- 23 ore fa
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00:10Buonasera, buon giovedì, ben ritrovati con il Tg Preview di Teletutto, l'appuntamento
00:15a cura della nostra redazione, l'approfondimento dove questa sera parleremo di fotografia.
00:20Perché? Perché in certo modo i nostri ricordi servono per arrivare a comporre una memoria
00:28condivisa, lo facciamo partendo da un'iniziativa, quella del Museo della Fotografia e per quello
00:33che abbiamo qui la Vice Presidente Luisa Bondoni, buonasera, e anche dai nostri archivi, quelli
00:39del giornale di Brescia, avremo qualcosa degli archivi anche di Teletutto con Gabriele Colleoni,
00:46già Vice Direttore del nostro quotidiano e che si sta occupando adesso di una grande mole
00:53di fotografie, di giornali, di 80 anni di storia del nostro quotidiano. Buonasera Gabriele,
00:59ben trovato.
01:00Buonasera.
01:01Partirei da Luisa perché domani sera avete questo incontro sul progetto Il Carmine, storie
01:08di ieri e di oggi. E questo progetto cosa si prefigge di fare?
01:13Allora è un progetto che è nato a novembre del 2024 e si prefigge lo scopo di fare memoria,
01:22quindi di raccontare questo quartiere e i suoi cambiamenti attraverso le vite che lo
01:28hanno attraversato partendo dalle fotografie. Quindi siamo partiti dall'importante archivio
01:33fotografico che abbiamo al Museo della Fotografia e poi abbiamo chiesto alla cittadinanza di prestarci,
01:41di portare le proprie fotografie degli album di famiglia. Quindi nel corso dei mesi i vari
01:46abitanti, non solo del quartiere ma che poi magari si sono anche trasferiti o che per esempio
01:50ci avevano lavorato in passato, hanno portato al Museo le proprie fotografie che sono state
01:55scansionate e che adesso fanno parte di questo grande archivio e il secondo passaggio è stato
02:00quello di rifare queste fotografie. Quindi una ventina di soci del Museo della Fotografia hanno
02:07rifatto, rimettendosi nello stesso punto, cercando di essere il più vicini possibile
02:12all'inquadratura, al punto di vista, cercando di capire anche gli obiettivi che questi fotografi
02:16del passato potevano aver utilizzato, hanno riscattato la stessa fotografia del passato
02:22per fare questo confronto fra passato e presente.
02:24E poi parleremo anche di come sia importante lo sguardo storico e quello contemporaneo insieme
02:29e entriamo molto più approfonditamente nel progetto. Gabriele Colleoni, noi l'abbiamo
02:34detto, l'abbiamo visto in questi mesi a novembre con la grande mostra che il nostro quotidiano
02:40ha voluto regalare alla città e alla cittadinanza per i suoi 80 anni, il patrimonio fotografico
02:50ed archivio del giornale di Brescia è a tutti gli effetti un patrimonio della comunità.
02:54Sì, è un patrimonio che direi non è solo del giornale, è un patrimonio ormai che è
03:00bene comune, possiamo dirlo, della città e del territorio di tutta Brescia.
03:05La cosa interessante di questo aspetto della fotografia che abbiamo cercato di riportare,
03:11appunto di valorizzare in parte perché l'archivio è veramente molto grande, soprattutto quella
03:17parte dell'archivio che abbiamo definito archivio Eden, che sono decine di migliaia di servizi
03:23fotografici, non scatti, decine di migliaia di servizi fotografici, è proprio il fatto
03:28che ci consente un approccio anche emozionale, importante, emotivo alla nostra storia ed è
03:36un modo per coinvolgerci un po' in questa storia e la costruzione di questa memoria collettiva
03:41che vogliamo fare, una memoria che sia condivisa ma prima di tutto che deve essere nota e in
03:45qualche modo conosciuta ed è uno dei problemi che oggi abbiamo di riuscire a trasmettere anche
03:49alle nuove generazioni la storia che abbiamo alle nostre spalle e per capire da dove stiamo
03:55venendo e dove sono le nostre radici e per poi guardare con più serenità magari al futuro
03:59per quel che è possibile.
04:01Abbiamo visto nelle immagini che la nostra regia ci ha proposto qualcosa dei nostri archivi
04:08per far capire un po' anche a chi ci guarda da casa cosa c'è nei sotterranei del nostro
04:16edificio, Gabriele, cosa racconterete?
