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Trascrizione
00:14Rieccoci a voi e salutiamo gli amici di Teletutto che sono connessi da questo momento con Radio Brescia 7 per
00:19il nostro incontro quotidiano.
00:21Oggi torniamo a parlare di musica, lo facciamo attraverso la presenza del maestro Pier Carlo Rizio. Bentornato, sono sempre molto
00:30contenta quando possiamo incontrarci.
00:32Prima cosa perché facciamo delle belle chiacchierate, ma in seconda battuta perché significa che siamo pronti per presentare il Festival
00:40Pianistico di Brescia e Bergamo.
00:42E siamo arrivati all'edizione numero 63, ben arrivato.
00:46Beh, è un percorso lungo in effetti.
00:48È vero, non cominciato da lei, diciamolo.
00:51Per questioni anagrafiche, lei se ne è preso carico.
00:56Diciamo che io ho la stessa età del Festival, per cui è sempre abbastanza facile per me ricordare quali sarà
01:01l'edizione la prossima.
01:03Ci piace giocare su un fatto, dopo essere stati capitale della cultura insieme a Bergamo, lo abbiamo detto più volte,
01:11qualcuno ci è arrivato ben ben prima di avere l'intuizione di unire queste nostre due città.
01:16All'epoca perché si decise di unire queste due realtà nel nome della musica e in particolare centrando quello che
01:26è stato un festival creato, inventato per una sorta di risorgimento culturale, musicale, artistico e umano attraverso la centralità del
01:36pianoforte?
01:36Beh, come è nata bisognerebbe chiederlo a chi l'ha fondato, ovvero mio padre, poi ovviamente Arturo Benetti Michelangeli, un
01:45comitato di persone molto illuminate evidentemente.
01:49Comunque il festival è nato a Brescia e poi si è quasi immediatamente trovato questo gemellaggio anche su Bergamo, che
01:59ovviamente non è stato tutto rose e fiori in 63 anni.
02:04Diciamo che le difficoltà tra città sono state in tanti campi e quindi non possiamo nascondere che noi ci siano
02:12state anche in un campo artistico, però siamo ancora qua a raccontare una storia e a portare avanti una storia
02:18in cui crediamo ancora molto e riteniamo, io penso di poter dire che tutti noi riteniamo che sia il valore
02:24aggiunto del festival, essere su due città.
02:27Certo, ne sono assolutamente certa, anche perché sono entrambe città che hanno una forte identità attraverso artisti straordinari ed illuminati,
02:39sia bresciani, numericamente secondo me anche più bresciani che bergamaschi, che bergamaschi che hanno raccontato la musica a livello mondiale.
02:48Ognuno ha le sue peculiarità, per esempio Bergamo è la città di Donizetti, compositore di importanza che ovviamente non sto
02:58a dire ma che Brescia non può avvantare, è la città di Gianandria Gavazzini che ricorderemo quest'anno in occasione
03:05dei 30 anni della morte,
03:07che è stato un direttore d'orchestra ma anche un musicologo, un umanista di importanza nazionale e internazionale, però Brescia
03:17è la città di Arturo Valenti Michelangeli che per noi rimane il padre dei pianoforti, il padre dei pianisti, diciamo
03:23così, è riconosciuto a livello internazionale come uno dei pianisti nel GOTA, ecco non facciamo una classifica se è il
03:31numero 1, 2, 3 o 4.
03:33Anche perché c'è nell'arte anche una logica di percepito che è abbastanza individuale, cioè fare una classifica proprio
03:41al millimetro sulle caratteristiche che rendono uno più bravo di un altro, è così facile non credo?
03:48No, non è facile, però è vero che esiste anche un percepito di quali sono i valori in campo, ecco
03:57i valori in campo, naturalmente uno può dire no io preferisco, non so, Richter, Horowitz,
04:04Ma rimane il fatto che il nome di Benete Michelangeli è sempre tra i primissimi pianisti che si citano in
04:11qualunque zona del mondo, naturalmente qualcuno può indicare altri nomi, ma...
04:17Però lui resta nel GOTA?
04:19Assolutamente sì, è come avere un Picasso in casa, insomma uno può dire no il cubismo non mi interessa, non
04:26mi piace più o altre cose, però rimane il fatto che di questo stiamo parlando.
04:31Cosa rende un bravo pianista un pianista straordinario e che resterà nella storia della musica, secondo lei?
