha portato la macchina fotografica
08:18che ha raccolto, che ha scattato quegli scatti. Io le chiedo che valore assumono oggi quei
08:26fotogrammi.
08:27Quei fotogrammi, prima di tutto, sono stati fondamentali per le indagini perché portate via con l'acqua
08:37delle pompe, le prove, gli inquirenti attraverso quelle immagini hanno potuto capire quale fosse
08:45l'esplosivo che è stato utilizzato in piazza e da lì capire la provenienza ed è proprio per questo
08:53insieme ad altre cose che le hanno indirizzate ad esempio verso il Veneto.
09:00Oggi per me è un cimelo ovviamente, per cui io custodisco con rispetto, prima di tutto
09:07perché è quello di mio padre e per le cose che ha documentato, con la forza con cui le
09:13ha documentate.
09:15A proposito della forza con cui le ha documentate, nel libro emerge il lato umano dei fotografi
09:21ed emerge anche tutte le emozioni di quei momenti e com'è raccontarli oggi attraverso
09:30quegli scatti?
09:32Io credo che per questi fotografi io non riesco neanche a immaginare, io mi occupo di fotografia
09:39anche di, non di cronaca però di reportage e per loro in quel momento sono diventati come
09:45dei reporter di guerra in quel momento lì, proprio non c'è differenza.
09:50e riuscire a prendere in mano la macchina fotografica e guardare questo strazio, è vero
09:57che la macchina fotografica crea questa sorta diciamo di distanza, ma è anche vero che
10:02però è molto difficile guardare nel mirino, vedere quelle cose.
10:06Considerando che alcuni erano professionisti perché erano lì per documentare la manifestazione
10:12ed erano anche un po' più grandi di età, per cui forse avevano anche un po' più diciamo
10:18il calibro per affrontare la situazione e gli altri erano giovanisti, ne parliamo di
10:2317, 18, 20 anni e non era il loro mestiere, per cui è stato ancora più difficile.
10:29Credo che come l'abbiano affrontato sia stato per tutti veramente molto difficile.
10:35Io ricordo che mio padre lo diceva, che lui era disperato perché lì non è solamente
10:41fotografare un dramma, ma è fotografare la tua città, la gente che tu conosci, lui conosceva
10:47tutti poi in città, lo conoscevano tutti e lui conosceva tutti, per cui l'orrore, la
10:53sofferenza proprio che provi internamente.
10:56Gianluca le immagini di quel giorno continuano a colpire anche chi non ha vissuto quegli anni
11:01e come si spiega questa forza ancora così attuale?
11:06Sicuramente va ricercata nel valore documentale anzitutto, ma anche nella evidenza, soprattutto
11:19per chi come noi è bresciano, che restituiscono rispetto alla drammaticità di quel fatto, che
11:29ci pone in quella piazza che attraversiamo quotidianamente o che comunque conosciamo come
11:36la piazza simbolo della nostra città e che in quelle immagini è proiettata, come dire,
11:44in una dimensione surreale, come epicentro dell'orrore.
11:48L'anno scorso, lo ricordiamo, abbiamo, meglio due anni fa in occasione del cinquantenario,
11:55abbiamo proposto anche un'operazione, come il giornale di Brescia, ricolorando alcune
12:01delle fotografie scattate dai fotografi dell'agenzia Eden, tra loro Pierputelli e, come dire,
12:10tra i fotografi nella strage.
12:13Ebbene, lo abbiamo fatto e quell'operazione, seppur, come dire, filologicamente non, come dire,
12:22rigorosissima, però ha contribuito ad avvicinare probabilmente le giovani generazioni
12:27a quelle persone, quei ragazzi di 50 anni prima, che indossavano abiti non troppo dissimili dai loro,
12:37con colori che appunto riportavano alla, come dire, a quella piazza, così come la vediamo
12:42con i nostri occhi e quindi, come dire, la forza delle immagini, il valore documentale di quelle immagini
12:48è ancora vivo oggi, anche perché, appunto, c'è un filo diretto tra, come dire, generazioni
12:56attraverso un luogo che è, e resta tuttora oggi, un luogo segnato da quella strage,
13:02ma che è anche il luogo in cui è germogliata la risposta democratica della nostra città.
