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https://www.pupia.tv - Roma - ​Audizione su attuazione federalismo fiscale
Alle ore 8.15, presso l’aula del II piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale ha svolto l’audizione di rappresentanti della Commissione tecnica per i fabbisogni standard sulle tematiche relative allo stato di attuazione e alle prospettive del federalismo fiscale. (18.06.25)

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Trascrizione
00:00Il ciclo di audizioni sulle tematiche relative allo stato di attuazione e le prospettive
00:08del federalismo fiscale.
00:09Oggi, mercoledì 18 giugno 2025, avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna
00:15sarà assicurata, oltre che mediante il resoconto stenografico, anche attraverso la trasmissione
00:19in diretta sulla web tv della Camera dei Deputati.
00:22L'ordine del giorno reca l'audizione ai sensi articolo 5,5 del regolamento della Commissione
00:28di Elena D'Orlando, Presidente della Commissione Tecnica per i Fabisogni Standard.
00:32Ricordo che allo svolgimento della relazione potranno seguire eventuali domande da parte
00:37dei parlamentari e quindi la replica dell'audito.
00:40Nel ringraziarla per la disponibilità dimostrata cedo quindi la parola alla nostra ospite.
00:46Grazie.
00:47Grazie a lei Presidente e ringrazio a mia volta la Commissione per l'attuazione del federalismo
00:55fiscale per aver voluto riservare anche quest'anno un'attenzione al lavoro svolto
01:02dalla nostra Commissione.
01:04Questa audizione fa seguito a quella tenutasi nel maggio dell'anno scorso e il nostro intento
01:11è quello di fornire un aggiornamento, auspichiamo, utile sulle sopravvenienze normative, amministrative
01:19e giurisprudenziali che sono intercorse durante l'anno passato e che naturalmente riguardano
01:27direttamente o indirettamente le competenze della Commissione Tecnica Fabisogni Standard
01:33che ho l'onore di presiedere.
01:35Ricordo molto brevemente che il ruolo della nostra Commissione nell'attuazione del federalismo
01:40fiscale riguardava inizialmente la validazione dell'aggiornamento della base dati utilizzata
01:48per il riparto delle risorse dei fondi per equativi e la validazione della metodologia da utilizzare
01:55per l'individuazione dei fabbisogni standard.
01:59Nel corso del tempo le competenze della nostra Commissione si sono ampliate e soprattutto con
02:06l'obiettivo di aiutare l'unitarietà dell'azione di governo su alcuni temi cruciali per garantire
02:14l'uguaglianza nel godimento dei diritti e il buon governo delle risorse pubbliche.
02:19In questa prospettiva il nostro ruolo è quello di fornire un supporto di tipo conoscitivo
02:26e o valutativo all'attività del decisore politico per assumere decisioni che, quantunque poi
02:36interamente ascrivibili alla discrezionalità per l'appunto del decisore politico, possano
02:42essere valorizzate attraverso un apporto, diciamo, tecnico che le riconduca ad una metodologia
02:49scientifica e quindi consenta a queste decisioni di fondarsi su dati misurabili e per quanto
02:57possibile verificabili.
02:58Altro punto preliminare che tengo a sottolineare riguarda la peculiare composizione della nostra
03:05Commissione perché il carattere multilivello del sistema di finanza pubblica che caratterizza
03:12il nostro ordinamento si riflette per l'appunto nella composizione della nostra Commissione,
03:18peraltro in linea con quella natura cooperativa della forma di Stato regionale che anche recentemente
03:27è stata fortemente sottolineata dalla Corte Costituzionale. Al nostro interno, infatti,
03:34noi riuniamo diverse amministrazioni centrali, rappresentanti delle regioni, rappresentanti
03:39degli enti locali, realizzando quindi una sede di confronto che naturalmente opera sul
03:46piano tecnico e che si affianca alla sede invece di confronto più propriamente politica
03:53che sul piano delle relazioni finanziarie è la conferenza permanente per il coordinamento
03:58della finanza pubblica. In questo senso la nostra Commissione può essere vista come uno strumento
04:04funzionale e caratterizzante il modello di Stato regionale cooperativo.
04:08Venendo ora brevemente ai punti su cui desidero attirare l'attenzione della Commissione, premetto
04:17che comunque sia ci sarà un testo scritto, dovevamo consigliarlo questa mattina ma per un problema
04:24di formattazione ci sono saltati tutti i paragrafi per cui ve lo invieremo sicuramente in giornata,
04:31quindi i miei riferimenti saranno sintetici, rinvio sin d'ora al testo scritto.
