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Trascrizione
00:00www.feyyaz.com
00:03www.feyyaz.com
00:04www.feyyaz.com
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00:09www.feyyaz.com
00:10www.feyyaz.com
00:14Allora...
00:16Allora hai capito o no?
00:18Eh?
00:20Eh?
00:21Eh, ma no, ma tu eri indeciso.
00:23Ricavi dai, hai capito?
00:24No. Ah.
00:27Eh, tu...
00:28Tu...
00:29Segui però, non ti distratti, capito?
00:33Segui amico, è facile, va bene?
00:39Io non credo
00:40essere ancora un regista
00:43cinematografico
00:44completo.
00:47Eh...
00:47Lo strumento, proprio, macchina da presa,
00:50cinema...
00:51Credo che sia ancora una cosa abbastanza nuova,
00:54è abbastanza curioso,
00:55nel senso che sto ancora imparando,
00:58che sto ancora...
01:00cercando di riportare in ogni film che faccio
01:03quei 5-10 minuti che mi piacevano del film precedente.
01:07A presto!
01:09A presto!
01:10A presto!
01:15A presto!
01:28A presto!
01:31A presto!
01:45Per me è ovvio fare del cinema, essendo figli del ferroviere, infatti ci sono tutti figli del ferroviere i suoi
01:53massimi registi, no?
01:54Perlini, Antonioni, Zetturelli, tutti figli del ferroviere, comunque la stessa cosa, i ferroviere dopo il lavoro fanno questa cosa, ma
02:06è normale, insomma, come è.
02:12Quello che fa partire il lavoro intorno a un'idea è l'idea stessa, c'è l'esigenza di parlare
02:25o dell'amore o dell'amicizia, poi alla fine ogni volta tutto contiene tutto.
02:54Grazie a tutti.
03:29Grazie a tutti.
03:45Grazie a tutti.
04:12Grazie a tutti.
04:20Grazie a tutti.
04:23Grazie a tutti.
04:30Grazie a tutti.
04:45Grazie a tutti.
04:49Grazie a tutti.
05:06Grazie a tutti.
05:15Grazie a tutti.
05:56Grazie a tutti.
05:58Grazie a tutti.
05:59Grazie a tutti.
06:07Grazie a tutti.
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06:16Grazie a tutti.
06:22Grazie a tutti.
06:38Grazie a tutti.
06:41Grazie a tutti.
06:48Grazie a tutti.
06:52Grazie a tutti.
06:55Grazie a tutti.
07:07forse di non accettare le regole. All'inizio c'è quasi una forma di ermetismo dialettale,
07:13è così forte la componente dialettale che si ha quasi l'impressione che lui la usi per
07:20esprimere l'incapacità di comunicare nei confronti della società. Se vi sto buona così va bene,
07:26se no non guardatemi, non prendetemi. Io forse in alcuni modi esagerando, estremizzando,
07:40sbagliando anche, mi ero addirittura incaponito perché sarebbe stato troppo facile adeguarsi
07:48per entrare in un meccanismo che ti avrebbe dato sì successo, ti avrebbe dato la possibilità
07:55di esprimerti, però a condizioni. Non lo so, qualche scommessa di Nivo, qualcosa, ma non
08:02so cosa che si fanno in teatro. Infatti se tu vedi le prime cose mie, se in teatro si è
08:07ricominciato da tre, sono molto più napoletani, ma perché a me davo l'idea che non avrei tradito
08:16solamente il dialetto, la mia cultura, ma avrei tradito anche le mie idee di voler fare delle
08:22cose diverse, no? San Gennaro, buongiorno. Sto parlando con frate qui? Era veramente meraviglioso
08:33andare a Torino, a Milano, nelle sale dove veramente non si capiva niente e che la gente
08:38capisse di Massimo cose che non avevano a che fare con i vocaboli, che non avevano a che
08:44fare con la lingua, ma avevano a che fare con questa sua straordinaria capacità che aveva
08:50di comunicare. Si capivano di lui le cose che non diceva. Una sera andammo al cinema
08:57Maestoso di Roma, che era un cinema che ci aveva 2.000, 2.500 posti. A certe battute
09:07battevano i piedi per terra, si sentiva un rimbombo, una cosa terrificante. Lì capimmo
09:14proprio che il film era, era, l'avevamo azzeccato, insomma. Tutta la gente, diciamo, che ha
09:21regredato poi questo successo, anche enorme, diciamo, enorme. Era perché finalmente si sentiva
09:27quasi liberata, no? Si sentiva come probabilmente, non lo so, una seduta d'analisi. Io da produttore
09:34volevo fare il numero uno, due, tre, cinque. Avrei voluto fare questo, ma lui era inamovibile.
09:43Ero sicuro di non essere, capite, il miracolo che volevano farmi credere, perché sapevo da dove erano nate
09:51quelle cosme, sapevo quello che avevo raccontato. Io sono andato quasi in cerca di un non successo, di
09:57qualcosa che fosse più mio, di crostrofobico, senza saperlo, però, ecco, scusate il ritardo, puoi
10:02rivederlo, ma accorgo che è un po' chiuso anche quando è all'aperto, quasi sempre di notte, sempre
10:08pioggia, perché forse in quel momento era una voglia mia di nascondermi, anche l'incapacità, forse, ad affrontare
10:16quelle che erano le prime abisaglie di un successo, quindi di un attacco al forte, che fino a quel momento
10:27avevo difeso anche troppo faccio il meglio, che nessuno attaccava.
