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- #canale13
Una produzione TCS S.r.l. 2020 #canale13 www.telecostasmeralda.tv
Categoria
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NovitàTrascrizione
00:01Musica
00:56Italiani
00:58E italiane
01:00Ancora una volta in piedi
01:05Viate degni di questa grande ora
01:08Vinceremo!
01:15Con queste parole di auspicio, di coraggio
01:20ma che poi si rivelarono terribili
01:23il Duce Benito Mussolini
01:26il 10 giugno del 1940
01:28dal balcone di Palazzo Venezia a Roma
01:32preannuncia l'entrata in guerra dell'Italia
01:35una guerra che trascinò
01:37nelle profondità delle miserie umane
01:40anche la Sardegna
01:42isola nella quale faremo quest'oggi
01:44un viaggio
01:45in mezzo alle lacrime
01:47al sangue
01:48alle paure
01:49ma anche alla rinascita di quest'isola
01:52martoriata dalle bombe
01:56a
01:56a
01:56a
01:56a
01:58a
02:12Grazie a tutti.
02:44Grazie a tutti.
03:03Suonava l'allarme, si andava al rifugio, cessava, dopo un attimo ricominciava da capo.
03:14Questo lo ricordo benissimo.
03:17Eravamo andando e tornando, andando e tornando.
03:21Dal rifugio a casa, da casa al rifugio.
03:24Durante la seconda guerra mondiale, il 17 febbraio del 1943 a Cagliari, moltissimi cittadini cercarono scampo dalla pioggia mortale di
03:39bombe e di spezzoni.
03:40Ed esattamente in questa scalinata troviamo i segni causati dalle rafiche di mitra sprigionate dagli aeri nemici che, virando a
03:52circa 45 gradi, spinsero molti cagliaritani verso l'ingresso della chiesa di Sant'Anna.
04:01La maggior parte di loro però morirono all'ingresso di questo tempio sacro dedicato a Gesù Cristo.
04:10Altri cagliaritani invece cercarono scampo dalle bombe accedendo nel sottosuolo di Cagliari.
04:45Altri cagliaritani
04:59Ci troviamo nel quartiere di Stampace, il cui nome deriverebbe dalla presenza di cavità sotterranee, in dialetto stampusu, dunque buchi,
05:11ambienti scavati nella roccia.
05:12Per altri il nome risalirebbe almeno al Medioevo, indicherebbe Stai in pace per la presenza dei cimiteri presenti in quest
05:23'area molto antica di Cagliari.
05:25Ma a proposito di cimiteri, qui morirono molte persone colpite dalle schegge taglienti in quel lontano 17 febbraio del 1943,
05:37che viene rievocato in quanto data funesta dalla lapide presente in quella parete, realizzata il 17 febbraio del 1993 a
05:5150 anni esatti dal drammatico bombardamento sulla città.
05:56Sul lato destro è presente l'ingresso di un rifugio, una cripta sotterranea, viene chiamata la cripta di Santa Restituta,
06:06che nel corso di questa puntata esploreremo in vostra compagnia.
06:11E poi proseguendo in questo viaggio nel tempo, ricordiamo di come i palazzi, quasi tutti gli edifici di Cagliari, si
06:20racconta almeno l'80% cadde al suolo, colpito fortemente dal bombardamento.
06:29Erano le primissime ore del pomeriggio, passarono da 7.000 metri di quota le cosiddette fortezze volanti e questi aerei,
06:39con il loro carico mortale di piogge e di spezzoni,
06:44bombardarono a tappeto la zona del porto e dunque i quartieri di Castello, di Marina e in questo quartiere per
06:52l'appunto Stampace.
06:53A quei tempi vi era anche una persona, che è oggi un superstite di quel bombardamento, Sergio Orani, classe 1937.
07:09Cosa ricordi di quel bombardamento?
07:11Dunque, io ricordo questo, non ero qui esattamente, io ero in un'altra zona, però qui avevo dei parenti che
07:19hanno raccontato per tanti anni tutta la vicenda.
07:22Era una bella giornata ed era il 17 febbraio, nessuno pensava che arrivassero questi bombardieri, questi aerei, tanto che molti
07:36incantati rimanevano con il viso verso l'alto
07:41perché non si rendevano conto a che cosa andavano incontro.
07:45Insomma, questi aerei hanno lanciato queste bombe, queste bombe che erano bombe speciali perché si frastagliavano tutte.
08:00Insomma, esplodendo, Sergio, liberavano a raggera delle schegge taglienti mortali per tutti.
08:08Ed esplodevano a qualche centimetro da terra, non toccavano terra che già esplodevano.
