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La #violenzagiovanile sta diventando un'emergenza: quella contro gli altri coetanei, contro gli adulti ma anche contro sé stessi, è ormai all'ordine del giorno. Spesso i genitori non si capacitano di quello che sta succedendo: i propri figli non si confidano e chiedono aiuto all'intelligenza artificiale. A "Chi l'ha visto?", Federica Sciarelli ne parla con Alberto Pellai, il medico psicoterapeuta dell'età evolutiva che da anni studia i cambiamenti in corso. Poi, il papà di #AndreaProspero, lo studente ritrovato morto in un monolocale a Perugia che dice: "Mi devono spiegare se c'è un altro Andrea...perché quello che descrivono non è l'Andrea che conoscevo io". Si tornerà a parlare di un altro caso ancora irrisolto, quello della mamma e della figlia morte a Campobasso: continuano a essere sentite le persone che hanno frequentato quella casa e il Centro Antiveleni di Pavia a giorni darà il responso finale. È stata la #ricina ad avvelenarle? Infine, il caso di #RominaDelGaudio, scomparsa da Aversa e ritrovata morta a pochi chilometri di distanza: dopo 21 anni ancora non è stato individuato il colpevole. Ma ci sono delle novità: sulla giacca di Romina è stato trovato un DNA maschile. Di chi è? E poi come sempre gli appelli dei familiari e le segnalazioni dei telespettatori.

#Chilhavisto #Chilhavintage

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Trascrizione
00:06Chi abita a Cleto, siamo in provincia di Cosenza, potrebbe questa sera avere una bella sorpresa.
00:13Allora fate un passaparola a abitanti di Cleto perché forse questa sera riuscirete a risolvere un mistero.
00:22Il servizio di Francesca Carli.
00:28Ciao, ben trovate, vi vedo bene ragazze.
00:36Ecco di nuovo Carmen e sua figlia Francesca, le ricordate?
00:42Carmen, nata e cresciuta nel cuore della Germania, ma nelle cui vene scorre sangue calabrese.
00:49La sua storia comincia il 31 marzo 1965, è la seconda genita di Marianne e Joseph, sposati giovanissimi uniti per
00:58tutta la vita.
00:59Per più di 50 anni Carmen non ha mai avuto dubbi, Joseph era suo padre.
01:04Poi all'improvviso la verità, un test del DNA.
01:08Lei e suo fratello non hanno lo stesso padre, una vita intera costruita su una certezza che all'improvviso si
01:14sgretola.
01:16A quel punto mamma Marianne è costretta ad ammettere tutto.
01:20Nel 1964, a 26 anni, donna sposata e madre di un bambino, si era infatuata di un italiano di origini
01:27calabresi,
01:28che lavorava nei cantieri della ferrovia fra Kassel e Marburgo.
01:32Nel tempo libero quell'uomo lo aiutava a costruire la sua casa.
01:36Da quella relazione estraconiugale, Marianne era rimasta incinta e nove mesi dopo era nata una bambina, Carmen.
01:43Buongiorno a tutti, ho bisogno del vostro aiuto.
01:48E allora Carmen decide di cercarlo quell'uomo, decide di chiedere il nostro aiuto per dare un nome e un
01:53volto alla sua verità.
01:55In mano ha una sola traccia, una fotografia.
01:58Un'immagine custodita per 60 anni in fondo ad un cassetto.
02:02In quella foto un uomo sconosciuto abbraccia sua madre.
02:05E ancora una volta è l'algoritmo della nostra pagina Facebook ad accendere una speranza.
02:11La storia di Carmen si intreccia con quella di Alessandra Loiudice,
02:15che da anni in Italia lotta per fare luce sulla scomparsa di suo fratello Paolo.
02:20Ciao!
02:21Due donne, due vite lontanissime, eppure qualcosa le avvicina.
02:25Perché l'uomo che Carmen sta cercando somiglia tantissimo al padre di Alessandra,
02:30un italiano che negli anni 60 lavorava in Germania proprio nei cantieri ferroviari.
02:34E allora il dubbio diventa qualcosa di più, diventa una possibilità concreta.
02:38E se fossero sorelle? Decidono di scoprirlo, decidono di affrontare la verità.
02:44Un test del DNA, l'attesa, la speranza, poi il risultato.
02:49Purtroppo non sono parenti.
02:51Quindi è negativo?
02:52È negativo. Non hanno la X in comune che dovrebbe essere derivata dal papà.
02:56È una doccia gelata.
02:58Quel legame che sembrava così vicino non esiste.
03:02Carmen lascia l'Italia in lacrime, forse convinta di rinunciare per sempre alla sua ricerca.
03:09Ma noi no.
03:11Noi non ci fermiamo, perché le storie irrisolte non finiscono.
03:15Continuano a vivere sul nostro sito, sui nostri social.
03:18E nelle tracce che una dopo l'altra continuiamo a seguire.
03:23Io avevo capito che tu non volevi più fare nulla, che non avevi più intenzione di cercarlo.
03:29Mi sono sbagliata, non è così?
03:31Sì.
03:34All'inizio ero molto triste, scoraggiata, delusa per il risultato di quel test del DNA fatto con Alessandra.
03:42Eppure, proprio Alessandra, con cui oggi sono in contatto ogni giorno, insieme a mia figlia Francisca, mi sono state accanto.
03:48Sono state loro a convincermi a non demordere, a non gettare la spugna.
03:53Avevo bisogno di fermarmi, di prendermi un momento, per rimettere insieme le emozioni forti che avevo provato.
04:00Ma adesso sono pronta.
04:02Pronta a provarci ancora.
04:05E tutto questo è stato possibile perché sono tornata da mia nonna.
04:08E con lei ho parlato a lungo, cercando di ricostruire ogni dettaglio, ogni ricordo di quell'uomo.
04:15E così, i ricordi della giovinezza di Marianne si sono fatti improvvisamente chiari, precisi, come se il tempo non fosse
04:23mai passato.
04:25Ogni tanto chiamavo mia nonna Marianne e la lasciavo parlare.
04:29L'accompagnavo nei suoi ricordi, passando dal presente al passato, senza forzarla.
04:34Non è mai stato un interrogatorio, perché ho capito che solo così, lasciandola libera di raccontare, piano piano sarebbero emersi
04:42dei dettagli.
04:43E infatti, un po' alla volta, qualcosa è arrivato.
04:46A un certo punto ho fatto un nome, Cleto, e poi ha parlato della provincia di Cosenza.
04:52Abbiamo subito verificato in rete, ed era vero.
04:55Cleto si trova proprio lì, in provincia di Cosenza.
05:01Perché una donna tedesca oltre ottantenne, che non parla italiano e non è mai stata in Italia, pronuncia il nome
05:08di un piccolo paese calabrese?
05:10Perché proprio Cleto, in quel nome sembrerà chiudersi un pezzo di vita, un ricordo, un segreto custodito per decenni nella
05:18sua memoria?
05:19Mia madre ne è rimasta stupita, perché mia nonna su questa storia è sempre stata chiusa, quasi omertosa, non si
05:26era mai davvero sbottonata.
05:28Invece questa volta, parlando con me, si è lasciata andare e per la prima volta ha dato un indizio concreto.
05:36È davvero un indizio prezioso.
05:38Per Carmen e Franziska, Cleto è un nome straniero da cercare in rete, ma per noi è molto di più,
05:45è una traccia che vogliamo seguire.
05:50Forse tra queste pietre vive un uomo anziano che non sa che la figlia tedesca lo sta cercando.
05:57Cleto, un borgo di poco più di mille anime, due castelli e un pugno di case abbarbicate alla roccia con
06:03lo sguardo rivolto al mare.
06:05Il centro storico è silenzioso, in piazza però qualcuno ci aspetta.
