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MILANO (ITALPRESS) - L’economia e la finanza a portata di tutti. Nella centotrentesima puntata di Italpress Economy, Claudio Brachino con Giuliano Zoppis affronta i principali temi economici del momento.
sat/mrv/gsl
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NovitàTrascrizione
00:00Benvenuti da Claudio Brecchino, questa nuova puntata di Italpress Economy, cominciamo come
00:16sempre del resto con l'Italia, con l'evento più importante di politica economica della
00:21settimana, ovvero l'assemblea annuale di Confindustria, presente il Premier Giorgia
00:27Meloni, vediamo com'è andata.
00:30L'Italia si presenta credibile di fronte a un quadro economico-finanziario di straordinaria
00:37complessità. Lo testimoniano il livello dello spread, l'appeal dei titoli pubblici italiani,
00:42l'attrattività per gli investimenti, i giudizi delle agenzie di rating, in particolare Moody's,
00:47che ha rivisto in positivo il giudizio dell'Italia, una cosa che non accadeva da 25 anni. Questo
00:53è il messaggio all'assemblea di Confindustria della Premier Giorgia Meloni, secondo la quale
00:58c'è ancora molto da lavorare. Ci sono dei problemi strutturali che bisogna avere il
01:03coraggio di affrontare. La questione più urgente è il nodo del costo dell'energia. Sulla questione
01:09dazzi, Meloni ha sottolineato la necessità di trattare con gli Stati Uniti e ha poi rivolto
01:14un appello all'Unione Europea.
01:16Consideriamo fondamentale, a maggior ragione, in un quadro di instabilità dei mercati internazionali
01:20che l'Europa abbia il coraggio di rimuovere quei dazi interni che si è autoimposta in questi
01:29anni. Basti questo dato. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il costo medio per vendere bene
01:35tra gli Stati dell'Unione Europea equivale a una tariffa di circa il 45% rispetto al 15%
01:45stimato per il commercio interno negli Stati Uniti. Per non parlare dei servizi dove la tariffa
01:52media stimata arriva al 110%. Di fronte all'amara verità che oggi sia l'Europa che l'Italia affrontano
02:01un rischio concreto di deindustrializzazione, aggravato dalla guerra dei Dazi, ma alimentato
02:07da un pregiudizio anti-industriale, Confindustria propone un piano straordinario per rilanciare
02:13l'economia europea e nazionale. Per il presidente Emanuele Orsini bisogna lavorare tutti insieme,
02:19imprese e istituzioni, partiti e forze sociali. Servono scelte forti per aumentare la competitività,
02:26la produttività e l'innovazione con gli investimenti e la semplificazione.
02:31Due italiani su tre si riconoscono nel ceto medio, ma più della metà teme che i propri
02:38figli staranno peggio. La stragrande maggioranza chiede meno tasse sui redditi lordi. È il
02:45ritratto che emerge dal nuovo rapporto Cida-Censis. L'82% degli italiani, che si autodefinisce
02:52di ceto medio, denuncia che il merito non viene riconosciuto, che il capitale culturale
02:57non si traduce in una giusta retribuzione. Negli ultimi anni, oltre la metà degli italiani
03:02che rappresentano l'ossatura sociale del paese, ha visto il proprio reddito fermo, mentre più
03:08di uno su quattro lo ha visto calare. Più che arretrare, il ceto medio oggi galleggia
03:14senza prospettiva. Anche i consumi riflettono questo stato. Il 45% li ha già ridotti e la maggioranza
03:21teme ulteriori tagli nel prossimo futuro. Il 50% dei genitori appartenenti al cuore
03:27produttivo del paese ritiene che i figli staranno economicamente peggio e il 51% auspica che
03:34cerchino opportunità all'estero. Nonostante ciò, il ceto medio continua a investire. Il
03:4067% delle famiglie sostiene spese straordinarie per garantire un futuro ai figli, mentre oltre
03:47il 41% aiuta economicamente figli e nipoti, confermandosi come primo ammortizzatore sociale
03:54del paese. Solo il 52% si sente protetto da reti di welfare. Gli altri oscillano tra ansia,
04:02incertezza e vera e propria insicurezza. Il 70% degli italiani chiede meno tasse sui redditi
04:09lordi e oltre l'80% denuncia un grave squilibrio tra ciò che si versa e ciò che si riceve in termini
04:16di servizi pubblici. La festa della Repubblica si rivela un forte motore economico per il
04:24comparto turistico. Per il ponte del 2 giugno saranno 15 milioni gli italiani che si metteranno
04:29in viaggio, il 92% dei quali collocherà in cima alla lista delle destinazioni preferite
04:35proprio il bel paese. Secondo un'indagine realizzata da Tecné per la Federal Bergy, la spesa media
04:41per ciascun viaggiatore sarà di 470 euro, producendo un giro di affari di 7 miliardi.
