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CortometraggiTrascrizione
00:00Giravo per Roma e sui gradini di un portone, vicino all'allora chiamato Taberin, Florida,
00:07vedi seduto Roberto Rossellini e gli chiesi, ma che fai lì?
00:11E lui mi ha risposto, ha aspettato una signora che mi deve dare dei soldi per fare un film.
00:17E mi chiese, e tu che fai? Un film sugli shusha e tu un film su un prete.
00:23Nacque così, sui gradini di un portone, il neorealismo italiano, senza nessuna tavola rotonda, senza programma,
00:31ma soltanto un vivo desiderio di raccontare la triste realtà della nostra povera Italia,
00:37dopo un periodo di retorica, di cattivo gusto, di scemenze. La verità, la pura verità.
00:43Essere qui è sempre emozionante. Io mi ricordo, ero venuto qui cinque anni fa con un mio film sullo schermisciò,
00:50però devo dirti che, sai che era la prima edizione, quella post-covid, no?
00:57Era quella di luglio, quindi quella un po' ibrida come momento dell'anno, soprattutto.
01:06È stato come tornarci per la prima volta da ospite con un film,
01:11per una cosa molto semplice e molto bella, perché comunque qui c'è veramente una cura,
01:17un'accoglienza calorosissima. Partendo proprio dallo staff di Cannes, partendo da Terry Fremont,
01:25da tutto il team, poi nello specifico anche di Cannes Classic,
01:29si capisce che proprio questo è un luogo dove l'amore per il cinema è non solo palpabile,
01:37ma viene proprio condiviso in maniera molto anche empatica da loro stessi.
01:41Quindi è molto bello, le proiezioni sono calorose, sono introdotte in un modo molto bello.
01:46E il film è stato accolto in una maniera veramente affettuosa,
01:56non solo dal festival, come dicevo prima, che l'ha selezionato,
01:59ma proprio dal pubblico, da tutti i tuoi colleghi italiani ed esteri che ho incontrato.
02:05Ed è stato molto emozionante, devo dirti, per me, vedere l'affetto che c'è per Vittorio De Sica.
02:14Perché come dico sempre, anche alla base del motivo per cui faccio questi film,
02:20non bisogna mai dare per scontato che figure colossali, importanti, fondamentali,
02:25come quella di Vittorio De Sica, che per noi che facciamo cinema,
02:29che ne parliamo, come dire, ne fruiamo tutti i giorni, sono felicemente scontate,
02:34lo siano per tutti, per i più giovani, ma anche comunque per la comunità del cinema
02:40nel suo senso più ampio.
02:43Quindi vedere proprio questa ondata di affetto che ha travolto il film
02:48e quindi in prima persona, idealmente Vittorio De Sica è stato veramente qualcosa di bello,
02:56come quelle cose che anche ti ripaga di tutta la fatica,
03:03comunque adesso fare film in generale, fare film di questo tipo è ancora più difficile
03:09rispetto anche solo a sei mesi fa, non dico cinque anni fa.
03:14Quindi è stato molto bello e adesso io sono qui, come sempre faccio se riesco a rimanere
03:20ai festival anche per vedere altri film, poi c'è questa cosa molto bella che ci sono
03:28due protagonisti del mio film che hanno i loro film nel concorso principale,
03:33stamattina ho visto il film di Andrei Zaginze, che è un film bellissimo,
03:35l'altro giorno ho visto quello di Asgard Faradì,
03:37in realtà è un'edizione ad alto tasso cinesilo, ad altissima presenza di maestri del cinema.
03:45Questi sono i giorni di Almodovar, che è in loce sebbene non abbiamo un film qui a Cannes,
03:51quindi pensare che lui sia festeggiato idealmente o direttamente da tutti loro
03:55è una cosa molto bella.
03:57La cosa che io noto facendo questi lavori, è capitato in passato anche con Sergio Leone,
04:03con Friedkin, ma sempre capita, soprattutto con gli stranieri devo dire,
04:08c'è un rispetto profondissimo.
04:11Io ricordo sempre questo aneddoto che per me è naturalmente testimonia la grandezza del personaggio
04:18di cui sto per parlare.