04:40Allora, intanto tutto parlare di storia della musica per i solisti è quasi un azzardo, io ricordo un'affermazione di
04:47Carlo Maria Giulini che è stato un grande direttore d'orchestra,
04:50che è stato morto proprio a Brescia, lui diceva nel ventesimo secolo si ricordano soltanto due nomi, Maria Callas e
04:58Toscanini, come per dire, gli interpreti scompagnano, i compositori rimangono.
05:04A volte succede proprio che l'interprete sia molto famoso durante la vita e al contrario magari del compositore, ma
05:14purtroppo viene dimenticato, può succedere questo, può succedere che...
05:20Sì, e quindi in generale l'interprete ha una vita che coincide con il suo periodo storico.
05:26Diciamo con la sua carriera attiva.
05:29Non è il caso di Michelangeli che adesso ha 30 anni dalla morte, ha anche lui 31 anni dalla morte
05:34e ancora oggi si continuano a scrivere libri,
05:38si continua a cercare anche quello che non si può più trovare, perché ormai le fonti sono ormai quasi esaurite,
05:46però noto che c'è un enorme interesse ancora su questa figura e questo è tra i pochissimi pianisti di
05:56cui possiamo dire questo.
05:59Però ecco, in generale, la storia di interprete è una storia di ubrio, purtroppo.
06:04Ecco, ci sono stati grandissimi pianisti di cui oggi i giovani, per esempio i giovani ragazzi del conservatorio,
06:11che studiano piano forte oggi, non ricordano l'esistenza, conoscono il Lang Lang, conoscono il Yuge Wang, conoscono i pianisti
06:18di oggi,
06:19ma ecco, parlare di Sofroninsky, per esempio, forse i più grandi interpreti descriabili, chi lo conosce?
06:25È, tra virgolette, una battaglia da vincere o sta nello stato delle cose e quindi va così?
06:35Ma guarda, difficile dirlo, allora è chiaro che alcuni pianisti, alcuni pianisti oggi sono molto alla ricerca di interprete del
06:50passato
06:51e fortunatamente oggi troviamo il rete, troviamo di tutto e questo ci permette addirittura di sentire Rachmaninoff che suona se
06:59stesso e non solo se stesso,
07:01ci permette di sentire Debussy che suona Debussy e questa è una cosa che ovviamente quando ho detto io sulla
07:07pianoforte non era neanche lontanamente immaginabile.
07:39Sì, certo.
07:40Spermiamo 30 secondi e poi ci tuffiamo in questa 63esima edizione che ha un titolo estremamente suggestivo, Oriente e Occidente.
07:50Sono stati messi in dialogo? Ne parliamo fra poco.
07:53Oggi con il maestro Piercarlo Orizio che è anche direttore artistico del 63esimo festival pianistico di Brescia e Bergamo,
08:02parliamo di questa edizione numero 63 che abbiamo detto, ma è una domanda,
08:08mette in dialogo Oriente e Occidente come nasce il titolo e perché è nata questa idea in questa edizione?
08:18Guardi, lo dico molto banalmente, il titolo nasce dalla ricerca di qualcosa che potesse dire il contenuto di quest'anno,
08:29non si può dire in due parole, né Oriente e Occidente, ma casualmente queste due parole sono anche il titolo
08:36di un petto di Arvo Perta
08:37che è il compositore contemporaneo da Roberta con più di 90 anni recentemente e che sarà presente al festival,
08:46non presente fisicamente ma con lui, è già stato presente fisicamente, ma che sarà presente quest'anno con le sue
08:52opere.
08:53Oriente e Occidente è chiaramente un incontro di civiltà, un incontro a volte anche sconti.
08:57Certo, è per quello che chiedevo, ma riusciamo a metterli in dialogo almeno da un punto di vista artistico musicale
09:04in un mondo che insomma dialoga un po' poco ultimamente?
09:08La risposta è assolutamente sì, non solo in dialogo ma queste porte artisticamente non sono mai state chiuse
09:19e infatti per me è un dolore incredibile vedere adesso queste chiusure sull'arte, che sia russa, che sia ucraina,
09:28perché la storia non è stata fatta così, allora basta qualche elemento per capire,
09:37se noi guardiamo gli architetti che hanno disegnato il teatro Bolsho di Mosca,
09:42vediamo quanti nomi italiani, per Gamaschia, la forte del destino di Giuseppe Verdi,
09:50la prima rappresentazione è stata fatta a San Pietroburgo, ho sotto mano un libro alto così,
09:56quindi un libro come dire impegnativo di lettere di Ceikorski dall'Italia, cioè quante Italia c'è in Ceikorski?