06:10Sono cittadini che vogliono aiutarci.
06:13Iniziamo da qui, mostrando loro le foto del padre di Carmen.
06:17A Cleto, quante famiglie hanno avuto persone che sono emigrate in Germania negli anni 60?
06:25Sì, Francesca, dalla memoria storica che ho io e da quello che ho potuto ricostruire sono tantissime.
06:32Io ho contato anche con l'aiuto di altre persone un pochino più anziane di me, almeno una ventina di
06:38famiglie, se non di più.
06:41Di queste famiglie alcuni addirittura sono rimasti in Germania, altri sono ritornati, altri purtroppo non ci sono più.
06:51Qui l'emigrazione è una ferita aperta. Un tempo Cleto si svuotava, gli uomini partivano in cerca di fortuna.
06:58Lo sa bene un anziano ex sindaco che ha ancora negli occhi quelle partenze.
07:03Praticamente più che altro la mia infanzia è stata attormentata dalle partenze.
07:08Vedevo queste persone che emigravano, quindi pure questa piazza è testimone silente di tanti singhiozzi.
07:17A Dì, ma non solo. Questa piazza è stata anche il teatro del momento più atteso, quello del ritorno a
07:23casa.
07:23Questi uomini che rientravano dalla Germania erano contenti?
07:27Molto contenti.
07:28E cosa raccontavano?
07:29Si trovano bene lì, un altro mondo. Erano affascinati dalla popolazione tedesca, specialmente dalle donne.
07:37Lì erano più chiuse, lì erano più aperte.
07:39E poi partivano in un certo modo e tornavano più eleganti, quindi migliorati.
07:45E ridonavano belli trasformati?
07:47Sì, trasformati, sì. Partivano un pochino dimesse, malvestite, un po' mi permetto, ma in senso buono.
07:59Erano più rozze e poi erano molto più raffinate.
08:05La nostra ricerca si stringe attorno a poche decine di famiglie.
08:09Cerchiamo tracce di un uomo di circa 90 anni, sposato e padre di figli.
08:13Un uomo che ha lavorato alle ferrovie tedesche negli anni 60 e che conosce il tedesco.
08:19Per non sbagliare, ci siamo affidati all'esperienza di un uomo che più di chiunque altro conosce i volti e
08:25i segreti di Cleto.
08:27Signor Francesco, lei è l'ex maresciallo di Cleto?
08:30Sì, Francesco.
08:35Allora, conoscendo un amico sono andato a parlarci e mi ha confidato che lui è stato anche in Germania.
08:42Che un suo amico gli ha confidato che aveva una figlia in Germania, gli ha fatto leggere anche delle lettere.
08:50Ma quest'uomo purtroppo oggi non c'è più e allora il maresciallo ci porta dal fratello.
08:56Buongiorno, lei è il signor?
08:58Raffaele.
08:59Raffaele, salve.
09:00Io sono Francesca, di chi l'ha visto.
09:03Molto piacere.
09:04Qui ci sono tutti i nostri colleghi.
09:06Senta, signor Raffaele, queste foto le dicono qualcosa?
09:14Questo?
09:16No, io questo non lo conosco.
09:17Non gli dice niente questa persona?
09:20No, no.
09:21L'uomo ritratto nella foto di Carmen, Raffaele non lo riconosce, non è suo fratello.
09:26Però aveva ragione il maresciallo, poteva essere lui l'uomo che stiamo cercando.
09:30Lei ha un fratello che è stato in Germania?
09:33Sì, sì.
09:34Suo fratello le ha detto di aver avuto una figlia in Germania?
09:38Due figli ci avevano in Germania.
09:40Due?
09:40Due, sì, sì.
09:41Con la stessa donna?
09:42Eh, questo sinceramente non lo so.
09:44Però sono benissimo che questi ragazzi sono venuti pure a Cleggio anni fa.
09:48Va bene, comunque abbiamo fatto questa verifica.
09:50Grazie che ci ha aiutato.
09:52Perché da niente di fatto, assolutamente.
09:56Davvero le risposte che Carmen sta cercando potrebbero nascondersi tra le strade di un paese silenzioso in Calabria?
10:02A qualcuno questa storia dice qualcosa.
10:05Qualcuno può aiutare Carmen.
10:09E come trovarsi davanti a un enorme puzzle della mia vita?
10:14Pezzo dopo pezzo sono riuscita a ricostruire tante cose, grazie a diversi indizi.
10:19Ma manca ancora il tassello principale.
10:22Il sangue non mente.
10:24Per questa nonna, per questa madre, per questa bambina è arrivato il momento di conoscere la verità.
10:32Ciao, mi chiamo Carmen.
10:34Vengo da Kassel, in Germania.
10:36Sto cercando mio padre biologico, originario, a quanto pare, di un piccolo paese in provincia di Cosenza, Cleto.
10:43È arrivato in Germania come lavoratore immigrato.
10:46Nel 1964 parlava già tedesco, quindi probabilmente era lì da due o tre anni, e lavorava alla costruzione della ferrovia
10:54tra Kassel e Marburgo.
10:55Oggi mi rivolgo a tutti gli italiani che ci stanno guardando.
10:59Se avete anche solo un indizio, una piccola informazione che possa aiutarmi a ritrovare mio padre, vi prego, fatemelo sapere.
11:07Mia madre è mancata da poche settimane, e per me sarebbe fondamentale ritrovare almeno una parte della mia famiglia.
11:13Fratelli o sorelle, zii, parenti, chiunque possa ancora rappresentare quel legame che ho sempre cercato.
11:27Noi abbiamo seguito con voi e con i suoi genitori la storia di Giovanni Sala.
11:32Giovanni Sala è questo ragazzo che scappa, non si sa perché, dal bosco di Rogoredo siamo a Milano ed è
11:39in evidente stato di alterazione.
11:41Possiamo far vedere queste immagini che sono state riprese dalle telecamere.
11:46Si vede questo ragazzo che, lo vedete, è a torso nudo, non ha armi, non ha niente in mano, ed
11:53è evidente che è in uno stato di alterazione, che sta male.
11:57E continua ad andare verso la sede di Sky, cerca di entrare verso la sede di Sky di Milano.
12:02E viene respinto da due guardie giurate.
12:06Che cosa succede? Che non è che passano i minuti, passano le ore, ma lui continua, va da una parte
12:11all'altra della strada,
12:12e a un certo punto casca per terra, lo vedete, e poi niente, si rialza e continua a correre avanti
12:20e indietro,
12:21sempre dirigendosi verso la sede di Sky.
12:25Lo vedete, a un certo punto è stremato, casca per terra, e si fa a buio, continua ad andare verso
12:33la sede di Sky.
12:34Che cosa succede? Che queste due guardie giurate sono state rinviate a giudizio.
12:40E c'è stata per loro la assoluzione.
12:44Lui è morto, se poi possiamo vedere le altre immagini, è morto per arresto cardiaco,
12:50dopo essere stato anche trattenuto a terra con un ginocchio sulla schiena per quattro minuti
12:55e colpito con due pugni, in particolare da uno dei due imputati.
13:01Che cosa hanno detto loro? Che c'era il pericolo?
13:04Che il 34enne volesse entrare nella sede di Sky e ferisse qualcuno come personaggi del mondo dello sport e della
13:12TV
13:12oppure distruggesse macchinari costosi.
13:17Per carità, i macchinari sono costosi, però la vita di un ragazzo di 34 anni certo vale più di un
13:25macchinario costoso.
13:26I due imputati sono stati assolti perché sono stati ritenuti non punibili per la scriminante dell'adempimento del dovere.
13:36Cioè, secondo i giudici, loro stavano semplicemente facendo il loro dovere.
