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00:10Buonasera, buone mercoledì, ben ritrovati con il TG Preview di Teletutto, l'approfondimento
00:15cura della nostra redazione, parliamo di economia e geopolitica, quello che sta succedendo
00:20a livello mondiale, pensavamo che un punto di svolta potesse arrivare questa notte con
00:26le parole di Trump e la tregua di 15 giorni con l'Iran, in verità un'evoluzione dopo
00:31un'apertura dello stretto di Hormuz e c'è già stata un'ulteriore chiusura e il tema
00:35è quello delle aziende ma anche dello shock energetico che potrebbe arrivare, lo facciamo
00:41con due ospiti che sono Pierluigi Cordua, membro di Giunta della Cava di Commercio, buonasera
00:45e con Stefano Saglia che è stato membro del Collegio di Arrera, l'autorità di regolazione
00:50per l'energia, le reti e l'ambiente dal 2018 al 2025, un settennato che si è sostanzialmente
00:58chiuso Saglia a dicembre, al 31 dicembre, quindi anche sul tema chiaramente energetico
01:03parleremo cercando di fare anche un raffronto con un'altra situazione geopolitica che abbiamo
01:07toccato da poco e stiamo ancora toccando, è quella della Russia e dell'Ucraina, ma io
01:11vorrei partire d'accordo chiedendole il nuovo aumento, perché stiamo parlando di un aumento
01:16ormai costante di prezzi di gas e petrolio riporta chiaramente al centro il tema dell'energia
01:22e quanto preoccupa oggi questo tema il sistema economico bresciano rispetto all'escalation
01:28in Medio Oriente?
01:29La preoccupazione è una preoccupazione sentita, diffusa, parte dall'energia però tocca anche
01:38tanti altri aspetti dell'economia del territorio, diciamo l'energia è alla base, è trasversale
01:45ma abbiamo visto come l'impatto poi c'è stato su alcune altre commodities, sull'alluminio,
01:51sull'elio, sullo zolfo, sulle plastiche, quindi è un impatto direi uno shock sistemico molto
01:58trasversale dove diciamo il fattore durata, il fattore tempo è la determinante più importante
02:04perché ad oggi sicuramente avrà un impatto importante anche legato ai danni che si sono
02:10fatte a queste strutture che hanno degli impatti devo dire a livello economico e globale
02:17veramente importanti, per esempio leggevo dello stabilimento di Lassa Rafan che è uno stabilimento
02:23che produce 100 miliardi di metro cubi di gas all'anno, produce quasi il doppio di tutto
02:29il fabbisogno italiano, quindi ci sono delle strutture importantissime che hanno delle quote
02:35molto rilevanti e speriamo che adesso con l'inizio di questo dialogo che ci dovrebbe
02:41essere venerdì si trovino quantomeno delle soluzioni.
02:45Quelle che vediamo sono le immagini dello stretto di Ormuz, quelle in arancio erano proprio
02:51le petroliere, questa è la situazione intorno al primo pomeriggio di oggi e poi una nuova
02:58chiusura dello stretto, poche alcune nave erano riuscite a passare, io a Salia le chiederei
03:03i rialzi di gas e petrolio evocano lo scenario del 2022 post inizio del conflitto tra Russia
03:12e Ucraina, innanzitutto le chiedo se quello effettivamente fu uno shock energetico e se
03:18siamo di fronte a uno scenario simile oppure se ci sono delle differenze più sostanziali.
