Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 3 ore fa
Trascrizione
00:25Il nostro corso gratuito è www.mesmerism.info
00:30www.mesmerism.info
01:07www.mesmerism.info
01:08www.mesmerism.info
01:15www.mesmerism.info
01:22www.mesmerism.info
01:31www.mesmerism.info
01:37www.mesmerism.info
02:06www.mesmerism.info
02:07www.mesmerism.info
02:13www.mesmerism.info
02:14www.mesmerism.info
02:25Dite loro, signore.
02:27Patatine?
02:27Due.
02:30Basta, basta, ragazzi.
02:58Le seranate del sud, le calde, dolci, snervanti notti di Sicilia, durante tutto il tempo
03:05che ne ero stato lontano, il ricordo di quelle notti, o meglio, di una notte, aveva popolato
03:11le mie ore di rimpianti, di nostalgia. Agramonte, 18.000 abitanti, 4.300 analfabeti, 1.700
03:19disoccupati tra fissi e fluttuanti, 24 chiese, se ben ricordo, tra le quali si annoverano
03:25alcuni notevoli esemplari barocchi del tardo 600. Questo è Palazzo Cefalù e questo è
03:33lo stemma dei miei avi, l'unica cosa, quasi che mio padre non si fosse ancora venduta,
03:37le dissipazioni di papà, sulla natura delle quali sorvolo per rispetto a mamà, ci avevano
03:42ridotti ad abitare in una sola ala del palazzo, mentre l'altra ala era stata occupata da mio
03:47zio Calogero e dalla sua famiglia. Ma di questo fatale condominio e delle sue conseguenze
03:52tirò più avanti. Ah, eccolo qua mio padre, il barone Don Gaetano Cefalù. E questi sono
03:57gli amici del circo.
03:58Alla vostra bellezza, barone. Lasciamo le mani, Don Gaetano.
04:01Per cinque secondi egli è stato l'oggetto delle loro chiacchiere, ma eccoli già ritornati
04:05al loro argomento preferito, le donne. Era un discorso inesauribile. Nell'accesa fantasia
04:11dei miei concittadini le donne si tingevano dei colori del mito, le favolose, invisibili
04:15donne di Agramonte che celavano la loro bellezza e il loro ardore dietro le grate, pardon, dietro
04:20le stecche di vere conde persiane. Agramonte proletario invece procedeva gloriosamente sulla
04:26via del progresso. Un progresso un po' lento forse? Eh sì, ma alle spregiudicate trombe
04:39proletarie rispondevano altrettanto sonore le campane di San Firmino.
04:46E perciò, miei cari fedele e amati concittadini, io vi esorto a dare il vostro suffraggio ad
04:53un partito che sia popolare, e cioè democratico e quindi rispettoso della nostra fede cristiana.
05:01Un partito, per concludere, che sia democratico e cristiano.
05:18Mia moglie Rosalia, dodici anni di matrimonio.
05:26Donna Matilde, mia madre.
05:31Mia sorella Agnese, nubile e a carico, ufficialmente compromessa, cioè fidanzata, con Rosario
05:37Mulè, della onorata ditta Mulè e figlio, agenzia di pompe funebri.
05:47Ah, questo è Don Calogero, l'intruso di Palazzo Cefalù, il marito di zia Fifida, sorella
05:53di mio padre. Nel giro di una quindicina d'anni, l'ex Massaro Don Calogero, avallando in caute
05:58cambiale di gioco emesse da mio padre, si era andata accaparrando i pezzi più pregiati
06:02dalle nostre proprietà. E questa, infine, è Angela, figlia di Calogero e Fifida, e quindi
06:09mia cugina carnale. Angela frequentava le magistri.
06:13frequentava le magistrali in un collegio di suore di Catania. L'estate veniva a passare
06:19le vacanze in casa.
06:31Io amavo Angela.
06:35Saludiamo Don Bernardo.
06:38Buonanotte. Buonanotte. Buonanotte. Buonanotte. Buonanotte. Buonanotte.