13:41E vi potete immaginare la reazione dei familiari di Giovanni Sala.
13:46E siccome siamo a Rogoredo, da Rogoredo esce scappando, non si sa perché questo ragazzo,
13:52bisogna parlare della giornata del poliziotto Cinturino.
13:56E lo facciamo con il nostro inviato Vittorio Romano e Cristiana Mangani.
14:07Perché lo chiamavate Luca Martello?
14:09Perché picchiava la gente, se non gli davi la droga, l'altro picchiava.
14:13Se gli davi ti rifaceva i regali, ti regalava la pocaina, l'eroina, i soldi.
14:17L'hai mai visto usare il martello?
14:19Sì, me l'ho usato su di me pure, mi ha preso a martellare.
14:23Due volte.
14:29Chi è Carmelo Cinturino?
14:31Il poliziotto che ripuliva le piazze di spaccio con metodi tanto efficaci quanto brutali?
14:36O il criminale indivisa che a colpi di martellate depredava i derelitti?
14:41Gli indifendibili che vivono ai margini del bosco di Rogoredo?
14:45Se non avevi soldi?
14:46Non avevi soldi, ti metti la droga e ti arresti.
14:50Ti prendi soldi e non ti arresti.
14:53Non ti arresti.
14:56Davanti al giudice per le indagini preliminari di Milano hanno ripetuto quello che da anni spiegavano ai loro avvocati,
15:02con la paura di non essere creduti e prendersi una denuncia per calunnia.
15:06Ma stavolta crederli è un pezzo dello Stato, la procura di Milano,
15:11che ha accusato Cinturino di omicidio premeditato,
15:14sequestro di persona, concussione, depistaggio, arresto illegale e altre decine di reati.
15:20I soggetti che provengono da certi ambienti, a distanza di tempo, raccontano questi fatti
15:26e praticamente prendiamo per orocolato le loro dichiarazioni.
15:31Allora qualsiasi, parlo in termini generali,
15:34qualsiasi poliziotto che si ritrova a fare un arresto dopo oltre due anni,
15:39finisce magari indagato per una determinata situazione e quel soggetto arrestato due anni prima
15:46afferma di essere stato picchiato, di essere stato derubato o altro.
15:51Così ci crolla tutto il nostro ordinamento.
15:54È chiaro che se Cinturino respinge fermamente tutte le accuse,
16:00non possiamo che ritenere le stesse frutto di un atteggiamento di ostilità,
16:07fra le altre cose, ben motivata dal ruolo istituzionale del Cinturino
16:12proprio in quelle due piazze di spaccio.
16:15Sì, sono spacciatori e per questo sono stati denunciati da Cinturino stesso
16:20durante l'incidente probatorio.
16:21Ma le accuse più pesanti vengono dai suoi colleghi,
16:24quei poliziotti in divisa che per mesi hanno lavorato al suo fianco,
16:28accuse come queste.
16:30Cinturino è una persona discussa?
16:33Sì, sul lavoro non opera in maniera trasparente.
16:36È violento con le persone fermate, alza le mani in maniera gratuita.
16:40Durante un servizio nel bosco ha preso a schiaffi una persona.
16:43Le risulta che Cinturino abbia le mani lunghe?
16:46Nel senso che rubi qualcosa?
16:48Sì, mi è capitato di vedere che a volte sequestra la sostanza stupefacente per tenersela.
16:53Non credo che ne faccia uso o la rivenda.
16:55Credo la utilizzi per fare arresti sospetti.
16:59Va bene, me ne vado.
17:00Oh, se la trovi, sto dicendo che trovi droga,
17:04la metti da parte, quando mi vedi a me io domani mattina vengo.
17:09Me la dai, ok? Me la dai, va bene?
17:13A proposito di arresti sospetti, vi ricordate di Adem?
17:16Il ragazzo tunisino arrestato da Cinturino in questo minimarket di Milano nel 2024 e poi assolto?
17:23Oggi è uno dei principali testimoni dell'accusa.
17:26E quella era la prima volta che incontravi Cinturino?
17:30Quella è la seconda volta.
17:32La prima volta era vicino a Piazza Ferrara.
17:37Stava girando col cane, è venuto da me, ha messo la sua mano in tasca,
17:43ha preso quasi 130, 150 e mi ha detto vai via.
17:52Ma li ha sequestrati o si li ha tenuti?
17:54E' tenuti.
17:57Mi perdono, mi sta dando per scontata la fondatezza di ipotesi di reato
18:01che si fondano sulle mere propagazioni di alcuni soggetti.
18:04Che significa?
18:06Ma non è così, ma non è così.
18:08Capiremo anche le posizioni di queste telecamere,
18:10perché sa, non è che in qualsiasi esercizio commerciale,
18:14qualsiasi zona dell'esercizio commerciale è coperta dalle telecamere.
18:17Ci potrebbero essere anche dei punti morti dove appunto non si vede, non si vede.
18:22Insomma, la droga c'era, secondo i legali di Cinturrino.
18:25Era nell'unico angolino non inquadrato dalle telecamere.
18:28Ma si sentirebbe il poliziotto esclamare, eccola, l'ho trovata.
18:31In ogni caso, per il giudice che ha assolto Adam per insufficienza di prove,
18:35la ricostruzione fatta da Cinturrino era completamente falsa.
18:39Erano diventati i bancomati di un poliziotto corrotto?
18:42E chi non si piegava, chi non pagava subito,
18:45e l'accusa tutta da dimostrare, rischiava di trovarsi in tasca una bustina di droga?
18:49Quando tu dicevi che mi mette delle cose, intendi che ti mette la droga in tasca?
18:53Sì, sì.
18:53Perché lui faceva così?
18:54Sì, faceva così.
18:56Cioè, se trova qualcuno che voleva comunque comire...
18:59No, no, come trova qualcuno spacciatore, lo conosce.
19:02Anche chi lo prende fuori non c'è niente, gli mette la droga e lo manda in galera.
19:06Questo è il problema.
19:07Certo, sono le parole di spacciatori e tossicodipendenti, criminali arrestati dallo stesso Cinturrino.
19:12In aula si sono contraddetti più volte.
19:15Ma sentite cosa dicono gli agenti del commissariato Mecenate, i drogati dal PM.
19:21Che Cinturrino trovasse droga che in realtà non c'era.
19:24Le è mai venuto il dubbio?
19:25Certo, ne parlavamo.
19:27Noi eravamo spesso nel bosco e non riuscivamo a trovare nulla,
19:30mentre lui aveva sempre qualcosa.
19:33Quindi ci sono venuti dubbi e cercavamo di stare distaccati.
19:36Sì, anche *** mi ha sempre detto di non voler uscire da solo con lui.
19:41Non gli piaceva il fatto che la sostanza apparisse dal nulla.
19:45Certe cose forzate non le gradivamo.
19:47Tu l'hai visto mai mettere mai addosso a un ragazzo sulla sedia a rotelle?
19:52Sì, Basile, sì.
19:54Basile, sì.
19:54Sì, lo picchiava col martello, poveri me, con me.
19:57Ma come, come? Mi racconti.
19:58Lo picchiava qua nelle coste, qua, col martello.
20:02Al corvetto lo conoscevano come Luca Martello.
20:05Era la sua arma preferita.
20:08Ce l'aveva sempre alla cintura durante i raid antidroga
20:11e con quel martello si accaniva, secondo diversi testimoni,
20:14persino su un tossico dipendente sulla sedia a rotelle.
20:17Si chiamava Basile.
20:18È morto pochi mesi fa.
20:20Mi racconta solo l'aggressione col martello.
20:23Nel manico, il ferro.
20:24C'è il manico, c'è il ferro.
20:26Ecco, del ferro lo chiamano.
20:29A dove, dove?