10:31Lui non dava incontro al mercato del cinema, faceva un cinema per lui, insomma, un cinema che piaceva a lui,
10:37che poi fin facesse successo era un altro discorso, perché lui era talmente bravo che riusciva
10:41la gente, prendere la gente, gli spettatori, insomma, cosa che molti altri attori, i registi
10:47non riescono.
10:4821, 3 seconda.
10:50Oh, oh, c'è passaggio!
10:53Pure quando scrivo, quando penso, io lo faccio in napoletano, ma per un motivo proprio di
11:00ordine pratica, perché tutto mi viene più spontaneo, più celere.
11:04Ma mi dico, mamma figlia è una malattia, si canzolava, non mostreva pipìare.
11:08Da certi meccanismi di comicità di cui parlavamo anche prima, non ci sarebbe arrivato in italiano,
11:13perché probabilmente in me sarebbe stato un processo che avrebbe avuto bisogno di più tempo.
11:21E quindi io scrivevo direttamente come lui parlava.
11:26La sua non era una recitazione continua, ma era una recitazione che continuamente si interrompeva,
11:32prendeva fiato.
11:34Io preferisco perdere una battuta, ma ripeterne una già, non so, è strano, però,
11:41perché a volte mi accorgo che ripeto qualcosa che non aveva significato prima, quindi a maggior ragione non ne avrà
11:47dopo.
11:48Invece, secondo me, ripetendolo tre volte ha questo il significato di non sapere che cosa dire,
11:54ha questo il significato di essere sempre sulla linea di partenza.
12:10Soffrire questo personaggio non riesce a dire una cosa così ovvia in quel momento,
12:15e quindi prepara di più il terreno quando quella cosa non sarà ovvia.
12:21Lo stile tipico di Troisi è quello delle pause, dei puntini di sospensione, dei ritorni indietro, degli anacoluti, dei riavvolgimenti.
12:29Io credo che in fondo si possa dire questo, che Troisi fonde insieme due grandi tradizioni
12:34che erano poi tipiche della grande scuola di recitazione patenopea.
12:40Il naturalismo e quindi la capacità di riempire attraverso dettagli e movimenti del corpo
12:47la propria apparenza di realismo, no?
12:50E allo stesso tempo invece l'arte della parola.
12:53Per certezza si può dire che mette insieme la grande tradizione naturalistica di Edoardo
12:58con l'amore per la parola, per i giochi di parola alla Totò.
13:03Ho questo ricordo vago, un po' di Edoardo, un po' di Peppino,
13:07che parlavano smuzzicato, che parlavano a cercare le parole.
13:12Un po' mi ero congeniale, perché nella vita parlavo così.
13:17Nella vita la prima volta la cosa che diceva la diceva sottovoce.
13:22Se vedevo che non era una cosa che aveva scandalizzato, la ripeteva.
13:27Per me, lui invece, che aveva avuto il coraggio di uscire fuori così come era,
13:32era un mito, ma solo per il fatto che non mi prendevano mai per i film,
13:37perché comunque ero troppo siciliana, aveva questo accento, mi facevano il verso.
13:41Prima pensavo che ero tra i miei difetti cinematografici come autore.
13:45Oggi non riconosco più invece i miei difetti,
13:47ma riconosco che è una cosa mia e che difendo,
13:52perché è un modo mio di esprimere che mi piace.
14:23Grazie a tutti.
14:41Massimo è sempre stato, contrariamente a quello che può sembrare molto forte di carattere,
14:49che ha sempre pensato di fare le cose sue senza interferenze,
14:55da parte della produzione, da parte del produttore.
14:58Io lo lasciai libero di fare quello che voleva,
15:01non sono intervenuto,
15:03se non in piccola parte,
15:06con consigli più che altro tecnicamente giusti,
15:13ma più di quello non si poteva fare.
15:16Ormai Massimo era partito,
15:17aveva una sua intelligenza difficilmente contestabile.
15:22Mi preoccupa meno la regia tecnica,
15:26non per troppa sicurezza,
15:27il contrario proprio perché è qualcosa
15:30sulla quale ancora non sono riuscito a incuriosirmi.
15:33La regia appunto della macchina,
15:35la prete delle luci.
15:36Erano tutte cose che si lasciava fare
15:38dai collaboratori che gli avevano messo vicino.
15:42Non era particolarmente interessato,
15:45perché era faticoso,
15:47era troppo faticoso.
15:49Io credo che si è registi molto di più
15:51quando si è a casa,
15:53quando si dorme,
15:54prima di addormentarsi,
15:55quando si parla con la moglie,
15:57quando si va in bagno.
15:59Si è poco, poco registi sul set.
16:02Sul set si è molto più qualcuno
16:05che deve far funzionare un gruppo,
16:07qualcuno che deve fare in modo
16:09che delle persone si affezionino contemporaneamente
16:14a quello che lui già ha pensato,
16:16a quello che lui già ha nella sua mente.