07:18Buonanotte. Buonanotte. Buonanotte. Buonanotte. Buonanotte. Buonanotte. Buonanotte. Buonanotte.
07:39Grazie.
08:05Fefe?
08:07Sì?
08:08Che è successo? Ti senti male?
08:09Ma no, sto benissimo. Sono qua, che vuoi?
08:12Hai bisogno di qualche cosa? Vuoi una camomilla calda?
08:15Ma non ho bisogno di niente. Vattene a letto, va. Vattene a letto.
08:29E' la bucca d'Uruzza, scioviti lì, capiti? Anetti, anetti.
08:50Eh, ma che c'è qua?
08:53Io, papà.
08:54Fai presto, fai presto, per piacere.
08:57Va bene.
09:02Gaetano, che hai bisogno di me?
09:04Ma no, va a dormire, va.
09:07Vai via!
09:17Scusa.
09:43Fefe, io lo sapevo che l'aglio nei peperoni ti disturba. Ce l'avevo detto a mamma. Ma lei dice
09:50che l'aglio nei peperoni ci vuole a forza.
09:52E' vero. E' vero. E' vero che i peperoni senza aglio non vanno. Ma lei dovrebbe capire che...
09:59E che certe cose una moglie le può capire meglio di una magia. E' in questione di... non so...
10:07non per un fatto materiale.
10:13Tu non credi, Fefe?
10:15Si.
10:16Fefe.
10:18Fefe.
10:21Fefe, c'è un poco di freddo. Che freddo che c'ho.
10:25Allora, ti senti poco bene? Oggi al circo il termometro segnava 34 gradi.
10:31Fefe, ma tu mi vuoi veramente bene.
10:34Ma si capisce che ti voglio bene.
10:36Ah, e' quanto, Fefe, e' quanto, e' quanto, Fefe.
10:43Oh, Fefe, che belli piedi freschi che c'hai.
10:49Oh, Fefe.
11:06Fa fefe, ma tu mi ha guardato.
11:18Eppure, eppure mi ha guardato.
11:22Ma hai acce a me? Ha capito, se dove si vincuò?
11:28Hai un terrore, ma sei giù?
11:42Fefe, sai a che pensavo?
11:44Mi chiedevo, ma noi chissà perché viviamo
11:51Ma tu mai ci hai pensato qual è lo scopo vero della nostra vita?
11:55Ah no, qual è?
11:56È amare
11:58È amare, noi viviamo per amare
12:01Se non si amerebbe...
12:02Amassi, se non si amassi
12:04Sì, noi appassi... come tanti fiori in autunno, appassiti
12:11Noi appassiressimo, Fefe, ecco
12:13È caldo, schifoso
12:20Hai bisogno di qualche cosa?
12:22Ah, dormi
12:33Abbarò, dici a Idrù che stasse fermo coi mani
12:36Attenzione tu, che ce lo dico a tuo padre
12:37Lo sai poi lui com'è
12:39Ma che ci posso fare io?
12:40Sta zitta, tu provochi
12:42Ma se stanotte ha messo pure il cazzetone via c'è la porta
12:45Ma Idrù, appena me volto
12:48Dove vedi, glielo tu?
12:49Eh, tu non ti devi voltare
12:53Può dirgliene qualcuno?
12:58Don Ferdinando
13:00Agnese, per favore
13:02Don Ferdinando, Agnese ed io ci dobbiamo sposare, credetemi
13:05Dobbiamo sposarci presto, prima di Natale
13:08Sì, presto
13:09Parliamone, ma tanto c'è tempo, no?
13:11E prima devo consumare in mezzo lutto del mio povero nonno e poi...
13:15Non devi pensare male
13:16Rosario mi ha sempre rispettato
13:18Lo giuro
13:22Io...
13:23Io tolgo il disturbo
13:25Con permesso
13:36In fondo sono un tipo interessante
13:39Fine
13:41Intelligente
13:44Lo stomaco
13:46Lo stomaco
13:47Bisogna eliminare i grassi
13:50Bisogna eliminare gli zuccheri
13:52I farinacei
13:53Bisogna eliminare tutto
14:07Fefe
14:08Ti ho portato il caffè
14:12Fresco, fresco
14:18Riposavi?
