00:00La grande poesia è strana, diceva il critico canonico Harold Bloom. Allo stesso modo è strano il grande progetto site
00:06specific che l'artista cinese Song Dong ha realizzato al Mao, Museo d'Arto Orientale di Torino, insieme all'istituzione
00:13stessa, trasformando il palazzo in un grande dispositivo artistico, ma soprattutto emotivo e umano, capace di generare una congeria di
00:20sensazioni e dare una forma, attraverso gli oggetti, al senso del tempo e dei legami.
00:25Entrare dentro la mostra Solout è davvero un entrare dentro una vita che a mano a mano si svela essere
00:30in fondo la nostra.
00:32Questa mostra nasce come necessità rispetto al lavoro che facciamo all'interno del museo e appunto siccome quest'anno abbiamo
00:39completamente ripensato la sezione Cina, era proprio fondamentale avere qualcuno che capisse che cosa stavamo facendo.
00:47Quindi lavorando sull'oggetto culturale, lavorando non tanto più sull'arte, ma su quanto questi oggetti che sono all'interno
00:58del museo, che quindi sono musealizzati, sono oggetti che rappresentano culturalmente un livello di storia umana che è indipendente e
01:09in qualche modo separata anche dalla peculiarità culturale di ognuno di noi,
01:14ma che diventa quindi un luogo non più della differenza ma della comunanza.
01:20Ci sono due installazioni che hanno tutte le caratteristiche per essere indimenticabili.
01:24La prima è la monumentale Waste Nut che attraversa molte sale del museo e raccoglie 10.000 oggetti di uso
01:29comune della famiglia di Song Dong.
01:31Un grande magazzino dei sentimenti, dei ricordi, della perdita che ovviamente fa pensare all'accumulazione, ma più ci si addenta
01:38più si capisce che stiamo parlando di sentimenti e non solo di oggetti.
01:42E poi c'è una grande installazione di luce che ricorda Yayoi Kusama e che è un vero snodo dell
01:47'esposizione.
01:48La sua arte è arte che ha a che fare con l'oggetto umano.
01:54A questo punto è diventato normale.
01:56Qui siamo per esempio all'interno dell'installazione in qualche maniera più partecipativa che abbiamo fatto appunto con l'accidenanza
02:03di Torino.
02:03Si chiama Borrow Lights per stare la luce e sono 200 lampade che abbiamo raccolto all'interno del museo in
02:11un'opera che diventa l'opera dell'artista sì, ma che diventa la luce di tutti in cui tutti passeranno
02:18per entrare e per stare al museo.
02:20Dire oggetto umano è molto importante perché se spesso assistiamo alla reificazione delle persone, ossia all'essere considerate e trattate
02:27come cose, qui avviene il contrario.
02:30Gli oggetti sono la misura dell'esperienza umana, prendono vita accanto a noi, ci sono testimoni e narratori, come dice
02:36una delle frasi più celebre di Song Dong che l'artista ha ripetuto anche a Torino.
02:40L'arte è vita e la vita è arte. Sembra una frase molto semplice, perfino banale, ma ascoltarla dopo aver
02:49fatto esperienza della mostra cambia tutto.
02:51Se ne capisce la tranquilla e delicata profondità, se ne sente il valore di affetto e vicinanza a tutti.
02:56Potrebbe anche essere un'estrema sintesi dell'evoluzione del mondo dell'arte negli ultimi 50 anni, ma non è così
03:01importante ora.
03:02Adesso conta lasciare che l'arte ci tocchi e ci sussurri ancora una volta quello che non sappiamo di noi
03:08stessi, come fa il bellissimo e toccante video Touching My Father, sospeso in una dimensione che è solo quella del
03:15nostro cuore.