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L'Italia piange oltre 7 miliardi di euro all'anno a causa delle catastrofi naturali. Non stiamo parlando di minacce future, ma di una realtà già in corso, che colpisce case, negozi e uffici. Il nostro patrimonio immobiliare, del valore di 14.400 miliardi di euro, è esposto a rischi crescenti.

Un nuovo rapporto del Natural Risk Forum rivela una fragilità inaspettata, con 41 milioni di immobili a rischio. Questo evento catastrofico, una volta considerato eccezionale, sta diventando sempre più frequente.

Emergono nuove classifiche basate sul "Natural Risk Index", che mettono Lombardia, Emilia Romagna e Veneto ai vertici del rischio. La ragione non è solo la potenziale frequenza dei disastri, ma l'enorme valore dei beni esposti.

Il dato più preoccupante riguarda i costi: il 79% dei danni non è coperto da assicurazioni, ricadendo su cittadini, imprese e Stato. Il modello attuale – attendere il disastro, indignarsi e ricostruire – non è più sostenibile.

La prevenzione è la chiave. Misurare, prevenire e gestire meglio i rischi naturali attraverso territori resilienti, edifici sicuri e piani urbani aggiornati è fondamentale. Il futuro in Italia è già qui, e dobbiamo essere pronti ad affrontarlo con decisioni intelligenti e lungimiranti.

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Trascrizione
00:00Ogni anno in Italia le catastrofi naturali ci presentano un conto da 7 miliardi di euro.
00:05E il punto è che non stiamo parlando di qualcosa che forse succederà fra 20 anni.
00:08Sta già succedendo.
00:09Per anni abbiamo chiamato terremoti, alluvioni e tempeste violente eventi eccezionali.
00:14Ma se una cosa succede sempre più spesso, e forse eccezionale non lo è più.
00:17Un nuovo rapporto del Natural Risk Forum prova a mettere ordine nei numeri
00:22e ci racconta un paese che è molto più fragile di quello che pensiamo.
00:25Il primo dato colpisce subito. 41 milioni di immobili italiani sono esposti a possibili eventi catastrofali.
00:31Parliamo di case, negozi, capannoni, uffici pubblici, luoghi dove viviamo e lavoriamo.
00:37Il valore economico complessivo di tutto questo patrimonio è enorme.
00:4114.400 miliardi di euro.
00:44Per capirci circa 7 volte il pille nazionale.
00:47Vale a dire che una fitta gigantesca della ricchezza italiana
00:50si trova in zone dove un evento estremo può trasformarsi in un danno enorme.
00:54E allora la domanda non è più se succederà ancora.
00:57La vera domanda è, quanto saremo pronti quando succederà?
01:00Il rapporto introduce anche un nuovo indice, il Natural Risk Index,
01:04che incrocia possibilità dei disastri, valore dei beni esposti e vulnerabilità del territorio.
01:09E in cima alla classifica del rischio complessivo ci sono Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.
01:14Non solo perché lì può accadere di tutto, ma perché lì c'è tantissimo da perdere.
01:18Poi c'è il capitolo più scomodo, i danni, chi li paga?
01:20Oggi in Italia il 79% dei costi non è coperto da assicurazioni.
01:26Vuol dire che su 100 euro di danni, 79 restano sulle spalle di cittadini, imprese e Stato.
01:31In pratica sulle nostre.
01:33Ed è qui che si vede il nostro modello abituale.
01:35Aspettiamo il disastro.
01:37Ci indigniamo, apriamo l'emergenza, cerchiamo fondi, ricostruiamo lentamente e poi aspettiamo il prossimo.
01:44Solo che questo schema non regge più, perché gli eventi aumentano, i costi salgono e il territorio resta vulnerabile.
01:49Ma la prevenzione costa meno della ricostruzione.
01:52Questo rapporto dice una cosa semplice.
01:55I rischi naturali non si possono eliminare, ma si possono misurare, prevenire e gestire meglio.
02:00Servono territori più resilienti, edifici più sicuri, piani urbani aggiornati e assicurazioni più accessibili.
02:06Politica industriale e ambientale che ragionino insieme.
02:09Perché continuare a inseguire le emergenze è il modo più costoso di governare il futuro.
02:14E il futuro in Italia è già arrivato.
02:19Grazie.
02:20Grazie.
02:20Grazie.
02:20Grazie.
02:20Grazie.
02:20Grazie.
02:20Grazie.
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