08:14Questo poi mi è stato spiegato in modo che non si salvasse nessuno perché da terra le schegge avrebbero colpito
08:26qualsiasi persona in ogni angolo della piazza.
08:31Ed erano, queste schegge erano terribili, tanto è vero, ne ho una qui.
08:35Ora ve la faccio vedere, una scheggia, vedete, tagliente in tutte le parti, passate il dito, proprio vi punge perché
08:46sono schegge di acciaio temperato.
08:50Lo mostriamo a quanti ci seguono. Vedete, sembra una punta in questo caso di coltello frastagliata, affilatissima, di materiale ferroso.
09:04Ma io vedo dei riflessi metallici che virano all'argento e quindi parebbe un mix, parebbe un acciaio in realtà.
09:13E queste, ad esempio, penetrando nella cassa toracica di una persona rimbalzavano, creavano dei danni.
09:19Tenete con una bomba di circa una tonnellazza, quante schegge poteva fare? Più piccole, più grandi, eccetera.
09:26Insomma, qui ne sono caduti un paio, qui ha creato una carnificina. Ma perché anche?
09:33Perché la gente, una volta sentita la sirena, sono corsi subito al rifugio, cioè alla cripta di Santa Restituta.
09:42Ma in quel momento la porta era chiusa. Era chiusa perché c'era un custode che aveva la chiave.
09:49Di conseguenza vanno tutti lì, nella piazzetta, piena di gente, circa 80-90 persone.
09:56E spingevano la porta, aiuto, aiuto, dove? Cerca il custode, il custode, non ha le chiave il custode.
10:03Cercate il custode. Insomma, il fatto sta che il custode non l'hanno trovato.
10:08Dicono tante cose di questo custode che, per carità, però ne hanno dette tante.
10:16Tra queste, Sergio, apriamo velocemente un piccolo spaccato. Io riassumo in una sintesi estrema, giornalistica.
10:23C'è chi racconta il custode forse si era ubriacato.
10:26Altri dicono stava alla stazione, andò con una signorina.
10:30Non abbiamo delle certezze, ma l'unica certezza è che là, davanti al portone di Sant'Arrestituto, altre 100 cagliaritani
10:37sono morti.
10:38Erano tutti sembrati lì. Il fatto sta, arrivano gli aerei e fanno un macello.
10:44Un fiume di sangue è sceso in questa strada, in via Sant'Efiso.
10:49Un fiume di sangue, cervelli, braccia, spiaccicate nei muri.
10:55Insomma, era la piazza dell'orrore.
10:59Quelle che vedete non sono cupole corazzate, ma le cupole della cattedrale di Cagliari.
11:05E le anime timorate, che vorrebbero che si combattesse senza odio né antipatia,
11:11osservino come gli aviatori nordamericani, i principali seminatori di penne e matite esplosive,
11:17i mitragliatori della Sicilia, di Grosseto e di Cagliari, si accamiscono contro le nostre chiese.
11:23La cattedrale di Cagliari è stata centrata in pieno giorno dagli aviatori nordamericani,
11:29che si vantano anche di possedere il famigerato brevetto numero uno,
11:33cioè un segreto quanto infallibile apparecchio di puntamento da grande altezza.
11:39Ma come le statue del Santo e della Vergine sono rimaste intatte sotto tanta sacrilega furia,
11:46così la nostra fede nella vittoria sfida e sfiderà ogni terrorismo nemico.
11:51Stavamo andando io e mio marito a prendere degli amici alla stazione di Cagliari,
11:57perché dovevano arrivare con il treno.
12:01E purtroppo ci ha preso il bombardamento, abbiamo visto arrivare gli aerei.
12:13Era una cosa impossibile di vedere, perché c'erano gente,
12:18quelli che erano dentro a queste cose erano tutti morti,
12:22e braccia gente fuori dai finestrini,
12:25che insomma noi eravamo addirittura spaventati,
12:30perché oltretutto lei pensa che in questi treni ci potevano essere i nostri amici.
12:36C'era una signora vestita di verde, me lo ricorderò sempre con tutta la vita,
12:41era appoggiata al muro così.
12:44Io credevo che era una signora che si sentiva male, capito?
12:48Gli sono andato vicino per dirgli, signora si sente male?
12:52Guardi, guardi, mi prende il tremore adesso.
12:57Non avevo più questo, il cervello era attaccato alla cosa.
13:02Quando io ho detto così, non lo so,
13:06o forse l'ho toccata, è caduta giù così.
13:13Signore mio, il bombardamento sarà durato neanche una mezz'ora,
13:18perché adesso, poi dopo c'era tutto il resto, insomma,
13:22sirene che suonavano da tutte le parti,
13:25questi aerei che ritornavano ad andarsene,
13:29e le conseguenze che c'erano state.