13:07Cara Cinelli, nel progetto avete insistito molto sul tema della paternità delle fotografie
13:12e sull'importanza dei negativi. Perché era fondamentale questo lavoro filologico?
13:18È fondamentale perché in 50 anni, in 52 ormai anni, queste fotografie spesso sono state attribuite
13:26ad autori sbagliati, errati, oppure non sono state affatto attribuite, ma ci sono anche delle cose gravissime,
13:35tipo scoprire che, non so, in una fondazione cittadina vengono conservati dei negativi,
13:42iniziare a chiedersi di chi sono, di chi non sono, saranno forse dell'Oresta Laviso, perché non si trovano,
13:48saranno forse del Popiolioli, perché anche questi non si trovano, e poi andare in questa fondazione
13:54e andare a scoprire che invece questi negativi esistono sì, ma sono solo delle riproduzioni di stampe.
14:00Allora fare chiarezza, questo lavoro è stato fatto per fare chiarezza, quindi non tanto per l'autorialità,
14:11ma per l'autorialità per dire è così, e poi è importantissimo la sequenza, abbiamo ricostruito con fatica
14:18attraverso i negativi la sequenza proprio. Posso dire che oggi ho ricevuto la telefonata di un carabiniere
14:24che dieci anni fa si è occupato della raccolta di tutte le fotografie della strage, per conto della Procura Repubblica,
14:32e mi ha detto, Carla, sei riuscita a fare quello in cui ho fallito, perché è un, ma detto così,
14:39un delirio lì dentro in questi archivi. Per cui questa era l'intenzione, io credo, parzialmente,
14:47ovviamente di esserci riuscita, perché io penso che ci sia ancora spazio per lavorare in questo senso,
14:52perché alcuni fotografi sono citati nel libro, ma non abbiamo messo le fotografie perché non abbiamo potuto
15:01recuperare i negativi e quindi non abbiamo potuto accertare la paternità di quelle fotografie.
15:07Nel libro si racconta in qualche modo anche il trauma vissuto dai fotografi, uomini prima che reporter.
15:15Quanto questo aspetto è rimasto nascosto negli anni?
15:19Il drama dei fotografi? Sempre?
15:22Non credo che ne abbia mai parlato nessuno del dramma dei fotografi, perché loro hanno sofferto,
15:28come dicevamo prima, no? Quello che si vede nelle fotografie è la sofferenza dei fotografi
15:35e anche attraverso, ad esempio, i segni che questi negativi portano negli anni.
15:40Mio padre, ad esempio, ha un negativo, proprio il primo, il primo dello scoppio,
15:45che ha tutti dei segni di pinze e questo è per lui un professionista navigato,
15:51una cosa strana, no? Mentre invece a me, che so come funziona il meccanismo dello sviluppo delle pellicole,
15:57fa capire che lui in quel momento lì era molto agitato, era molto di fretta, non era in sé.
16:02Oppure tutti quei graffi che si sono creati negli anni tutte le volte che questi negativi sono stati presi in
16:10mano
16:10per essere stampati, che sono delicatissimi, quindi infatti nel libro c'è proprio questo aspetto.
16:16Abbiamo voluto lasciare questa memoria nella memoria.
16:22Gianluca, nel tempo della comunicazione digitale e dell'immagine veloce,
16:27lo sappiamo, la nostra professione ormai è fatta di tempi sempre più veloci,
16:31che cosa insegnano ancora oggi questi negativi, questi provini e i graffi, come ha detto Carla, sulle pellicole?
16:39Ci insegnano che chi ha per le mani una macchina fotografica ha una enorme responsabilità,
16:46una grande opportunità che è appunto quella di documentare e a volte di cogliere improvvisamente la storia nel suo definirsi.
16:53Ma ci richiama anche a una, come dire, straordinaria prova di professionalità
17:00che diedero i fotografi, che erano reporter e di, come dire, grande senso civile che misero in campo
17:10anche quanti, come ricordava Carla prima, erano lì perché a loro volta manifestanti,
17:16seppur con una macchina fotografica.
17:20Siamo davanti a persone che, con la difficoltà ulteriore rispetto a quella che noi conosciamo oggi come uomini digitali,
17:31di avere poche pose a disposizione per documentare un fatto di straordinaria portata.