04:19Allora, abbiamo due cose che sono importanti, due patrimoni che hanno una loro omogeneità
04:24che sono l'archivio Eden, cioè i servizi fotografici che sono stati fatti tra il 1967 e il 2007
04:32dall'agenzia fotografica Eden che collaborava col giornale per quanto riguardava tutta la vita
04:37sia della cronaca spicciola ma anche spesso sportiva e culturale della città, alcuni fotografi
04:46Bruno Massadi, Pier Putelli, Mino Renica che hanno costruito questo patrimonio.
04:52Quando hanno cessato l'attività come agenzia questo patrimonio è stato acquisito, quindi
04:57è un patrimonio che ha un suo ordine anche cronologico per cui abbiamo una documentazione
05:04a tappeto su questi 40 anni, 1967-2007 e l'altro patrimonio importante che è costudito
05:11dal giornale di Brescia è quello di Fausto Schena, del fotografo Fausto Schena, collaboratore
05:17storico del giornale, grandissimo fotografo che ha testimoniato attraverso il suo lavoro
05:24sul terreno perché era uno che andava camminando sui posti e in giro per le valli e per la campagna
05:31di Bresciano ha testimoniato il passaggio dalla civiltà contadina se vogliamo poi all'industriale
05:41moderna. In quest'anno tra l'altro corrono i 40 anni della sua morte alla fine dell'anno
05:46morto nel dicembre 1986. Questi sono i due gioielli della nostra miniera. Poi abbiamo tutta
05:53una serie di altre fotografie, purtroppo non abbiamo un archivio, questo è il limite perché
05:57anche la concezione dell'archivio, dell'uso storico dell'archivio, anche del giornale è
06:03molto recente. In passato molto spesso si faceva una cernita, veniva considerato il materiale
06:09fotografico soprattutto materiale di uso per il giornale e poi ogni tanto si faceva un po'
06:17di pulizia. Per cui purtroppo una parte del nostro patrimonio fotografico che abbiamo sul
06:21giornale, le fotografie sono sul giornale ma non abbiamo più né i negativi né il cartaceo
06:27per poter in qualche modo, però abbiamo un consistente patrimonio che adesso meriterebbe
06:32e merita, come abbiamo fatto con la mostra per gli 80 anni, di essere reso pubblico.
06:37E poi insomma, come dico, la memoria si costruisce anche conoscendola, deve essere condivisa
06:44ma prima ancora deve essere conosciuta.
06:46E poi andiamo a vedere alcuni dei momenti di questa e alcuni dei personaggi di questa
06:53memoria condivisa di città e provincia. Tornerei un attimo al Carmine perché è un quartiere
06:58che ha una brunica di vita da sempre e ha una sua storia stratificata. Perché secondo
07:06voi raccontarlo anche attraverso le fotografie significa costruire una memoria collettiva?
07:13Perché siamo partiti innanzitutto da un luogo che amiamo, perché noi ci troviamo come museo
07:18all'interno del quartiere del Carmine, siamo proprio accanto alla chiesa del Carmine.
07:22Lo viviamo tutti i giorni e ne sentiamo le storie da sempre. Noi quest'anno festeggiamo
07:26vent'anni dal nostro arrivo all'interno del quartiere e nel corso di questi anni sono cambiate
07:32tante cose, abbiamo incontrato tante persone e ciascuna di queste persone ci ha dato la
07:38propria visoria del Carmine. E partendo da questo e partendo da un nucleo di fotografie
07:42degli anni 70 del quartiere è nata questa idea di vedere appunto come è cambiato e
07:48come si è evoluto nel corso del tempo. Quindi il nostro desiderio era quello di vedere se
07:53quell'anima che le persone di una certa età ci raccontavano del quartiere degli anni
07:5940, degli anni 50 fino agli anni 60 continua ad esistere, continua ad animare
08:04appunto il quartiere ancora oggi. E che differenza c'è tra conservare le immagini
08:10nel passato e attivare invece una memoria condivisa nella comunità? Allora noi conserviamo
08:16perché appunto abbiamo tantissimi fondi fotografici quindi il nostro scopo è quello
08:21di fare in modo che non vadano perduti quindi di conservare, di scansionarli, di catalogarli
08:27e quindi di renderli anche disponibili alla cittadinanza. Sicuramente poterli mostrare
08:31crea un momento di dibattito, di confronto e se vogliamo non è solo recupero del passato
08:37ma è anche proiezione verso il futuro perché è anche far conoscere qualcosa che magari
08:43non si conosceva o si era dimenticato proprio per poterne parlare, per poter anche vedere
08:48cosa ci potrà essere di diverso nei giorni a venire.