16:19Quindi nel momento in cui lo crea cinematograficamente
16:23è già passato.
16:24È qualcosa che già non puoi più rubargli,
16:26ma solo perché nella sua testa
16:28c'è una scena che ha già visto.
16:31Era impossibile non capire quello che voleva
16:34e te lo faceva capire con una serenità,
16:36una semplicità,
16:37l'amore proprio.
16:42Ma non soltanto la serenità del set
16:44che si avvertiva come raramente si avverte su un set.
16:49Io non ho mai sentito urlare,
16:51non ho mai sentito...
16:53Vedevo solo persone che ridevano.
16:55Lui dava lo stop,
16:57poi come sempre con grande delicatezza
16:59si avvicinava e diceva
17:01Raffaele, guarda,
17:03già è venuto buono,
17:05ma non facciamo questa cosa
17:07che ti pensi, capite,
17:08che a me è a fare gli sacchi,
17:11non ti preoccupare,
17:11perché già è venuto buono.
17:13Solo la vista fa,
17:14non può più...
17:17perché...
17:17ma no,
17:18non ha cominciato a pensare
17:19che a fare gli sacchi,
17:20che a fare l'attore,
17:21che a fare...
17:22è solamente che già è venuto buono,
17:24ma la vista fa solamente
17:25un po' più...
17:26capito?
17:27Ma no,
17:27ma no ha...
17:29una cosa...
17:30cioè,
17:30che siccome è già venuto buono,
17:32come l'hai fatta?
17:34L'hai fatta solamente
17:34che ad essere appena appena
17:36un po' più...
17:37cioè,
17:37e la cosa meravigliosa
17:38è che io capivo.
17:40Guarda,
17:40tu ti parla come uno
17:42che...
17:43fai conto...
17:44diciamo che vive
17:45tra Frosinone e Colleferro,
17:47mi fa, no?
17:48e io dico,
17:49e come parlano
17:49quelli che vengono
17:50da Frosinone e Colleferro?
17:51Io non lo so,
17:52dici,
17:53eh,
17:54capito?
17:55Più verso Frosinone
17:56però che Colleferro,
17:57ah,
17:57ho capito,
17:58ma se è chiaro,
17:59va bene.
18:00Lui non ti costruiva,
18:02voleva che tu fossi più...
18:05più possibile,
18:07più vicina,
18:08legata alla realtà.
18:09Sapeva perfettamente
18:10dove ti voleva portare,
18:11però,
18:11in qualche modo,
18:13appunto,
18:14era sempre sottovoce,
18:15era sempre...
18:17con un forse finale,
18:19eh,
18:20probabilmente iniziale,
18:21cioè,
18:22non c'era mai questa autorità
18:24che traspariva.
18:25L'unica cosa che mi rimproverava
18:26è che io,
18:27essendo dislessica,
18:28parlo veloce,
18:30per...
18:30perché vado veloce,
18:32e invece ho detto
18:32tu sei l'unica terrona
18:33che corre.
18:35Con gli attori
18:35avevo un grande feeling,
18:37era proprio...
18:37io ho fatto tanti film,
18:39ho visto tante persone
18:41dirigere gli attori,
18:42ma quello che faceva Massimo
18:44non l'ho mai visto fare
18:45a nessuno,
18:46era proprio...
18:47ti dava la voglia
18:48di recitare.
18:49Io sto male,
18:51io sto solo,
18:52capito,
18:52Vincenzo?
18:52Sto solo.
18:54Io non ce la faccio più,
18:55io penso sempre a loro,
18:57perché so che...
18:58che tutte le cose
19:00che io e lei
19:01ci raccontavamo
19:01quando stavamo insieme
19:02erano tutti...
19:08la scena sotto la pioggia,
19:12se uno la vuole vedere
19:13da un punto di vista
19:14tecnico,
19:15di recitazione,
19:16è una scena
19:18complicatissima,
19:19non solo c'è l'acqua,
19:20non solo,
19:21è un unico piano sequenza
19:22nel quale
19:23l'inquadratura
19:24non cambia mai,
19:25è un carrello
19:26lunghissimo,
19:26non si può sbagliare.
19:28Io non c'ho un cane
19:29con il quale parlare,
19:30non c'ho un cane
19:30con il quale parlare,
19:31non c'ho un cane
19:32con il quale parlare.
19:33La scena non c'ho un cane
19:36con...
19:36cioè se sullevano un cane
19:38si pigliava un cane,
19:40non hanno svedese,
19:41la scelta è stata precisa,
19:43o svedese,
19:44se no...
19:45È tutta una danza
19:47di tempi,
19:48dentro i tempi,
19:50con Massimo
19:51che fa una continuazione
19:54di smozicature,
19:55di interruzioni,
19:56di discorsi ripresi.
19:58Stare là,
19:59stare dentro
20:00e dare come al solito
20:01una mano,
20:02ma dargli il tormento
20:03dei tempi,
20:05riportarlo a questo...
20:06a questo...
20:11debordare
20:12di sofferenza,
20:13di dolore,
20:14di pianto continuo
20:15e tenere
20:16tutti gli effetti comici,
20:18io, insomma,
20:19credo che
20:19solo con lui
20:21si poteva fare.