04:19Quando io fece il documentario su Sergio Leone, Steven Spielberg mi chiese di aspettare
04:23fino all'ultimo secondo di chiudere il film perché lui doveva finire The Fablements
04:27e poi quindi The Fablements si rivide tutti i film di Leone e il giorno prima dell'intervista
04:35poi mi confessò che fece due zoom molto lunghe, una con Istud e l'altra con Scorsese
04:41per ripassare prima dell'intervista.
04:43Ecco, Spielberg è il numero uno in tutto, anche in questo.
04:47Però l'approccio senza questa assoluta devozione che ha mostrato e questa generosità commovente
04:58in Steve Spielberg, tutti sono sempre felici perché si rendono conto che c'è un flusso
05:09in cui loro sono inseriti, una connessione profonda e anche questo senso di gratitudine
05:16che ognuno di loro ha nei confronti di una persona, nel caso specifico di Te Sica
05:21che in qualche misura ha reso possibile, rende possibile ciò che loro fanno oggi
05:25perché comunque è sempre un riferimento a cui loro tendono.
05:29Boise Anderson che è una persona con cui ho lavorato tanto tempo e con un rapporto molto bello
05:35e molto stretto, io l'avevo coinvolto come voce perché sapevo che lui era molto molto appassionato di Te Sica
05:41lui fu la prima persona che mi faceva vedere tanti anni fa l'oro di Napoli
05:44quindi per dirti siamo a questo livello di passione cinefila
05:50poi però lavorando sul film, condividendo idee, io gli ho proposto
05:55scusa ma il dialogo che stiamo avendo è molto ampio, ti va di unirti al team
06:04e lui si è unito molto volentieri, è stato molto generoso, molto felice
06:10proprio per lui, è proprio un punto di orgoglio far parte di questa produzione
06:17e tutto perché comunque la lastima nei confronti di Te Sica
06:22mi ricordo che Francis Ford Coppola in passato mi disse ci sono pochi registi
06:28che riescono a portare, che sono usciti a portare all'interno del più ampio vocabolario del cinema
06:34delle nuove espressioni che però sono fondamentali per tutti noi che siamo arrivati dopo
06:40se non sbaglio lui lo discorso lo fece parlando all'epoca di Chaplin
06:46lo stesso discorso si può fare per Vittorio De Sica
06:48ed è questo il motivo per cui tutti ogni volta partecipano con questo trasporto
06:56che poi rende i film più caldi
06:59se fai un film appunto e coinvolgersi più caldi, più ricchi e più tridimensionali se vuoi
07:06da oggi Cinecittà torna a rispondere al suo nome
07:15il neorealismo non è nato come una tecnica di cinema
07:19potevano farlo così
07:20con alcuni attori, alcuni non attori
07:23mischiando le due cose
07:25con della pellicola trovata
07:27le scene non erano ripetute tantissimo
07:30non erano improvvisate perché c'era un canovaggio
07:32ma spesso non c'erano battute
07:40poi sono stati osannati per lo stile
07:43e tutti a chiedergli dello stile
07:44ma per Pandemicia e anche Vittorio
07:47c'era stato più un'esigenza quasi morale
07:51io penso che la vitalità, la vitalità che poi è anche bontà, empatia
07:58è capacità di riconoscere l'altro, riconoscere a tanti livelli
08:03perché lui riconosceva ciò che vedeva
08:06riconosceva il talento delle persone che fossero dei professionisti o meno
08:11e saper elevarlo
08:13c'era innanzitutto una generosità di base
08:18e una sapienza assoluta nel saper organizzare una storia che fosse una storia drammatica
08:28che fosse una storia dalle tinte più surreali
08:31io penso sempre a uno dei miei film preferiti di De Sica
08:33che è Il Giudizio Universale
08:35piuttosto che un film straordinariamente efficace nel suo cinismo
08:40come Il Boom per esempio
08:42oppure film anche più
08:45lui poi ha fatto tantissimi film da attore
08:48in cui però era chiaramente in qualche misura anche il regista
08:51se non del film stesso ma delle sequenze fondamentali del film
08:55anche quando c'era solo per cinque minuti
08:57quindi c'era una...