08:52Gabriele, partiamo da due personaggi della storia collettiva e della memoria collettiva
09:01bresciana che sono Arturo Benedetti Michelangeli e Paolo VI.
09:07Sono due figure, tra l'altro si sono anche incrociate nella loro vicenda.
09:13Paolo VI, San Paolo VI, è stato uno dei papi che ha segnato la storia del Novecento e ha
09:29vissuto una stagione che è stata la stagione ecclesiale più importante della Chiesa Cattolica
09:35che è quella del Vaticano II, del Concilio Vaticano II che ha portato a termine, è stato
09:40aperto da Giovanni XXIII, ma è sempre stato legato a Brescia anche se poi da Papa non
09:48ha più tornato, quindi diciamo nel lungo pontificato, è stato il 15 anni pontefice, non è mai potuto
09:54tornare a Brescia ma ha sempre tenuto i contatti con Brescia, è una delle foto che abbiamo inserito
09:59poi magari vedremo, ecco qui l'incontro con il notaio Giuseppe Camadini che tra l'altro è
10:05stato anche presidente della nostra editoriale, quindi a Roma, qui invece quando era cardinale
10:12di Milano, arcivescovo di Milano, cardinale Giovanni Battista Montini a Brescia per l'inaugurazione
10:18di un villaggio, di villaggio Marcolini, si vede c'è anche il sindaco Boni, c'era sullo
10:22sfondo, qui nel 58 in visita alle miniere della Valtrompia, era ancora arcivescovo di Milano
10:32e poi quando nel 63 venne eletto Papa ovviamente trasferimento a Roma e quindi ecco qui il giorno
10:40della sua elezione nel giugno del 1963. Di Arturo Benedetti Michelangeli abbiamo alcune foto,
10:47abbiamo trovato alcune foto in archivio di una sua visita a Gustago dove venne insegnato
10:54di un premio e poi abbiamo una foto, questa è una foto molto interessante, è l'ultimo
11:01concerto che tenne a Brescia nel giugno del 1980 al Grande, non volle che nessuno facesse
11:13fotografie, però i nostri fotografi in maniera così rocambolesca andarono in loggione e riuscirono
11:21a fare una foto che mi pare avessi, abbiamo inserito, ecco questa, è una foto rubata perché
11:29avrebbe minacciato, questo secondo quanto ci hanno raccontato i fotografi del nostro giornale
11:36e anche di altri che si entrarono diciamo al Grande, avrebbe minacciato che in caso di
11:40un flash o qualcosa del genere avrebbe interrotto il concerto e visto il personaggio era da crederci
11:47possibile che era successo.
11:47Perché poi dopo, sappiamo, non vuole più esibirsi in Italia per motivi diciamo di un
11:53contenzioso, è stata una figura storica diciamo della musica contemporanea, un pianista
12:01diciamo in arrivare e ancora oggi è ricordato dal festival pianistico Arturo Bere, Michelangeli.
12:08E possiamo raccontare la storia attraverso le persone ma anche la società che cambia
12:12per esempio anche in questi mesi sul giornale è stata raccontata la città che cambia anche
12:18da un punto di vista urbanistico però anche una società che cambia nelle sue abitudini
12:23per esempio è fatta una raccolta delle domeniche a piedi che hanno proprio preso piede in città
12:28ma fu nel 73, nell'inverno del 73, c'era stata la guerra nel Medio Oriente, un aumento
12:40incredibile del costo del petrolio e i costi della benzina e così divennero produttivi
12:47e quindi si istituirono le domeniche a piedi, era obbligatorio andare, alcune volte poi vennero
12:53fatte targhe alterne ma insomma si andava a piedi e la città aveva assunto tutto un altro aspetto
12:59insomma qui tutte le biciclette, la città vuota, poche macchine si vedono e pochissime erano
13:05autorizzate a circolare, i bambini, i padroni delle strade e poi si scatenò la fantasia
13:09abbiamo visto prima delle cose curiose come la bicicletta, il tandem con otto persone
13:20oppure la carrozza trainata dal cavallo perché appunto circolavano gli autobus però
13:25era un modo così e quindi si scatenò anche la fantasia e in quelle domeniche nacquero
13:31poi le marce non competitive che sono state alla base poi di tutto questo sviluppo diciamo
13:36del runner contemporanei perché allora un modo per trovarsi era quello di fare appunto le
13:41camminate ecologiche, le camminate, non si chiamavano camminate, le marce non competitive
13:47che facevano unire le persone e quindi la città veniva vissuta ed è stata vissuta
13:53in modo molto diverso ecco. Luisa Bondoni, torniamo al progetto il camminate
13:58storie di ieri e di oggi, abbiamo detto che fotografie storiche ma c'è anche uno sguardo
14:04al contemporaneo, come avviene questo dialogo? Avviene cercando di entrare in quello che è
14:13il tessuto del quartiere quindi cercando di conoscere i luoghi proprio perché molti
14:20fotografi magari sono del museo, non sono bresciani ma sono della provincia e quindi
14:25magari tante vie, tante vicoli non li conoscevano quindi è stato anche un mettersi alla prova
14:31e andare a cercare, riscoprire un quartiere e quello che abbiamo cercato di fare è quello
14:36di essere il più vicini possibili a quello che era la fotografia di un tempo, abbiamo proprio
14:42cercato di metterci nei panni del fotografo degli anni 50, degli anni 60 e poi è stato
14:48è stupefacente anche per quando poi ci sarà la mostra vedere come in alcuni aspetti, in
14:53alcuni luoghi tutto è cambiato, in altri posti invece è rimasto tutto invariato.