14:20
14:28E basta, di meno, basta una punta
14:30Ma come?
14:32Se ti piaceva dolce il caffè
14:33Ora non più
14:36Fefe
14:37Me ne dai un goccio
14:39Proprio un goccio, un goccio
14:40Ma se c'era cucuma piena
14:42No, di quello tuo
14:48Grazie
14:56Grazie
14:57Ma che sei bata
14:57Un goccio bianco
14:59E ora che te l'ho sciappato
15:00Te ne nascono altri sette
15:02Fa così distinto
15:04La tempia un po' grigia
15:05Lo sai
15:14Sei fina
15:15Stai attenta al vento
15:16E non c'è tutto fumo in casa
15:18Quante volte te l'hai a dire
15:19Cretina
15:20Ma io che
15:23E no, eh
15:24E tu a tua madre ce lo devi dire
15:26Abbi pazienza
15:26Il sapone l'abbiamo fatto
15:28Il 18 del mese scorso
15:29Ora siamo all'11
15:30Ma tu lo sai
15:31Quanto si spende solo di sapone
15:32In questa casa
15:33Ma per carità
15:34Non ricominciamo con la solita storia
15:35Cosa
15:36Ma non lo potete comprare
15:37Già fatto il sapore
15:38No
15:38Allo spaccio
15:39No
15:39Perché se le cose in questa casa
15:41Si facessero con un poco di criterio
15:43Il risparmio ci sarebbe
15:45Però ora mi sento tua magia
15:46E no scusa
15:47Io ce lo devo dire
15:47Abbi pazienza
15:49Mamma
15:49Rosalia
15:50Mamma
15:51Mamma
15:51Mamma
15:51Mamma
15:51Mamma
15:51Mamma
15:53Mamma
15:54Mamma
16:03Mamma
16:03Ma dico io
16:04Mi fate fare un altro momento
16:05Per fare il sapone
16:06Ma se non ti fai fare il sapone
16:07Ma è stato tutto il pome in casa
16:09Non se lo può più
16:10Forza Assessina
16:11Brava
16:11Fa così
16:12Forza
16:12Brava Assessina
16:33Grazie a tutti
16:58Grazie a tutti.
17:28Grazie a tutti.
18:02Grazie a tutti.
18:20Grazie a tutti.
19:02Grazie a tutti.
19:06Angela!
19:10Angela!
19:15Angela!
19:17Angela!
19:31Angela!
19:35Angela!
19:36Chi fai?
19:38Faccio...
19:39Faccio i fiori per l'immacolata concezione.
19:42Anche a me mi era venuta voglia di raccogliere i fiori.
19:46Solo che io questi fiori non saprò mai accettarli.
19:52No.
19:54Tu lo capisci, vero?
20:05Che profumo!
20:09Angela!
20:11Angela, l'altro giorno scendevi dalla chiesa.
20:14Ma hai guardato...
20:16Perché mi guardaste così?
20:20Ma allora...
20:21Allora tu...
20:22Tu ci hai pensato, eh?
20:24Angela...
20:25Angela!
20:29Angela!
20:29Aspetta!
20:32Tieni!
20:34Angela!
20:36Angela!
20:40Angela!
20:44Angela!
20:45Angela!
20:47Angela!
20:48Angela!
20:49Angela!
20:49Tu hai presi i fiori, già che si trovava...
20:51Oh, papà, quanto siete spoetizzanti!
20:53Ha ragione, Rosalia!
20:55Eh...
20:56Pefè!
20:57Eh, mamma!
20:58Pefè, che bei fiori che hai!
21:04Grazie, figlio mio petto, grazie!
21:10Graziosi, dove li hai presi?
21:11Eh, laggiù.
21:27No, ragazzi!
21:32Sì, Sì!
21:37Ah...