04:47Riguardo alla tipologia della vacanza, le località marine saranno quelle prese letteralmente
04:52d'assalto. Il 60% non varcherà i confini della propria regione di residenza. Per coloro
04:58che invece si recheranno all'estero, vincono le grandi capitali europee. L'alloggio vedrà
05:03un'affermazione della struttura alberghiera e del viaggio turistico con il 24% della domanda.
05:09Seguono la casa di parenti o amici, i bed and breakfast, la casa di proprietà e il
05:15residence. Per Federal Bergy, il fatto che 15 milioni di italiani si metteranno in movimento
05:20per godersi una seppur breve pausa legata alla festa della Repubblica, sembra davvero
05:25sancire un ritorno al meglio del turismo italiano, con tante famiglie che si riprendono il gusto
05:30di viaggiare assieme, magari anche optando per luoghi di prossimità facilmente raggiungibili.
05:36Vi ricordiamo che tra poco sulla nostra apertura, ovvero sull'assemblea annuale di Confindustria
05:44faremo anche il nostro focus settimanale, ma adesso le notizie che riguardano l'Europa,
05:50meglio, questo complicato rapporto con gli Stati Uniti, il tema è sempre lo stesso, come
05:55sapete i dazi, fra annunci e controannunci e in attesa dell'incontro del 9 luglio tra Trump
06:01è von der Leyen.
06:06Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di prorogare i dazi UE al 9 luglio
06:11dopo una telefonata con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Nei
06:16giorni scorsi il tycoon aveva minacciato di introdurre dal 1 giugno tariffe del 50% sui
06:22prodotti europei, sostenendo che è difficile fare affari con l'UE e che i negoziati commerciali
06:27sono in stallo. La scadenza del 9 luglio coincide con quella determinata dal rinvio
06:32di 90 giorni accordato da Trump ad aprile, dopo l'introduzione delle tariffe nei confronti
06:37di un lunghissimo elenco di paesi. L'Europa è pronta a portare avanti i colloqui in modo
06:41rapido e deciso. Per raggiungere un buon accordo abbiamo bisogno del tempo necessario sino al
06:479 luglio, ha scritto von der Leyen su Ex. Nel corso della telefonata è stato concordato
06:52di accelerare i negoziati commerciali e di rimanere in stretto contatto, come reso
06:57noto dalla portavoce della presidente della Commissione europea.
07:02Nel 2024 le esportazioni di bevande alcoliche dall'Unione europea hanno raggiunto un valore
07:08complessivo di 29 miliardi di euro, segnando un incremento dell'11% rispetto al 2019. È
07:15quanto rileva Eurostat. La Francia è stata di gran lunga il principale esportatore di bevande
07:21alcoliche verso paesi al di fuori dell'UE per un totale di 12 miliardi. Al secondo posto
07:26c'è l'Italia, con 6 miliardi, seguita da Spagna e paesi bassi. Nel complesso il vino
07:31continua a dominare l'export europeo, rappresentando il 56% del valore totale pari a 17 miliardi.
07:39Seguono i distillati, i liquori e la birra. L'anno scorso gli Stati Uniti sono stati la
07:44principale destinazione delle bevande alcoliche dell'UE, con importazioni per 9 miliardi di euro,
07:49equivalenti al 30% del totale esportato. Più della metà di questo valore riguarda il
07:55vino. Il Regno Unito rappresenta il secondo partner commerciale dell'UE nel settore.
08:00Seguono Cina, Canada e la Svizzera.
