00:00Un inno all'essenziale, ma fatto con semplicità e naturalezza, con spirito giocoso e attenzione alle relazioni,
00:07con tanti sguardi alla storia dell'arte, ma senza perdere una originalità che vivifica.
00:12Alla Fondazione Merzi di Torino è stata inaugurata la mostra Dead Head, dell'artista franco-marocchina Ito Barada,
00:18vincitrice della quarta edizione del Mario Merz Prize.
00:21L'esposizione è realizzata con il MARO, Museo di Arte Orientale di Torino,
00:25il cui direttore Davide Quadrio è anche il curatore del progetto.
00:29La nostra mostra nasce prima di tutto come una collaborazione istituzionale,
00:33all'interno di due istituzioni torinesi, dove l'artista costruisce,
00:38attraverso il suo linguaggio, la sua capacità e la sua sensibilità,
00:42una serie di operazioni artistiche e in qualche modo anche performative,
00:47che poi in qualche modo hanno la propria somma,
00:49e dopo due anni di lavoro in territorio torinese, qui alla Fondazione Merzi.
00:53Tra opere tra loro molto diverse, alcune storiche, altre realizzate per l'occasione,
00:58tutta si articola e si fa passo dopo passo, in un dialogo con lo spazio,
01:02che si declina in film, sculture, installazioni, tessute, collage, filoconduttore,
01:06la ricerca di un'essenzialità necessaria per liberare nuove energie creative.
01:10La sua pratica è proprio quella, cioè il guardare le situazioni e recuperare,
01:15lavorare con il materiale e con l'obiettivo, e in qualche modo costruire delle relazioni
01:22tra oggetti, pratiche e pensiero, che sembrano anche molto giocose,
01:27e che si riassumono poi in progetti estremamente poetici,
01:32molto visivamente accattivanti, ma anche molto precisi,
01:37ma che nascondono in realtà poi una pratica anche politica e sociale particolarmente intensa.
01:43Ito Barada lavora spesso guardando la lezione montessoriana,
01:47ragiona sulle teorie del colore e sui modi in cui gli oggetti ci ritornano,
01:50spesso in forme diverse da quelle con le quali li avevamo conosciuti.
01:54Il risultato è una mostra che accoglie e, nonostante molti cambi di registro espressivo e narrativo,
01:59colpisce perché resta viva e legata alle esperienze comuni.
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