21:43handling...
21:44McCawp Victor!
21:46AAAih!!!!
21:48Mettemeli più vicini...
21:49Che sento il profumo.
21:50Sì.
21:53Bello.
22:29Mi spiego, Fefei, come un'intima insoddisfazione che tengo dentro.
22:33Per esempio, tu sai quanto mi piace l'uva?
22:35A me l'uva mi piace di più quando non ci sta che quando ci sta.
22:39Quando ci sta l'uva, Fefei, io tengo voglia di bere.
22:42Mi spiego.
22:43Ad Acramonte c'è stato l'anno scorso un movimento misita del 21 per mille.
22:47Non è poco.
22:47Servo vostro, barone, baronessa.
22:52Allora, Fefei, dove ero rimasto?
22:54Oh, ma come sei legato?
22:58Don Ciccio Matara, il castigatore di Natalino Orso, l'incendiario del potere dei Mazzalorso.
23:04Si dicevano cose enormi sul conto di Don Ciccio.
23:06Due anni fa fecero fuori quella sia sera, come si chiama, proprio qui sul corso, mentre se ne andava a
23:10messa.
23:11E nessuno vide niente.
23:19Legato per tutta la vita a Don Ciccio Matara.
23:22No, no, no, no, no, no, no, no.
23:24E che stavo dicendo, Fefei?
23:29Le pere.
23:30Ah, sì, insomma, per me non è tanto importante l'uva in se stessa quanto la voglia che ho d
23:34'uva.
23:35Un po' come quella poesia che mi piace tanto, Fefei, dove dice che il sabato è meglio assai della domenica.
23:40Di nuovo, di nuovo.
24:00Angela.
24:04Io non lo sapevo ancora, ma quella notte doveva segnare una svolta nella mia vita.
24:10Mi portano le mani. Io lo mando da casa mia a calcio.
24:13Mi portano le mani a calcio.
24:15Papà, che succede?
24:16Ha avuto il coraggio di farmi due cambiali di 25.000 lire.
24:20Anni! Ma che c'entra?
24:21Se Ferita chiamava aiuto, che c'entrano le cambiali?
24:24E che ne sa, giù? Pare che bastonasse a sua figlia.
24:27Angela, apritela.
24:28E non è qua. E non è qua, svergognata.
24:32Ferita, non apri, sono io. Apri.
24:35Vuole il nome di quel miserabile.
24:37Ma stagia amore, io tu.
24:38No, non lo sopprete mai. Mai.
24:43Tu adesso mi devi dire il nome di quel miserabile.
24:46Altrimenti io ti ammazzo.
24:48Fermati.
24:48Fermati.
24:50E coperte, svergognata.
24:53Andatevi.
24:55Andatevi.
24:56Andatevi.
25:07Andatevi.
25:08Oh, vergognata.
25:10Eh, che male.
25:11Vergognata.
25:12Oh, vergognata.
25:13Permesso, permesso.
25:16No.
25:18No.
25:19No.
25:21No.
25:23Non voglio.
25:26Che è successo?
25:27Che ci fa l'allevatrice qua?
25:28Voglio vedere in chi è stata mia figlia.
25:29E perché?
25:30Ha un amante.
25:31Sì.
25:32Ecco, ecco qua.
25:33Una mano.
25:34È il suo diario.
25:35Leggi.
25:36Leggi, leggi qua.
25:37Leggi tu stesso.
25:38Ma io l'ammazzo.
25:39Con questa mano l'ammazzo.
25:42Oggi finalmente è accaduto.
25:44Stavamo in mezzo a tutti quei fiori.
25:46Ma che fu?
25:46Che è successo?
25:47Niente è successo.
25:48Stavamo tutti di là.
25:49Ah, sì?
25:49Vado a vedere.
25:55Ma oggi finalmente è accaduto.
25:59Stavamo in mezzo a tutti quei fiori.
26:02Ci siamo inconciati e...
26:04Ma è gioco bello per poterlo descrivere.
26:08Ora sono sua.