20:33cominciano le riprese,
20:34e Massimo mi fa,
20:37ma ti chiede una cosa,
20:38una cosa proprio importante,
20:40siccome io non vado
20:41proprio dietro al copione,
20:43no,
20:43ci vado,
20:44e dice com'è,
20:44no,
20:44io invento,
20:47se invento qualcosa
20:48che capisco
20:49che ti può far ridere,
20:51non ridere,
20:51perché se no,
20:52quando la rifaccio,
20:53non è mai bella
20:53come la prima volta
20:54quando ha già inventato,
20:55capito?
20:56La sfortuna
20:57di noi
20:58comprimari
20:59di Troisi
21:00è che quando lui
21:00partiva con le improvvisazioni
21:02cui tu non avevi provato
21:03e non sapevi
21:04e lui fa ridere
21:05e per cui ridevi,
21:07cioè per cui
21:07la maggior parte
21:08delle cose
21:09poi alla fine,
21:10insomma,
21:11andavano perdute.
21:12Quando tu recitavi
21:14con lui
21:14veniva
21:16tutto molto naturale,
21:18molto spontaneo
21:19come stiamo parlando
21:20noi adesso.
21:21E lui era molto dolce
21:22perché diceva sempre
21:23no, ma dillo come
21:24vuoi dirlo tu,
21:26però secondo me
21:26è meglio come l'ho scritto io,
21:27è più bello.
21:28Allora poi diceva
21:29no, allora lo dico
21:29no, tu dirlo come vuoi tu.
21:31Poi si arrivava sul set
21:32e io lo dicevo
21:32come avevo detto io,
21:33provo un po' a dirlo
21:34come l'ho scritto io
21:35e diceva
21:36vedi che è più bello?
21:38Probabilmente anche perché
21:39avendo io
21:40un'idea precisa
21:42di come devono essere i dialoghi
21:44e quindi di come
21:45devono essere vissuti,
21:47dette le cose,
21:49per me è importante,
21:51devo dire soprattutto
21:52per i ruoli maschili
21:53perché forse
21:54essendo più vicino
21:56a me
21:56quelli li faccio
21:57una certa facilità,
21:59insomma una certa
22:00tranquillità.
22:01Quelli femminili
22:03mi danno già
22:04un po' più di
22:06preoccupazione,
22:07insomma
22:07quelle parole,
22:09quel concetto
22:10è espresso appunto
22:11in un modo naturale,
22:13normale oppure forzato.
22:15La sua ansia era lì
22:17perché forse aveva paura
22:20che attraverso la sua mediazione
22:24si indurissero in qualche modo
22:28perché alla fine
22:29questi personaggi femminili
22:31non erano mai
22:32dei personaggi femminili
22:35semplici
22:35ma erano sempre
22:37problematici
22:38quindi forse era
22:38questa problematicità
22:40che gli faceva paura.
22:42Era molto difficile
22:43mettersi
22:45nel corpo
22:46di una donna
22:47o nella testa,
22:48soprattutto nella testa.
22:50Lui diceva
22:51siete talmente
22:52complicate
22:53che poi alla fine
22:54non vale neanche la pena
22:55provare a capirvi.
22:57Da ricomincio da tre
22:58fino a
22:59Pensavo fosse amore
23:00invece era il calesse
23:02c'è stato un percorso
23:04attraverso i vari film
23:05sui sentimenti,
23:07sul privato,
23:09su che cosa significa
23:10poi dal punto di vista
23:11anche sociale
23:12e dei rapporti con gli altri,
23:14avere un certo tipo
23:15di consapevolezza
23:17dei rapporti
23:17personali
23:19e sentimentali.
23:21Il Pensavo fosse amore
23:22invece era un calesse
23:23c'è proprio la filosofia
23:24di Massimo sull'amore,
23:26no?
23:26Cioè un uomo solo
23:28per una donna
23:29non basta,
23:30una donna
23:31per un uomo è troppo.
23:33Questo uomo
23:34che si sente
23:35sempre inadeguato,
23:37lui si è sempre
23:38sentito inadeguato
23:39vicino a una donna,
23:40ma non tanto
23:41perché non si riteneva
23:43all'altezza,
23:44ma perché
23:44in qualche modo
23:47lui diceva
23:48che una donna
23:48già standoti vicino
23:49in qualche modo
23:50è una richiesta vivente.
23:52I primi personaggi
23:54sfuggivano proprio
23:55alle responsabilità,
23:57buttavano lì
23:58una domanda
23:59e col gioco
24:01della comicità
24:02non rispondevano.
24:03Probabilmente
24:04gli ultimi
24:04nemmeno rispondono,
24:06però si pongono
24:07il problema.
24:08Quindi
24:09attraverso il mio personaggio
24:11o gli altri
24:12che affollano
24:14il film
24:14qualche risposta
24:16si piglia
24:16la responsabilità
24:17di darla,
24:18no?
24:26I primi due film
24:28sono stati
24:29due film
24:30in cui
24:31si raccontava
24:33la storia
24:34che
24:34si aveva
24:36in testa
24:37in quel momento
24:37e non poteva essere
24:39un'altra.
