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Trascrizione
00:09ciao sono danilo conto e questo è l'host in sardinia la trasmissione che vi aiuterà a
00:14perdervi tra i luoghi meno conosciuti della sardegna l'ultima volta eravamo in gocceano
00:19oggi ci troviamo in gallura luogo amatissimo da fabrizio de andrea per la precisione siamo
00:25a calangianus nel nord est della sardegna
01:17benvenuti a calangianus sapete perché ho scelto questa meta perché diffuso in tutta la sardegna
01:23il modo di dire sorso calangianus e lode sono macchi tutti e tre allora mi sono chiesto ma
01:29perché macchi avranno qualcosa per cui farsi invidiare e già ci ho visto lungo ricordiamoci
01:35che siamo in gallura la stessa gallura su cui fabrizio di andrea posò gli occhi e se ne
01:39innamorò come dargli torto qui la natura profuma di sughero e la storia si fa gigante letteralmente
01:46visiteremo infatti la tomba dei giganti cammineremo tra querce secolari ma la verità tutta questa
01:53bellezza apre lo stomaco ma per fortuna che ci sono gli acciuletti un dolce che ha più
01:58sostanza di mille parole perché va bene la spiritualità ma la fame fame
02:07per raccontarvi calangianus mi sono rivolto a pietro che entrerà più nel dettaglio rispetto
02:13alla storia insomma quello che il paese a tutto tondo ciao pietro allora calangianus come
02:22ce la racconti un po meglio allora calangianus innanzitutto un piccolo paese di 3.700 abitanti
02:29circa si trova ai piedi dell'imbara più o meno ai 500 metri sul livello sul livello del mare l
02:38'economia
02:39principale di calangianus è concentrata soprattutto è incentrata soprattutto sul sughero e sull'allevamento
02:45di bovini in passato si aggiungeva anche un po l'industria del granito tanto che comunque il
02:51paese di calangianus e molte abitazioni del paese di calangianus sono costruite con un granito con
02:58granito a vista allora calangianus non è sempre stato in questa posizione qui ma all'incirca del
03:051100 si è sviluppata vicino a san giovanni di liscia e poi si è dovuta spostare all'intorno
03:12nel 1600 a causa della zanzara noffele che fece sviluppare la malaria e quindi calangianus fu
03:19trasferito nell'attuale posizione dove si trova dove si trova oggi una storia di
03:25immigrazione che poi accomuna tantissimi paesi della sardegna che nascono sono nati prima in un
03:32luogo e poi trasferiti in un altro vorrei anche aggiungere che il paese calangiano si lavora anche
03:46un po del del turismo e siamo anche un popolo molto attaccato alle nostre tradizioni tanto
03:53che lo manifestiamo grazie anche delle sagre che si fanno durante durante l'anno con anche varie
04:01associazioni che si cimentano in gruppi come gruppi folk del costume sardo oppure ad esempio la
04:10maschera gadduresa che ripropone gli antiche gli antiche maschere usate in passato qua nei
04:16dintorni oltre non solo a calangianus è una curiosità per i più sportivi mi dicevi venendo
04:22qua che il calangianus ha una storia insomma particolare la squadra di calcio si la squadra
04:27di calcio è una delle più antiche che abbiamo in zona forse addirittura di tutta la gallura che risale
04:35addirittura al 1905
05:04addirittura al 1905
05:06ci troviamo all'interno del museo del sughero elemento che ha reso calangianus uno dei cento
05:12comuni della piccola grande italia ma per parlare di sughero abbiamo necessità di un esperto in questo
05:19caso un'esperta Nadia ciao Nadia ci parli meglio del sughero e di insomma che impatto ha avuto nella
05:28nella società qui a calangianus allora il sughero è stato l'elemento principale l'economia principale del paese per tantissimi
05:37anni dalla dall'ottocento fino alla fine del novecento i primi del duemila
05:44il 90 per cento della popolazione di calangianus era impegnata nella lavorazione del sughero nelle industrie iniziando da piccoli