26:10Sua per sempre.
26:18Anima mia santa.
26:21Parcossa.
26:23Umiliata.
26:24Visitata.
26:26Il sorriso di quell'orribile megera quando si presentò da suo padre a dire...
26:32Illibata.
26:35Illibata.
26:39Povera angela mia.
26:40Un fiore.
26:42Un giglio delicato sei.
27:14Angela.
27:16Angela.
27:18No, no, no, no.
27:48No, no, no, no.
28:36No, no, no, no.
28:57No, no, no, no.
29:16Domani mi rimandano al collegio.
29:18No, Angela.
29:20Oh, no, no, non dobbiamo.
29:27Oh, Angela, tu sei mia.
29:30Sei mia, mia.
29:32Leva di due cori, tutti stipendi.
30:01Partì l'indomani con la corriera delle dieci e venti, accompagnata da due suore del conventino dei Sette Dolori.
30:11Arrivederci, anima mia.
30:30Proprio in quei giorni si apriva le assise di Catania, il processo contro Mariannina Terranova, nostra concittadina, assassina per motivi
30:37d'onore.
30:38Ricorderete certamente il gran rumore che ne fece la stampa dalle nostre parti.
30:41L'equivoca figura dell'ucciso, Vito Caffiero, di anni ventiquattro, studente.
30:45La patetica figura della povera assassina, Mariannina Terranova, di anni ventisei, casalinga.
30:51Mariannina aveva preso il suo bravo treno ed era andata a scaricare la pistola in corpo all'amato bene all
30:56'uscita di un cinema nel centro di Catania.
30:57L'onore meridionale aveva trovato la sua eroina.
31:09Mariannina Terranova, come vi procuraste l'arma del delitto?
31:14Me la dite lui.
31:16Lui chi?
31:17Lui.
31:18Mi disse, se un giorno ti trattessi, uccidimi con questa.
31:22E dopo?
31:24E dopo?
31:25E dopo?
31:28Dopo mi desonorò.
31:30Bene, fasciste, Mariannina, bene, fasciste!
31:33Mandate fuori per la donna!
31:34Bene, fasciste!
31:40Signori della corte!
31:47Bocca baciata non perde ventura.
31:51Ma io vi dico, parafrasando un testo ben più alto e ben più sacro,
31:54chi guarda una donna con desiderio ha già commesso peccato nel cuor suo.
32:01Perciò, mentre il treno trasportava Mariannina Terranova verso la sua tragica meta,
32:06mentre la trasportava inarrestabile, come inarrestabile era il fato che la spingeva,
32:11lei, piccola e povera creatura del sud, avvolta nell'antico scialle scuro, simbolo del pudore delle nostre donne,
32:18le mani congiunte a torturarsi in grembo, quel grembo da Dio condannato,
32:23sacra condanna ai beati tormenti della maternità,
32:27mentre il treno correva, così, come un incubo incessante,
32:31dove risuonare il ritmico fragore delle ruote degli stantuffi
32:34alle orecchie degli ranci della povera Mariannina Terranova.
32:48Ma l'onore, signori miei, l'onore, che cos'è l'onore?
32:53Terremo ancora per valida la definizione che di esso dà il Tomaseo
32:56nel suo monumentale dizionario della lingua italiana,
32:59quando lo definisce come il complesso degli attributi morali e civici
33:03che rendono un uomo rispettabile e rispettato nell'ambito della società in cui vive,
33:08o lo butteremo noi tra il ciarpame delle cose vecchie e inutili sorpassate.
33:13Lettere, lettere vergate da anonime ma simboliche mani,
33:17lettere illegibili che offenderebbero la dignità di quest'aula,
33:21tacitiane tal'altre, come questa,
33:23che in una sola parola compende la sorte dell'inferice Mariannina,
33:26cornuta, o come questa, che addirittura affida alla icasticità dell'immagine,
33:31l'espressione del pensiero.
33:34Cornuto, cornuto, disonorato, il mio nome, Icefalù,
33:40tutta una stirpa infangata da una squaldrina.