24:40Anche gli altri
24:41sono stati così,
24:42però in qualche modo
24:44andando avanti
24:45nel percorso
24:45ci si rendeva conto
24:47che si stava
24:48facendo
24:49un percorso.
24:50Avevo
24:51affollati
24:52tanti di quei concetti
24:53che formavano
24:54un campo
24:55talmente grande
24:56che appunto
24:57non avevo avuto
24:57nemmeno modo
24:58di avventurarmi
24:59in certe cose,
25:00però oggi
25:01forse
25:01con gli anni
25:02ho attraversato
25:03più il mio campo,
25:05cioè
25:05sono andato
25:06a guardare
25:07anche la stradina
25:08di confine,
25:09sono andato a guardare
25:10un territorio
25:10che era mio,
25:11però forse
25:12prima
25:12conoscevo solo
25:13perché sapevo
25:14che era mio
25:14ma non l'avevo
25:15ancora visitato.
25:16A un certo punto
25:18il film
25:18che è stato
25:19raccontato
25:20in maniera consapevole
25:21è stato
25:22Pensavo fosse amore
25:23invece era un calesse
25:24che è un film
25:25tutto sull'amore
25:26e che doveva
25:27concludere
25:28questo ciclo
25:30del racconto
25:31dei sentimenti.
25:33Tutto questo
25:34in una persona
25:35come me
25:36che era timida,
25:38era insicura,
25:39viveva il disagio
25:40di pensare
25:42che la parola
25:43potesse rivela
25:43solo le persone
25:44delegate dalla cultura
25:46o delegate dal potere
25:48e piano piano
25:49ho dovuto poi
25:50accorgermi
25:51che ero
25:52poi diventata
25:53una persona
25:54che comunque
25:54esercitava un lavoro
25:56e quindi
25:57di volta in volta
25:58però ho imparato
25:59a prendermi
26:00la mia responsabilità
26:01e in un primo momento
26:02pensavo
26:03che fossero sempre
26:04gli altri
26:05a dover risolvere
26:06delle cose
26:07e quindi forse
26:07perché se c'erano
26:08più domande
26:09senza di sposte
26:10a dover risolvere
26:38e quindi forse
26:58a dover risolvere
27:00o dal poste
27:00a dover risolvere
27:00a dover risolvere
27:00e quindi forse
27:05a dover risolvere
27:22Io ho sempre visto nei film di Moretti qualcosa che per difetto non vedevo nei miei,
27:29cioè che avrei voluto avere come tipo di racconto, sintesi, proposta proprio cinematografica.
27:36Questo meccanismo di complessità della recitazione, originalità dell'espressione, semplicità del cinema,
27:43è un meccanismo molto simile anche in un autore completamente diverso di lui per formazione e naturalmente per poetica come
27:49Moretti,
27:50ma il meccanismo è per certi versi piuttosto semplice.
27:53L'idea di svuotare il cinema dei suoi elementi forse anche più euforici, più spettacolari, visivamente più attraenti,
28:03per concentrarsi esattamente su ciò che un corpo ha da dire, un soggetto,
28:08e la capacità di passare a un pubblico più ampio possibile tutto questo attraverso per l'appunto lo spettacolo di
28:15ciò che un corpo può fare da solo in scena.
28:18Io penso che avevo fatto questa scelta perché mi pareva l'occasione di poter parlare, di poter esprimere tante cose,
28:26penalizzando un panorama, penalizzando una passeggiata, penalizzando lo scoppio di una macchina o un inseguimento.
28:36La nascita dell'esterno mediterraneo è proprio la conclamazione dell'autonomia intellettuale di Massimo.
28:44So che sono un po' figlio di una legge speciale, come molti miei colleghi tra l'altro,
28:51nel senso che sono venuti fuori in un momento in cui anche chi aveva gli strumenti poi non sapeva che
28:58farsi.
28:58Per cui probabilmente c'è stata da parte della gente un'accettazione al di là dello strumento che era il
29:07cinema,
29:07per accettare, secondo l'altro, dei discorsi.
29:10Nell'86 Massimo si convinse che poteva essere anche lui stesso partecipe alla società di produzione
29:19in cui eravamo soci, Berardi, Massimo ed io.
29:25E siccome il primo film, il primo contratto che Massimo firmò con Berardi,
29:31lo firmò all'uscita di un ristorante a Napoli, alla riviera di Chiaia.
29:36Stavamo in macchina io, lui e Gaetano a Napoli e stavamo vicino all'esterno dell'albergo mediterraneo.
29:45Appunto dovevamo decidere questa società come farla, eccetera, che nome dargli.
29:50Massimo pensò che era giusto chiamarla esterno mediterraneo,
29:54visto che il primo contratto concreto si era concluso proprio su un esterno mediterraneo.
30:06Il primo film prodotto dall'esterno fu Le vie del signore sono finite.
30:11Che state scrivendo voi?
30:13Io vi sto vedendo dall'inizio che sto venuto qua, che state scrivendo?
30:18Scrivete tutte cose poi piccole, tutte cose breve, due parole.
30:22Primo giorno, prima scena, treno.