04:37Partirei dal tema dei rapporti finanziari Stato-Regione, tema sul quale come sappiamo
04:43nello scorso dell'ultima legislatura e nell'inizio di questa è stato dato un impulso, una ripresa
04:53al percorso di attuazione del federalismo fiscale come anche la Commissione per il federalismo
05:01fiscale ha rilevato nella relazione semestrale del dicembre scorso e questa ripresa è essenzialmente
05:07ascrivibile a due fattori. Il primo è la specifica milestone del PNRR relativa alla riforma del
05:15quadro fiscale subnazionale che come sappiamo prevede l'entrata in vigore entro il primo semestre
05:22del 26 del quadro normativo del federalismo fiscale come previsto dalla legge delega del
05:2842 del 2009 e che al suo interno prevede dei momenti di monitoraggio, i cosiddetti interim
05:37steps che essenzialmente riguardano l'aggiornamento della normativa vigente con conseguente individuazione
05:44delle fonti di finanziamento regionale in conformità all'articolo 119 della Costituzione,
05:52la fiscalizzazione dei trasferimenti erariali e la determinazione dei leppe e dei costi e
05:56fabbisogni standard nelle materie relative al cosiddetto regionalismo simmetrico, quindi
06:02assistenza, istruzione e TPL per la spesa in conto capitale. L'interconnessione tra questi
06:10passaggi è piuttosto chiara perché l'esercizio della delega fiscale che è in corso dovrà
06:17essere finalizzato a garantire al complesso delle regioni ordinarie entrate corrispondenti
06:22ai trasferimenti statali soppressi e una volta soppressi i trasferimenti statali con vincolo
06:30di destinazione la determinazione dei leppe e dei connessi costi e fabbisogni standard sarà
06:37il limite che condizionerà i margini di scelta degli enti territoriali per quanto riguarda
06:43la destinazione delle risorse a loro disposizione. Secondo elemento propulsivo è stato il principio
06:51di attuazione dell'articolo 116,3, sappiamo che sul punto è intervenuta l'anno scorso la
06:58legge 86 del 2024 che prescrive la determinazione dei leppe per le funzioni oggetto di possibile
07:08differenziazione territoriale, definisce il meccanismo di finanziamento del regionalismo
07:14differenziato, reca infine alcune garanzie di sistema, non mi soffermo molto sul punto, che mirano
07:21a preservare sia gli equilibri di finanza pubblica in senso generale, sia gli equilibri
07:29con riferimento alla posizione delle regioni non interessate ai processi di differenziazione.
07:35Quindi in sintesi un quadro che esplicitamente nel caso degli obblighi europei, implicitamente
07:43nell'ottica del regionalismo differenziato, sottende la necessità e la volontà anche direi
07:50di progredire sulla strada dell'attuazione del federalismo fiscale. Tema sul quale mi
07:56permetto di ricordare, più volte la Corte Costituzionale si è soffermata mettendo in evidenza
08:04come si tratti di un tema che lungi dal risolversi in una questione meramente economico-finanziaria
08:11relativa al riparto delle funzioni traenti, si riverberi sul piano dell'uguaglianza dei
08:17cittadini nel godimento dei diritti. E questo è un tema fortemente sottolineato anche dalla
08:23sentenza 192 dell'anno scorso. Venendo molto velocemente a questi interim steps di cui parlavo
08:31prima, sul fronte della fiscalizzazione abbiamo già ricordato nell'audizione dell'anno scorso
08:36la mappatura dei fondi potenzialmente fiscalizzabili che la nostra Commissione ha fatto già nel
08:43dicembre del 23. Ora il quantum della fiscalizzazione è oggetto delle opportune riflessioni politiche
08:55anche in contraddittorio con i diversi livelli di governo coinvolti. Segnali interessanti abbiamo
09:07rilevato con riferimento al tuo modo della fiscalizzazione e mi riferisco in particolare
09:14all'attuazione della legge delega, la 111 del 2023 e in particolare allo schema di decreto
09:21legislativo recentemente approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri che
09:26per la parte che qui strettamente interessa stabilisce che lo strumento da utilizzare a
09:32fronte della fiscalizzazione sia quello della compartecipazione regionale al gettito dell'IRPEF
09:38con la costituzione di un fondo ad hoc presso nello stato di previsione del Ministero dell'Economia
09:46delle Finanze. Non entro nel dettaglio dello schema, mi limito a rilevare il coinvolgimento
09:55se lo schema sarà approvato nella sua attuale versione, il coinvolgimento della nostra Commissione
10:04in diversi passaggi come per esempio la funzione consultiva che precede l'approvazione del DPCM
10:14che fisserà le aliquote di compartecipazione IRPEF che recherà i criteri di assegnazione
10:20annuale delle quote del fondo e le forme di per equazione. Significativo dal nostro punto
10:26di vista e positivo è il fatto che lo schema di decreto legislativo preveda dei meccanismi
10:32volti a garantire il monitoraggio, dilep, livelli adeguati di servizio, funzioni fondamentali
10:39da parte delle amministrazioni centrali, quindi valorizzandone correttamente il ruolo
10:44e che preveda altresì che le regioni debbano concorrere all'esercizio delle funzioni fondamentali
10:51da parte degli enti locali. Quindi ruolo, quello delle amministrazioni centrali e quello delle regioni
10:58che risultano adeguatamente valorizzate.
11:01La nostra commissione è anche coinvolta nell'attività di monitoraggio periodico degli effetti previsti
11:08dalla fiscalizzazione e anche nell'approvazione del DPCM che attribuirà alle regioni
11:17somme a titolo di compartecipazione regionale all'IVA nella prospettiva della costituzione
11:22del fondo perequativo previsto dall'articolo 15 del decreto legislativo 68 del 2011.