08:06E molto di Europa si è parlato anche in un contesto importante di questa settimana, il
08:13più importante per quanto riguarda le politiche economiche, ovvero l'assemblea annumale di
08:17Confindustria e ci è andato anche il Presidente del Consiglio, Giorgio Meloni. Ovviamente i giornali
08:23e i telegiornali hanno riportato tutto quello che è accaduto, ma la parola Europa è tornata
08:28molto spesso, per i dazi, per le energie, per gli incentivi. Si è pensato molto a una
08:35dimensione di norme europee più che di norme governative. È così Giuliano Zoppis, collegato
08:40con noi da Roma? Sì Claudio, buongiorno a tutti. Sono stato a Bologna all'assemblea
08:45di Confindustria e devo dire che la cosa che emerge dalla lettura e dall'ascolto di Emanuele
08:51Orsini e di Giorgio Meloni è una condivisione degli obiettivi e sul fronte europeo una condivisione
08:58delle critiche all'Unione Europea, critiche ragionate. Vediamo un po', partendo da quello
09:06che è il quadro di riferimento complessivo, l'Italia in questo momento sta cercando di
09:12recuperare la sua dimensione europea e lo sta facendo grazie alla nuova alleanza che si sta
09:17stringendo con il nuovo governo tedesco di Merz. Da questo punto di vista, se vogliamo
09:24rimanere e partire dall'albe europeo dell'assemblea, viene sottolineato come solo una grande alleanza
09:31fra le due principali manifatture europee, Italia e Germania, possano dare slancio all'economia
09:37europea. Questo è molto importante, perché Emanuele Orsini ha chiesto un piano industriale
09:43straordinario per l'Europa e anche per l'Italia, di cui parleremo dopo. Da questo punto di vista
09:49c'è una totale condivisione da parte della Premier, perché ci sono alcuni elementi molto
09:55importanti che stanno frenando questo rilancio europeo. Il primo di cui si parla da tanto
10:01tempo è quello delle semplificazioni. Ci sono troppe norme, troppe norme che intervengono
10:07in qualsiasi ganglio dell'impresa economica europea e che spesso frenano. Addirittura la
10:14Presidente del Parlamento europeo, Mezzola, che era presente anche lei con un forte intervento,
10:20importante intervento, ha ricordato che si corre il rischio che l'Europa si dedichi più
10:25ai tappi di plastica che devono rimanere attaccati alle bottiglie, che di un contesto più generale
10:32che invece dovrebbe vedere misure che favoriscono questo rilancio. C'è un tema molto importante,
10:39Claudio, che sarà al centro dell'Assemblea, il problema del sovraccarico dei costi dell'energia.
10:45Scusa se ti interrompo, però siccome questa volta la rubrica non è di economia pura ma di politica
10:52economica, una delle critiche che sono avute fuori è che dall'intervento del Presidente del Consiglio
10:58rispetto alle richieste di Confindustria, ma adesso non abbiamo parlato mille volte, l'energia si fa
11:04fatica ad averla e costa troppo, questo vale per i singoli cittadini e vale per l'azienda, lo dico
11:08schematicamente così, tu mille volte abbiamo spiegato i perché e per come, ma le differenze anche dentro
11:14l'Europa. Tutti dico che le risposte poi sono state vaghe, perché poi effettivamente
11:20un piano energetico nazionale, si parla di nucleari, ma non si capisce bene a che punto
11:27sono rinnovabili, si parla di geopolitica, ma alla fine le risposte sul piano energetico,
11:32almeno della politica alle richieste di Confindustria, dicono che i critici non sono stati sufficienti,
11:39è così secondo te?
11:40Sì, ci sono due piani che si intrecciano, ma che sono uniti, quello italiano e quello
11:44europeo, Orsini dice sostanzialmente che l'industria italiana paga l'energia al 35% in più dei
11:53concorrenti europei, con punte che arrivano all'80%, la produzione di ferro ammonta al
11:5945%, viene messa in rete, ma non concorre a formare il prezzo reale dell'energia, perché?