20:30Nelle costole, nelle braccia, nelle gambe.
20:33Da per tutto.
20:35A uno inizio, l'antimitese.
20:37A chi? A Basile?
20:38A uno, a un nemico.
20:39Basile l'ha vista l'aggressione lei?
20:41Sì, ci ha segnato il schermo.
20:43Basile era sulla sedia a rotelle?
20:45Sì, l'ha presa e l'ha trasportato sul lesso.
20:48L'ha trasportato da poliziotto.
20:50Intervenuto in aula per difendere il suo operato da poliziotto,
20:53Cinturino non ha negato l'uso del martello,
20:55ma ha fornito una spiegazione radicalmente diversa.
20:58Cinturino usava il martello per trovare le dosi di stupefacente nascoste nel terreno.
21:08Io e il collega siamo stati in quel posto.
21:10È un luogo zeppo di siringhe, quindi cosa vogliamo?
21:16Vogliamo portare le nostre forze dell'ordine a scavare a mani nude
21:20o non so in che altro modo, in un luogo dove potrebbero esserci siringhe infette o altro.
21:30Cinturino deve rispondere anche di sequestro di persona.
21:33Avrebbe rinchiuso in una stanza e picchiato un marocchino di 30 anni
21:36che si era presentato in commissariato per mettere una firma.
21:40Ecco le prove dell'aggressione inviate subito dopo il presunto pestaggio.
21:44Guardami, guardami la foto.
21:46È lui stesso a raccontare tutto al suo avvocato in un audio messaggio.
21:49Oggi mi voglio fermare la questione mancinata e guardare la polizia di Luca, Carmelo.
21:59Rischia di non uscire più dal carcere Carmelo Cinturino.
22:02L'accusa più pesante è omicidio volontario premeditato.
22:07Secondo la procura di Milano, il poliziotto stava braccando Manzuri,
22:11il capo degli spacciatori del bosco di Rogoredo, ma non per arrestarlo.
22:15Cinturino, ti aveva mai detto che stava cercando Zack?
22:19Quando lo vedo il capo lo uccideva, sì, l'ho già detto.
22:22Hai detto proprio lo uccido?
22:24Vedo il dirgli a Zack che quando lo vedo l'ammazzo.
22:27Hai sentito con le teorie?
22:28Sì, due volte.
22:30Questo perché?
22:31Perché non lo so, so soltanto che magari probabilmente non lo so, non lo so.
22:35Tu gli hai detto a Zack che Cinturino stava cercando?
22:37E lui era pesante, cioè, troppo leggera, non so come mai parlare così, capito?
22:43È strano, una cosa strana.
22:45Era una minaccia reale quindi.
22:48Secondo quanto ricostruito dalla procura, Zack, così si faceva chiamare la vittima,
22:52stava scappando verso il bosco quando è stato colpito.
22:55In mano aveva un telefono e un sasso, nessuna pistola.
23:00Sicuramente lui riconosce questo errore madornale, questa condotta che ha posto in essere
23:08del fatto di appunto aver posizionato questa pistola in un momento,
23:14in un momento che però va un attimo contestualizzato,
23:18in un momento di grande preoccupazione, in un attimo si è visto la vita stravolta.
23:22Non è che se una persona mette la pistola e cerca di salvare l'insalvabile
23:29è responsabile di un omicidio volontario.
23:32Tra l'altro, una delle richieste che abbiamo avanzato è proprio quella di un incidente probatorio
23:38finalizzato all'esperimento di accertamenti tecnici irripetibili, proprio sull'ogiva.
23:44Vedremo il GIP come la vorrà valutare e quell'accertamento, sul quale preferiamo mantenere il riservo,
23:51potrà certamente consentire di offrire al procedimento una dinamica totalmente diversa.
23:59Aspetta, questa però accademia la notizia, la psicologia potrebbe aver rimbalzato da qualche altra parte.
24:03Potrebbe avere compreso anche bene.
24:05La tesi della difesa è che il proiettile sia rimbalzato contro un muretto.
24:10Cinturrino, sostengono i legali, non mirava alla testa di Zak.
24:13Ma certo è che dopo aver premuto il grilletto, l'assistente capo chiede a un collega di andare a prendere
24:19una valigetta in commissariato.
24:21All'interno c'è una pistola scacciacani che verrà trovata accanto al corpo della vittima.
24:26Per 22 minuti nessuno chiama i soccorsi.
24:30Restano quei 22 minuti durante i quali avrebbe potuto chiamare i soccorsi, cinturrino.
24:36Che siamo 22, questa è una cosa ancora da accertare effettivamente.
24:41Mansuri rantolava a terra, quindi si potevano chiamare i soccorsi prima.
24:46Capisco il momento, il buio, lo sparo, il panico.
24:51Però quella vita si poteva salvare?
24:54Si poteva salvare questo, tutto sommato lo dirà un medico legale.
25:02L'episodio si è sviluppato con, fra altre cose, anche testimonianze sul punto.
25:08Una corsa a destra e a sinistra dei vari soggetti di presenti.
25:13E io credo di non poter essere smentito nell'affermare che si è generata anche una confusione su chi dovesse
25:21fare cosa e come.
25:22E mi riferisco agli aspetti assolutamente leciti del fare qualcosa.
25:27Non ultimo del chiamare i soccorsi.
25:29Quindi non hanno chiamato i soccorsi perché pensavano che lo facesse qualcun altro.
25:32Esattamente, non lo escludo.
25:34Però, quando vedo un uomo a terra col sangue lo capisco anch'io che non sono uno del corsellone che
25:40viene a chiamare un'ambulanza.
25:41Guardi, non eravamo presenti né io né lei.
25:43Quindi non possiamo sapere le circostanze come sono sviluppate.
25:46Se sei abbastanza lucido, domandare a un collega prendere una pistola finta, sei abbastanza lucido e chiamare i soccorsi.
25:53Ma questo è un silogismo che non regge.
25:56Citrino ha avuto una reazione, io penso che lo possiamo assolutamente dire, dove ha urlato, ha pianto, ha chiesto aiuto.
26:03E a un certo punto ha detto ai suoi colleghi, chiamate mia madre.
26:10Quindi avevamo una persona...
26:11Prima dei soccorsi.
26:12Prima dei soccorsi.
26:14Avevamo una persona totalmente in stato confusionale.
26:19Insomma, si sarebbero confusi.
26:21Ma sentite cosa dichiara l'agente, ora indagato, che è andato a prendere la pistola a Scacciacani quella notte.
26:26A quel punto, Citrino, che era molto preoccupato, mi ha chiesto di coprirlo, altrimenti avrebbe rischiato la galera.
26:32Prima ha fatto cenno di aver temuto per la sua incolumità rispetto alla possibilità che Citrino avesse potuto sparargli.
26:39Può circostanziare meglio la sua affermazione?
26:42Mentre andavo verso la macchina ho avuto questo pensiero.
26:45Citrino è una persona pericolosa, è una persona che incute timore, è rude.
26:50Se avesse davvero avuto questa paura di ricevere un colpo di sparo mentre andava a prendere lo zaino,
26:58bisogna capire per quale ragione poi non è rimasto nel commissariato.
27:01Citrino era un po' un rambo del quartiere.
27:04Io non penso proprio, amava la sua divisa.
27:07Ha vissuto la sua funzione istituzionale con un atteggiamento quasi devozionale nei confronti dell'istituzione che rappresentava.
27:18L'ha onorata quella divisa?
27:20Per questo bisognerebbe chiederlo a lui.
27:22Quando saranno accertati i fatti sapremo se l'ha onorata o meno.
27:33Franzisa ha 70 anni, vive da qualche anno con la sorella e il cognato Pietro a Borgo San Lorenzo.
