00:00Viviamo in un'epoca in cui lo specchio non è più di vetro ma digitale. I social network sono
00:04diventati un riflesso costante, una lente che filtra la realtà fino a distorcerla. Ci convincono
00:09che la bellezza sia una formula da raggiungere, un modello da copiare, un'immagine da correggere.
00:13Così giorno dopo giorno iniziamo a guardarci con gli occhi degli altri, non più con i nostri.
00:18Scrolli, guardi e ti confronti e senza accorgersene inizia a pensare che il tuo corpo sia sbagliato,
00:24che la tua pelle non sia abbastanza tesa, che le tue labbra non siano abbastanza simmetriche,
00:28che forse la tua faccia dovrebbe cambiare. Non è insicurezza, è una guerra silenziosa e i social
00:34network hanno un ruolo importante in questo processo. Corpi ritoccati, volti filtrati,
00:40vite costruite a tavolino per piacere agli altri, una compulsiva ricerca del like che diventa la
00:45misura di quanto vali, quanto sei desiderabile. Ma questo gioco ha un prezzo e spesso si chiama
00:51dismorfofobia. Anche molti medici pubblicando senza filtro immagini di prima e dopo possono
00:57innescare trigger invisibili, perché se non hai gli strumenti per decodificare quei contenuti,
01:02finisci per pensare che il cambiamento sia l'unico modo per meritarti amore. E intanto ti allontani
01:07sempre di più da te. I filtri, il ritocco, l'editing istantaneo, tutto ti porta a correggere
01:13ogni dettaglio. Ma più lo fai, più la percezione del tuo vero volto si deforma. Fermati, ragiona,
01:19guarda con occhi nuovi. Essere gentili con il proprio corpo è fondamentale. Essere gentili con
01:25quello degli altri è una responsabilità. Per questo come medici abbiamo il dovere di dire
01:30no quando una richiesta nasce da una ferita che non si vede, perché non sempre intervenire
01:35è prendersi cura. La perfezione non esiste, ma il rispetto per sé sì. Raccontare la bellezza
01:42oggi significa anche decostruire i suoi falsi miti. Significa restituire al corpo la libertà
01:47di essere reale e alla medicina estetica la sua funzione più autentica. Curare, non correggere.
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