14:09Sirene
14:39Sirene
15:00Una cosa tremenda, la guerra è brutta.
15:04Questo lo diceva anche mio padre, che ha fatto la prima guerra.
15:09Diceva, la guerra è brutta.
15:13Vi abbiamo raccontato solo una minima parte del dramma della Seconda Guerra Mondiale,
15:20vissuta dalla Sardegna e in particolar modo da Cagliari,
15:25il capoluogo dell'isola.
15:27Pensate che durante la Seconda Guerra Mondiale,
15:30dopo il bombardamento del 28 febbraio,
15:33alcuni già pensarono di oramai abbandonare Cagliari,
15:37ridotta ad una larva di città,
15:39e di far nascere un nuovo capoluogo.
15:41Si pensò a Sassari,
15:43come poi recitarono alcune pagine dei giornali.
15:46Però Cagliari rinascerà più bella di prima,
15:50raccontò Giampaolo Lalai,
15:53in una bellissima canzone
15:55che ha consegnato alla voce di Rossella Fa.
15:59Sentitela per un attimo.
16:18Ti scrivo, marido mio,
16:23atteso in altra zona terra,
16:52si rincorrono tra luci ed ombre,
16:55le storie dei cagliaritani
16:57che cercarono di accedere nei rifugi come questo.
17:01È il rifugio di Santa Restituta Martire,
17:05una santa, un'icona del cristianesimo in Sardegna,
17:10che è stata adottata dai cittadini cagliaritani
17:13molti secoli fa.
17:15E infatti, vedete,
17:16è una vera e propria chiesa rupestre,
17:19una chiesa scavata nella roccia.
17:21In profondità vediamo un altare,
17:24un altare che è stato utilizzato per celebrare la messa
17:29e sul lato destro vediamo anche lei,
17:31la statua di Santa Restituta,
17:35affiancata da due anfore molto antiche,
17:39si dice risalenti ad oltre duemila anni fa.
17:43Ma in questo luogo molto antico,
17:47sempre nel 1943,
17:50durante la Seconda Guerra Mondiale,
17:53venne meno la funzione religiosa di questo sito,
17:57la funzione della chiesa scavata nella roccia.
18:00E alle preghiere si alternarono invece
18:03le storie racchiuse,
18:06forse da questo muro,
18:07è un muro paraschegge,
18:09avrebbe dovuto riparare le persone
18:12presenti in quello che divenne nel 1943
18:16un rifugio di guerra.
18:18Sotto questo tetto di roccia caddero le bombe
18:21che devastarono, che distrussero,
18:24radendoli al suolo,
18:26numerosi palazzi.
18:28Tra le macerie, soprattutto,
18:30tanti cadaveri
18:32e tante parti cadaveriche umane.
18:35Nel sottosuolo invece,
18:36in luoghi simili a questo,
18:39su dei freddi sedili di roccia,
18:42stavano seduti i cittadini cagliaritani
18:45che sgranavano un rosario,
18:48alcuni avevano i pidocchi,
18:51altri magari puzzavano di sudore,
18:54ma tante persone pregavano fortemente
18:57per poter avere salva la vita.
19:00Ed infatti, guardate per un attimo,
19:02in questo corridoio,
19:04è presente un cunicolo
19:06con l'uscita di sicurezza
19:09del rifugio sotterraneo.
19:11Alla sala scavata nella roccia,
19:14alla vecchia chiesa,
19:16si alterna dunque un passaggio segreto,
19:19questo ambiente recondito
19:22che presenta anche un pozzo
19:24in questo lato,
19:25chiuso,
19:26in comunicazione con la chiesa soprastante
19:29di Santa Restituta,
19:32sul lato destro e sinistro dei fori,
19:35per un lungo trave
19:38che doveva sorreggere
19:39la volta del rifugio sotterraneo.
19:42E poi qui,
19:43le tracce dello scalpello,
19:45gli scalpellini
19:46che hanno allargato
19:47un ambiente antico preesistente
19:49e che sotto le bombe
19:51della Seconda Guerra Mondiale,
19:52vedete,
19:53hanno cercato di fare spazio
19:55ad una volta in cemento.
19:57ci sono ancora i segni
19:58dei tavoloni di legno
20:00di quello che era
20:01un rifugio improvvisato,
20:03spartano,
20:04perché sempre in questo punto
20:07gli edili
20:08che hanno aggredito
20:10scavandola alla roccia
20:11hanno intercettato,
20:12vedete,
20:12del cemento.
20:13E dunque una preesistente
20:15cisterna idrica,
20:17una cisterna d'acqua.