11:31Infine, un ruolo parimenti consultivo è attribuito alla nostra commissione per quanto riguarda
11:36la disciplina delle modalità di convergenza verso costi standard e capacità fiscali dei fondi perequativi
11:43sempre riferiti all'articolo 15. In sintesi su questo schema, quindi mi limito a rilevare
11:52che in conformità con il carattere cooperativo del modello di Stato regionale che caratterizza
12:00il nostro ordinamento, le modalità della fiscalizzazione paiono prefigurare nell'ambito dei procedimenti
12:07di normazione che sono disciplinati, il coinvolgimento delle sedi di raccordo tra i livelli di governo
12:15sia sul piano politico, il sistema delle conferenze, sia sul piano tecnico, la nostra commissione,
12:21garantendo anche un raccordo con il Parlamento tramite le commissioni competenti per i profili
12:28di carattere finanziario. Ho già detto del ruolo che nella prospettiva delle fiscalizzazioni
12:35devono assumere le amministrazioni centrali e che sarà determinante per il governo della
12:41spesa pubblica sul territorio in modo conforme al dettato costituzionale. Ultimo cenno sullo
12:48schema, positivo e parimenti in linea con la recente giurisprudenza costituzionale, è il
12:55ripetuto richiamo al parametro dei costi standard che è destinato a soppiantare quello della spesa
13:01storica. Richiamo che rimanda peraltro alla necessità che parimenti la Corte Costituzionale
13:08ha sottolineato di definire questo parametro secondo la metodologia dei costi e fabbisogni
13:14standard per le cosiddette funzioni LEP e secondo un criterio basato sulla gestione efficiente
13:20per le cosiddette funzioni non LEP. Venendo al tema secondo interim step, cioè quello della
13:25determinazione dei LEP, qui è opportuno precisare che il percorso di definizione dei LEP per come
13:34sviluppatosi negli scorsi mesi presenta una biforcazione da una parte i LEP relativi alle
13:42funzioni di competenza statale oggetto di possibile differenziazione, dall'altro la determinazione
13:50dei LEP per le funzioni già di competenza regionale a cui si riferisce specificamente
13:56la milestone citata. Sul primo aspetto sappiamo che il Governo ha recentemente approvato un
14:04disegno di legge delega per la determinazione dei LEP e quindi rimaniamo in attesa dello
14:11sviluppo del relativo iter legislativo. Sul punto, per quanto riguarda la prospettiva
14:19della nostra Commissione, l'auspicio è che il percorso di costruzione dei LEP presti sempre
14:25attenzione al coinvolgimento dei vari soggetti istituzionali, in particolare preveda forme di
14:34raccordo verticale tra i diversi livelli di governo e anche di raccordo orizzontale tra
14:39legislativo ed esecutivo affinché la determinazione dei LEP possa avvenire attraverso il contributo
14:48di tutti gli attori istituzionali che sono per l'appunto coinvolti.
14:54Per quanto riguarda il tema LEP, costi e fabbisogni standard, ricordo che la normativa attualmente
15:01prevede che siano i costi e fabbisogni standard determinati con cadenza almeno triennale sulla
15:07base di ipotesi tecniche formulate dalla nostra Commissione. Ecco, su questo punto mi permetto
15:13un'ultima osservazione che deriva da quanto emerso dai lavori del Comitato LEP presieduto
15:20dal Professor Cassese, ma che derivano anche dall'esperienza sinora compiuta dalla nostra
15:27Commissione per il comparto degli enti locali e che derivano anche dalla recente giurisprudenza
15:31costituzionale. Riflessione che posso sintetizzare nei termini seguenti, cioè un auspicio che
15:39i LEP siano collocati in una visione evolutiva e non in un'ottica pianificatoria. Questo non
15:45solo perché i LEP sono una scelta di carattere politico, che quindi naturalmente può variare
15:52in considerazione delle scelte discrezionali del legislatore, ma soprattutto in considerazione
15:59della necessaria coerenza dei LEP con gli obiettivi programmati di finanza pubblica e del rispetto
16:05degli equilibri di bilancio. Quindi siano collocati in un'ottica di programmazione strategica
16:12che naturalmente è flessibile, che si evolve seguendo i contesti mutevoli e quindi l'idea
16:20dal nostro punto di vista è quella di concepire i LEP come un percorso da sviluppare gradualmente,
16:26verificando di volta in volta attraverso un'adeguata attività di monitoraggio i risultati raggiunti,
16:33avendo sempre comunque chiari gli obiettivi di efficienza e di equità che si intendono
16:39perseguire con l'azione pubblica e aggiungo anche tenendo sempre presente la capacità
16:46amministrativa degli apparati deputati a realizzare questi LEP.
16:52Ecco, laddove questi aspetti sono stati tenuti in considerazione, e mi riferisco in particolare
17:00alla distribuzione dei fondi relativi al Fondo per l'equità del livello dei servizi, di cui
17:05parlerò tra breve, i risultati ottenuti sono senz'altro positivi.
17:09D'altro canto mi permetto di osservare che in questa prospettiva anche il tema importantissimo
17:15del finanziamento dei LEP, in questa ottica di processo, si riconduce ad una valutazione
17:23di sostenibilità ragionata ed effettiva, che consente di fare progredire un processo che
17:31a nostro avviso è fondamentale per l'inveramento del dettato costituzionale e che purtroppo rischia
17:38a volte di arenarsi sulla scorta di argomentazioni suggestive che in definitiva ne predicano una
17:45paralisi a nostro avviso deprecabile.
17:48Per quanto riguarda invece gli ambiti materiali e le funzioni già di competenza regionale,
17:54ricordo che la nostra Commissione ai sensi del Decreto Legge 50 del 2017 ha il compito di
18:01approvare le metodologie per la determinazione di fabbisogni standard e capacità fiscali standard
18:07negli ambiti dell'assistenza, istruzione e TPL in conto capitale. L'assistenza è l'ambito in cui
18:15sicuramente il processo è più avanzato, grazie anche al gentle nudge del PNRR. In alcuni casi,
18:26come quelli del Fondo per l'equità del livello dei servizi di cui parlavo prima, la fattispecie
18:33è già sufficientemente circostanziata e consente di lavorare bene anche la nostra Commissione.