14:58In questi ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia da Covid, raccontiamo che in diversi paesi
15:07della provincia anche i calendari che fanno le amministrazioni pubbliche o delle associazioni
15:13culturali partono proprio da una raccolta di fotografie della cittadinanza e chiedo quanto
15:21è importante appunto coinvolgere le persone anche con il recupero delle immagini private
15:27degli album di famiglia, delle memorie personali nell'arrivare a costruire una memoria comune.
15:31È fondamentale e non sempre facile perché le persone a volte hanno difficoltà ad aprire
15:38i propri album di famiglia e prestare, mostrare i propri ricordi, però nel momento in cui
15:44poi entrano nel meccanismo e nella storia ne colgono il valore e l'importanza e credo
15:51che sia fondamentale perché mancherebbero dei pezzi altrimenti, quindi i fotografi, già
15:56i fotografi degli archivi che noi abbiamo al museo erano comunque fotografi amatoriali, quindi
16:01vuol dire che nella vita facevano un altro mestiere e poi nel tempo libero amavano andare
16:06in giro per la città e fotografarla, quindi già questo non lo facevano per mestiere, per
16:11professione, quindi perché gli veniva commissionato e quindi erano degli scatti autentici che venivano
16:17dal cuore, dall'istinto, da quello che succedeva e tutte le varie modifiche della città, quindi
16:23credo che sia fondamentale proprio perché altrimenti ci mancherebbe quel pezzettino, poi sicuramente
16:28siamo andati a recuperare anche archivi invece fatti in modo più sistematico prima, durante
16:33e dopo i lavori di ristrutturazione, quindi quello è un altro discorso, quelli invece che
16:38escono dagli album o che vengono fatti proprio per il puro piacere di fare la fotografia hanno
16:43la vita dentro che esce e la percepisci. Gabriele ci sono anche pagine di storia difficili e che
16:52anche dopo quasi 52 anni sono ancora molto difficili, sono finite aperte per la città che sono per esempio
17:00la strage di piazza della loggia, fondamentale anche qui è l'archivio, le fotografie che troviamo
17:07nel giornale di Brescia ma anche nelle immagini, le pagine di giornale. Io credo che proprio
17:13in riferimento alla strage di piazza della loggia è stata forse la strage tra quelle che sono
17:20avvenute in Italia in quel periodo tragico degli anni 70 e primi anni 80 e quella più
17:28fotografata e credo che la permanenza anche così forte non solo a Brescia ma in tutta l'Italia,
17:35in tutto il paese di questa cosa sia legata molto anche al fatto che ci sono delle fotografie
17:40che sono diventate proprio veramente, si sono fissate nella memoria, ecco quelle delle vittime
17:47coperte con lenzuolo, della persona chinata sulla vittima, ha avuto un ruolo la fotografia
17:55dei fotografi che erano lì in quel momento, ricordiamo in particolare Cinelli che riuscì a fotografare
18:02addirittura la nuvola dello scopio e in quella fase concitata ebbe anche tutto il coraggio
18:09di restare su quel posto perché voglio dire noi adesso sappiamo che era un ordigno solo
18:14ma lì al momento non si sapeva e quindi ha potuto testimoniare e raccontarci tutto l'orrore
18:23di quella e credo che anche la reazione civile che c'è stata della città ma non solo la città
18:31e tutto il paese a una strage come questa sia legata anche molto al fatto che proprio i fotografi
18:38l'hanno raccontata, l'hanno messa diciamo tra virgolette in piazza, l'hanno resa pubblica come memoria
18:43comune, collettiva, ecco l'identità democratica credo e della reazione democratica e civile
18:50della città è legata molto anche credo a questo patrimonio iconografico diciamo di quello
18:56che è successo quel giorno del 28 aprile del 74, il 28 maggio del 74.
