00:12Realizzato da Julian Golop, storico creatore della serie XCOM, Phoenix Point nasce solo
00:17grazie a una campagna di crowdfunding di successo, cresce quanto può e arriva fino al punto da essere
00:23un buon gioco, con alcune meccaniche addirittura più profonde del rivale. Ma non mancano numerosi
00:28limiti. Il punto di partenza di Phoenix Point è sicuramente la serie XCOM originale, da cui
00:33eredita una visione del genere più complicata rispetto a quella dei recenti XCOM di Firaxis.
00:39Il sistema di combattimento prevede sempre un certo numero di punti da spendere per compiere
00:43le diverse azioni, ma mescola un po' le carte vincolandoli alla forza di volontà, elemento
00:48determinante per la resa dei nostri soldati sul campo di battaglia, che diminuisce quando si
00:53viene colpiti, quando i soldati sono troppo stanchi o quando qualcuno viene ucciso.
00:58Il sistema di copertura è invece molto simile a quello di XCOM. Alcuni oggetti offrono una
01:03copertura completa e altri lasciano parzialmente scoperti.
01:06Il tocco di genio di Phoenix Point è però tutto nel sistema di attacco, con il giocatore
01:10che ha la possibilità non solo di attaccare genericamente un avversario con i singoli
01:14proiettili sparati dalle armi che hanno tutti una loro balistica e un loro effetto, ma anche
01:19di attivare un sistema di mira che consente di puntare arti o equipaggiamento nemico facendo
01:24danni localizzati, in modo di massimizzare certi effetti. L'utilità di questa novità
01:28emerge sin da subito con alcuni nemici generici dotati di scudi, ma se nelle prime missioni
01:33non è vitale, con il proseguire della campagna diventa sempre più essenziale da utilizzare,
01:38come ad esempio contro alcuni boss. Le dinamiche del campo di battaglia sono quindi simili,
01:43ma allo stesso tempo diverse da quelle dell'XCOM, tanto da donargli una sua precisa identità,
01:48nonostante gli accostamenti siano inevitabili. Phoenix Point prevede una serie di missioni
01:53dagli obiettivi abbastanza scontati. Eliminare tutti i nemici di una certa area, proteggere
01:57alcune risorse, sabotare infrastrutture e così via. Per sfruttare al meglio il sistema
02:02di gioco conviene selezionare sin da subito uno dei due livelli di difficoltà più elevati,
02:07perché quello standard e quello facile mostrano un'intelligenza artificiale davvero deficitaria
02:12in alcune situazioni. Purtroppo qui il gioco paga molto la sua produzione, perché le
02:16mappe sono tutte molto simili tra loro, pur essendo generate proceduralmente.
02:21I problemi dell'intelligenza artificiale emergono soprattutto nelle missioni di difesa,
02:25con gli avversari che hanno qualche difficoltà di troppo a elaborare strategie di attacco
02:29efficaci e a volte ne rimangono imbambolati, presi da qualche dubbio esistenziale su come
02:34muoversi. Questo non vuol dire che Phoenix Point sia un gioco facile, perché non è così.
02:39Anzi, è decisamente più spietato degli XCOM, soprattutto all'inizio, quando si hanno
02:43pochi uomini a disposizione, le reclute ancora non si vedono e le tecnologie sono scarse e
02:48le fazioni non si fidano di noi. Mettiamoci anche la gestione del fuoco amico, non proprio
02:53intuitiva durante le prime ore, e quella delle munizioni, che ci costringe a costruire a mano
02:57i caricatori e assegnarli alle truppe, e capirete che ci troviamo di fronte a un titolo ben più
03:02complesso di quanto si pensi. Ad appesantire il tutto ci pensa anche l'interfaccia molto simile
03:07a quella degli XCOM, ma decisamente meno chiara in certi aspetti. Come avrete capito,
03:13Phoenix Point prevede anche una sezione gestionale. Il gioco racconta della nostra lotta contro
03:17il Pandora Virus, una terribile nebbia mefitica di origine aliena che trasforma in mostri tutte
03:23le creature viventi. La Terra è ormai in ginocchio, molti stati non esistono più e
03:27l'unica possibilità rimasta per salvarsi è quella di riunire le piccole comunità che
03:31si sono formate dopo la catastrofe, divise però dalle loro ideologie. Per farlo è stato ripristinato
03:37il Phoenix Project, un piano d'emergenza su scala globale che partendo da risorse limitate
03:42dovrà ricollegare le forze dell'intero pianeta. Ciò si traduce nel girare per il globo a bordo
03:47di un aereo base, in puro stile XCOM, esplorando i punti di interesse scovati dai radar e svolgendo
03:53missioni. Tra una missione e l'altra bisogna anche migliorare le nostre basi, con infrastrutture
03:57sempre più moderne, acquisire nuovo equipaggiamento per gli operatori, curare i feriti, ricercare nuove
04:03tecnologie e parlare con le varie fazioni scoperte per ottenerne la fiducia. Solo gestendo
04:07il tutto a dovere si ottengono gli strumenti necessari per proseguire nel gioco e affrontare
04:12i pericoli più grandi. Fondamentale è sapere che durante la campagna bisogna scegliere da
04:17che parte stare, e che ciò si traduce nell'abbracciare completamente una certa linea di progressione
04:22tecnologica, che ha effetti molto forti sul gameplay. Se vogliamo questo rende Phoenix
04:27Point rigiocabile almeno tre volte, il che non è male visto che per finire una partita ci vogliono
04:32circa 30 ore. Dal punto di vista grafico, Phoenix Point si presenta come una versione
04:37Dark di XCOM, con alcune missioni dalle atmosfere Lovecraftiane, tra nemici pieni di tentacoli
04:42e situazioni che sembrano uscite più da un libro horror che da uno strategico a turni.
04:46Ovviamente il livello di dettaglio è inferiore. Del resto è l'intero gioco a mostrare scelte
04:51fatte al risparmio. Ad esempio l'intero lato narrativo è affidato a dei testi, e di filmati
04:56se ne vedono decisamente pochi. Anche la colonna sonora è molto più oppressiva di quella
05:01del rivale, tanto da creare un'atmosfera molto più pesante e opprimente. Non male,
05:06nonostante qualche sbavatura. Phoenix Point è un titolo ambiguo. Da una parte
05:11piacerà a tutti gli appassionati di strategici a turni che non temono qualche spigolosità
05:15di troppo e cercano un'esperienza vecchia scuola, dall'altra troverà sicuramente la
05:19resistenza di chi è ormai abituato ad altro. Gollop è riuscito a confezionare un altro ottimo
05:24strategico, riuscendo a dargli una sua identità nelle meccaniche di gioco. Purtroppo i limiti dell'intelligenza
05:30artificiale e la poca varietà non gli permettono di raggiungere l'eccellenza.
05:35Ready to fire. Moving to position, acquiring target.
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