08:59la cosa che a me viene in mente quando io penso a De Sica
09:04e che mi ha guidato tantissimo nel lavoro
09:07è questo senso di luce
09:08lui era una figura luminosa
09:10che illuminava la scena
09:12illuminava la realtà che voleva raccontare
09:15e ho pensato che
09:17anche perché comunque i film documentari con molte testimonianze parlate
09:22hanno bisogno di respirare
09:24hanno bisogno di dei...
09:26di una sorta di capitolazione
09:27basta un termine in cui uno introduce il tema che segue
09:31in un modo differente ecco
09:33e l'animazione che...
09:35questo tipo di animazione che io ho scelto per il film
09:38e che abbiamo realizzato insieme a Giorgio Scorza
09:42e al suo team magnifico di movimenti production
09:46si rifà molto anche all'eleganza di De Sica
09:48io proprio tanti anni fa qui a Cannes
09:50vedi un film che mi è rimasto nel cuore
09:52che è appuntamento a Belleville di Sylvain Chaumet
09:54che è un regista meraviglioso naturalmente di animazione
09:57e mi sembrava che quel...
10:00quel... quel...
10:01quel gusto un po' demodè elegantissimo no?
10:04che è molto...
10:05come fa molto parte del... del De Sica anche attore no?
10:10ma anche del De Sica che tu vedi nelle foto sul set
10:13questo uomo elegantissimo sempre con la pochette
10:17perfettamente pettinato ecco
10:19voglio cercare di... di rendere no? quella... quella figura
10:22quella figura che poi appunto...
10:24l'eleganza produce eleganza no?
10:26se tu sei... anche Alfred Hitchcock no?
10:29comunque era uno che ha fatto dei film sempre elegantissimi
10:31ed era un altro che...
10:33che si... si presentava sempre in questo modo
10:38impeccabile
10:38e quindi ho voluto giocare su questo e anche proprio sul...
10:43su quell'elemento... quel tratto giocoso
10:45che porta con sé naturalmente l'animazione
10:48e che De Sica aveva... aveva sempre
10:50anche quando andava appunto...
10:52e lo racconta molto bene in un aneddoto del film
10:55dal bambino Enzo Staiola
10:57di là delle biciclette
10:58e per farlo piangere
11:00si mette d'accordo con un macchinista
11:02per fargli uno scherzo che l'avrebbe diciamo
11:04fatto arrabbiare e quindi piangere
11:06quindi c'è sempre questa dimensione del gioco
11:08che poi sappiamo...
11:11aveva anche un altro tipo di declinazione
11:15nella vita di De Sica
11:15che era quella proprio del gioco vero e proprio
11:19insomma la roulette
11:20il momento proprio del...
11:23come dire... del distress totale no?
11:26che lui amava molto e che...
11:28su cui tanto si è...
11:32favoleggiato, dibattuto...
11:33però insomma...
11:35non...
11:35era parte della sua personalità ricchissima
11:38non era un elemento dominante chiaramente
11:44De Sica è un grande regista
11:46e dicendo questo non è che faccio torto
11:49alle sue capacità di attore
11:50perché secondo me nel...
11:52nel suo essere regista ha condensato anche
11:54il suo essere attore
11:55per me il suo film migliore
11:57rimane Ladri di bicicletta
11:59che è un film perfetto
12:01anche se so che forse lui preferisce Umberto D
12:04io ogni volta che faccio questi...
12:07che lavoro a questi film
12:08a questi ritratti
12:09io cerco sempre di provare
12:12almeno attento
12:13di capire
12:14chi fosse la persona
12:16molto prima dell'artista
12:17e quali fossero le condizioni
12:19di provenienza
12:22anche e soprattutto le condizioni emotive
12:24no?
12:25e una cosa che mi ha molto colpito
12:26e non è un caso che poi alla fine
12:28il suo film
12:29eh...
12:30il film a lui più caro
12:31ma anche forse il più struggente
12:33in assoluto
12:33insieme a Susana
12:35eh...
12:36sia Umberto Dier
12:37sia appunto dedicato a Umberto De Sica
12:39che era suo papà
12:40la cosa bella è che
12:41De Sica
12:42proprio questa sua luminosità
12:43insomma viene da...