19:02Un patrimonio iconografico che in questo momento diventerà ancora più importante pensato dopo
19:0652 anni nella fase processuale che ancora è in atto e si farà per la prima volta una
19:12perizia proprio alle fotografie.
19:14Sì e tra l'altro proprio poche ore fa abbiamo avuto un incontro anche con delle persone che
19:25si stanno occupando un po' di questo e hanno ribadito il fatto che quella nuvola che venne
19:31fotografata ha consentito di individuare il tipo di esplosivo e conseguentemente da dove
19:37veniva quell'esplosivo che poi veniva dalla cellula veronese dei neofascisti veronesi e quindi
19:46questo per dire come anche l'aspetto concreto giudiziario ha potuto appoggiarsi sul coraggio
19:53di chi è rimasto lì in quel momento e di chi era lì in quel momento e ha potuto fotografare
19:57e ha avuto la prontezza di fotografare.
19:59Sono quelle immagini che suscitano comunque emozioni ancora oggi soprattutto in chi l'ha
20:03vissuta e però ci sono anche tante altre immagini immaginiamo abbiamo visto prima per esempio
20:08la nevicata dell'85 che ci aiutano a ricordare anche soprattutto per chi c'era ovviamente le
20:14sensazioni di quei giorni.
20:15Quei giorni sì e la nevicata dell'85 abbiamo celebrato lo scorso anno i 40 anni è stato ricordato
20:24in vari modi e è stata rappresentata, parlavamo prima della partecipazione, lì si sono scatenati
20:31un po' tutti anche nel fare fotografie e quindi ogni famiglia ha il suo ricordo ma a questo
20:38proposito direi una cosa che mi permetterei di aggiungere è proprio dalle foto più spontanee
20:45più naif delle famiglie che si possono cogliere i particolari sullo stile di vita, sul modo
20:50di vivere e su come si vivevano proprio diciamo dietro le quinte non erano rappresentazioni
20:56ufficiali come dire di facciata ma erano le foto diciamo della realtà così come e credo
21:03che anche per noi diciamo che adesso non siamo più giovani ma per chi è giovane vedere questo
21:09fa capire tanto di come abbiamo vissuto i compleanni piuttosto che le feste da giovani così ai nostri
21:18figli e i nostri nipoti. Noi siamo in chiusura voglio fare un'ultima domanda a Luisa ricordando
21:25l'appuntamento di domani sera oggi in un'epoca che è dominata dalle immagini digitali e veloci
21:31noi raccontiamo in impresa diretta ormai Gabriele eventi che si svolgono anche dall'altra parte
21:36del mondo senza stare così vicini tra virgolette come questi giorni le olimpiadi come cambia il valore
21:43della fotografia come documento anche storico. Allora io credo che in questo momento storico
21:49in cui appunto tante volte noi guardiamo delle immagini non sappiamo esattamente cosa stiamo
21:52guardando e ci chiediamo se è una fotografia ci dobbiamo sempre ricordare che la fotografia
21:57è presenza quindi vuol dire che c'era un fotografo che con un apparecchio fotografico ha registrato
22:03quello che c'era davanti all'obiettivo quindi il valore documentale di testimonianza della fotografia
22:10è uno di quegli aspetti che sopravviverà secondo me nella fotografia anche nel futuro
22:16nonostante intelligenza artificiale nonostante tutto quello che sta uscendo negli ultimi
22:23tempi. Perché dietro e davanti alla fotografia ci sono sempre delle persone. Esatto. Grazie
22:29a Luizio Bondoni vicepresidente del museo della fotografia che ci ha presentato il progetto
22:34il Carmine Storie di ieri e di oggi verremo a vedere la mostra e grazie anche a Gabriele
22:39Colleoni già vice direttore del nostro quotidiano che si sta occupando della mole di documenti
22:46nella miniera senza scomodare il paragone con San Paolo VI però anche tu ti stai recando
22:56nella nostra miniera. Grazie per essere stati con noi. Noi ci fermiamo qui, non l'informazione
23:02di Teletutto che come sempre torna tra pochi minuti nel nostro telegiornale. Questa sera
23:07ad aspettarvi ci sarà Salvatore Montillo da parte mia e l'augurio di un buon proseguimento
23:12in serata sempre con Teletutto.
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