27:39Siamo in provincia di Firenze.
27:41Che cosa è successo?
27:42Che il 2 febbraio rientrano da casa per pranzo e non lo trovano?
27:46Non si preoccupano subito, ma ormai è passato tanto tempo.
27:49Considerate che non ha con sé nulla, né documenti né telefono e quindi è irraggiungibile.
27:57Allora, lo conoscete tutto, ha scritto dei libri importantissimi.
28:01Alberto Perlai, psicoterapeuta, lavora all'Università di Milano.
28:05E soprattutto lei studia l'età evolutiva.
28:08Quindi questa sera, l'abbiamo invitata, la ringraziamo per aver aspettato fino adesso,
28:13perché volevamo capire con lei che cosa sta succedendo, no?
28:16In questi ragazzi che crescono e diventano sempre più violenti.
28:21Allora, volevamo fare un percorso, perché ci sono i ragazzi che se la prendono con gli adulti,
28:26ci sono i ragazzi che se la prendono con i coetanei, li bullizzano,
28:30e poi ci sono i ragazzi invece che se la prendono addirittura contro se stessi,
28:33che si tolgono la vita.
28:35È un modo, è una violenza forse anche quella, professore.
28:38Io inizierei, ci ha scioccato tutti questa storia di massa, no?
28:43Giacomo Buongiorno, di 47 anni, che sta in piazza con i familiari,
28:46con un bambino di 11 anni, e per una bottiglia tirata c'è un rimprovero.
28:53Insomma, che cosa succede? Che lui ci perde la vita.
28:57Questi giovani che non si fermano neanche davanti a un bambino di 11 anni, professore.
29:03Sì, questo credo che sia una delle cose che a me personalmente ha colpito di più.
29:08Cioè abbiamo 17 anni, 18 anni, 19 anni che attaccano un uomo adulto,
29:14e di fianco a questo uomo adulto c'è suo figlio di 11 anni,
29:18che praticamente ha pochissimi anni meno di te, con cui puoi immediatamente identificarti.
29:24Sei stato tu, quel ragazzino, 5 o 6 anni prima eri probabilmente tu,
29:29che ti muovevi esattamente nello stesso luogo con il tuo papà in quella città.
29:34Eppure, ecco, questo direi è proprio un indicatore, no?
29:37Del fatto che non scattano freni inibitori che appartengono profondamente alla natura della nostra mente.
29:45La nostra psiche ha la capacità di sentire la potenza dell'aggressività,
29:50l'impulso violento, ma anche la capacità di fare retroazione.
29:55E invece non scatta più il pulsante della retroazione,
29:58anche di fronte alla presenza così impattante di un ragazzino.
30:05E allora, loro scrivono, uno di loro che è maggioreenne, scriveva
30:11io odio mio papà, ora litigo per la minima cazzata, no?
30:17Che fa impressione anche questo, come si muovono, come...
30:20Ecco qua, ora litigo per la minima cazzata, cioè come se uno si sveglia la mattina e...
30:26Questo è un dato che tra l'altro anche le forze dell'ordine rilevano molto frequentemente,
30:32cioè mentre un tempo si intervenivano in questioni familiari
30:36è perché c'era la violenza degli adulti su qualcun altro, un altro adulto, un minore,
30:42oggi molte volte vengono sollecitate nei territori le forze dell'ordine
30:46per intervenire per una situazione esattamente contraria,
30:50cioè un minore che picchia il suo adulto di riferimento.
30:54Il conflitto, sia chiaro, è proprio una condizione inevitabile.
30:58Nel momento in cui cresce un figlio, la pre-adolescenza e l'adolescenza
31:02sono età che definiamo tsunamiche, perché hanno proprio questa potenza
31:08che non è ancora competenza e c'è un bisogno di autonomia
31:12che si deve sganciare dall'obbedienza che invece il mondo adulto ti richiede.
31:17Quindi il conflitto generazionale è proprio una dimensione associata al tempo della crescita.
31:23Le sue libri è proprio l'uscita dall'età dello tsunami, perché non è una brezza gentile.
31:31Esci da quella stanza che è molto importante, perché sono dei giovani che poi si rinchiudono nelle stanze.
31:36Un altro episodio che ha colpito tutti è questo ragazzino che a scuola accoltella la professoressa di francese
31:42e quello che ha scritto, come se volesse dire
31:48io l'ho fatto per noia, non rispetto le regole per noia, perché voglio essere qualcuno di diverso.
31:55Sentiamo che cosa ha scritto.
31:58Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni.
32:04Non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare,
32:08uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.
32:10Non è solo un atto di vendetta, è un modo per rompere una routine noiosa nel modo più estremo possibile.
32:15Sono stanco di essere banale, di dover fare sempre le stesse cose.
32:18Per quanto riguarda la maglietta, la scelta non è stata casuale.
32:21Vendetta non è una parola scelta a caso, rappresenta ciò che provo.
32:24Mi sto prendendo la dolce vendetta che merito uccidendo le persone che mi hanno fatto del male.
32:29L'unica cosa che conta sono io, nessun altro conta.
32:31Nessuna vita ha importanza al di fuori della mia.
32:34La vita è priva di senso se decidi di viverla come un topo,
32:37seguendo una routine quotidiana come uno schiavo.
32:40E come contrastare? Si è parlato di metal detector nelle scuole. Hanno senso, professore?
32:46Ma il metal detector in realtà non risolve la complessità di una progettazione, no?
32:52Che sembra quella di una serial killer che deve vendicare qualcosa che gli hanno fatto accadere nella vita
33:01e deve uscire assolutamente dalla noia della sua routine.
33:04Io qua dentro trovo, proprio immaginando che cosa è accaduto nella mente di questo ragazzo,
33:11trovo che probabilmente ha davvero sperimentato un adulto che, per così dire, gli ha dato limiti per lui intollerabili,
33:20gli ha fatto delle... lo ha messo in una relazione che per lui è stata molto dolorosa,
33:27ma al tempo stesso lui cosa dice? Io lo farò fuori, no?
33:31E se andasse nel mondo reale a comprare un pugnale, a raccontare il suo progetto omicida,
33:39il mondo reale immediatamente gli mette dei blocchi.
33:42E certo, dei paletti, dei blocchi.
33:43Fa questa narrazione invece dentro a un mondo virtuale, comincia a procurarsi un coltello,
33:50in realtà ha i soldi per comprarlo, ok, te lo mandiamo.
33:53Comincia a progettare una bomba, no?
33:56E quindi chiede un esplosivo.
33:57È chiaro che nel mondo reale un tredicenne che si muove in queste modalità
34:02viene attenzionato, viene contenuto, viene ridirezionato.
34:07Il dato di fatto è che ci hanno detto anche che lui frequentava uno psicoterapeuta
34:12proprio perché aveva questa sorta di disturbo ossessivo, ruminante, nei confronti dell'insegnante.
34:18Ma provate a mettervi nei panni di uno che va un'ora alla settimana
34:22da qualcuno che probabilmente lo aiuta a stare nel principio di realtà
34:27e poi ore e ore al giorno progetta questa roba
34:31e continua a ricevere validazioni.
34:34Tifosi che fanno in qualche modo la ola e gli dicono vai avanti.
34:39E lui fondamentalmente costruisce proprio il copione del suo film.
34:44Quindi giovani che non vivono più in un mondo reale.
34:47E quindi è difficile anche aiutarli perché è come se fosse un mondo a parte.
34:52Io le farei vedere, noi ci sono dei ragazzi che fanno inginocchiare un ragazzino,
35:02lo schiaffeggiano e poi ci sono tre ragazzi contro un ragazzo autistico.
35:07Facciamo vedere queste immagini che fanno impressione
35:10perché sono proprio ragazzi contro ragazzi.