03:24Sicuramente ci sono delle differenze, innanzitutto dobbiamo pensare che la Russia sicuramente
03:29è un produttore di petrolio ma non delle dimensioni tali da influenzare in maniera eccessiva il
03:37mercato internazionale, è un fornitore di gas molto rilevante, lo era per l'Europa
03:43in particolare per Italia e Germania, è accaduto qualcosa in questo periodo, è accaduto che sia
03:48Germania che Italia ma anche gli altri paesi europei, noi eravamo i più esposti, abbiamo
03:52costruito delle infrastrutture, due terminal in particolare a Piombino e a Ravenna e abbiamo
03:58potenziato i gasdotti TAP dall'Azerbaijan così come abbiamo sostanzialmente sostituito
04:05come fornitore di gas la Russia con l'Algeria. Questo che cosa ha determinato? Ha determinato
04:10il fatto che oggi siamo meno legati per quanto riguarda il gas al trasporto via tubo ma siamo
04:16più ovviamente influenzati dal trasporto via nave. Ecco perché quello che accade oggi ad Ormuz
04:22noi ci tocca in maniera diretta nel momento in cui c'è stato il bombardamento dell'impianto
04:27di liquefazione in Qatar. Noi riceviamo dal Qatar più di 8 miliardi di metri cubi l'anno
04:32su 65 miliardi di metri cubi di gas il fabbisogno nazionale e il Qatar è un fornitore molto
04:39rilevante per il nostro paese. Oggi addirittura il Qatar sapendo di dover ripristinare i propri
04:45impianti dopo gli attacchi iraniani si è dovuto prendere 3-5 anni di tempo per poter
04:50quindi gli attacchi sono stati estremamente violenti e efficaci e quindi si è messa d'accordo
04:57con ExxonMobil per fornire dagli Stati Uniti lo stesso gas e rispettare i contratti che aveva
05:04dal Qatar. Tutto questo per dire che il mercato del gas rispetto alla vicenda russa a noi italiani
05:11fa un po' meno male questa situazione. Da un punto di vista invece della petrolia e
05:16del costo della benzina chiaramente nel Golfo si produce il 20-25% del carburante a livello
05:25globale quindi questo comporta dell'oscillazione dei prezzi molto rilevanti. Quello che odiano
05:30i mercati, i mercati finanziari e i mercati energetici è l'instabilità e questo continuo
05:39stop and go abbiamo visto come sta reagendo anche da un lato le borse e dall'altro i prezzi
05:44dell'energia è molto negativo perché la volatilità dei prezzi è estremamente preoccupante
05:50anche perché nel momento in cui domani mattina si firmasse una pace noi gli effetti li vediamo
05:55dopo 3-4 settimane perché chiaramente le materie prime devono essere trattate, raffinate,
06:00trasportate, c'è una logistica quindi i danni sono già stati fatti.
06:05Le oscillazioni vanno dall'8% in più per il costo dell'energia elettrica al 46% di
06:10media per il costo del gasolio passando per il 30% di quello della benzina in questo momento.
06:18Tono da d'accordo le chiederei, Brescia è chiaramente anche, lo sappiamo, una delle
06:23province più energivore d'Italia e quali sono i comparti che in questo momento rischiano
06:28di più di subire per primi gli effetti di questo shock energetico?
06:32Chiaramente tutti quelli che hanno una componente di energia nell'ambito dei loro processi
06:39produttivi che è rilevante quindi il comparto sicuramente siderurgico in primis però devo
06:46dire che da lì parte poi si trasmette alla filiera perché chiaramente anche chi fa trasformazione
06:52approvvigionandosi di materia prima che sta subendo dei costi in continua crescita scarica
06:59poi a valle via via questi incrementi di costi.
07:03Quindi sicuramente gli energivori però intendo dire c'è sempre una grandissima trasversalità
07:09infatti l'impatto noi lo vediamo anche in camera di commercio tocca tutti i settori dal
07:15turismo con la mancanza di carburante avio che si è visto per alcuni aeroporti ha rappresentato
07:21una criticità vedi brindisi l'agricoltura con il costo dei fertilizzanti dove lì comincia
07:28a esserci una criticità importantissima. Poi diciamo che si accennava prima come questi
07:36impianti che sono stati fortemente danneggiati non sono pronti a ripartire immediatamente
07:41adesso bisognerà vedere anche quanto sarà il tempo necessario per il ripristino di questi
07:49impianti che come dicevo sono una quota talmente rilevante che hanno un impatto a cascata
07:53importantissimo. Ecco poi fortunatamente devo dire leggevo delle situazioni su altri mercati
08:00per altri paesi dove le criticità sono per esempio con l'India, con il GPL dove addirittura
08:06il 90% della quota di gas importata dall'area del Golfo Persico lì hanno delle situazioni
08:14delle criticità ancora superiori che toccano decisamente anche la comunità, la collettività.