18:40In relazione ad altre fattispecie invece i cosiddetti LEPS, i livelli essenziali delle prestazioni
18:47sociali, necessitano in misura variabile di qualche affinamento. Non entro qui nel dettaglio
18:54per ragione di tempo, diciamo che queste sono considerazioni che derivano dall'attività
19:00consultiva che la nostra Commissione ha svolto nel corso dell'anno passato, sugli schemi di
19:05decreto che riguardano la distribuzione di risorse contenute in fondi molto significativi,
19:11come il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, il Fondo per la lotta alla povertà, il Fondo
19:16dopo di noi. Criteri di riparto su cui la nostra Commissione ha sostanzialmente espresso delle
19:26valutazioni positive, formulando contestualmente alcune raccomandazioni che riguardano in particolare
19:34la necessità che i LEPS siano definiti in modo il più possibile misurabile, che si superi
19:42la storicità di alcuni criteri di riparto in modo da cogliere le necessità degli enti
19:50e quindi delle comunità in maniera più puntuale, la necessità di coordinamento tra i diversi
19:57fondi che spesso finanziano una medesima funzione e che in questo senso rendono anche a volte
20:03difficile l'individuazione del complessivo fabbisogno e ancora la necessità di sistemi di monitoraggio
20:12efficaci e tempestivi e da ultimo la valutazione della previsione contenuta in alcune discipline
20:21di settore che prevede la restituzione da parte degli enti territoriali delle somme non spese.
20:28Qui richiamo solamente la sentenza 71-2023 della Corte Costituzionale che sul punto dà indicazioni
20:38di natura diversa, ovvero sia la necessità che le risorse rimangano in capo agli enti
20:44e che venga attivato, se del caso, il potere sostitutivo da parte dello Stato.
20:51L'utilità di questa funzione consultiva ad ampio spettro della nostra Commissione è emersa in modo particolare
21:00nelle nostre interlocuzioni con il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale perché ci siamo confrontati
21:06su questi temi e proprio per questo abbiamo convenuto di istituire un tavolo tecnico che si occuperà
21:14di alcune questioni come la mappatura esaustiva della spesa sociale, come l'individuazione delle possibilità
21:23tecniche operative per favorire l'interoperabilità dei sistemi informativi che è un altro grande tema
21:30che non va sottovalutato se si vuole fare un'attività di monitoraggio seria.
21:36Le modalità per attivare un meccanismo di monitoraggio per l'appunto adeguato e quindi l'auspicio è che
21:45questo tavolo pervenga a delle conclusioni che consentano di fare progredire il sistema del welfare
21:52verso una sempre maggiore inclusione sociale. Un altro esempio che voglio portare positivo
21:59sempre sul fronte del sociale ma un po' alater, in realtà quello delle persone con disabilità
22:06che abbiamo maturato nello scorso anno riguarda pareri resi dalla nostra Commissione relativi al riparto
22:15del Fondo Unico per l'inclusione delle persone con disabilità. In particolare noi ci siamo occupati
22:21del riparto delle risorse relative ai servizi di assistenza all'autonomia e alla comunicazione
22:28per studenti con disabilità e al servizio trasporto studenti con disabilità.
22:36Anche se in questo caso la disciplina di settore non contempli ancora dei LEP, l'attività di monitoraggio
22:44e di rendicontazione delle risorse erogate che è stata avviata dal Dipartimento per le politiche
22:50in favore delle persone con disabilità con l'ausilio di SOGEI, ha iniziato a porre le basi
22:57per una progressiva costruzione di obiettivi di servizio e in prospettiva di LEP correlati
23:04a fabbisogni standard. Ricordo che su questo aspetto in particolare il Decreto legislativo 62 del 2024
23:13prevede in attuazione della legge delega in materia di disabilità che vengano determinati i LEP
23:21in favore delle persone con disabilità anche con il supporto della nostra Commissione.
23:27Questa attività di monitoraggio è molto positiva perché non è stata intesa come un mero adempimento burocratico
23:35ma come uno strumento importante per un'allocazione delle risorse sempre più efficace
23:43e un'erogazione dei servizi sempre più congrua.
23:47Tra l'altro tengo a sottolineare che le schede di monitoraggio predisposte dal SOGEI
23:52pubblicate dalla nostra Commissione sono state congegnate in modo da poter avere una valutazione disaggregata
24:01della spesa perché si è chiesto agli enti territoriali di specificare qual è la fonte di finanziamento
24:09qual è la quota parte di finanziamento relativa alla funzione che può derivare non necessariamente
24:15dal fondo unico di cui parlavo prima ma anche per esempio da fondi europei o da altre fonti
24:22comprese le risorse proprie degli enti territoriali e questo ci consente di porre le basi per quell'attività
24:29di mappatura della spesa complessiva per la specifica funzione di cui parlavo prima.
24:37Ultimo punto, SOGEI ha presentato alla nostra Commissione anche un primo approfondimento riguardante
24:45i fabbisogni standard concernenti la funzione istruzione e formazione professionale.
24:51Ho visto che già ve ne ha dato conto nell'audizione per cui non mi dilungo molto.
24:57Dico solo che dalla illustrazione sono emersi alcuni elementi di complessità che hanno richiesto
25:03un supplemento di attività istruttoria prima di deliberare. Venendo ora velocemente...