35:37Facciamo vedere, noi ci sono dei ragazzi che fanno inginocchiare un ragazzino,
35:54Allora, questi ragazzi che hanno picchiato un coetaneo per rubargli 50 euro,
36:01che cosa succede? Che questo ragazzo va in coma, va in ospedale,
36:03questi ragazzi vengono individuati, vengono portati in questura
36:08e vengono in qualche modo intercettati, ci sono le intercettazioni ambientali.
36:12Sentiamo che cosa dicono, considerate che il ragazzo è in coma.
36:18Fra, l'ha massacrato.
36:20Beh, è in fin di vita non solo per il coltello.
36:23A me hanno detto che rischia di essere paralizzato.
36:25Dalle telecamere hanno ricostruito l'accaduto, però non so se si vede il video dove lo scagniamo.
36:30Lo voglio vedere anche io il video, voglio vedere se ho picchiato forte.
36:34Cazzo, Fra, è tentato omicidio, poi dipende.
36:36Quello che ci salva è se diciamo che eravamo ubriachi e lui ci ha detto,
36:39c'ho un coltello.
36:40Diciamo che l'ha detto lui, che aveva il coltello.
36:42Ma non lo sai che quel coglione è ancora in coma?
36:45Domani schiatta e ti danno omicidio.
36:47Speriamo bro, almeno non parla.
36:49Te non hai capito, glieli stacco io tutti i cavi.
36:52Sai che possiamo fare un bel gesto.
36:53Andiamo lì e gli diciamo che ci dispiace.
36:55Sì, sì, andiamo.
36:56Ci dispiace, siamo pentiti.
36:58A me in realtà non me ne frega niente.
37:02Fa impressione.
37:03Intanto uno dice, lo voglio vedere anch'io quel video.
37:05Cioè sono contenti che c'è un video che li riprende.
37:08E poi non c'è nessuna pietà, nessun rimorso per questo ragazzo.
37:12Credo che questo sia un altro dato su cui riflettere.
37:16Io credo che questi casi estremi aiutano noi genitori
37:20a lavorare invece sulla prevenzione, sulla relazione educativa
37:24che costruisce abilità e competenze che servono ai nostri figli,
37:28in particolare tra gli 11 e i 15 anni.
37:31Cioè noi abbiamo ragazzi che sembra che parlino di una sorta di challenge estrema
37:37che è stata buttata lì come se quell'altra persona fosse una persona senza valore,
37:44cioè un pupazzo di cui non ci interessa molto.
37:47È chiaro che sono lontanissimi dal principio di realtà,
37:51che non hanno alcuna percezione che quel dolore enorme di cui sono responsabili
37:56diventerà il loro dolore perché ci sarà un iter lunghissimo,
38:01la loro dimensione di potenza con cui stanno parlandosi e raccontandosi.
38:06Ma un genitore che può fare un tempo si diceva
38:08che un figlio deve essere preso a schiaffi dalla mattina alla sera
38:11se si comporta così. Un genitore che fa?
38:13Allora io credo che oggi la sfida per noi genitori
38:16sia intanto quella di tenere i nostri figli nel mondo reale
38:21e di allenare i nostri figli alla vita reale.
38:25Il dato di fatto è che negli ultimi 15 anni
38:28tutte le ricerche sulla crescita ci dicono
38:31che la crescita si è spostata dal mondo reale al mondo virtuale
38:37ma una quantità di ore al giorno in un territorio
38:40in cui se ci riflettiamo bene non c'è alcuna supervisione educativa,
38:44non c'è alcun progetto di formazione, di educazione all'empatia, alla relazionalità
38:53e l'algoritmo premia in modo speciale proprio i contenuti divisivi,
39:01le modalità prepotenti, tutto ciò che genera ostilità.
39:06Allora a me viene da dire in questo momento a noi genitori
39:09noi dobbiamo ricostruire una dimensione di vita reale
39:12di cui noi per primi essere testimoni ed esempio
39:17siamo chiusi dentro a bolle, le nostre vite sono molto molto isolate,
39:23la deprivazione sociale è una delle quattro conseguenze globali
39:28cioè nei cinque continenti avvenuti in età evolutiva
39:32e se tu togli a un ragazzo il tuo amico con cui parlare,
39:37il tuo gruppo al quale appartenere e in cui attraversare tutte le montagne russe
39:42e essere lì validato, contenuto, accompagnato
39:47e intanto frequentare ambienti sociali in cui ci sono allenatori sportivi,
39:52in cui ci sono guider scout.
39:53E certo, è molto meglio fare sport che stare chiuso in una stanza
39:55con il proprio computer, infatti questo libro ha anche il titolo,
39:59esci da quella stanza.
40:01Tra l'altro la cosa assurda è che ci sono dei genitori
40:04che si ritrovano i figli a casa picchiati, ma semplicemente per gioco,
40:08perché ci sono anche le mode, a un certo punto bisogna picchiare qualcuno
40:12e ci si sente meglio, ci si diverte.
40:15Marina Borrometi.
40:24Un cazzotto, sferrato all'improvviso.
40:27Solo per il gusto di mandare al tappeto qualcuno,
40:30oppure come gesto di inqualificabile intolleranza.
40:35Dicono che sia un gioco, lo chiamano knockout game.
40:38Sul sito del Ministero della Giustizia c'è scritto
40:41un gioco, è un reato, non è un gioco, è un reato ed è punibile.
40:46A volte i ragazzi si filmano.
40:50Difendersi è impossibile perché non te l'aspetti.
40:55È successo anche a Roma, la notte di Halloween,
40:58a una festa per minorenni, in un locale in zona Capannelle.
41:02Ha detto, mamma io ho visto tutto nero, non ho capito niente,
41:06ho visto tutto nero, quando ho avuto un momento di lucidità
41:09ho visto questa sagoma e le sono distinto,
41:13cioè le sono andate anch'io addosso per cercare di capire
41:17quello che era successo.
41:18Per difendersi.
41:19Soprattutto per difendersi.
41:20Ma non ha fatto in tempo a fare altro perché questa ragazza,
41:26dal racconto, era contornata da quattro sue amiche
41:29che l'hanno aggredita tutte insieme.
41:33Quindi non solo la figlia di Mayla si becca un pugno in faccia,
41:37prova a difendersi e, a quanto racconta, viene aggredita da un branco.
41:41Sono tutte ragazze.
41:43Nessuno è intervenuto, l'evento è successo da vicino a un'uscita secondaria
41:51dove erano presenti anche dei buttafuori e nessuno è intervenuto.
41:57La salva un'amica che riesce a trascinarla via.
42:00E la serata finisce in ambulanza.
42:03La mamma si precipita al locale.
42:05Ho trovato mia figlia con il ghiaccio sul naso e dentro l'ambulanza.
42:12Io, lavorando in ospedale, ho subito capito che aveva subito un grosso danno al volto.
42:19Io ho detto, mamma, guarda, secondo me hai il naso rotto.
42:24Aveva poi un libido anche sulla parte bassa del viso, vicino alla bocca.
42:30E diverse scoriazioni anche sul corpo, perché poi comunque le altre ragazze hanno assestato i propri colpi.
42:39È successo anche a suo figlio.
42:41Lei è Marina Larosa, ex concorrente del Grande Fratello, oggi opinionista e psicologa.
42:48Ecco cosa le ha raccontato il figlio.
42:52Insieme ad un suo amico, mentre camminavano qui a Piazza San Cosimato, sono stati colpiti da due pugni, ma non
42:59sapevano da dove fossero partiti.
43:01Continuava a dirmi, mamma, non l'ho visto, perché questo gruppetto di ragazzi si è poi nascosto nella folla.
43:07Cioè il gioco, fondamentalmente, è colpire delle persone e poi nascondersi.