08:20Ecco diciamo che la preoccupazione parte da lì prevalentemente dagli energivori, tutti
08:26quelli che viceversa hanno investito per quanto possibile in rinnovabili con tutti i piani
08:34che sono stati anche proposti, le linee di intervento dal governo e hanno messo in sicurezza
08:40una parte del loro fabbisogno chiaramente risentono meno. C'è un rischio energia che diventa sempre
08:46più evidente e va fatto anche un piano a livello nazionale e a livello europeo deciso perché
08:54mi sembra che ormai le criticità da questo punto di vista continuino a aumentare.
08:58Saglia, nello stretto di Hormuz rappresenta un nodo strategico per l'energia globale, quali
09:04effetti concreti potrebbe avere un'interruzione prolungata anche su quelli che sono i traffici
09:09sull'Europa? Sicuramente per quanto riguarda i trasporti c'è un grande rischio che è
09:15anche quello di dover arrivare anche ad un razionamento, ora non voglio dare delle date
09:21però i piani di emergenza che sono all'attenzione del comitato tecnico del Ministero della Sicurezza
09:28Energetica comprendono anche delle misure estreme nel momento in cui i rifornimenti non dovessero
09:35arrivare perché qui c'è proprio un problema non solo di prezzo ma anche di volumi. L'altro
09:41problema è che noi pagheremo questa guerra anche nel riscaldamento di questo inverno perché
09:46questo è il periodo in cui inizia la campagna di stoccaggio del gas, quindi l'immagazzinamento
09:53del gas nelle nostre cavità sotterranee gestite da Snam e che poi viene rilasciato nel momento
10:00in cui farà freddo. Questo gas è stato comprato ai prezzi di oggi ovviamente, quindi questi
10:06elementi sono estremamente preoccupanti. L'auspicio ovviamente è che tutte queste dichiarazioni
10:15che vediamo, a cominciare da quella del Presidente degli Stati Uniti, siano delle dichiarazioni
10:20tattiche in virtù di un negoziato perché io non credo che neppure gli Stati Uniti possano
10:24sopportare una situazione del genere, perché ripeto, ormai i prezzi sono globali delle materie
10:29prime, innanzitutto di carburanti, olio e gas. Poi noi abbiamo l'aggravante ovviamente
10:37che in Italia l'energia elettrica è fortemente influenzata dal gas, non perché non abbiamo
10:41investito in rinnovabili, abbiamo investito moltissimi in rinnovabili negli ultimi dieci
10:44anni, però il meccanismo per la costituzione del prezzo abbiamo imparato anche a conoscerlo
10:49in questi mesi, che si chiama marginal price, significa che il prezzo dell'energia elettrica
10:53è determinato dalla centrale termoelettrica che produce energia elettrica da gas e quindi
10:59questo influenza anche il prezzo dell'energia elettrica, cosa che non vediamo, la Germania
11:04certamente è simile a noi, ma per esempio in Francia che ha una forte componente nucleare
11:08o la Spagna che ha una fortissima compresenza di rinnovabili, lo deve subire meno.
11:14Lei ha parlato di un possibile piano per il razionamento e quelle che possono essere delle
11:21misure drastiche, io le chiedo, anche la Commissione Europea parla di possibile interruzione prolungata
11:27delle forniture e quindi questi due scenari quanto sono realistici in questo momento?
11:33Il primo gradino i cittadini non lo vedono, nel senso che lo vedono le grandi imprese perché
11:38esiste uno strumento che si chiama interrompibilità, cioè le grandi imprese sia per quanto riguarda
11:43il gas che per quanto riguarda l'energia elettrica offrono questo servizio alla rete, cioè consentono
11:49di interrompere la produzione per un periodo di tempo tale da consentire al sistema di
11:53riadattarsi, però questo è il primo gradino, il secondo, il terzo e il quarto gradino sono
11:58dei gradini che riguardano anche la vita quotidiana di tutti i giorni, non voglio evocare i periodi
12:04delle targhe alterne, però è un elemento che dobbiamo tenere in considerazione, altre
12:11politiche di efficienza energetica potrebbero consigliarci quest'estate di utilizzare meno
12:17impianti di condizionamento per consumare meno energie elettriche e di conseguenza anche
12:21gas, sono misure che possono riguardare anche la vita di tutti i giorni.