05:58piccoli artigiani fino a poi nel novecento ad arrivare ad essere appunto uno dei comuni più industrializzati d'italia uno
06:09dei cento comuni più industrializzati d'italia
06:15la necessità dell'apertura di questo museo quando è arrivata Nadia allora noi ci formiamo come associazione contiamoci nel 2010
06:24proprio per valorizzare le risorse del nostro paese per valorizzare il territorio di tutta la gallura di tutta la sardegna
06:34quando possiamo
06:35e nel 2010 abbiamo allestito il museo del sughero grazie alla collaborazione dei nostri compaesani che ci hanno donato tutti
06:44i macchinari antichi dall'ottocento fino agli anni sessanta che poi vedrete all'interno del museo
06:53quindi c'è stato fortunatamente un contributo collettivo
06:57sì sì sì la comunità è stata proprio collaborativa in questo è stato necessario perché comunque la lavorazione alcune tradizioni
07:08della lavorazione del sughero si stanno perdendo
07:11i giovani non sanno tutti i sacrifici che c'erano prima per realizzare appunto un tappo un semplice tappo che
07:19sembrerebbe un semplice tappo ma se voi chiedete a tutti i turisti che arrivano al museo che arrivano da tutto
07:27il mondo
07:27quando finiscono la visita al museo rimangono estasiati da tutta la lavorazione che c'è dietro un tappo
07:38figuriamoci quando ancora tutta la lavorazione era manuale che per una bella percentuale ancora e speriamo che rimanga ancora per
07:49sempre manuale come lavorazione
07:53per avere una qualità superiore di prodotto
08:12nel dietro le quinte mi stavi iniziando a raccontare la storia di questo complesso la vuoi raccontare anche agli amici
08:17a casa?
08:18il complesso che ospita il museo del sughero ora era un convento nato nel 1700 era un convento dei frati
08:25cappuccini dell'ordine dei francescani
08:28e nel 1866 c'è stato lo scontro dello stato con la chiesa e la chiesa l'ha mutato in
08:34un carcere
08:34è stato carcere fino agli anni 50
08:37quindi anche recentemente
08:39sì sì infatti abbiamo dei racconti molti signori del paese di Calangianus ci raccontano alcuni anedoti appunto di quando c
08:51'erano i carabinieri a cavallo
08:52c'è stata anche comunque una parte era adibita dalla prefettura che poi è stata trasferita a Tempio
09:01è stato ospitato anche delle classi, delle scuole elementari
09:05quando ero io ragazzina, diciamo bambina si faceva anche il catechismo
09:10insomma è stato tante cose, è ospitato anche delle famiglie
09:14e poi è stato abbandonato, recuperato dalla regione, dato un affido al comune
09:20e noi appunto come associazione nel 2010 l'abbiamo allestito come museo
09:25ora viene gestito dalla cooperativa Contiamoci perché ci siamo mutati in cooperativa appunto per essere ai tempi per poter partecipare
09:36ai bandi
09:38però il museo è nato dall'associazione Contiamoci
09:43e rimarrà sempre l'allestimento associazione Contiamoci
09:46quindi c'è più interesse da parte dei local, cioè da parte di Sardi
09:53o l'interesse è maggiore da stranieri, comunque da turisti che vengono da fuori dalla Sardegna?
10:00allora diciamo che abbiamo molti stranieri ma perché comunque le loro vacanze glielo permettono più di quelli italiani
10:11infatti è divisa in mesi, nei primi mesi dell'anno viene visitata molto dai tedeschi, dagli svizzeri, dai francesi, americani
10:24ultimamente abbiamo molti visitatori americani dalla Polonia, insomma da tutto il mondo
10:31poi luglio e agosto è più concentrato dagli italiani e dai sardi
10:37perché appunto avendo le ferie più concentrate in quei mesi
10:41però la maggiore dei visitatori sono francesi e tedeschi
11:13questa esperienza all'interno del museo
11:16è divisa per così dire in due atti, diciamo così, la parte del piano terra e poi sale su
11:22nel piano terra cosa raccontate?