20:18Qui vedete le linee
20:20di livello dell'acqua
20:21che è caduto oramai
20:24nel dimenticatoio
20:26al pari della funzione
20:27della cisterna sotterranea
20:29e della chiesa
20:30perché qui
20:30i Caglieritani
20:31dovevano entrare
20:33oppure uscire
20:35da quello
20:37che era divenuto,
20:38come già raccontato,
20:39un rifugio di guerra,
20:42un luogo
20:42scavato nella roccia.
20:43La mia storia
20:44inizia
20:46da quando avevo
20:47cinque mesi.
20:50mia madre
20:51il giorno
20:52era il 17 febbraio
20:54del 1943.
20:56La mia mamma
20:57era andata
20:58al mercato
20:59a Santa Chiara
21:01nella zona di Stampacce
21:03a fare la spesa.
21:05Finita,
21:05si era seduta
21:06per riposarsi
21:07cinque minuti
21:08e quando
21:10all'improvviso
21:11sente l'allarme
21:13e allora
21:15siccome aveva lasciato
21:16me nella culla
21:18immediatamente
21:19era corsa a casa
21:21per vedere
21:22che cosa stava succedendo.
21:24In quel momento
21:25scende
21:26la signora
21:27del primo piano
21:28e le dice
21:30guarda che sta suonando
21:31l'allarme
21:31dobbiamo andare
21:32al rifugio
21:33perché qui
21:34non possiamo stare
21:36se crollare la casa
21:37moriamo tutti
21:38e mia madre
21:39che non voleva
21:40assolutamente andare
21:41perché io dormivo
21:42tranquillamente
21:43ma aveva insistito
21:46talmente tanto
21:47che siamo andati
21:49al rifugio.
21:51Arrivati al rifugio
21:53il rifugio era chiuso
21:55perché il custode
21:57era andato
21:58a pranzo
22:00e quindi tutta la gente
22:02era calcata
22:04in questa piazzetta
22:05di Santa Restituta
22:07e purtroppo
22:09prima che arrivasse
22:10il custode
22:11ad aprire il rifugio
22:14passarono
22:15passarono
22:16gli aerei
22:16e sganciarono
22:17le famose
22:18scheggio
22:20come le vogliamo chiamare.
22:22Io ero in braccio
22:24a una ragazza
22:25una ragazzina
22:26poverina
22:26che aveva
22:2712 anni
22:28e quando
22:30vide tutta questa
22:31confusione
22:32ebbe
22:33talmente
22:34paura
22:34che cercò
22:36anziché
22:36quando arrivò
22:37il custode
22:38per aprire
22:39anziché
22:40cercare di andare
22:41verso il rifugio
22:43scappò
22:45cercando
22:46non so che cosa
22:47mamma mi raccontò
22:49e invece
22:50mia madre
22:51afferrò
22:52i miei due fratelli
22:54che erano
22:54un pochettino
22:55più grandi di me
22:56e ci la fece
22:57ad entrare
22:58nel rifugio
22:59mentre invece
23:00io
23:01fui ferita
23:02cioè
23:04due schegge
23:05mi colpirono
23:07il braccio
23:07sinistro
23:08e dice
23:10mia madre
23:11mi raccontava
23:11che io urlavo
23:13ma
23:13i militari
23:14che c'erano lì
23:15pensavano
23:16che la ferita
23:17fosse
23:17la ragazzina
23:18di 12 anni
23:19mentre ero
23:20io la ferita
23:21poi quando
23:22si avvicinarono
23:23vederò
23:24questo braccio
23:24che pensoloni
23:26allora
23:26portarono via
23:27la bambina
23:28diciamo
23:29da questa
23:30ragazzina
23:32e mi portarono
23:33all'ospedale
23:34purtroppo
23:35durante la notte
23:38dissero
23:39che il braccio
23:40aveva fatto
23:40cancrena
23:41e me lo amputarono
23:43mia madre
23:44e mio padre
23:45girarono
23:46tutti gli ospedali
23:47perché non sapevano
23:48dove fossi
23:49e la notte
23:51quando finalmente
23:52riuscirono
23:53a trovarmi
23:53appena
23:54entrata
23:55tutti
23:57dissero
23:57è la mamma
23:59di quella
24:00bambina
24:00che gli hanno
24:01amputato
24:01il braccio
24:02mia madre
24:03boh
24:03svenuta
24:04da naturalmente
24:05una mamma
24:06di tutti questi
24:08ricordi
24:09tu
24:10oltre
24:11agli stessi
24:12purtroppo
24:13va detto
24:13porti una
24:14ferita
24:15indelebile
24:16si ma infatti
24:17però
24:18dico la verità
24:19per mia fortuna
24:20siccome ero
24:21molto piccola
24:22e non sapevo
24:23sono cresciuta
24:24io non ho mai
24:26avuto l'arto