12:44dal fatto che è stato un uomo molto...
12:47eh...
12:47non era piccolo
12:48un bambino molto amato
12:50eh...
12:50questo padre che in tempi assolutamente lontani
12:53piuttosto che diciamo
12:55destinarli
12:56come era
12:57nelle sue possibilità
12:58un posto sicuro
12:59in Banca d'Italia
13:01capisce
13:02e coglie
13:02che questo ragazzo
13:03ha qualcosa di diverso
13:04e di speciale
13:04e che
13:05eh...
13:06quel suo talento
13:07di cantante
13:09eh...
13:09anche diciamo
13:10l'esuberanza attoriale
13:11che mostrava da piccolo
13:12poteva avere uno sviluppo
13:14reale
13:15nel mondo dello spettacolo
13:16studiandolo e
13:17leggendo
13:18e vedendo tante cose su di lui
13:20l'idea era questa
13:21cioè che lui
13:21in virtù di questo grande supporto paterno
13:24di questo grande eh...
13:26diciamo sostegno
13:27che veniva dal padre
13:28ha sempre avuto
13:30eh...
13:30come dire
13:31la possibilità
13:32di eh...
13:34eh...
13:34di essere molto saldo
13:35nelle sue scelte no?
13:37eh...
13:37lui ha fatto delle scelte
13:38anche molto radicali
13:39lui era un divo
13:41assoluto del cinema
13:42eh...
13:43negli anni trenta
13:43e invece di continuare
13:45come dire
13:46molto serenamente
13:47quel tipo di carriera
13:49decide di iniziare
13:50a fare dei film
13:51difficili
13:52anche rischiosi
13:54che mettevano
13:54eh...
13:55come dire
13:55in discussione
13:56le condizioni
13:59del...
14:00della...
14:01della famiglia italiana
14:03nel periodo
14:03del regime fascista
14:05ma anche
14:05eh...
14:06che raccontavano invece
14:07poi l'Italia
14:08eh...
14:09come dire
14:09ferita
14:10dilaniata
14:11del...
14:13eh...
14:13facendo questi film
14:14con...
14:15con pochissimi mezzi
14:16utilizzando pellicola
14:17di scarto
14:18che veniva da altri film
14:21no...
14:22eh...
14:22poi
14:22anche qui
14:23la sicurezza
14:24la serenità
14:25che gli veniva
14:25anche dall'aver trovato
14:26un partner
14:27creativo così importante
14:29così complementare
14:30come c'è
14:30da Zavattini
14:31io penso che tutte queste scelte
14:33al di là del talento
14:34e della spinta
14:34che ti viene dal talento
14:35naturalmente
14:36le fai se sei molto
14:37se sei molto radicato
14:39se sei molto piantato
14:40e sicuramente
14:41il rapporto con Umberto
14:42eh...
14:43è stato qualcosa
14:44che...
14:44che gli ha dato una base solidissima
14:46per poi diventare quello
14:47che sarebbe diventato
14:51è arrivato a Ciampino
14:53l'obiettivo dell'attualità
14:55si sente privilegiato
14:56di cogliere il più glorioso
14:57primo piano dello schermo
15:06avevo cinque o sei anni
15:07ero piccolissimo
15:08all'hotel Flora
15:09a Veneto
15:10e avevo un appuntamento
15:12con mio padre
15:12io stavo con mamma
15:13mamma non parlava l'inglese
15:14io ancora non lo parlavo
15:15il papà era il ritardo
15:17che stava girando
15:17un altro film
15:19e allora c'era la bombetta
15:21e si è attaccata così al muro
15:24cioè...
15:24per farmi ridere
15:25e faceva così
15:26era il momento
15:27che c'era sui giù
15:27sui giù
15:28sui giù
15:50sui giù
15:51impressioni personali
15:52ma anche impressioni cinefile
15:53perché Brando e Andrea
15:54sono due registi
15:56a loro volta
15:57è stato molto bello
15:59molto emozionante
16:00ed è come ogni volta
16:01inserirsi all'interno
16:03di un flusso
16:04di un sistema familiare
16:06che poi
16:07in un momento
16:09in cui il film
16:09viene concluso
16:12si trova quasi anche
16:14come dire
16:16sorpreso
16:17del fatto che
16:17si è riusciti
16:19a fare un'impresa
16:20del genere
16:21e sono sicuro
16:22che è una...