12:26Non siamo arrivati però nel 2002 a queste misure?
12:29No, non siamo arrivati a queste misure perché siamo riusciti, come dicevamo prima, non era
12:36tanto una crisi dei trasporti del carburante quanto una crisi del gas, siamo riusciti in poco
12:42tempo attraverso le infrastrutture che già avevamo a creare uno switching, quindi praticamente
12:48noi trasportavamo gas dalla Russia e il gasdotto dal Nord Africa, dall'Algeria a Tunisia era
12:56sostanzialmente sottutilizzato, fortunatamente gli accordi che Eni ha messo in campo hanno
13:02consentito di attivare rapidamente quella fonte energetica.
13:07Al tempo stesso, come dicevo prima, oggi abbiamo due terminali marittimi molto consistenti
13:14da 8 miliardi di metri cubi che possono equilibrare il sistema, quindi il tema del razionamento
13:21del gas lo vedo più lontano, quello del carburante per i trasporti è un tema forse più delicato.
13:27Le imprese a Cordoba hanno appena iniziato a riassorbire i rincari della crisi del 2022,
13:32questo nuovo scenario rischia di compromettere la ripresa o la ripresa di alcune?
13:38Beh, sì, come dicevo prima, dipende molto da quanto dura e questo sarà la determinante
13:45principale in termini di impatto.
13:48Chiaro che il combinarsi di una domanda che è un po' stagnante in questi ultimi due anni
13:54lo è stata, con un discorso dove di fatto aumenta il prezzo delle commodity, combina
14:01le due cose in una parola che noi imprenditori temiamo molto che è la stagflazione, quindi
14:06un incremento dell'inflazione a fronte di una domanda scarsa.
14:11Questo è un po' il rischio potenziale, questo ha un impatto importante, potrebbe avere un impatto
14:20importante anche sul territorio, quello che si cerca di fare è di stimolare costantemente
14:27i nostri imprenditori a cercare di fare tutto il possibile per fare un'analisi dei rischi
14:33molto puntuali dal punto di vista banalmente del rischio energia e poi per cercare costantemente
14:41nuovi mercati e di sbocco per cercare di portare i propri prodotti fuori, quindi applicare
14:47delle strategie commerciali per mantenere comunque l'auto domanda alta da questo punto
14:54di vista. Sicuramente, lo dicevamo prima, l'incertezza è la cosa peggiore perché non permette di
15:00pianificare gli investimenti, non permette di identificare quelli che possono essere gli
15:05scenari, quello che stiamo vivendo attualmente come imprese è proprio questo aspetto.
15:11Salio diceva che si è investito comunque molto nelle rinnovabili tra Green Deal, tra
15:17Transizione 5.0 questa partita, l'abbiamo approfondita anche qui, io le chiedo se è effettivamente
15:22così per quanto riguarda le imprese bresciane e se quello che è successo poi nel 2022 a seguito
15:30del conflitto tra Russia e Ucraina ha insegnato qualcosa dal punto di vista energetico.
15:33Io penso che ci sia una parte del Green Deal che sia molto importante, quindi tutto ciò
15:40che va nella direzione di creare un'autosufficienza dal punto di vista energetico con investimenti
15:47irrinnovabili è la parte interessante, la parte che va salvaguardata, meno tutto ciò che arriva
15:55a livello europeo come norme che imbrigliano gli imprenditori nel cercare di trovare loro le
16:01soluzioni tecnologiche più adeguate per raggiungere determinati obiettivi banalmente
16:06legati all'inquinamento. Ci sono dei meccanismi da questo punto di vista che devono essere ancora
16:12implementati per agevolare le imprese ad investire sempre di più da questo punto di vista, però
16:18bisogna dare atto che il percorso è cominciato, il governo ha messo in atto tutta una serie di linee
16:27di azione, anche i PPI, i piani pluriannali di investimento che possono essere fatti da questo
16:32punto di vista. I nostri imprenditori stanno chiaramente recependo, poi è facile mettere
16:39diciamo in sicurezza delle imprese con una componente nell'ambito del processo produttivo
16:45energia più limitata, è molto più complesso chiaramente mettere in sicurezza gli energivori veri
16:52dove chiaramente gli investimenti in termini di rinnovabili per coprire una parte significativa
16:57del costo del fabbisogno di energia sono estremamente rilevanti.