11:24allora come vedi iniziamo qui con l'estrazione, raccontiamo appunto
11:28la quercia da sughero in Sardegna è presente da 60 milioni di anni
11:32e negli anni poi si è evoluti come estrarla
11:36come estrarre questa materia bellissima
11:40che insomma ci ha dato tanta economia a questo paese
11:44l'estrazione, poi il sughero viene estratto, si fa stagionare
11:50viene bollito, viene emolato
11:52poi qua vediamo i macchinari antichi della lavorazione
11:56vediamo l'ubarrili che era presente in ogni casa
12:00in ogni casa a Calangianus c'era un quadrettaio
12:03così vengono chiamati gli artigiani che appunto tagliano le bande
12:08queste strisce che vedete qua chiamate bande
12:12e era la lavorazione principale
12:15in ogni casa a Calangianus c'era un quadrettaio
12:49quindi ora dividiamo in due la lavorazione
12:53il sughero di qualità tuttora viene tagliato in quadretti
12:56naturalmente non più a mano
12:58che ci sono alcuni artigiani che preferiscono ancora tagliarlo a mano
13:02e poi viene stondato con macchinari industriali
13:06questa è l'evoluzione
13:08i macchinari che non tagliano con la lama
13:11ma consumano con la mola
13:13fino ad arrivare alla finitura
13:15il tappo poi viene classificato
13:19abbiamo le signore che fanno la classifica
13:22viene marchiato a caldo e viene paraffinato
13:26questo è quello che si ottiene per ottenere il tappo di sughero naturale
13:30abbiamo il tappo agglomerato
13:32che ha la stessa importanza del tappo naturale
13:34ma andrà a imbottigliare i vini frizzanti
13:36mentre quello naturale andrà a imbottigliare i vini rossi
13:39il vino il vermentino, il vino rosso soprattutto
13:41che deve respirare e maturare in bottiglia
13:44poi si fa il tessuto di sughero
13:47ecco vedete questo tessuto è stato brevettato qua a Calangianus
13:51nel 68
13:53inventato nel 68, brevettato nel 78
13:56ed è resistentissimo
13:58viene sfogliato il sughero in due decimi di millimetro
14:01è incollato con dei polimeri naturali a un altro tessuto
14:07si fanno l'artigianato, l'artigianato artistico
14:11facciamo i pannelli per l'isolamento termico
14:14che è il migliore isolante che possa esistere
14:17è eterno
14:18e questo ancora si fa?
14:20questo ancora si fa esattamente
14:22è biologico, è ignifugo perché il sughero è ignifugo
14:26brucia in polvere sottilissima ed è eterno perché non viene attaccato
14:29né da ruditori né dalle formiche rosse
14:31insomma è un prodotto naturale al cento per cento
14:35ho una curiosità che forse c'entra o meno
14:40come l'ho chiamata Calangianus in sardo il sughero?
14:43in gallorese, in dialetto gallorese è suaru
14:45suaru
15:18siamo qui nel primo piano che ho citato poco fa
15:23cosa mostrate invece in questa ala?
15:27allora una volta che abbiamo spiegato tutta la lavorazione
15:30e fatto vedere i macchinari antichi
15:33arrivano al piano superiore dove ci sono tutti i video
15:37della lavorazione attuale
15:39quindi è una parte più multimediale
15:42sì è la parte multimediale appunto
15:44qui possiamo fare i dabolatori con i bambini
15:46quando vengono le scolaresche
15:48abbiamo il toccami
15:52per toccare tutte le sfaccettature del sughero
15:57dove i bambini si divertono tantissimo
16:01ospitiamo appunto questa installazione che è stata creata da Giacchetti
16:08un architetto milanese
16:10dove appunto possiamo vedere che il sughero non è solo tappi
16:13si fa la pittura, si fa la coibentazione
16:16ora con un materiale alleggerito
16:18si fanno tantissime cose
16:20noi il sughero è presente in tantissime strutture
16:26noi non abbiamo neanche un'idea di cosa si possa fare col sughero
16:30insomma non è solo tappo
16:32ma raccontaci così anche brevemente della lavorazione
16:37dell'estrazione, gli alberi
16:39perché io ero curioso, sono sempre stato curioso di sapere
16:41un albero, una volta che viene estratto il sughero
16:44quanto tempo rimane lì e dopo quanto può essere utilizzato?