30:24Mi ricordo Massimo, l'ha recitata in un moto.
30:27Poesia?
30:28Noi stavamo sul treno, era la conoscenza di Camillo e Orlando,
30:33e lo recitò a modo suo, come era Massimo, con tenerezza.
30:38Eravamo tutti e due sulla stessa onda.
30:41Mi ricordo che Massimo alla fine del ciacca ha fatto
30:43no, no, no, rifacciamola che ho sbagliato.
30:47Voi siete, sempre per carità, siete un'intelligente?
30:53Come persona, voglio dire, siete un'intelligente.
30:56Ma che significa intelligente?
30:58L'ha rifatta in tono più aggressivo.
31:00Dice, perché Massimo, tu sei Orlando e sei questo personaggio dalla vena malinconica.
31:04C'è io invece devo essere più aggressivo.
31:06Intelligente, che signore?
31:07Intelligente, cioè sta gente intelligente, gente ignorante, no?
31:10Allora sto dicendo, voi, perché ho visto che leggete, scrivete, fate,
31:15allora è mica un'offesa.
31:18Avete capito la domanda?
31:20Sì, certo, so scrivere, leggere.
31:24Perché Massimo ci teneva proprio a mantenere la mia vena malinconica,
31:28il mio modo di riciclare in quel modo,
31:30e il suo modo invece scoppiettante, aggressivo di Camillo.
31:33Non c'erano ragionamenti o scelte fatte in funzione di una soluzione produttiva.
31:40Aveva l'opportunità di girare il film nel modo
31:43e con i mezzi che più gli piacevano,
31:47perché comunque l'esterno mediterraneo è nata per produrre i film di Massimo.
31:54L'idea di produrre film di altri autori
31:58era anche perché comunque esisteva una struttura produttiva
32:01che comunque Massimo poi tra un film e l'altro ci metteva un po' di tempo.
32:04non era di quegli autori che fanno un film all'anno,
32:09tra un film e l'altro comunque aveva la vita.
32:13Mi diverte a dirigere, a pensare alla storia, tutto.
32:18scrivere qualcosa che mi sembra nuovo nel senso come dicevamo prima,
32:23spostato, no?
32:24Mi dà talmente una carica d'emozione, di coinvolgimento,
32:29che io la consumo nel senso che la notte non dormo.
32:33Cioè io non è che non dormo se non mi è venuto niente,
32:37o se non ho idee.
32:39Io non dormo se ce l'ho, se mi è venuto.
32:41I film di Massimo non avevano il proposito di essere delle commedie
32:47o di avere la struttura di una commedia.
32:50Erano dei racconti, erano degli approfondimenti sui personaggi,
32:56sui sentimenti.
32:58Ci sono state altre situazioni in cui Massimo si è riproposto,
33:02per esempio in Non ci resta che piangere con Roberto Benigni,
33:07invece l'idea era proprio quella di fare un film che facesse molto ridere
33:13e di fatto ci sono riusciti.
33:15Ridevano molto anche durante la scrittura del film.
33:21Io non l'ho scritto, però c'ero quando scrivevano,
33:24anzi quando non scrivevano, perché giocavano,
33:29si prendevano in giro, perdevano tempo.
33:32E tutto questo ha creato questa intensità comica del film.
33:37Il titolo era provvisorio, però a me provvisorio non mi piaceva,
33:41non mi insisteva di intitolarlo provvisorio,
33:43però mi sembrava tutto comitivo.
33:44E abbiamo cambiato in Non ci resta che piangere.
33:46Sì, provvisorio era proprio tutto, dice Massimo Tolisi e Roberto Benigni
33:49in provvisore.
33:50È brutto, sì, veramente.
33:51Allora io...
33:53Poi è venuto fuori che il definitivo era più bello,
33:55Massimo Tolisi e Roberto Benigni in definitivo suonava meglio.
33:58Abbiamo scelto per definitivo.
34:01Anche gli altri film suoni poi li ha scelto per definitivo.
34:04Sì, sì.
34:09Per quanto riguarda il fatto spettacolare,
34:12dà molta soddisfazione, no?
34:14Un film come Non ci resta che piangere,
34:16che è comico, sei contento di dare tanto,
34:19di essere generoso sulla comicità,
34:22però dovessi scegliere, come poi scelgo,
34:25mi sento più in pace con me stesso
34:28quando racconto le altre storie.
34:33Non ci resta che piangere.
34:34C'è anche quel gusto, per esempio, finalmente, diciamo,
34:38che probabilmente non si trova né completamente
34:40né nel cinema di Troisi né nel cinema di Benigni,
34:43di giocare con il cinema, con i costumi,
34:46con il montaggio, con le scenografie,
34:50anche per certi versi con le inquadrature.
34:52C'è un'escursione delle capacità di inquadrature
34:55forse più ampia di quello che si trova
34:56nei loro film stessi.
34:58Sì, già...
35:02Confezzi.
35:05Ok.
35:06Siamo?
35:09Sì.
35:13Pronto?
35:14Sì, chi è?
35:15Ma Soppino, alza.
35:16Caetano, un attimo te lo passo,
35:18stiamo registrando.
35:21Ok, Caetano.
35:23Pronto?