43:12Lui, forse, probabilmente l'hanno colpito male, tra virgolette, perché aveva solo una faccia molto gonfia.
43:18L'amico è stato colpito meglio, secondo il gioco, perché gli hanno dato un pugno sulla fronte ed è svenuto.
43:26Accade tutto qui, nei pressi di Piazza San Cosimato a Trastevere, in pieno centro a Roma.
43:31Marina Larosa fa denuncia in commissariato.
43:36Io, da madre preoccupata, ma anche da cittadina preoccupata, ho chiesto quanti fossero, perché era un sabato sera quando è
43:43successa questa cosa,
43:44quanti poliziotti o carabinieri ci fossero, insomma, di servizio.
43:49E le persone in questione mi hanno risposto che erano in tre.
43:54C'erano solo tre poliziotti e altri due su una volante che girava, insomma, per controllare.
44:00Marina ne parla in tv.
44:01È una mamma preoccupata, davanti a un'aggressione subita dal figlio, in stile arancia meccanica.
44:12E come ci si può non preoccupare, davanti al rischio di essere messi KO, senza neanche essere su un ring
44:18e senza sapere chi ti sta colpendo?
44:21È una violenza che lascia il segno.
44:25Adesso, per esempio, da quando è successo, mio figlio con l'altro ragazzo e con tutto il gruppetto di amici
44:30si vedono spesso in casa, fanno il giro delle case, stanno a casa nostra, stanno a casa di altri, perché
44:35hanno delle difficoltà anche nell'uscire.
44:37Comunque è un trauma.
44:40E la figlia di Mayla? Anche qui la mamma ha fatto denuncia. Ancora non si sa chi sia stato a
44:46caricarla di botte.
44:47Ti senti impotente perché non sei riuscita a difendere tua figlia. E quella è la cosa che fa più male.
44:54Non è giusto. Cioè, così, di punto in bianco, passi una bella serata con le amiche, basta, arriva senza motivo,
45:04un colpo e ti cambia il modo di vedere la vita.
45:09Perché io credo che mia figlia abbia cambiato il modo di vedere la vita.
45:13Cosa?
45:15Beh, diciamo che non era mai arrabbiata e adesso è arrabbiata.
45:26Game, cioè gioco. Che gioco è?
45:29Ma in realtà è proprio questa la cosa, no? Fai una cosa gravissima che è penalmente rilevante, che può avere
45:36delle conseguenze che vanno al di là.
45:38di ogni tua intenzione o aspettativa e in realtà lo fai come se fosse tutto per finta, no? Per avere
45:45in mano una potenza.
45:46Sempre questo mondo virtuale, no?
45:48Esatto. Diciamo che in pre-adolescenza questo è tipico, fare cose veramente molto stupide senza considerare che hanno delle implicazioni
45:56dentro alla vita reale che possono diventare molto gravi.
46:00A volte tu lavori con ragazzini che hanno fatto cose molto gravi senza accorgersene, li metti poi spalle al muro,
46:08gli dici ma ti rendi conto di quello che è accaduto?
46:10E allora loro piangono e ti dicono io non ci avevo pensato.
46:14Il pensiero in realtà matura molto più tardi della potenza emotiva tra gli 11 e 15 anni.
46:21Tu sei affamato di sensation seeking, ricerca di sensazioni e il tuo cervello che pensa non è capace di regolare.
46:29E quello che è accaduto è che noi abbiamo portato la ricerca di sensazioni dei nostri figli per molti decenni
46:36in territori funzionali alla loro crescita,
46:38l'avventurosità degli scout, i campus estivi con gli oratori, le associazioni sportive che ti fanno fare le tue prime.
46:46Improvvisamente noi adesso abbiamo tutto un mondo che ti dice che diventi un supereroe o un super campione,
46:54quante più persone nella virtualità fai fuori. Va considerata questa cosa che tu diventi un supereroe se fai challenge e
47:04screme,
47:05se fai fuori più persone possibile, se in uno dei giochi più giocati al mondo da anni uccidi più persone
47:12possibili con la guida pericolosa,
47:14quando invece la vita reale ti educa e ti forma a essere una persona solidale, soccorrevole, attento ai bisogni degli
47:22altri.
47:23In questa schizofrenia quel cervello che è così maturo cognitivamente tra gli 11 e 15 anni assorbe semplicemente la dimensione
47:33della sensazione e della gratificazione istantanea.
47:36E bisogna invece aiutarli in qualche modo e parlarci.
47:40Lei in un libro ha detto che le parole peggiori sono quelle che non vengono mai dette, invece bisogna parlare,
47:46tirare fuori, capire, cercare di capire.
47:49Ma è difficilissimo. Guardate, noi siamo rimasti colpiti dalla vicenda di Andrea Prospero perché abbiamo conosciuto questi genitori meravigliosi.
47:57Andrea si toglie la vita mentre sta chattando con un ragazzo che ha un anno meno di lui, che ha
48:0318 anni, che non l'ha conosciuto.
48:05Anche questo ragazzo fa parte del mondo virtuale, esiste davvero, è reale, ma fa parte del mondo virtuale.
48:12E in qualche modo lo aiuta a suicidarsi. Ecco che cosa si scrivevano.
48:20E' arrivato il farmaco?
48:21Sì, fra poco. Dimmi.
48:23Mangia tutte e sette le pasticche e basta.
48:26Ecco che volevi dirmi. Io le ingoio.
48:28Fa come ti pare.
48:30Però sono un senza palle.
48:31No, ce la puoi fare. Vai, ammazzati.
48:34Dammi più incoraggiamento.
48:35Non ho voglia, chi te se incula. Se vuoi ammazzarti, ammazzati, è zitto.
48:39Lol, senza fascene.
48:41Allora, al papà, naturalmente, Fabrizio Franceschelli, che si è occupato di questo caso, ha chiesto
48:47vi siete accorti di qualche cosa, no? Perché c'è il sereno, a un certo punto c'è,
48:52questo ragazzo scompare e poi viene trovato morto perché si è suicidato.
48:57E il papà ci dice, a noi sembrava tranquillo.
49:02Secondo lei, si può capire quando sta succedendo qualcosa, quando comincia a succedere qualcosa?
49:08Cioè c'è stato un periodo in cui Andrea si è isolato.
49:12Il problema è quello che Andrea, in tutta la sua fase di come si conosceva come figlio,
49:20non ha dato mai un segno che potesse dare un allarmismo di dire Andrea c'è qualcosa che non va.
49:28Lui ha vissuto la sua vita nella tranquillità come l'ha fatto da quando è nato fino a quando è
49:35successo l'evento.
49:35Però voi avevate un dialogo con Andrea?
49:38Sì, sì, soprattutto la madre.
49:41Ma quando vi sedevate a tavola a mangiare parlavate?
49:44Si scherzava, si giocava, non c'era un problema di sopravvivenza in famiglia, diciamo.
49:52Lui non era adombrato, non c'aveva qualcosa sul volto, non si leggeva niente?
49:57Assolutamente, assolutamente, assolutamente.
50:00Vengo sempre a ripetere, Andrea anche quando stava col cellulare in mano non dava un minimo segno
50:08che stava facendo qualcosa di sbagliato, di errato, perché non dava un segno di cambiamento di quadro,
50:17la sua camera era sempre aperta e Andrea non ha mai dato niente.
50:21Tranquillo, rimaneva lì, si evitava a fare quello che è, perché Andrea gli piaceva molto le partite
50:26e più delle volte era o col cellulare o col computer o con la televisione a vedere le partite.
50:33Non si riusciva ad arrivare a dire Andrea può avere qualche problema, anche perché non ha dato nessun segno
50:41e tutti i ragazzi oggi purtroppo succede questo, che i genitori non hanno i poteri, la forza, i mezzi necessari
50:52per poter evitare queste cose qua.