12:06Perché da noi funziona un sistema che ora sarebbe molto complicato a spiegare, ma che
12:12sostanzialmente accoppia il prezzo dell'energia a quello del gas, Confindustria chiede questo
12:18disaccoppiamento, la Premier ha detto che è d'accordo, bisogna assolutamente intervenire,
12:25perché oltretutto sulle energie rinnovabili sono stati pagati con le bollette di imprese
12:31e italiani 170 miliardi di Euro, è una cosa imponente che va assolutamente rivista e quindi
12:40Confindustria propone e la Meloni è d'accordo, un ritorno al nucleare partendo dai piccoli
12:47reattori, quindi soltanto un mix energetico può favorire le imprese, ma sottolineo le imprese
12:54le imprese e le famiglie, perché spariamo di energia che è un bene…
12:59Scusa se ti interrompo ancora, ma io l'ho detto ieri in un talk, ho fatto un convegno
13:03recentemente dove Italpes era un media partner, fatto da Core a Roma, con esperti di energia
13:11nucleare e ho afferrato questo concetto che vuole che tu da economista traducessi al nostro
13:16pubblico, sempre nella nostra mania giusta di divulgare, il punto d'arrivo è la neutralità
13:21tecnologica, se non ho capito male non c'è più un giudizio sulle fonti, ma si mettono
13:27insieme più fonti, diversificare senza ideologismo ambientale o ambientalismo ideologico, nell'obiettivo
13:35di arrivare a quello che dici tu, è questa la neutralità tecnologica, in cui dentro ci
13:39sarebbe anche il nucleare di nuova generazione?
13:42Assolutamente, si sta andando verso questa linea, è una linea non soltanto italiana di
13:49richiesta o europea, ma è mondiale, c'è stata questa forte obbligatura sulle rinnovabili
13:54che ricordiamo però sono un'energia intermittente, quindi basata sul fatto che ci sia tanto sole
14:00e tanto vento, ma che non danno una continuità, possono partecipare a questo mix, ma non possono
14:06arrivare a quote troppo importanti, perché poi abbiamo visto quello che è successo in
14:12Spagna, sempre sul fronte energetico è stato sottolineato come anche l'approccio dell'Europa
14:19vada cambiato, c'è stato un approccio a transizione ecologica troppo ideologico, ricordiamo
14:25l'esempio più eclatante che è quello dell'automobile, dell'automotive, oggi come oggi ci sono delle
14:30sanzioni per chi emette CO2 e addirittura le case automobilistiche europee per stare dentro
14:37questo tetto stanno acquistando anidride carbonica da Tesla e da altri produttori internazionali,
14:43siamo al colmo e anche da questo punto di vista bisogna cambiare questo atteggiamento che è
14:48un atteggiamento sicuramente sbagliato, c'è questa fusione di idee che ormai pare prendere
14:55piede anche a livello europeo, vediamo a quello a cui si arriverà. Poi c'è un fronte italiano
15:00molto importante che se vuoi possiamo cominciare, che sostanzialmente anche qui è abbastanza
15:09condiviso per quello che riguarda gli obiettivi. Orsini ha chiesto un piano industriale straordinario
15:15per l'Italia, per l'industria italiana, basato su un sostegno finanziario di 8 miliardi
15:22all'anno per 3 anni, meglio per 5 e da questo punto di vista la risposta del governo sembra
15:28immediata. La Meloni ha detto sostanzialmente che 15 miliardi di Euro verranno spostati dal
15:33PNRR al discorso dei fondi di coesione e agli altri fondi che possono dare respiro all'industria,
15:42anche perché va rilanciato assolutamente in un momento, come sappiamo, in cui non è
15:46possibile neanche pianificare quello che accade con il problema dei dazi. Orsini ha detto bisogna
15:52esportare di più verso aree nuove e ha ricordato come siano fortemente in crescita le esportazioni
15:59verso la Corea, il Canada e il Giappone, ma ha anche chiesto, e qua potrebbe esserci qualche
16:04problema di natura politica, di firmare al più presto il patto economico e commerciale con
16:09il Mercosur, cioè i paesi dell'America Latina che da questo punto di vista potrebbero rappresentare
16:15un grande polmone nuovo per le nostre esportazioni.
16:17Sì, con tutti i problemi che ci sono sempre stati e che il Presidente del Consiglio Meloni
16:21ha sottolineato, che per quanto riguarda le filiere agroalimentari dal Sud America a noi
16:26e viceversa arrivano prodotti che hanno altri criteri di sicurezza, quindi inferiori a quelli
16:32europei, che possono creare un dislivello non solo in termini di sicurezza ma di prezzi.
16:36Questo è uno dei grandi problemi con quel mercato lì, che è importantissimo sicuramente
16:40ma che rimane ancora oggi problematico, lo diciamo per onestà di informazione.
16:45Come accennavo infatti può essere uno dei problemi, ma ci sono altre aree tipo l'Australia,
16:49l'India, l'Asia, l'Unione Africana che possono essere grandi mercati.
16:53Di fondo c'è poi un giudizio politico sulla situazione italiana.