24:27e solo
24:29quando sono andata
24:30in collegio
24:30avevo 15 anni
24:31mi avevano
24:33obbligato
24:34a metterlo
24:35e da allora
24:37io porto l'arto
24:38ma altrimenti
24:38dico la verità
24:39vi era un obbligo
24:40a portare un arto
24:41si vede
24:42cosiddetto finto
24:43ma poi lì
24:44non lo portavamo
24:45in collegio
24:46quindi non avevo capito
24:47che senso
24:48avesse avuto
24:49questa cosa
24:49io sono cresciuta
24:51così
24:51nella strada
24:53con i bambini
24:54dico la verità
24:56forse i bambini
24:57di allora
24:57erano meno
24:58cattivi di oggi
25:00perché a me
25:01non mi hanno mai
25:03né preso in giro
25:04anche a scuola
25:05anzi
25:05mi volevano
25:06tutti bene
25:07e quindi
25:08ho vissuto
25:09la mia vita
25:10così
25:10serenamente
25:12devo dire la verità
25:43io avevo 14 anni
25:45e quindi
25:47innanzitutto
25:49la fame
25:50tutto il pane
25:52era razionato
25:55la notte
25:56si andava a letto
25:57con un po' di fame
25:59fuori
26:00non era mica
26:01tutta cosa bella
26:03quindi
26:04quindi si soffriva
26:05niente
26:05nient'altro
26:06di gioie
26:08ce ne erano
26:09ben poche
26:10quindi
26:10non si può parlare
26:13di gioie
26:13ma di
26:14di sofferenza
26:16questa è la realtà
26:18tragica
26:19e vera
26:39persone che oggi vanno
26:41persone che
26:42che vengono
26:44la via Manno
26:45è stata una delle strade
26:46più colpite
26:48dal bombardamento
26:49della seconda guerra mondiale
26:51a Cagliari
26:52ma in un angolo
26:53di questa strada
26:55in un vicolo
26:56di questa via
26:57dello shopping
26:58cittadino
26:59è presente
27:00un rifugio
27:01scavato nella roccia
27:02che si addentra
27:03in parte sotto
27:04il castello di Cagliari
27:06l'ingresso di quel rifugio
27:07è oggi
27:08occultato
27:10nascosto
27:11da questa scalinata
27:17e abbiamo varcato
27:19anche in questo caso
27:21le ideali
27:22colonne d'Ercole
27:23superando
27:24quella scalinata
27:25e accedendo
27:26in questo
27:27rifugio sotterraneo
27:28si chiama
27:29Grotta Marcello
27:31il nome
27:32è legato
27:33al cognome
27:34del proprietario
27:35della palazzina
27:36che sorgeva
27:37su quello
27:38che è divenuto
27:39un rifugio
27:40di guerra
27:41oggi
27:41al posto
27:42dei sedili
27:43scavati
27:44nella roccia
27:45che dovevano
27:45accogliere
27:46i rifugiati
27:47sono presenti
27:49dei tavolini
27:50delle posate
27:51perché questo
27:52sotterraneo
27:54è divenuto
27:55un rinomato
27:56locale
27:57del capoluogo
27:58della Sardegna
27:59gli angoli
28:01curvi
28:02all'interno
28:04della grotta
28:06di Marcello
28:07erano
28:08in passato
28:10delle vere
28:11e proprie
28:11congiunzioni
28:12con delle strutture
28:14sotterranee
28:15che dovevano
28:16accogliere
28:16la roccia
28:17questa galleria
28:18è stata scavata
28:19con l'esplosivo
28:20dunque
28:21con le mine
28:22tant'è che
28:23sono presenti
28:24dei fori
28:24causati
28:25dall'esplosione
28:26delle stesse
28:27e il materiale
28:28estratto
28:29nel sottosuolo
28:30veniva
28:30temporaneamente
28:31posizionato
28:32depositato
28:33in questi angoli
28:34per poi
28:35essere
28:36posizionato
28:37all'interno
28:38dei carrelli
28:38e fuoriuscire
28:40dalla galleria
28:40sotterranea
28:41è incredibile
28:43perché sulla nostra
28:44testa
28:44sono presenti
28:45dei palazzi
28:46ma nel lontano
28:47passato
28:48era presente
28:49una collina
28:50oggi
28:51una delle pendici
28:53collinari
28:54è rappresentata
28:55proprio dalla
28:56centralissima
28:57via Manno
28:58la via
28:59dello shopping
29:00cittadino
29:00della città
29:01che abbiamo
29:02incontrato
29:02prima
29:03e poi
29:03proseguendo
29:04lungo
29:05questo
29:06andito
29:07sotterraneo
29:09che non è più buio
29:10perché sono state
29:11posizionate
29:12delle moderne lampade