25:10Quanto tempo ho?
25:12Sì?
25:14Benissimo, allora sarò sinteticissima. Venendo al comparto degli enti locali, nel testo scritto
25:21troverete l'indicazione degli aggiornamenti metodologici più significativi e dei prossimi
25:27passaggi che attendono la nostra Commissione. Tra questi mi limito a ricordare la possibilità
25:35di utilizzare i fabbisogni standard non solo come coefficienti di riparto ma anche come
25:41strumento di tipo valutativo dell'adeguatezza delle risorse previste nel meccanismo di perequazione.
25:49Su questo punto tengo però a sottolineare che l'attuale quadro normativo impone che le modalità
25:55di determinazione dei fabbisogni standard non debbano determinare nuovi o maggiori oneri
26:00per la finanza pubblica e quindi questo percorso potrà essere intrapreso dalla Commissione e
26:07costituire un valido ausilio per il decisore politico solo a due condizioni. Innanzitutto
26:13che si valorizzi adeguatamente l'efficientamento della spesa, come sottolineato anche dalla giurisprudenza
26:21costituzionale che prima richiamavo, secondo che questo percorso metodologico si basi su
26:29una piena contezza del complesso delle entrate e dell'effetto della pluralità dei trasferimenti
26:35che spesso non insistono su una determinata funzione. E questo perché, cito ancora la Corte
26:41costituzionale in una recente sentenza di quest'anno, la 45, gli interventi legislativi
26:47non devono essere valutati in maniera atomistica. Per quanto riguarda l'FSC rispetto all'audizione
26:58precedente, rimandando al testo scritto, ricordo che quest'anno, 2025, abbiamo raggiunto il risultato
27:07per cui la componente perequativa distribuita sulla base della differenza tra fabbisogni standard
27:13e capacità fiscali, ha raggiunto il 60%, quindi un esito molto positivo. Rimane una componente
27:21dell'FSC cospicua, priva di natura perequativa e senza vincolo di destinazione, che in prospettiva
27:30sarebbe auspicabile, venisse invece riconvertita nel suo riparto con criteri perequativi.
27:37Ultimissimo punto, al quale però tengo molto, ma anche qui vi rinvio al testo scritto, il processo
27:45di convergenza verso i LEP per il comparto comunale sta dando degli ottimi risultati con riferimento
27:52al Fondo per l'equità del livello dei servizi, che ricordo è quel fondo istituito ex articolo
27:59119,5 a seguito appunto della citata sentenza 71-2023 della Corte Costituzionale. Ricordo
28:08che questo fondo riguarda il potenziamento dei servizi sociali, del servizio asilinido e
28:15del servizio trasporto studenti con disabilità. Attualmente queste risorse sono inserite in questo
28:24fondo dedicato, ma ritorneranno nel fondo di solidarietà comunale tra il 2029 e il 2031,
28:32quando cioè sarà completato il programma di convergenza. Ricordo che per quanto riguarda
28:38il sociale è definito un LEP che riguarda il rapporto tra assistenti sociali e popolazione
28:44a livello di ambito territoriale, 1 ogni 5.000 da incrementare in futuro fino a raggiungere
28:51il parametro di 1 ogni 4.000. Per il servizio asilinido è previsto come LEP una copertura
28:59del servizio almeno pari al 33% della popolazione tra i 36 mesi, mentre per il trasporto alunico
29:06in disabilità sono previsti degli obiettivi di servizio incrementali. Perché sottolineo questa
29:12chiamiamola best practice, perché per la prima volta abbiamo completato quest'anno
29:18il ciclo di assicurazione della qualità, potremmo dire, relativa al conseguimento degli obiettivi
29:25di servizio e abbiamo riscontrato per i dati rinvio al testo scritto non solo una alta partecipazione
29:35degli enti locali alla compilazione delle schede di monitoraggio che per noi sono un dato
29:41fondamentale. Ma anche nel caso in cui gli obiettivi di servizio non siano stati raggiunti
29:48e quindi sia scattato l'esercizio del potere sostitutivo come previsto dalla normativa vigente,
29:57potere sostitutivo radicato in capo al Ministero dell'Interno e che quindi in prima battuta prevede
30:03l'individuazione del sindaco stesso in qualità di commissario, i commissariamenti hanno avuto
30:12degli esiti estremamente positivi, tant'è che alla rilevazione fatta a marzo di quest'anno
30:18risultavano poco più di 700 enti su 8000 non adempienti, cifra 738 al 14 marzo, mi dicono
30:34che da una rilevazione fatta in questi giorni siamo scesi ancora sotto i 500. Quindi dati
30:40estremamente positivi perché fanno capire che cosa? Fanno capire non solo che i servizi
30:48sono aumentati, per quanto riguarda gli assistenti sociali abbiamo un più mi pare 54-57% anche
30:55se permangono delle differenziazioni tra territori e territori, ma positivi anche in termini di
31:03l'autoconsapevolezza degli amministratori locali in merito all'importanza del raggiungimento
31:10di questi obiettivi perché proprio connessi alla garanzia dei diritti fondamentali. Quindi
31:16diciamo che dal nostro punto di vista l'esempio di questo fondo potrebbe essere utilizzato
31:22anche perché no, quale esempio paradigmatico di come a regime dovrebbero funzionare i LEP,
31:28i relativi costi e fabbisogni standard e soprattutto l'attività di monitoraggio per garantirne
31:34l'effettività. Mi fermo qua.