16:57La Meloni ha detto che si presenta in questo momento all'estero un'Italia credibile, basata
17:02sui risultati, lo spread è dimezzato, la borsa tira tantissimo, i titoli pubblici italiani
17:09vengono sottoscritti con successo e c'è una forte attrattività per gli investimenti
17:13stranieri. Ha ricordato gli investimenti del Fondo Sovrano norvegese, di Google, di Microsoft
17:19e il grande accordo con gli Emirati Aroba Uniti che vale 40 miliardi di Euro.
17:24Quindi c'è una rotta che sta cambiando, che si può invertire e quindi da questo punto
17:30di vista è chiaro che viene chiamata sostanzialmente a un'alleanza forte l'industria italiana
17:36che sostanzialmente rappresenta proprio il traino, la forza della nostra economia.
17:41Questo è il quadro generale di tutte le cose che andavano dette, ci sono tanti altri spunti
17:47come dei sottotesti a questo testo principale che ovviamente qua e là noi approfondiremo,
17:52in parte su questi temi li abbiamo già fatti, l'energia, i titoli, la borsa, poi ci torneremo
17:57anche all'internazionalizzazione o quella che viene anche al contrario, i capitali che
18:02arrivano nel nostro paese. Il Giorgio Ameloni in queste ore è data in Uzbekistan, si parla
18:09di accordi e di partenariato anche con altri paesi, quindi si aprono altri mercati, quindi
18:14ne parleremo ancora di tutti questi elementi.
18:18Grazie al nostro Giuliano Zopis, passiamo alle informazioni sul mondo high tech che ci sono
18:25sempre nel nostro format, competenze digitali, arriva il progetto Edo, vediamo di cosa si tratta.
18:36Coinvolgere un milione di persone disoccupate o in transizione lavorativa da raddoppiare
18:41entro la fine del 2025. È l'obiettivo di Edo, educazione digitale per l'occupazione, progetto
18:49avviato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di Intesa con le Regioni e in collaborazione
18:55con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei
19:00Ministri. Edo inserisce nel programma Goal del PNRR un'offerta formativa digitale gratuita,
19:07inclusiva e certificata, che risponde a tre sfide. Colmare il divario digitale di base, ancora
19:13presente in ampie fasce della popolazione adulta, migliorare l'occupabilità dei lavoratori,
19:20rafforzando le competenze richieste dalle imprese, misurare l'efficacia delle politiche attive
19:26del lavoro, grazie a un sistema che integra dati nazionali con i flussi regionali. Il progetto
19:32mette a disposizione dei cittadini contattati tramite sms o email una piattaforma in learning
19:38con 56 moduli interattivi, progettati dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale
19:43e organizzati in quattro aree di competenza digitale di base. Ogni partecipante, dopo
19:49avere completato 16 ore di corso e superato il test finale, riceverà dalla propria Regione
19:55un'attestazione ufficiale da inserire nel curriculum vite. Con Edo diamo ai cittadini gli strumenti
20:01digitali essenziali per tornare protagonisti nel mercato del lavoro, ha affermato il Ministro
20:07del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.
20:13Le notizie dal mondo agri-food, Roma, Beirut, un tavolo per l'agricoltura. Sentiamo.
20:24Intensificare il commercio bilaterale con particolare attenzione all'accesso dei prodotti
20:28libanesi ai mercati europei. Questo l'obiettivo dell'incontro a Roma tra il Ministro dell'Agricoltura,
20:34della sovranità alimentare delle foreste Francesco Lollobrigida e l'omologo libanese
20:39Nizar Hani. È stata confermata la volontà unanime di rafforzare i legami nel settore
20:44agricolo. In tale contesto è stata concordata l'istituzione di un tavolo tecnico congiunto
20:49incaricato di approfondire le principali questioni emerse durante l'incontro. È emersa l'importanza
20:55dello scambio di competenze e della formazione tecnico-scientifica per potenziare le filiere insieme
21:01alla necessità di favorire sostenibilità e innovazione nel comparto agroalimentare.
21:07Particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione delle produzioni locali e alla
21:12tutela della qualità dei prodotti, nonché alla cooperazione fitosanitaria per la gestione
21:18delle emergenze sanitarie che possono minacciare le colture.
21:21E' tutto per questa puntata, grazie per essere stati con noi, noi ci rivediamo con puntualità
21:31venerdì prossimo. Arrivederci.
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