29:13trovavamo
29:15sul lato sinistro
29:17dentro al rifugio
29:18i bagni
29:19per gli uomini
29:20e per le donne
29:20mentre
29:21nella parte bassa
29:22un grande
29:24salone
29:25sotterraneo
29:26che nel
29:26secondo
29:27dopoguerra
29:28venne utilizzato
29:30come
29:30originaria
29:32discoteca
29:32per le feste
29:33delle matricole
29:34universitarie
29:35per l'università
29:37degli studi
29:37di Cagliari
29:38che è situata
29:39oltre questa
29:41coltre di roccia
29:42nella via
29:43università
29:44i suomorgamenti
29:46sono stati
29:48quello che ha
29:49terrorizzato
29:50maggiormente
29:51che ha distrutto
29:54quasi tutta
29:56la città
30:07la guerra
30:08per me è stata
30:10una rovina
30:11nel senso
30:12che mi ha
30:14sconvolto
30:14non mi ha dato
30:15pace
30:16mi ha fatto
30:17sentire
30:18una nudità
30:46di Cagliari
31:18di Cagliari
31:19di Cagliari
31:19nei meandri
31:21della storia
31:22al di là
31:23delle vicende
31:25raccontate
31:26da molti superstiti
31:27della guerra
31:28troviamo anche
31:29gli elementi
31:31nefasti
31:32di quelli che sono
31:34stati
31:35i conflitti
31:36ad esempio
31:36la seconda guerra mondiale
31:38dei proiettili
31:40delle ogive
31:41soprattutto
31:43ogive
31:45molto grandi
31:46imponenti
31:47pesantissime
31:48che venivano
31:49esplose
31:50da dei grandi
31:51proiettili
31:52da dei cannoni
31:53dalle navi
31:54ma anche
31:55dalle batterie
31:56contraeree
31:57della Sardegna
31:58infatti
31:59in questo caso
32:00guardate
32:00per un attimo
32:04pesantissimo
32:05troviamo
32:06questo doppio
32:07elemento
32:08che
32:08potete
32:10soltanto
32:11immaginare
32:11quali danni
32:12una volta
32:13esploso
32:14potesse causare
32:16in casi
32:18analoghi
32:19di
32:19proiettili
32:21così grandi
32:21e pesanti
32:22potevano morire
32:23anche diverse
32:24centinaia
32:25di persone
32:26e poi
32:27in questa
32:27vetrina
32:28molto bella
32:30molto particolare
32:31incontriamo
32:32anche
32:33quelle che erano
32:35le dotazioni
32:36belliche
32:37portate
32:38nei rifugi
32:39civili
32:39e quindi
32:40le maschere
32:40antigas
32:41che al pari
32:42delle vanghe
32:43e dei sacchi
32:44di sabbia
32:44venivano
32:45donati
32:46a quanti
32:47dovevano
32:47occuparsi
32:48della manutenzione
32:49dei rifugi
32:50scavati
32:51sottoterra
32:51gli uomini
32:53dovevano
32:53indossare
32:54una maschera
32:55per cercare
32:56di scampare
32:57dalla morte
32:58che incombeva
32:59sulle città
33:24e siamo entrati
33:26in quello
33:26che è
33:26un ex
33:27rifugio
33:28sotterraneo
33:29dei tempi
33:30della seconda guerra mondiale
33:32ma
33:33più che un rifugio
33:34era un vero e proprio
33:34ospedale segreto
33:36realizzato per volere
33:37dell'aeronautica
33:38militare
33:39e tempi
33:40dei bombardamenti
33:41del 1943
33:45e all'interno
33:47di queste strutture
33:48scavate
33:49della roccia
33:49sono presenti
33:51le vecchie sale
33:52operatorie
33:53o perlomeno
33:53quel che resta
33:54di esse
33:58e poi
33:59la camera mortuaria
34:03un ambiente
34:04utilizzato
34:05con i servizi
34:06doccia
34:09e su un lato
34:11un altare
34:12un vecchio altare
34:14che è stato
34:14utilizzato
34:15per poter
34:16pregare
34:42in questo punto
34:44vedete
34:45su questo pilastro
34:46con delle
34:47viti
34:48e con quel che resta
34:49dei vecchi dadi
34:51metallici
34:52anzi
34:52dalla ruggine
34:53dei vecchi dadi
34:54di ferro
34:54venivano posizionati
34:56gruppi di continuità
34:58perché in caso
34:58di bombardamento
34:59con il cosiddetto
35:00oscuramento
35:01insomma
35:02con lo spegnimento
35:03delle luci
35:03questi ambienti
35:05scavati
35:05nella roccia
35:06potevano
35:07usufruire
35:07di luce
35:08propria
35:09il tutto
35:09per volere
35:10dei militari
35:11dell'aeronautica