33:46Squaldrina.
33:50Dunque, vediamo, vediamo, vediamo un po'.
33:56Dunque, senti sempre, senti sempre.
34:01500.
34:03Ecco qua.
34:06Articolo 587 del codice penale.
34:08Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella,
34:11nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale,
34:14e nello stato di ira, determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia,
34:18è punito con la reclusione da 3 a 7 anni.
34:20Da 3 a 7 anni, vediamo, vediamo, dunque.
34:23Io ho 37 anni più 7, 44.
34:26Angela ne ha 16.
34:2816 più 7...
34:29Eh, no, no, no, no, no.
34:31Un momento.
34:32Un momento.
34:337 anni è il massimo della pena.
34:35La Terra Nova, eh no, il suo delitto non può rientrare.
34:38La legge, la legge parla chiaro.
34:40La legge considera la gelosia della concubina, ma non ne protegge l'onore.
34:498 anni, certo non sono pochi, ma quella è figlia di terrazziere,
34:55volgare, ignorante, brutta, concubina.
34:58E io invece, una persona da bene, laboreato, marito esemplare per quasi 15 anni, nobile.
35:06Sì, nobile.
35:07Signore della corte, viviamo anni oscuri, permeati di arida e a volte cinica materialità scientifica,
35:13Ma i nobili non sono nobili per caso, signori miei.
35:16No, signore.
35:17Oddio, non voglio certo parlarvi ora delle sante crociate.
35:21No, no, no, no, stiamo ai fatti, stiamo ai fatti.
35:26Ebbene, signore della corte, c'è forse qualcosa nella lettera e nello spirito della legge
35:30che non si addica perfettamente al dramma dell'uomo che vedete davanti a voi.
35:34Non verrà stato dita, forse, non verrà offesa all'onore suo
35:37nell'attimo in cui sorprese la sposa diretta, abbandonata tra le braccia del suo amante.
35:41L'amante di Rosalia è chi, chi potrebbe essere, ce ne vorrebbe uno, uno fatto proprio su misura,
35:49da metterglielo in casa, dentro il letto, ma chi, chi potrebbe essere, chi?
36:01Le avevo comparato quel vestito a Catania e avevo insistito che uscisse al passeggio con uno scopo preciso.
36:06Baronessa?
36:07Eh, professore.
36:09No, il professore non va bene.
36:11Bebe, mi pare che tutti mi guardano.
36:15No, ma che?
36:15Volevo sincerarmi se i fianchi rotondi che erano stati la causa determinante del mio matrimonio,
36:20ero giovane inesperto allora, insomma, volevo sincerarmi se i fianchi di Rosalia
36:24potevano ancora attirare l'attenzione degli uomini e tutto sommato mi pareva che,
36:28sì, insomma, potevano.
36:32Sentirei caldo, no?
36:53E noi, maresciallo, no, la legge non va bene, maledizione.
37:10Don Ciccio Matara non va bene, per carità.
37:13Mi pare che c'è un poco di corrente, vero?
37:37Forse un incontro sul piano dell'arte, le anime gemelle.
37:42Chissà, forse Tonino Gambacurta va bene.
37:55Maresciallo, maresciallo, maresciallo, maresciallo, maresciallo, maresciallo, maresciallo, maresciallo, maresciallo.
38:09Però, che bella voce che c'ha Tonino.
38:13Come? Ah, Tonino, sì, poverino.
38:19E perché poverino?
38:22Ma come, non lo sai?
38:43Ma che, Tonino non va bene.
39:00Buon notte.
39:20Fefei, Fefei, se tu non me lo dici, sai, io non posso dormire.
39:27Fefei, si, ti voglio bene, si, buon notte.
39:30E quanto, Fefei, quanto.
39:39Ma, Fefei, ma, ma perché?
39:44Basta, basta, basta, basta, basta, basta, basta, basta, basta, basta, basta.
40:06Basta! Basta!
40:15Basta!
40:18Basta!