31:39E' stata chiarissima, la ringrazio molto, quindi chiedo a questo punto ai colleghi presenti
31:45in aula e da remoto se vogliono porre delle domande. Grazie, chiederei la sintesi ovviamente
31:51a tutti, grazie mille.
31:52Grazie Presidente, voglio soprattutto ringraziare la relatrice per la sua puntualità con cui
32:00ha espresso e la chiarezza con cui ha espresso questi argomenti molto complessi e vorrei che
32:06li mettesse a fuoco solo alcuni aspetti. Ne ha parlato soprattutto del vostro compito
32:12quindi della CFTE e quindi della commissione per la definizione della vostra commissione per
32:24definire i costi standard e che il vostro compito è un compito di supporto ai politici, certo,
32:34e che il vostro è un apporto tecnico con dati misurabili, lei ha fatto questi riferimenti,
32:40dati misurabili. E' evidenziata la natura della vostra commissione, è una commissione funzionale
32:47che si mette in relazione con altri organi istituzionali tra i quali ha fatto riferimento
32:53alla regione e alla commissione Stato-Regione. Io per quanto riguarda questo aspetto, lei ha detto
33:01che il vostro compito è quindi di definire questi criteri rispettando l'uguaglianza dei cittadini
33:08e che fa riferimento al vostro lavoro, fa riferimento alla relazione dell'anno 24 per quanto riguarda
33:17la fiscalizzazione per la legge delega. E poi lei ha detto che non entro nel merito di questo
33:24però faccio riferimento allo schema. Fra i vari criteri che lei ha annunciato, ha annunciato
33:30i criteri del monitoraggio, della definizione dei leppi che non sono stati definiti ancora
33:36e poi ha messo in evidenza la compartecipazione delle regioni. Io a questo punto le chiedo
33:44due cose. Quali sono i criteri del monitoraggio? Semplificati, è chiaro, quello più essenziale
33:50che già utilizzate, perché li utilizzate? Lei ha fatto riferimento mettendo in evidenza
33:56la compartecipazione delle regioni. Metti in evidenza che c'è una penalizzazione delle regioni
34:13che hanno minore capacità fiscale. Mi interesserebbe sapere come poi definita la perequazione.
34:19Sarò anche breve. La cosa che mi interessa soprattutto per quanto riguarda i fabbisogni
34:24standard, lei ha detto che dovrebbero sostituire la spesa storica, dovrebbero superare la spesa
34:32storica. Per quanto riguarda la spesa storica, io di solito, chi mi ha seguito, io faccio
34:37riferimento sempre e soprattutto alla spesa sanitaria che ha determinato, in base all'assegnazione
34:44dei fondi delle varie regioni utilizzando la spesa storica, una sperequazione fra le regioni
34:52soprattutto del sud, perché erano le regioni più giovani che hanno utilizzato soprattutto
34:57i criteri dell'età, quindi con una differenza di circa del 30%. Allora io le faccio due domande.
35:04Quali erano i criteri che sono stati utilizzati per definire già questa spesa, soprattutto sanitaria,
35:11che non hanno attuato, anche se il 21, se non sbaglio, è stata fatta. Ma come pensate,
35:18voi siete di supporto ai politici, di superare la spesa storica e poi di reintegrare quella
35:25sperequazione che si è avuta in tutti questi anni? Faccio riferimento a una definizione che fu
35:31fatto dal governo Gendiloni, se non sbaglio, dal ministro Francesco Boccia, non ricordo
35:40che ministro era, di 850 miliardi di differenze al 2017 o al 2018. Quindi questo mi interessa
35:48sapere, grazie.
35:49Grazie. Senatrice, c'è anche l'onorevole Maria Cecilia Guerra in collegamento che chiede
35:56di intervenire.
35:57Eccomi qua, grazie, scusate che sono a distanza. La relazione la ringrazio anch'io perché è
36:05stata veramente molto ampia e interessante, leggeremo anche il testo scritto, ci dà molte
36:10informazioni. Ero interessata in modo particolare al tema del lavoro che state facendo sui fabbisogni
36:19standard per gli enti locali. Lei ha detto come strumento valutativo dell'adeguatezza, quindi
36:24direi in valore e non solo come coefficienti di riparto. È una cosa che per noi è essenziale
36:31anche nel momento in cui dobbiamo definire un terzo tema, oltre a quello che sono stati
36:37già elencati, che è quello delle nuove norme sulla contabilità pubblica in attuazione
36:44della governanza europea, in cui dovremo rivedere la 243 e altri strumenti di controllo della
36:51spesa degli enti decentrati, però saldoguardando funzioni fondamentali e livelli essenziali delle
36:57prestazioni. Quindi è ovvio che se non abbiamo anche l'indicazione del valore assoluto, pur
37:03con le conicave e le attenzioni che lei ha posto, non possiamo definire in modo sensato
37:09questo processo. Lei ha decisato che uno dei vincoli è data dalla piena contesta del complesso
37:14delle entrate che insistono poi su una determinata funzione. Volevo chiedere un chiarimento su
37:20questo, nel senso che mi sembra di capire che questa è una richiesta di modificazione
37:27dei criteri con cui vengono definiti le capacità fiscali standard in questo momento, perché
37:32nello schema classico noi avremmo fabbisogni verso capacità e quindi volevo capire meglio
37:39questa precisazione. Poi volevo chiederle una curiosità rispetto al tema del Fondo per
37:46l'equità dei servizi, un procedimento che io conosco, sostenuto, ho anche aiutato a promuovere
37:53e credo che fosse in parte in sito anche nell'idea degli obiettivi di servizio che era già nella
37:59legge dei decreti attuativi che era la legge sul federalismo fiscale. Volevo chiederle in particolare
38:04sugli asili nido se questo buon risultato non è però, cioè in che misura è accompagnato
38:12dal fatto che poi si è allargato il concetto di servizi ammessi al conseguimento dell'obiettivo,
38:18quindi non sono più solo asili nido, ma sono anche servizi svariati tipo centri di urni,
38:24centri di occupo, asili condominali, cose di questo tipo. Volevo sapere in che misura questa
38:32parte meno qualificata, a mio avviso, del servizio incide, se voi lo sapete, sul conseguimento
38:38delle obiettivi. Una terza e ultima cosa che volevo chiederle riguarda l'interabilità
38:43dei sistemi informativi. Ora il tema è chiaramente molto vario, ma non ho capito bene se in questo
38:50che ne hai richiamato ci sta anche un tema secolare che è già stato normato a più riprese
38:55e ormai da più di dieci anni, ma che non mi sembrerebbe fatto dei passi significativi,
39:01e cioè la possibilità di conoscere, avere un quadro interoperabile dei servizi che vanno
39:08a favore di uno stesso soggetto, partendo da livelli istituzionali diversi, in modo tale
39:13che si abbia un inquadro completo di cosa è stata la presa in carico per un servizio o per
39:19una determinata persona, in modo da evitare il più possibile in un contesto comunque di risorse
39:24e scarse delle applicazioni. Grazie.