35:24No.
35:25Io ho capito a capire qui da niente,
35:26quando stavo facendo.
35:29Aveva bisogno di un documento.
35:30Che età?
35:31Età no.
35:33Età no.
35:34Quattro.
35:34Se hai bisogno di un documento,
35:36ti posso...
35:37Hai bisogno di un documento.
35:39Allora aspetta,
35:40che ti posso rimbicare.
35:42Ho detto, perché ti dici?
35:44Pronto?
35:45Ci vuole un documento per me?
35:52No.
35:53C'è?
35:56Raccontandomi ho sicuramente raccontato anche la mia famiglia,
36:00ho raccontato i miei amici, il mio paese,
36:03le aspirazioni, Napoli,
36:06la curiosità di guardare oltre.
36:09C'è una voglia di raccontare qualcosa di vero
36:13e quindi è inevitabile che ci sia anche
36:15dell'amarezza, della sofferenza, della tristezza,
36:20cioè che ci siano degli aspetti che fanno parte della vita
36:24e che si associano all'allegria,
36:28alla voglia di ridere,
36:29anche alla voglia di trasformare il dramma in commedia.
36:36C'è che ha poco senso raccontare la felicità
36:40o la contentezza.
36:43Nello sviluppo di una storia ci sono sicuramente,
36:46però raccontare una storia felice
36:48o insomma qualcosa che si è risolto
36:51nel momento in cui lo viviamo al presente
36:53mi suona falso, no?
36:55Cioè non saprei raccontare, capito,
36:58un'ora e mezza, due ore di felicità.
37:00O forse dovrei raccontare in un'ora e mezza
37:03cinque minuti di vita.
37:04L'ironia serve a far arrivare un messaggio
37:08in maniera più morbida
37:10e quindi più accettabile.
37:12A volte il dramma è troppo forte
37:16e quindi non lo si ascolta
37:20perché è intollerabile.
37:22Ho cercato sempre di essere fin troppo sincero, no?
37:26E ho trovato che secondo me
37:28poteva essere, ecco, divertente.
37:31Ho la sincerità assoluta, no?
37:34La lealtà proprio con te stessi.
37:36Truisi si difende comicamente
37:38da qualcosa di drammatico,
37:39però allo stesso tempo comunica allo spettatore
37:41qualcosa di puro probabilmente, direbbe lui, no?
37:44Di autentico, no?
37:46L'idea che quella è una cosa a cui tiene tantissimo.
37:48Ed è questo un autore, no?
37:50Quello che ti porge qualcosa
37:52che per lui è così importante
37:53da non poter essere condiviso
37:55con il massimo numero di persone.
37:56Io, come autore, come persona,
37:59diciamo che l'autore, secondo me,
38:01è inquinato dalla persona
38:03che è una persona di non facile entusiasmo
38:06e che brucia in pochissimo tempo
38:10le gioie, le felicità.
38:13Lui aveva, come dire,
38:16paura che un attore
38:18dicesse troppo, facesse troppo
38:22e per questo ti focalizzava molto sulle pause
38:25perché diceva che nella pausa
38:27c'è l'emozione
38:28che tu stai dando
38:30e poi dici la frase
38:32che però
38:33è la pausa quello che conta.
38:35Sono i silenzi, no?
38:36Cioè nel silenzio c'è più
38:38che in qualunque parola.
38:39Non c'è nulla
38:40che puoi dire
38:41per spiegare qualcosa
38:43che esprimi
38:44quando stai in silenzio.
38:45Questo è vero.
38:49Credo che serva scandire un tempo
38:52anche d'ascolto
38:54perché so che poi
38:55quando parlo
38:56se veramente vuoi confrontarti con qualcuno
38:58c'è il momento in cui
39:00o rifletti
39:01o fai silenzio
39:02già solo proprio per ascoltare l'altro
39:05e credo che nel cinema
39:06forse i grandi film
39:09dei grandi autori
39:10che si sono posti
39:11il problema della scansione del tempo
39:14credo che abbiano un loro valore.
39:16Anche quando stava lì
39:17che pensava
39:18quando doveva scrivere
39:19le sue metafore
39:20che poi sono le parti
39:22più belle del film
39:23perché poi comunque
39:24quelle parti
39:26le continui a rivedere
39:27e ancora oggi
39:27fanno sorridere
39:28fanno pensare
39:29perché siamo tutti un po' così
39:30quando non sappiamo
39:31quando la passione
39:34la passione
39:35è talmente grande
39:37ti rendi conto
39:38che nel silenzio
39:40trovi quella grandezza
39:41però non riesci a trasferirla
39:42nelle parole
39:43perché le parole comunque
39:44sono sempre
39:45limitano
39:46secondo me
39:46anche il sentimento.
39:49Questo personaggio di Postino
39:50così legato
39:51alla poesia
39:52al romanticismo
39:53all'amore
39:54l'idea che
39:54il massimo di purezza
39:57del personaggio di Troisi
39:58Troisi lo raggiunge
39:59quando pensa
40:00racconta
40:01e mostra se stesso
40:02come una persona
40:04che se rifiuta
40:05la società
40:06è però
40:07fortemente attratto
40:09dall'idea
40:10di poter condividere
40:10con gli altri
40:11oltre che con
40:12la propria sensibilità
40:14la forza
40:15e l'intensità
40:15dei sentimenti.