10:03Non solo perché ha scritto il capriccio italiano, che è un pezzo brillantissimo, celeberrimo,
10:10ma proprio nella cultura di questi compositori, Chopin naturalmente è un compositore polacco
10:18che però è andato, si è avvicinato tantissimo all'occidente, in particolare nella cultura parigina,
10:27vittoria europea, per cui assolutamente non c'è nessuno scontro, ma anzi un incontro totale,
10:35questo non significa affatto che la cultura centrale e la cultura italiana siano la stessa cosa.
10:41Per fortuna no, il bello sarebbe trovare chiavi comunicative che si compenetrano nella diversità,
10:47se no che gusto c'è?
10:49Chopin è un compositore appunto parigino d'adozione, che però scrive le mazurche,
10:53che sono una danza polacca, scrive le polacche, le polonese, che sono ovviamente una danza polacca,
11:02per cui le origini sono sempre definite e sempre molto chiare.
11:10Andrini Worgia, che nonostante avesse vissuto gran parte del suo ultimo periodo in America,
11:14è stato direttore del conservatorio a New York, scrive la sinfonia del Nuovo Mondo,
11:18però naturalmente sono scrivere le danze, la suicceca, scrivere le danze ispirate al folklore del proprio territorio,
11:28addirittura si teorizzava l'utilizzo del materiale della propria parte, della propria terra,
11:34ma questo in un incontro di cultura, mai in uno scontro.
11:38Certo. Ci caliamo adesso in quelle che sono le sfumature, tra l'altro molto varie,
11:43perché ho guardato, a parte il fatto che il numero dei concerti è significativo tra Brescia e Bergamo,
11:49ho guardato il programma ed è quest'anno, se posso dire, ancora più affascinante del solito,
11:55ma questa è una mia percezione personale.
11:58Si inaugura lunedì 27 di aprile, quindi ci siamo alle 20 nel nostro teatro grande,
12:07il giorno dopo a Bergamo.
12:09Partiamo da quelle che sono secondo lei, perché poi ci tocca sempre fare questa sintesi molto brutale
12:15delle cose da raccontare nei minuti che abbiamo,
12:17però mi piacerebbe che lei sottolineasse quelli che secondo lei sono i passaggi importanti
12:23per chi ci segue di questa edizione.
12:26Ma è come sempre difficile dire quali sono le cose importanti,
12:32però diciamo una cosa, che prendendo in mano il programma di quest'anno,
12:39innanzitutto ci sono dei concerti che possiamo chiamare concerti manifesto,
12:43inaugurazioni quest'anno.
12:46Si inizia con Tchaikovsky e con Shostakovich, preceduti da Kaciaturiana.
12:52Kaciaturiana è un compositore di aria sovietica, alcuni brani sono non noti in quanto di Kaciaturiana,
13:02ma sono noti sì perché si trovano in pubblicità, nessuno sa che sono di Kaciaturiana, eccetera.
13:09Rimane il fatto che è un compositore molto importante di quell'area lì.
13:13Il Tchaikovsky, concerto numero uno, è forse il concerto più famoso dell'area est d'Europa,
13:22assieme al secondo concerto di Rachmaninoff,
13:23e poi la Decima Sinfonia di Shostakovich.
13:26Tre momenti totalmente diversi.
13:29La Decima Sinfonia di Shostakovich è nota soprattutto per il secondo tempo,
13:32che qualcuno dice essere il ritratto di Stalin.
13:36Questa musica è permeata di politica, è permeata di arte, è permeata di attualità,
13:43anche se pensiamo a Shostakovich in particolare, ma anche a Prokofiev.
13:48È molto difficile sintetizzare perché questa storia è estremamente complessa,
13:54ma anche estremamente contagiosa.
13:57Io penso che ascoltare questa musica, che tra l'altro ascolteremo per la prima volta a Brescia,
14:02la Decima di Shostakovich non è mai stata eseguita nella nostra città.
14:06Questa è già una notizia, come dire, che merita l'intervista.