16:49allora, innanzitutto l'albero che ci dà il sughero è la Quercus uber
16:52è l'unico albero nel mondo
16:54quando noi togliamo la corteccia
16:55ricresce per tantissime volte
16:57la prima volta si fa l'estrazione
17:00quando la Quercia ha circa 25-30 anni
17:02ma a 25-30 anni di età
17:04ha praticamente ad 1,30 m di altezza
17:07a 60 cm di circonferenza
17:10si aspetta ad avere queste misure
17:12perché viene utilizzata tuttora l'ascia
17:15quindi quando si va a fare il taglio
17:17se la pianta dovesse fletteri si rischia di ferirla
17:19invece con queste misure la pianta è ferma
17:22tutte le successive estrazioni dalla prima
17:25vengono effettuate ogni 10-12 anni
17:28vedete come cambia il sughero
17:29appena lo estraiamo viene chiamato sughero maschio
17:32un sughero legnoso
17:34che non viene utilizzato per fare i tappi
17:37perché è appunto legnoso
17:38la seconda estrazione
17:40praticamente con la prima estrazione
17:42demaschiamo la pianta
17:43e pian piano va a mutarsi
17:45va ad assottigliarsi
17:47fino ad arrivare alla terza estrazione
17:49che chiamiamo sughero femmina
17:50e quindi dalla prima estrazione
17:54cosa si fa generalmente?
17:56prima con la prima estrazione
17:58e con la seconda estrazione
17:59tutta la parte esterna della lavorazione
18:01perché del sughero non si butta via niente
18:04si fanno i pannelli per la coibentazione
18:06e poi dalla parte
18:08dalla terza estrazione in poi
18:09il sughero femmina si fanno i tappi
18:11si fanno il tappo naturale
18:12il tappo agglomerato
18:13il tessuto che abbiamo nominato prima
18:17tutto l'artigianato
18:19insomma
18:19il sughero è molto più
18:21insomma di quello che la maggior parte delle persone
18:24pensa di un semplice tappo
18:26lo possiamo anche indossare il sughero ormai
18:29facciamo dei bellissimi abiti
18:34ok
18:47Grazie a tutti.
19:09Altro sito di interesse a Calangianus è sicuramente la tomba dei giganti di Pascaredda. Non essendo io uno storico esperto
19:16del territorio, mi sono rifatto anche in questa puntata a un'esperta, a quale è Sara Pugioni, archeologa. Ciao Sara,
19:24ci racconti meglio questo sito archeologico?
19:27Certo, mi fa piacere. Siamo a Calangianus, siamo nella regione Monte di Deu e nell'area archeologica di Pascaredda, tomba
19:36dei giganti scavata nel 1998 da Angela Antona, archeologa della soprintendenza di Sassari,
19:46che si è occupata per oltre 30 anni di archeologia preistorica in Gallura e ha portato avanti un'indagine scientifica
19:54su questo sito archeologico, restituendolo alla comunità del territorio di Calangianus, ma in effetti a tutta la Gallura.
20:02È una tomba dei giganti che appartiene ad un contesto più ampio che è quello nel quale ci troviamo e
20:10quindi fa riferimento ad un'unità territoriale composta da nuraghi, una fonte sacra che è la fonte di Lipaladini,
20:19un'area di villaggio, quindi un abitato in prossimità del nuraghebon vicino e infine, appunto come dicevi nell'introduzione, un
20:30edificio funerario che ha però anche carattere in qualche modo politico e sacro, ora vediamo perché,
20:38è quindi luogo di riferimento di tutta la comunità nuragica, stanziata in questo spazio, in questo altopiano di Monte di
20:48Deu tra il XVII secolo e il XII secolo a.C., quindi siamo nell'età del bronzo, questo è l
20:56'arco cronologico nel quale ci muoviamo.
20:59Per quanto riguarda l'architettura della tomba dei giganti, com'era composta?
21:03Sì, allora l'area semicerchio che oggi adesso ci ospita si chiama tecnicamente esedra ed era l'area cerimoniale nella
21:17quale la comunità nuragica si riuniva in occasione probabilmente non soltanto del rito
21:24che avveniva immediatamente dopo la deposizione del defunto all'interno del corridoio funerario. Deposizione peraltro primaria, cioè veniva deposto l
21:37'inumato secondo la sua connessione diciamo anatomica,
21:41questo l'ho preciso perché per un po' di tempo si è creduto che le tombe di giganti accogliessero solo
21:49parte delle ossa dopo la scarnificazione del cadavere.
21:53Questa tomba e altre della Gallura, in particolare quelle di Santa Teresa scavate sempre dalla dottore Santona, hanno in realtà
22:03confermato che si tratta di tombe che ospitavano i numati immediatamente dopo la morte.