35:13militare
35:27ma cerchiamo
35:28di andare
35:28ancora più giù
35:29nel cuore
35:30della storia
35:41in quest'altro
35:43grande salone
35:44trovavano
35:45ospitalità
35:46i degenti
35:47possiamo osservare
35:48la presenza
35:49delle pareti
35:50tinteggiate
35:51ancora prima
35:51intonacate
35:52e in alto
35:53il cielo
35:55di roccia
35:55il tetto
35:57di candido
35:58calcare
35:59che sovrasta
36:00questo vecchio
36:01ospedale
36:02se non fosse
36:02per la presenza
36:03di questo tetto
36:05di roccia
36:06ovviamente
36:07avremo l'idea
36:08di stare
36:09come in una
36:10vera e propria
36:10caserma
36:11ed invece
36:11si tratta
36:12di una caserma
36:13sotterranea
36:14dunque
36:15non a cielo
36:15aperto
36:16ecco
36:16vedete
36:17lungo le pareti
36:18possiamo osservare
36:19infatti
36:20la pietra
36:21calcarea
36:22che ospita
36:23la grande
36:24struttura
36:25costruita
36:26con il cemento
36:27sotto le
36:28strade
36:29e le
36:29piazze
36:30di Cagliari
36:31in questo caso
36:32sotto il
36:33centralissimo
36:34via
36:35Le Buon Camino
37:05di Cagliari
37:17Quando si dice dover fare la gavetta, in questo caso la incontriamo, metallica, un contenitore
37:26per il cibo, una sorta di rancio, che presenta, quasi stampigliata con la punta di un chiodo,
37:34la scritta presto mamma ritornerò. È il pensiero pietoso di una persona che però, abbiamo scoperto,
37:45non è ritornata nella propria abitazione, nella propria casa.
37:49Ho partito in guerra, ma in parte è tornato. Un giorno lui era fermo in cimitero, aspettando questo figlio
37:57perché era morta la mamma. E lui lì, è passato un giovane, che fanno un nino qui?
38:04Sto aspettando notizie di mio figlio. E dice, io ero con un ragazzo di Villa Cedro che faceva il portale.
38:12E come si chiamava? Ramondelli Aro, Ivi di Geromeo.
38:16Era suo figlio poverino e gli ha detto che un pezzettino era rimasto in un campo minato
38:23come poteva essere di Nero De Lunga, mio zio poverino.
38:27e a venuto in un parte, mi mostro lei.
39:04Mi sto facendo spazio nella fitta boscaglia per poter raggiungere il cuore delle storie inedite
39:16della Sardegna Isola che nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale,
39:23venne devastata dalle bombe degli anglo-russi e americani.
39:31Di fatto, esatto, abbiamo a Pauliara Capoterra.
39:35Un nome molto particolare che indica anche la presenza, Alessandro, di siti militari.
39:40Fu scelta proprio quella posizione strategica, furono realizzati dei furtini scavati nella roccia
39:50e adesso vedremo le postazioni di avvistamento da parte appunto dei soldati
39:57che presidiavano quella zona militare.
40:00Un panorama bellissimo, veramente.
40:03Poterono colpire da quelle batterie, i soldati ovviamente, delle navi, degli aeri nemici?
40:10Sì, di fatto, potrebbe essere possibile, naturalmente, esatto,
40:14contrastare l'avanzata del nemico che arrivava o poteva arrivare dal mare
40:19attraverso dei cannoni, delle metragliatrici
40:24e quindi naturalmente fronteggiare lo sbarco nemico.
40:29Dobbiamo superare tutta una serie di stradine tortuose
40:33per raggiungere i piedi di una grande montagna
40:36che a breve visiterete in nostra compagnia
40:40con un esploratore, giornalista, Alessandro Cungia
40:46che ci accompagnerà nelle bellezze di queste montagne
40:50che però, in periodo bellico, durante la Seconda Guerra Mondiale
40:54cambiarono aspetto
40:56perché nella zona vennero esplosi diversi colpi di cannone
41:01e si scatenò l'inferno davanti a delle batterie contraeree
41:06e ad una serie di cunicoli scavati nella roccia.
41:10In questa piazzuola circolare veniva posizionato un cannone da 75 mm.
41:17A realizzare questa struttura bellica con il cemento armato
41:22fu l'esercito italiano.