14:10No, diciamo che è una cosa molto significativa, insomma, molto significativa questa.
14:14Ma ci saranno tanti altri brani che ascolteremo per la prima volta,
14:18o comunque di rarissime eseguzioni, ma stiamo parlando non di pezzi
14:21che si vanno alla ricerca come andare a cercare la...
14:25La pepita d'oro che è nascosta.
14:28No, sono pepite d'oro talmente evidenti che uno si chiede come è possibile,
14:33vuol dire, che non siano mai state fatte da noi.
14:35Certo.
14:36Ci sono delle figure che arrivano e sono delle vere e proprie superstar,
14:41diciamolo, nell'ambito di quella che è la musica classica.
14:45Qualche nome, mi piacerebbe farlo con lei.
14:47Magari qualcuno che le è costato particolare sacrificio,
14:50perché il lavoro vero del direttore artistico, mi smentisca se vuole,
14:55è quello di mettere in connessione l'idea creativa con il mondo degli artisti,
15:01cercando, come dire, di costruire una scaletta che sia rappresentativa,
15:07ma spesso questo complica perché poi sono tutti artisti,
15:10sono tutte orchestre che hanno dei calendari che si allungano molto nel tempo.
15:15Lei ne sa qualcosa perché abbiamo fatto un po' fatica per collocare questa intervista
15:20perché era all'estero, è rientrato, poi parte il festival.
15:23Insomma, avete vite complicate?
15:26Sì, complicate, ma insomma, ma anche piacevole, diciamo.
15:30Ma anche belle.
15:31Non sottolinei troppo a questo aspetto.
15:34Gratitudine sempre perché quando uno fa quello che nella vita ha voluto fare è privilegiato.
15:39Diciamo che viaggiare è diventato molto complicato in questo momento.
15:42Anche questo è vero.
15:42Molto complicato, ma dopo di che c'è il momento del concerto che fa dimenticare,
15:47fa dimenticare tutte le noie che ci sono in questo momento nei rapporti
15:50e soprattutto in certe zone del mondo, è diventato particolarmente difficile.
15:55Ma questo, passiamo oltre.
15:57Questa è un'altra storia.
15:58È un'altra storia.
15:59Ci piace parlare di bello.
16:01Quindi quali sono gli artisti che secondo lei, ma anche come dire per percepito comune,
16:07sono gli artisti di questa stagione?
16:10So che è difficile fare la classifica.
16:13Allora, senza fare appunto nessuna, e sapendo anche di omettere qualcuno,
16:19però direi una cosa, che il fatto di avere potuto allungare,
16:22questa è una rompongione puramente burocratica,
16:25diciamo che non è il caso,
16:26però insomma il ministero oggi ci permette di allungare la stagione di feste.
16:31E quindi questo vuol dire anche per noi avere potuto avere Beatrice Arana, per esempio.
16:35Beatrice Arana è una ministra che oggi è al vertice del concertismo internazionale
16:40e sarà da noi in ottobre, cosa che se avessimo dovuto chiudere il festival di consueto a giugno
16:48non avremmo potuto fare.
16:49Non sarebbe stato possibile.
16:50Ecco, la stessa cosa vale per Bergamo con Yuja Wang che sarà a settembre.
16:54Certo.
16:54E quindi questo allargamento del festival ci ha consentito di avere alcune star internazionali
17:00che avremmo avuto con maggiore fatica, proprio per ragioni di calendario.
17:04Invece nel periodo consueto, beh, insomma, Sokolov è una presenza talmente costante
17:09ma talmente determinante che forse non vale neanche la pena di sottolineare
17:13ma l'altro grandissimo pianista che io ritengo uno dei massimi interpreti oggi
17:20e forse il più originale di tutti è Pletinov, Mikhail Pletinov
17:24che tornerà a eseguire il secondo concetto di Rachmaninov
17:29che è tra le pagine più eseguite e più note
17:32ma credo di poter dire che come lo suona Pletinov, non lo suona nessuno nel mondo.
17:37Cosa determina il fatto che lui lo suoni diversamente?
17:42Perché c'è una logica, come dire, tecnica
17:45e poi evidentemente c'è la parte interpretativa.
17:48La parte interpretativa che crea la differenza, qual è secondo lei?