40:27Basta!
40:33Basta!
40:36Basta!
40:36Basta!
40:36Basta!
40:37Basta!
40:39Basta!
40:39Basta!
40:40Basta!
40:48Basta!
41:01Ferdinando, ti ho portato a colazione, mamma!
41:04No!
41:05Sì, buono, fallo fin mia!
41:07Vai via!
41:10Abbi pazienza!
41:12Ma io devo sempre subire, mamma!
41:13Un giorno è tutto miele!
41:15Un'altra volta è così carino, posso tutto un colo!
41:19Rosalia, tu una cosa sola devi considerare, che lui ti vuole bene, questo è certo!
41:24Sì!
41:32Eh!
41:34Che strilli!
41:35Vai via di qui!
41:38Eh!
41:42Che guardi tu!
41:44Eh!
41:44Dica a te!
41:45Sei munito!
41:54Carmelo!
41:57Carmelo!
41:59Ehi!
41:59No!
42:03Contri!
42:05Carmelo!
42:05Cs!
42:09Pasqua!
42:10No!
42:12Oh, sì!
42:15No!
42:17No!
42:18No!
42:21No!
42:24No!
42:40Grazie a tutti.
43:06Grazie a tutti.
43:39Grazie a tutti.
44:20Grazie a tutti.
44:47Grazie a tutti.
45:10Grazie a tutti.
45:39Grazie a tutti.
45:52Grazie a tutti.
46:20Buongiorno.
46:20Buongiorno, barone.
46:21La funzione è finita, sai?
46:23Ma io vedi entrare qualcuno proprio adesso.
46:25Sì, ma per dei lavori, il pittore che sta restaurando certe cose in chiesa, ma se ha bisogno d'urgenza...
46:30Due minuti, grazie.
46:31Proprio una visitina.
46:32Si accomodi, si accomodi.
46:55E' un'altra...
46:57Guarda, guarda, Don Ferdinando, osserva quello sopra...
47:08guarda, guarda, guarda, è bravo.
47:17Si, è bravo.
47:26Sollecitando la sciocca vanità di Patanè non mi fu difficile attirarlo in casa mia, con la scusa di avere un
47:32suo esperto giudizio su certe vecchie croste che decoravano il soffitto del salone.
47:40Ecco, è proprio come sospettavo. Qualche sprovetuto iconoclasta dell'Ottocento, allo scopo di, come potrei dire, di abbellire la propria
47:50dimora, fece dipingere sopra alle originali decorazioni, sicuramente del basso Seicento, sono queste...
47:57Scusate, queste assurde croste riproducenti stomachevoli scene conviviali o di caccia o di altro.
48:07Si, si, è probabile. Si dice che i cefalusi hanno stati degli accaniti cacciatori, accaniti mangiatori, accaniti, accaniti, insomma.
48:15Beh, con tutto il rispetto, barone, i vostri avi compirono un vero sacrileggio.
48:19Remediabile, spero.
48:21Forse. Tu sei uscito pazzo, fece, quella è porcherina.
48:23Ma, ma, ma, ma, perché io, ecco, effettivamente avevo una mezza idarica. Insomma, se dice che ne vale la pena.
48:29Beh, sì, in effetti, si tratta...
48:39Scusate che...
48:41Scusate.
48:43Sì, perché dicevo, in effetti si tratta di cose precevoli che, forse, restaurate...
48:53Imbecille.
48:53Però, avevano fatto finta di non conoscersi.
48:58E forse era giunto il momento di riconciliarmi con Rosalia.
49:23Avanti.
49:24Avanti.
49:30Rosalia, sono io, scusami.
49:34Grazie.
49:39Grazie.
49:44Grazie.
49:46Grazie.
49:53Grazie.
50:08Grazie.
50:11Grazie.
50:32Grazie.
51:02Grazie.
51:09Grazie.
51:10Grazie.
51:40Grazie a tutti.
51:44Grazie.
51:48Grazie a tutti.
51:49Grazie.
51:50Cameriere.