39:36Bene, grazie. Allora io ringrazio i colleghi per le domande. Non essendoci altri interventi,
39:41dargli la parola alla professoressa Dorlando per le risposte. Grazie.
39:45Grazie Presidente, grazie alle onorevoli Aloysio Guerra per l'attenzione riservata alla mia relazione.
39:54Le domande che sono state poste in realtà richiederebbero dei tempi di risposta che non sono compatibili
40:02credo con i lavori della vostra Commissione, per cui mi permetto sin d'ora e anzi auspico che se ci fossero
40:09degli interessi specifici da parte dei componenti della Commissione su aspetti puntuali della nostra attività
40:16ci contattino pure. Noi siamo sicuramente molto felici di poterci confrontare con il decisore politico,
40:26con la sede parlamentare, anche per le sfide che la sede parlamentare, come ricordava l'onorevole Guerra,
40:34a breve dovrà affrontare. Parto dall'onorevole Aloysio. Dunque, i criteri di monitoraggio che noi utilizziamo
40:41si basano soprattutto sulle schede di rendicontazione e di monitoraggio che sono predisposte da Sogei,
40:50le quali una tipologia la può verificare semplicemente accedendo al sito web della nostra Commissione
40:59perché noi le pubblichiamo puntualmente e all'interno di queste schede che sono molto tecniche
41:06e che apparentemente sembrano anche un po' aride, per come sono formulate, ricordano un po' almeno a me
41:13i moduli con cui si vanno a pagare le tasse, tanto per capirci. In realtà però contengono delle richieste
41:22agli enti locali ragionate e sulle quali gli esperti di economia e di statistica che operano all'interno di Sogei
41:32e anche con l'ausilio fondamentale di IFEL hanno confezionato per cercare di cogliere il più possibile
41:39quelle che sono le peculiarità dei singoli enti e quindi anche le modalità attraverso le quali
41:46le risorse distribuite vengono utilizzate. Su questo punto, e vengo anche, credo, ad una domanda
41:56dell'Onorevole Guerra, le schede di monitoraggio che sono state elaborate ultimamente, proprio perché spesso
42:08su alcune funzioni tipicamente nell'ambito del sociale, esiste, insistono, una pluralità di livelli di governo
42:17e quindi una pluralità anche di fonti di finanziamento, chiedono all'ente locale anche di specificare
42:25quale sia la fonte di finanziamento che riguarda quella funzione. Questo per noi è molto importante perché?
42:33Perché nel momento in cui si parla di fabbisogno inerente ad una determinata funzione, bisogna cogliere
42:42la funzione nella sua complessità, cioè a tutto tondo. Non basta considerare, per esempio, solamente i trasferimenti
42:50perequativi, ma tutti i canali di finanziamento della funzione previsti fisiologicamente dall'articolo
42:56119 della Costituzione. Quindi questi sono gli strumenti di monitoraggio che noi utilizziamo.
43:06Con riferimento poi al rapporto, che se non erro mi chiedeva, tra fabbisogni standard e spesa storica,
43:13è un tema di cui noi ci occupiamo primariamente, direi essenzialmente, nell'ambito del funzionamento
43:21del Fondo di solidarietà comunale, che riguarda le funzioni fondamentali degli enti locali,
43:27non riguarda l'ambito sanità regioni. Questo è un tema del quale noi non ci siamo sinora occupati.