40:17Il carisma
40:18e la passione
40:19vanno al di là
40:20delle parole
40:21le parole
40:21sono un mezzo
40:22per comunicare
40:23ma poi
40:24le parole
40:24se ne sentono
40:25talmente tante
40:26e quello che ti resta
40:27è talmente poco
40:28che in realtà
40:30vale quello
40:32che tu dai
40:32vale l'energia
40:34che resta
40:34che è rimasta
40:35di massimo
40:36attraverso il film
40:37e non è poi
40:38importante capirti
40:40ma anzi
40:40molte volte
40:41è molto più divertente
40:42leggerti
40:43cioè leggere
40:44quello che scrivono
40:45sentire dei pareri
40:47per esempio
40:47qua io
40:48ho trovato
40:49delle cose
40:50delle chiave di lettura
40:51che mi sono piaciute
40:52che se
40:53ci penso
40:54a freddo
40:55di avverso
40:56non riusciti
40:57a scoprire
40:58sta cosa
40:59che dentro di me
41:00o era
41:00nel momento
41:01in cui l'ho fatto
41:02in effetti
41:03nella nostra scrittura
41:04c'è stato
41:05questo filo
41:06che si è concluso
41:08con il calesse
41:09e che
41:10con il postino
41:12ha aperto
41:13un nuovo percorso
41:14che poi
41:14non si è potuto
41:15percorrere
41:16che anche lì
41:17partiva in maniera
41:19inconsapevole
41:21c'era solo
41:22la consapevolezza
41:23di un interesse
41:24nei confronti
41:25di altre tematiche
41:26e poi piano piano
41:27sicuramente
41:28si sarebbe
41:29avrebbe trovato
41:31una sua strada
41:32questo era un diario
41:33che io regalai a Massimo
41:34il giorno
41:35che abbiamo cominciato
41:35le riprese
41:36ed è un diario
41:37di bordo
41:37nel senso che
41:38abbiamo scritto
41:39questo diario
41:40ce lo passavamo
41:41durante le riprese
41:42per commentare
41:45per comunicare
41:46queste famose cose
41:47che lui magari
41:48non riusciva a dire
41:49mi faceva piacere
41:50soltanto leggere
41:51questa frase
41:52che io dedico a lui
41:53ed è una frase
41:54di Rainer Maria Ril
41:55che dice così
41:56Angelo è marionetta
41:58allora sì
41:59che c'è spettacolo
42:04e secondo me
42:05Massimo
42:05è proprio questo
42:07cioè
42:07è una persona
42:09che nonostante
42:10il successo
42:10nonostante
42:11la sconfinata cultura
42:13è rimasta
42:14pura
42:15è rimasta
42:15semplice
42:16e dall'altra parte
42:18è la marionetta
42:18perché poi alla fine
42:19insomma
42:21tutto il suo essere artista
42:23tutto il suo essere attore
42:24tutto il suo essere
42:25napoletano
42:26è appunto
42:27essere una marionetta
42:53voglio male
43:09era questa ricerca
43:13assoluta
43:14della purezza
43:15Massimo ci ha abituati
43:17a cercare
43:18all'interno delle soluzioni
43:20dei punti di vista
43:21che erano assolutamente
43:23straordinari
43:23ha spostato in avanti
43:25come dire
43:26l'assicella
43:27per tutti quanti noi
43:28ci ha costretto
43:29a saltare
43:30molto più in alto
43:31di quanto mai
43:32avremmo saltato
43:33e ci ha abituati
43:34a un progetto
43:35d'arte
43:36e di vita
43:36e di
43:39stare insieme
43:40ma in maniera
43:41veramente
43:42epica
43:43ed etica
43:44non avere
43:46una sola verità
43:48non vedere le cose
43:49in un solo modo
43:50o forse
43:51spostarsi quel poco
43:53per cui
43:53la gente
43:54si riconosce
43:56e fa poca fatica
43:57a fare con te
43:58quel passettino
43:59perché probabilmente
44:00se tu dicessi
44:01una cosa rivoluzionaria
44:02forse resti
44:03troppo avanti
44:04forse
44:05cercheresti
44:05di far passare
44:06delle cose
44:07che passeranno
44:08comunque
44:09ma forse
44:09negli anni
44:13esercitare
44:13il cervello
44:14l'intelligenza
44:15la mente
44:16a guardare
44:17appena appena
44:18da un po' più in là
44:19è facile
44:20che poi
44:20chi ascolta
44:22chi ti vede
44:23si riconosce
44:24in qualche modo
44:25no
44:31con un piccolo sforzo
44:33con un piccolo
44:34piccolissimo movimento
44:38ritrovarsi
44:39non
44:39solo
44:49voglio
44:50voglio
44:53e
44:54quattà notte
44:55mi alzo
44:56
44:59e
45:00sigaretza
45:01buona
45:01sana
45:02e
45:03non mi sposta
45:04e resta
45:05sotto
45:05a
45:06mu
45:06guardare
45:06a
45:07Grazie a tutti.
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