16:22anche poi
16:23le testimonianze
16:25le reazioni
16:26loro sono state
16:26molto
16:26molto
16:29affettuose
16:29molto emotive
16:30quindi è stato molto bello
16:31ecco
16:32poterlo condividere
16:33con loro
16:34questo percorso
16:45il fine ultimo
16:46come dici giustamente tu
16:48è quello che guida tutti i miei lavori
16:50ossia
16:52quello che dicevo all'inizio
16:53cioè di mettere
16:54al centro della mappa
16:57della visibilità
17:00potenzialmente di tutti
17:01una figura che
17:02è tanto importante
17:04che tanto
17:05come raccontano i grandi registi
17:06intervistati nel film
17:07può fare ancora oggi
17:09e fa ancora oggi
17:10per ispirare nuovi
17:12nuovi registi che si affermano
17:14sicuramente ci sarà
17:17io quando vengo per esempio
17:18a Cannes
17:18a Venezia
17:19e cerco spesso di andare a vedere
17:20le opere prime
17:22ci sono dei linguaggi
17:24che
17:25nuovi che vanno affermandosi
17:27in cui però c'è
17:28in maniera concia
17:29o meno
17:31un elemento
17:32che lo
17:32che si può ricondurre
17:34a ladri di biciclette
17:35piuttosto che ad altri film
17:38Ostlund mi ha raccontato
17:39che c'è uno dei suoi primi film
17:41che si chiama Play
17:42in cui c'è una sequenza
17:43che poi lui è stato costretto
17:44a tagliare
17:45per motivi di
17:46come dire
17:47di lunghezza del film
17:48in cui lui
17:49ha citato
17:51senza rendersene conto
17:52la scena
17:52della cena in osteria
17:54del papà e del bambino
17:55di ladri di biciclette
17:57ho detto io
17:57quando poi l'ho montata
17:59quella scena
17:59ho detto ma questa me la ricordo
18:01io l'ho già vista
18:01ma perché l'ho messa qui
18:03ah ma certo
18:03questo è ladri di biciclette
18:05per dire no?
18:06quindi il senso
18:07di questi film
18:07è quello di cercare
18:08di portare
18:10nuovi Ostlund
18:11a come dire
18:12realizzare opere meravigliose
18:14come quelle
18:15che loro fanno
18:15anche sulla spinta
18:17dell'entusiasmo
18:19e dell'ispirazione
18:20che un regista
18:21come Vittorio Di Sica
18:22può continuare ad offrire
18:24io stamattina ho visto
18:25il film di Zijakinser
18:25è un film bellissimo
18:28come tutti i suoi
18:29ma è un film
18:30anche profondamente
18:31desichiano
18:31in tanti tratti
18:33la maniera in cui
18:34lui descrive rapporti
18:35tra i personaggi
18:36le dinamiche familiari
18:39non possono appartenere
18:41a quella sensibilità
18:42e fra l'altro
18:43lui me l'ha confermato
18:44in ogni modo
18:45durante la nostra intervista
18:46quindi
18:47è bello
18:48e spero veramente
18:50che
18:51vedere il documentario
18:53possa come dire
18:53risvegliare la curiosità
18:55rispetto a Vittorio Di Sica
18:58e poi soprattutto
18:58anche rendergli omaggio
19:00perché è un gigante
19:01se non ce ne sono tanti
19:03io
19:04De Sica lo metto
19:05accanto a Chaplin
19:06come importanza
19:08come varietà
19:08di esperienza artistica
19:10insomma
19:11anche noi abbiamo
19:12il nostro Chaplin
19:13celebriamolo
19:14festeggiamolo
19:15come merita
19:15che
19:16non
19:16non
19:17non
19:18non
19:19non
19:19non
19:20non
19:21non
19:22non
19:22non
19:22non
19:22non
19:23non
19:23non
19:23Grazie a tutti.
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