43:36Il dato che citavo prima per noi è confortante perché? Perché quest'anno il fatto che la componente
43:44perequativa del Fondo di solidarietà sia salita al 60%, significa che più della metà di questa
43:50componente perequativa viene ora distribuita non più sulla base del criterio della spesa storica,
43:56ma della differenza tra fabbisogni standard e capacità fiscali. Come accennavo, resta il grosso problema
44:03che c'è tutta una componente verticale del Fondo di solidarietà comunale, perché il Fondo di solidarietà
44:10ha queste due componenti. Una che è di carattere orizzontale, che è quella che viene distribuita
44:18sulla base della differenza tra fabbisogni standard e capacità fiscali, che crea questa movimentazione
44:24orizzontale tra enti locali. E poi c'è un'altra componente che è molto grossa, più grossa della prima,
44:31che invece è quella verticale, cioè sono gli apporti che lo Stato decide di riversare in questo fondo
44:38a titolo di ristori, a titolo di correttivi, correttivi che nelle intenzioni, immagino,
44:46del decisore politico, ma questo lo sapete voi meglio di me, immagino, non faccio l'interpretazione
44:52autentica della vostra volontà, immagino che questi correttivi appunto servano, siano fatti
44:59sulla base della volontà di cercare di mitigare un po' gli effetti di questa perequazione,
45:04in modo che chi perde non perda troppo. Tra l'altro questa idea che nessun ente territoriale
45:11debba perdere o perdere troppo è un'idea che per esempio emerge in modo ricorrente e anche
45:18in modo molto forte all'interno della nostra Commissione, di cui si fa portatrice naturalmente
45:24Anci. Per quanto riguarda dunque le domande dell'Onorevole Guerra, sul tema dei fabbisogni
45:33standard monetari, noi ci siamo posti questo tema anche sulla base dell'esperienza che la
45:43nostra Commissione ha fatto qualche anno fa con riferimento alle province e alle città
45:48metropolitane. Pensiamo che questo sia un tema che possa essere affrontato e possa essere
45:55utile da affrontare anche con riferimento al comparto enti locali.
46:03Ho tenuto a precisare quello che ho detto perché sicuramente non è questo il suo caso, ma a volte
46:14mi è capitato di percepire magari dai non addetti ai lavori o dai meno addetti ai lavori
46:21che la metodologia dei fabbisogni standard possa essere utilizzata per dettare l'agenda
46:30del decisore politico, cioè per dire noi al decisore politico quante sono le risorse che devono
46:37essere stanziate. Non è così, non può essere così, perché la metodologia dei fabbisogni standard
46:43da questo punto di vista intanto ha una sua validità come criterio redistributivo in quanto
46:48ha un carattere neutrale rispetto a uno stanziamento in termini assoluti. Ciò nonostante, mi pare sia
46:58opinione condivisa, anche l'ho letta in altre audizioni che ci sono state davanti a questa
47:05Commissione e alle quali quindi anche noi in qualche modo ci uniamo in senso convergente, sia
47:11utile fare questo passaggio in più. Questo passaggio in più però va fatto dal punto di vista
47:19metodologico con molte cautele. Il tema dell'efficientamento della spesa è un tema su cui leggendo
47:27i vecchi verbali della nostra Commissione ho capito che è un tema che anni fa era stato preso in
47:34considerazione ma poi lasciato da parte ed è invece un tema che secondo me, proprio leggendo
47:41la sentenza 192 dell'anno scorso della Corte Costituzionale, è un tema che noi ci dobbiamo
47:45porre in maniera molto seria. Il tema della spesa efficiente che la Corte ha declinato in un determinato
47:54contesto ma che io credo sia un tema da declinare e che tra l'altro fa d'appandante, se vogliamo dire,
48:01con un altro grande tema che citavo prima che è quello della capacità amministrativa. Capacità
48:08amministrativa che perlomeno per come la vedo io non va solamente intesa in termini di assettica
48:17performance. Capacità amministrativa significa capacità dell'ente di poter esercitare tra l'altro
48:26funzioni in settori molto delicati secondo criteri che poi sono quelli previsti dalla Costituzione
48:34e dalla legge sul procedimento amministrativo e che vanno mappati. Sul tema della piena contezza
48:41del complesso delle entrate, questo è un po' il discorso che facevo prima e a cui per brevità
48:47rimando. Sulla questione Fels Asilinido mi riservo di farle avere il dato, non so a dirle
48:57il vero quanto disaggregato, devo verificare con Sogei perché noi abbiamo sempre trattato
49:03il servizio Asilinido sulla base di quello che prevede la normativa e cioè una galassia
49:08unitaria. Verificherò se ci sono dati disaggregati per i servizi immagino privati, che sono quelli
49:17a cui lei alludeva, ed eventualmente faremo avere il dato disaggregato. Ultimo punto, l'interoperabilità.
49:24Questo è un tema che è emerso in maniera molto chiara nell'interlocuzione con il Ministero
49:28del Lavoro, perché nonostante il codice dell'amministrazione digitale abbia ormai qualche lustro, in realtà
49:36come lei correttamente ricordava, questa piena interoperabilità tra sistemi informativi
49:43non si è ancora realizzata e anche se soprattutto le amministrazioni centrali dovrebbero avere
49:50un accesso diretto a determinati dati e quindi riversarli poi all'interno della nostra commissione
49:56di cui, come ricordavo, alcune amministrazioni centrali sono componenti, questo tecnicamente
50:02non avviene. E questo costituisce un limite anche alla possibilità di lavorare e di costruire
50:09insieme. Quindi qui ci vogliono delle soluzioni tecniche sulle quali abbiamo sollecitato il
50:16Ministero del Lavoro e sul quale ci impegneremo insieme al Ministero.
50:21Grazie.
50:22Io ringrazio ancora una volta la Presidente e la Professoressa Dorlando e dichiaro chiusi
50:28i lavori della Commissione. Grazie.
50:32Grazie.
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