17:56Io penso che negli ultimi anni soprattutto Pletinov abbia trovato uno stile esecutivo
18:04che lo differenzia da tutti gli altri grandi pianisti
18:07allora naturalmente nasce come virtuoso assolutamente fenomenale
18:12oggi non suona da virtuoso
18:15apparentemente non suona da virtuoso
18:17quindi non è la ricerca di sonorità eccessive, roboanti eccetera
18:22anche sembra quasi che voglia togliere piuttosto che mettere
18:25però questo con una ricerca del suono
18:30usa un suo pianoforte, porta un suo accordatore giapponese
18:34c'è una ricerca maniacale
18:36diciamo della base di partenza di un pianista
18:38che era quella di Michelangeli
18:40la messa a punto dello strumento
18:42questo gli consente di suonare con una qualità di suono
18:48che a mio parere oggi è semplicemente inudita
18:50Quanta Brescia c'è dentro il festival quest'anno?
18:54perché qualche non me l'ho visto ma lo lascio fare a lei
18:57però mi metto in imbarazzo perché potrei dimenticare qualcuno
19:00ma naturalmente c'è Federico Colli
19:02che è il nostro pianista di riferimento
19:07possiamo dire chiaramente a Federico
19:10che credo che sia proprio in tournée in America in questi giorni
19:13e quindi virtualmente glielo dico già in diretta
19:16appena torni vieni qui
19:17perché sai che è una tappa obbligata
19:21anche lui acciuffandolo tra una tournée e l'altra
19:23quindi Federico fa un bellissimo programma
19:27con tra l'altro alcune chicche
19:29per esempio questa trascrizione di Teore del Lupe di Prokofiev
19:34bellissimo programma
19:36Giulio Tampalini
19:37e poi Daniele Alberti
19:39Daniele Alberti è un carissimo amico
19:41che proporrà un concerto lettura
19:43e sappiamo quanto è bravo Daniele in queste cose
19:46la capacità di divulgare la musica
19:49oltre che suonare il pianoforte
19:52è una capacità molto rara
19:53e su questo Daniele è speciale
19:56cosa possiamo dire in conclusione di questa chiacchierata
19:59perché abbiamo finito il nostro tempo
20:01prima di tutto una notazione di ordine pratico
20:04siccome il programma è molto articolato
20:07non abbiamo voluto necessariamente
20:08al di là del 27 che è la data d'esordio
20:12di debutto
20:13entrare nel dettaglio delle date
20:14sennò ci saremmo un po' persi
20:16e quindi trovate tutto sul sito del festival
20:19nel dettaglio
20:20oltre che per fortuna
20:22in giro ci sono già tanti di questi pieghevoli
20:25che portano dettagliatamente il programma
20:28sia di Brescia che di Bergamo
20:29perché lo ricordiamo
20:30siamo anche a Bergamo
20:32contene tutto in tutta la Lombardia
20:34c'è ancora qualcosa che vogliamo sottolineare?
20:36un invito suo personale
20:38proprio in chiusura di chiacchierata?
20:41no, solo una brevissima sottolineatura
20:44il pianoforte ha tante sfaccettature
20:48chiaramente
20:48però se dovessimo dire
20:50quali sono le aree geografiche
20:54che rendono il pianoforte indispensabile
20:59ecco, per il pianoforte
21:00io direi che sono due
21:01uno in l'ambito Europa
21:02ovvero Beethoven, Schubert, Brahms
21:06e l'altra l'est Europa
21:09quindi Prokofi o Bergman
21:10purtroppo l'Italia ha dato poco al pianoforte
21:14relativamente poco
21:14l'Italia è entrata in vari modi
21:18nella programmazione
21:19ma queste due aree geografiche
21:22sono quelle determinanti
21:23per lo sviluppo della tastiera
21:25e ci piace chiudere così
21:26maestro, prima di salutarci
21:28mi consenta di ringraziare
21:30Ruggero Tavelli
21:30che anche oggi ha curato
21:31la Regia Audio Video
21:32buongiorno a te
21:33grazie a chi ci ha ascoltati alla radio
21:35a chi ci ha guardati in tv
21:36in bocca al lupo
21:38e solo cose belle
21:39per una nuova stagione
21:41che sta per decollare
21:42del Festival Pianistico
21:43di Brescia e Bergamo
21:44grazie
21:45è stato con noi oggi
21:46il maestro
21:47Pier Carlo Razio
21:48alla prossima
21:54grazie a tutti
22:03grazie a tutti
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