50:56Che cosa possiamo dire a questo genere?
50:58Ma guardi, sentendo questa dichiarazione anche davvero candida del papà,
51:05va anche detto che per i figli maschi ci sono due aspetti fondamentali.
51:10La prima è che raccontarsi rispetto ad emozioni che sono molto disagevoli come la tristezza e la paura
51:17per un figlio maschio è infinitamente più difficile che per una figlia femmina.
51:21I maschi maneggiano malissimo il loro dolore interiore, non lo portano...
51:26Non lo tirano fuori.
51:28Avere un paziente maschio per noi terapeuti è davvero un'impresa, perché mentre le ragazze
51:33sono capaci di riconoscere la loro fragilità, il loro bisogno di richiesta, di aiuto,
51:38i maschi ce lo raccontano anche i ritirati sociali, si chiudono nella loro stanza, stanno malissimo,
51:45è chiaro che hanno bisogno di essere aiutati, ma l'ultima cosa che vogliono è l'aiuto dello specialista.
51:51Il dato di fatto è che i suicidi sono incredibilmente più elevati proprio nel gruppo dei maschi
51:59rispetto alla popolazione femminile.
52:00Quindi le ragazze si mettono in discussione e invece...
52:03Il loro dolore lo maneggiano meglio e il dato di fatto, questo è un tema di prevenzione
52:08importantissima per me che mi occupo di prevenzione.
52:11Quando noi parliamo di educazione emotiva, affettiva e sessuale, non parliamo semplicemente
52:16di non far fare comportamenti a rischio, comportamenti sessuali predatori.
52:22Noi aiutiamo bambini, ragazzi a entrare in contatto con il loro mondo interiore, a maneggiare
52:30i loro stati emotivi, a trasformarli in dimensioni funzionali della loro vita e non disfunzionali
52:37che rimangono intrappolate nel silenzio e nel dolore.
52:40E in quella stanza bisogna uscire.
52:42Io professore la ringrazio, parleremo con lei, se ce lo permette, altre mille volte, perché
52:49davvero bisogna affrontare questo argomento così terribile che sta coinvolgendo tutti,
52:54questa emergenza sociale.
52:56Grazie professore, grazie.
52:58Allora, noi vi volevamo far sentire una testimonianza che abbiamo preso, che ha preso il nostro Francesco
53:06Paolo del Re, che adesso si è spostato, vediamo se riesco a vederlo a Campobasso, che si sta
53:11occupando appunto di Antonella e di Sara.
53:15Prima abbiamo parlato, ha parlato con l'avvocato del marito, del papà di Sara e del marito
53:20di Antonella e l'avvocato ha detto qua non c'è proprio niente di poco chiaro, siamo a disposizione.
53:27Però Francesco Paolo, se siete d'accordo, volevo far sentire questa testimonianza di questa
53:31ragazza che ci dice, guardate noi in famiglia la ricina ce la siamo mangiata e siamo finiti
53:37tutti in ospedale.
53:40Ma perché?
53:40E ci ha contattato, perché questa ricina che è diventata ormai nell'immaginario di tutti
53:46noi una cosa difficile ma nel stesso tempo facile, bene, loro se l'erano presa volontariamente.
53:53Sentiamolo.
53:55Vi ho contattato perché purtroppo anche io ho avuto una brutta esperienza tantissimi
54:00anni fa, si parla di 40 anni fa, con i semi della pianta di ricino.
54:06Mio nonno pensando che i semi fossero solo la materia prima da cui si ottiene l'olio,
54:12pensandone quindi a una proprietà lassativa, pensò di assaggiarne.
54:17Era un pomeriggio d'estate, eravamo a settembre e quel pomeriggio c'eravamo anche io, mia nonna
54:23e mia mamma e quindi ne abbiamo assaggiati tutti, una piccola quantità.
54:28Purtroppo questo però, nonostante la piccola quantità, ha portato degli effetti perché
54:34ci siamo iniziati a sentire male subito dopo poche ore e è stato necessario il ricovero
54:41in ospedale.
54:42Sicuramente la quantità assunta da me, da mia nonna e da mio nonno è stata inferiore,
54:48per cui gli effetti sono passati in pochi giorni, mentre per quanto riguarda mia mamma,
54:52avendone mangiato un pochino di più, è stata recuperata per più giorni, circa una decina
54:57di giorni e addirittura è andata per qualche giorno in coma.
55:01Quindi avete mangiato i semi?
55:03Abbiamo mangiato i semi.
55:04Crudi?
55:05Crudi, sì, dalla pianta.
55:07E dopo poche ore ci siamo sentiti male.
55:10Che sintomi avete?
55:12Abbiamo avuto degli risodi di vomito essenzialmente.
55:16Qual era lo scopo per il quale i suoi nonni hanno deciso di mangiare i semi?
55:20Pensavano semplicemente che i semi fossero solo la materia prima da cui si otteneva l'olio
55:25di ricino, non hanno pensato a un effetto così grave insomma.
55:30Quindi lo scopo era comunque uno scopo lassativo, no?
55:32Sì, uno scopo sicuramente sì.
55:34Senza considerare le conseguenze?
55:36Le possibili conseguenze.
55:37Che sapore hanno i semi di ricino?
55:39Allora, io non lo so, non me lo ricordo, però posso dirle che non erano tanto disgustosi
55:49diciamo da non mangiarne, da fermarci al primo seme ecco.
55:54Dal mio ricordo assomigliava a una frutta secca, quindi una cosa assolutamente purtroppo
55:59che può succedere. Motivo per cui insomma ho deciso di raccontare questa mia esperienza
56:06soprattutto per far presente che a volte anche nei nostri giardini possono esserci condizioni
56:12che ci mettono a contatto con sostanze anche tossiche o pericolose a cui prestare attenzione.
56:19Allora questo è un altro fatto, però ringraziamo Monica perché la sua testimonianza è importante.
56:24Ringraziamo anche Francesco Paolo del Re, ci vediamo subito dopo questa breve pausa.
56:43Vediamo insieme la fotografia di Marco Nenna che scompare da Torino.
56:49è scomparso il 18 aprile, ma il problema è che è scomparso il 18 aprile di 5 anni fa.
56:55La sua famiglia non si rassegna e continua a seguire ogni segnalazione che i telespettatori ci inviano
57:04e quindi contano su di voi.
57:06E poi Gerardo l'ho curato, a questo punto è scomparso oppure è stato fatto scomparire?
57:13Solamente la sua automobile è stata ritrovata.
57:17Ascoltiamo il video appello della cugina di Gerardo Silvana che vive in Germania ma vuole intervenire anche lei.
57:25Buonasera Federica Sciarelli, sono la cugina di la curatolo Gerardo, sono Silvana.
57:32Faccio questo video da Germania dove vivo.
57:37È un anno della scomparsa di mio cugino.
57:39Faccio questo piccolo appello per far sapere alla comunità, alle persone, che la speranza di trovare mio cugino è viva
57:51ancora.
57:52E soprattutto la madre che non si dà pace ma non perde le speranze, non perde le speranze di ritrovare
57:59suo figlio.
58:00L'appello è per sensibilizzare queste persone, queste persone che ci stanno dietro, queste persone che sanno, persone che possono
58:10dare indizi per piacere.
58:13Noi non abbiamo perso le speranze, siamo ancora qui che aspettiamo.
58:17Vi prego.
58:18Grazie
58:21E adesso do la linea, la notizia importantissima del TG3, linea notte, questa sera con la nostra Giorgia Rombolà.
58:28Come sempre noi ci vediamo mercoledì prossimo. Arrivederci.
58:42Grazie
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