22:10Ritornando all'architettura l'esedra è composta da una pietra centrale lavorata, una stele, questo è il nome tecnico, nella
22:23tomba di Pascaredda residua la parte sottostante,
22:27era certamente un blocco bilitico formato dalla sovrapposizione di due parti, la parte superiore arcuata che vedete invece integra nelle
22:38tombe di Arzachena per non allontanarci dalla Gallura,
22:41non è stata trovata e quindi rimane monumentale, grande, imponente la parte sottostante con alla base un'apertura, una porticina
22:58che non era funzionale,
23:00cioè non serviva per l'accesso alla tomba, aveva un significato, era la porta inferi, cioè il punto di connessione
23:10ma anche di separazione tra lo spazio dei vivi e quello destinato ai defunti,
23:15probabilmente anche chiusa con uno sportellino che in situ non è stato individuato.
23:22Nella parte retrostante l'esedra, l'esedra poi si sviluppa partendo dalla stele centrale con una serie di ortostati, cioè
23:30di blocchi che definiscono quest'area circolare di altezza scalare,
23:35ecco nella parte retrostante la stele si sviluppa un corridoio di pianta rettangolare, absidato nella parte retrostante, con una pavimentazione
23:46di granito e tutto di granito nell'edificio,
23:50insomma la tomba è completamente di granito perché il materiale è disponibile, è cavato chiaramente in luogo.
23:58Interessante dire che il corridoio rettangolare, la tomba vera e propria, retrostante l'esedra, è circondata e come dire anche
24:08contenuta, protetta, nascosta da un tumulo,
24:11un tumulo di terra, pietrame che contiene e dà anche risalto in qualche modo visibilità all'edificio che come dicevo
24:22in apertura è anche un edificio che segna il territorio,
24:28segna quindi l'appartenenza di questa comunità a questo territorio.
24:44Siamo arrivati alla mia parte preferita della trasmissione che è quella dell'arte culinaria,
24:50qui a Calangianus come in tutta la Gallura si usa a preparare gli acciuledi,
24:55ma per mostrarci la ricetta e insomma come viene fatta mi sono rivolto a Tiziana,
25:02ciao Tiziana ce la racconti un po' questa ricetta?
25:04Certo, allora gli acciuledi sono dei dolci tipici galluresi e della Sardegna che sono preparati con la farina di grano
25:13tenero,
25:14strutto suino, zucchero, acqua e un pizzico di sale per il battesimo.
25:19Semplicemente?
25:20Semplicemente, si impasta la farina prima con l'acqua e lo zucchero e poi piano piano si inserisce lo strutto,
25:29perché la materia grassa ha bisogno di essere lavorata in un certo modo,
25:35quindi anticamente si diceva che la ciuledi e la pasta sviolata si facevano a manunta,
25:39cioè si coprivano le mani di strutto e si impastava piano piano la pasta.
25:45Una volta lavorata la pasta deve essere lasciata riposare più o meno una mezz'oretta, insomma approssimativamente,
25:52e poi quando ha riposato un pochino viene stirata, non troppo sottilmente, tagliata a striscioline e poi intrecciate a fare
26:01le acciuledi.
26:02E poi come si cuoce?
26:04Poi una volta preparate le acciuledi si friggono con l'olio di semi, perché con l'olio di oliva inizia
26:13a diventare un po' pesante,
26:14e poi una volta fritte lasciate poco poco intiepidire e vengono messe a bagno nel miele e poi si gustano.
26:20A preferenza si può aggiungere la scorza del limone e dell'arancia, ma questa è una cosa soggettiva.
26:26E vengono usate per qualche occasione particolare?
26:29Allora, qui in Gallura la tradizione vorrebbe che vengano preparate a carnevale, perché il giorno è proprio il dolce tipico
26:39di carnevale,
26:40però ormai è diventato un dolce che insomma mangiamo tutto l'anno, come ogni occasione buona per prepararli.
26:46Poi ormai i dolci, lo saprete meglio di me, sono quotidiani, non sono più le feste comandate.
27:02Questa puntata di Lost in Sardinia a Calangianus termina qui.
27:06Ci siamo persi tra i suoi sugheretti, la sua archeologia e la sua arte culinaria.
27:11Io vi ringrazio per averci seguito e spero di avervi regalato uno spaccato della Sardegna, seppur poco conosciuto.
27:18Arrivederci alla prossima!
27:45Autore dei sottotitoli e revisione a cura di QTSS

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