51:53Porti una bottiglia, l'Avvocato.
51:54Buono.
51:56I segni favorevoli del destino si assumavano.
52:01Signor Presidente, signori della Corte.
52:16Addio, caro.
52:22Che simpatico, che bel viso.
52:26Ah, quanto è bello.
52:41Addio, carissimo.
52:56Sorella.
53:00Angela, che piacere di vederti.
53:05Come stai? Sei cresciuta.
53:07È successa una cosa terribile.
53:09Ieri è stato qui papà, ti ho scritto una lettera.
53:12Buongiorno, sorella.
53:13Madre, questo è mio zio.
53:15Sono il fratello di sua madre, potrei.
53:17Mi dispiace, ma è sciata, non è permesso.
53:19Venite all'istituto, la domenica o il giovedì.
53:21Avanti, su, cammina, cammina.
53:23Ragazze, su, in fila, camminate.
53:26Studia, studia, sì.
53:27Buongiorno.
53:28Buongiorno.
53:40Sisina, Sisina, c'è posta?
53:42Sisina.
53:44Sì, sì.
53:47Mamà, lo so io.
53:53Ma dove sono?
54:01Scusate, nonostante le apparecce...
54:02Martico, non ci sta nessuno.
54:03Stanno tutti da sia prefiglia.
54:04È tutto oggi che litigano.
54:06Perché?
54:08E se è mia sorella, hai capito?
54:10E non l'ha già messo a fare.
54:11Ma anche mia moglie mi vuole mettere pastone fra la cosa.
54:14A casa mia comando io.
54:16Casa tua.
54:16Casa tua quando la paghi.
54:18Farà tu.
54:19Farà tu.
54:33Farà tu.
54:52Ma io sarò tua o di nessuno, Ferdinando mio adorato.
55:02E se il nostro amore è impossibile, nessun altro può già sostituirlo.
55:09E nel mio cuore resterò sempre tua e pregherò per te tutta la vita.
55:18Angela.
55:48E nel mio cuore resterò sempre.
56:09E nel mio cuore resterò sempre.
56:43E nel mio cuore resterò sempre.
57:14E chi, chi signori della corte, chi
57:17in questa frettolosa riesamina dei fatti potrebbe oggi validamente rievocare l'orrore
57:23da cui fu invata la vista dell'imputato a quello spettacolo. I due amanti giacevano
57:28lì, immondamente allacciati nell'espressione più turpe del loro peccato, lì sul divano
57:34nella sua casa onorata. Egli restò impietrito. Egli cercava, sì, cercava una spiegazione,
57:41forse cercava addirittura un miracolo che cancellasse quella terribile visione ai suoi occhi.
57:45O forse cercava le parole, le parole che potessero esprimere il suo pianto, il suo dolore.
57:53E invece trovò un'arma, una vecchia pistola dimenticata, chissà da quanto tempo, in un
57:59vecchio mobiletto.
58:08E invece trovò un'arma, una vecchia pistola dimenticata, chissà da quanto tempo, in una
58:14vecchia con solle rococò, un settecento napoletano, forse rifatto nell'ottocento.
58:32Carmelo Patanede ti inizia i lavori alle 10 antimeridiane del 12 luglio. Devo dire
58:38che c'era quasi l'aria solenne di una cerimonia, con lei, lui e io. Emozionatissimi, ma abbastanza
58:44controllati. Ah, c'era pure sesina. Grazie. Beh, allora io prendo il camice di lavoro.
59:01Permettono, vero, signori? Eh sì, sì, ma senta, prenda prima il suo caffè.
59:05S'accomodarsi. Molto volentieri. Zucchero? Sì, grazie. Uno o due? Due dolci.
59:16Gradisci un dolcetto? No, grazie. Ah, ma guardi che sono fatti in casa, speciali, fatti da mia moglie.
59:22Beh, allora sì, con molto piacere. Sesina, vai un po'. Sesina!
59:26Ah, come.
59:36Grazie a tutti.
Commenti

Consigliato