17:01Saglia si torna a parlare anche di carbone, di sicurezza energetica, è una scelta che può
17:06essere temporanea, di emergenza o anche un segnale di rallentamento proprio anche del processo
17:12di transizione ecologica?
17:14Ma quello non credo perché anche nella precedente crisi erano state autorizzate, le autorizziamo
17:20anche noi la possibilità di tenere in esercizio alcune centrali a carbone e anche rimettere
17:26in gioco gli oli vegetali. In Italia rappresentano una piccola quota della produzione nazionale,
17:31è chiaro che quando c'è una grande emergenza si fa ricorso a tutte le fonti, ma inevitabilmente
17:37sarà un ricorso temporaneo perché questo tipo di fonti non torneranno più. Resta interessante
17:43aspettare quello che succederà dal primo gennaio perché il decreto legge Bolletti contiene
17:46una piccola rivoluzione che è quella di scorporare dal prezzo dell'energia elettrica il costo
17:52della CO2, che non significa dare il permesso di inquinare, ma calcolarlo differentemente.
17:59Se questa cosa l'Europa la fa passare potrebbe esserci qualcosa come 10-12 euro al megawattora
18:04di sconto per tutti i cittadini, cioè famiglie e imprese e questa è una misura orizzontale
18:10molto efficace e molto interessante.
18:11Noi ci avviciniamo alla conclusione, le chiedo Staglia in prospettiva guardando ai prossimi
18:16mesi perché qui parlare di giorni e settimane forse è poco, quale sarà il vero fattore decisivo
18:24per capire se questo shock resterà temporaneo o diventerà in qualche modo strutturale?
18:31Allora, questo dipende ovviamente dalla capacità delle diplomazie perché speriamo che dopo le
18:38bombe cominciano a parlare le bocche, scusatemi la metafora, ma cominciano ad esserci dei negoziati
18:45veri perché è evidente che un paese grande come l'Iran e strategico come l'Iran tutti
18:51noi auspichiamo che possa essere democratico e che possa superare una fase di autoritarismo
18:58che ha vissuto in questi anni, però purtroppo non lo possiamo determinare dall'esterno, quindi
19:02con quel paese in qualche modo degli accordi li dovremmo fare.
19:05spero che si ritorni a discutere come si faceva del programma nucleare perché poi è
19:09quella la preoccupazione, che l'Iran possa arricchire l'uranio, ottenere il plutonio
19:14e ottenere la bomba. Ripartiamo da lì, ho sentito, ho letto che forse potrebbero anche
19:20esserci autorizzati dei tecnici francesi ad andare a lavorare in Iran come osservatori
19:25internazionali perché ovviamente gli iraniani non accetterebbero mai gli americani o altri,
19:30bene, ripartiamo da lì.
19:32Io ringrazio Stefano Saglia, membro del Collegio di Arera, l'autorità di regolazione
19:36per l'energia, le reti e l'ambiente, nel settennato al 2018-2025, quindi lo ricordiamo
19:42fino al 31 dicembre scorso e Pierluigi Cordua, membro di giunta di Camera di Commercio.
19:47Ringrazio anche voi che ci avete seguito da casa, noi ci fermiamo qui, non informazioni
19:51di Teletutto che come sempre torna tra pochi minuti nel nostro telegiornale, questa sera
19:55ad aspettarvi ci sarà Jacopo Bianchi. Da parte mia l'augurio di un buon proseguimento
19:59di serata, sempre con Teletutto.
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