17:41È stato ricordato anche ieri proprio la, come dire, l'angoscia vissuta anche da uno dei fotografi,
17:47Pier Putelli, perché aveva a disposizione solo nove pose che gli erano rimaste nella macchina.
17:53E fu proprio Silvano Cinelli, che era stato il suo maestro,
17:57a mettergli a disposizione un rullino che aveva con sé, con un gesto, come dire,
18:02che è quasi una storia nella storia, perché il maestro che, come dire,
18:08dà l'opportunità di fotografare a un altro giovane reporter,
18:13che in quel momento, peraltro, era, tra virgolette, un suo concorrente,
18:16ma che capisce che in quel momento tutto è superato dalla straordinarietà dei fatti.
18:23Quindi tutto questo ci richiama anche una grande responsabilità nel momento in cui facciamo un clic.
18:28Oggi siamo abituati a farli a raffica, a pensarli e a pensare al valore di quello che può avere quel
18:34gesto.
18:35È una lezione che ci viene dalla storia.
18:38E dal volume, Gianluca Mergi, anche il rapporto tra fotografia e verità.
18:42Le immagini possono ancora aiutarci a contrastare, da una parte, revisionismi,
18:47dall'altra parte, banalizzazioni?
18:48Lo hanno fatto anche in sede giudiziaria, lo ricordava prima Carla.
18:53Gli escatti del suo papà hanno consentito anche, addirittura, di ricostruire dal colore del fumo
18:58la natura dell'esplosivo.
19:03Abbiamo, come dire, nella cronaca più recente una condanna per la strage
19:10che è basata proprio sull'identificazione all'interno di una foto dell'imputato.
19:15E quindi, come dire, anche su questo piano la forza, l'incisività delle immagini è e resta straordinaria.
19:24Quello che aggiunge al loro valore intrinseco, a quello di ogni singolo scatto,
19:31questo lavoro che è stato fatto è quello appunto anche di restituire un contesto.
19:36È stato ricordato molto bene anche ieri il, come dire, ci sono fotografie che sono delle icone
19:42di quello che è stata Piazza della Loggia.
19:45Il porle però, come dire, in un flusso di fatti e di eventi attraverso i provini a contatto conservati
19:53consente anche di aggiungere un'ulteriore lettura, una profondità di lettura alle immagini stesse.
20:01Pensiamo in conclusione, oltre ai già citati Silvano Cinelli e Pier Putelli,
20:06i fotografi della strage sono anche Pietro Gino Barbieri, Eugenio Ferrari e Nicola Notario.
20:13E un'ultima domanda per Carla Cinelli, ed è questa.
20:16Qual è il messaggio che il libro vuole consegnare alle nuove generazioni che non hanno vissuto quegli anni?
20:24Io mi auguro che questo sia un ulteriore contributo perché ce ne sono già tantissimi per la strage,
20:30a cui proprio i giovani possono rivalersi, possono far riferimento per conoscere quello.
20:38E il contenuto di questo volume è anche particolare perché ha delle fotografie inedite
20:44che per questioni di rispetto e di riservatezza non sono state pubblicate in altri tempi, in tempi più recenti.
20:53Però io credo personalmente che per conoscere veramente che cosa sia una strage
21:00bisogna vedere quali sono i suoi effetti reali e questo libro io spero che offra questo ai giovani.
21:06Io ringrazio Carla Cinelli, fotografa e figlia di uno dei fotografi nella strage, Silvano Cinelli,
21:12per essere stato con noi e grazie anche al capo redattore del giornale di Brescia, Gianluca Gallinari,
21:17per essere tornato nel nostro preview.
21:18Grazie anche a voi che ci avete seguito da casa.
21:21Noi ci fermiamo qui, non l'informazione di Teletutto che come sempre torna tra pochi minuti al nostro telegiornale
21:26e questa sera ad aspettarvi ci sarà Salvatore Montello.
21:30Da parte mia l'augurio di un buon proseguimento di serata, sempre con Teletutto.
21:34Grazie.
21:36Grazie.
21:39Grazie.
21:41Grazie.
21:43Grazie.
21:43Grazie.
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