41:24Ci troviamo nelle montagne di Capoterra
41:27e stiamo varcando il confine ideale delle colonne d'Ercole
41:32per portarvi in una storia molto affascinante
41:36seppur triste legata al periodo bellico
41:39soprattutto al 1943.
41:45In questo punto, lungo la cosiddetta linea di tiro
41:50vedete una casamatta che veniva utilizzata all'occorrenza
41:54per fermare eventuali nemici
41:57che potevano sbarcare nel Golfo degli Angeli
42:01ma soprattutto nella zona denominata di Maddalena Spiaggia.
42:05All'interno di questo sito sono presenti le feritoie
42:08per fucili mitragliatori.
42:13In questo punto esatto
42:16veniva posizionato su un apposito basamento
42:19il fucile mitragliatore
42:21e all'occorrenza veniva aperto il fuoco
42:23verso gli eventuali nemici
42:26sbarcati nella zona della spiaggia antistante.
42:35Vedete, ben mimetizzate in questa collina
42:38sono anche dei cunicoli scavati nella roccia
42:41in una roccia molto dura
42:43il granito della Sardegna.
42:47Beh Alessandro, qui si facevano spazio
42:51portando grandi pesi sulle proprie spalle
42:55i militi, i soldati armati
42:59che dovevano raggiungere queste postazioni
43:03esatto
43:04erano delle postazioni antinave
43:07oppure la vera e propria contraerea territoriale.
43:12Qua avete potuto constatare anche
43:14il percorso impervio che abbiamo fatto
43:17bellissimo, perché è una passeggiata stupenda
43:19qua ci stiamo proprio recando nel cuore
43:23definiamolo Tave
43:24ovvero sia il punto di osservazione
43:26e poi sovra stava
43:28potete vedere il Golfo di Cagliari.
43:31Un connubio di macchia mediterranea
43:36in questo caso una bella sughera
43:39e poi il passaggio segreto
43:42che ci condurrà all'interno dei sotterranei
43:45di questa batteria contraerea.
43:50Ah, siete qui
43:52continuiamo il nostro viaggio
43:56nel territorio di Capoterra
43:59questa era una sorta di riservetta
44:02fate qualche passo
44:04avanti
44:05e vedete
44:06in questo caso
44:07venivano alloggiate delle lampade
44:10perché la notte
44:12i militari avevano bisogno
44:14di un minimo di luce
44:16per potersi fare spazio
44:19ma soprattutto strada
44:20all'interno di questi cunicoli
44:22qui vedete
44:23un angolo
44:25dal quale
44:26sempre i soldati
44:28avrebbero potuto far fuoco
44:30verso gli eventuali nemici
44:33ma è alle nostre spalle
44:35che si apre un mondo
44:36da scoprire
44:43infatti
44:44guardate qua giù
44:45la profondità
44:47di questo passaggio
44:49sotterraneo
44:50e di un cunicolo
44:52laterale
44:53mentre
44:54sul lato sinistro
44:56lo vedete
44:57un angolo
44:58cosiddetto
44:59muro
44:59paraschegge
45:01che
45:01incontriamo spesso
45:03nei rifugi
45:04sotterranei
45:05della sardegna
45:06ma un poco
45:06di tutta l'italia
45:07un muro
45:08paraschegge
45:09che in caso
45:10di accesso
45:11dei proiettili
45:12avrebbe dovuto
45:14impedire
45:15che questi
45:16proiettili
45:18potessero in qualche
45:19modo colpire
45:21ad esempio
45:21i soldati
45:22che
45:23da questo luogo
45:24avrebbero dovuto
45:26difendere
45:27la città di Cagliari
45:28avrebbero
45:29già
45:29e vi spiegherò
45:30presto
45:31per quale motivo
45:32allora io invece
45:33direi di
45:34provare
45:35una discesa
45:36rapida
45:36vedete
45:37del resto
45:38i militari
45:39dovevano fare
45:40alla svelta
45:41posizionando
45:42un piede
45:43un altro
45:44piede
45:45su questo lato
45:46io mi trovo
45:47letteralmente
45:48guardate un po'
45:49qui in bilico
45:50con Alessandro
45:51che sta giù
45:52pensate alle
45:54paure
45:54al dramma
45:56di quella guerra
45:57alla corsa
45:58contro
45:58al tempo
46:00per poter
46:00fermare
46:01un tentativo
46:02di assedio
46:03di attacco
46:04da parte
46:05dei nemici
46:06erano anni
46:07terribili
46:14ecco
46:15con il mio
46:17telefonino
46:18vedete
46:18vi vorrei
46:19trasmettere
46:20le emozioni
46:22di una discesa
46:23eccoci qui
46:24questo è un altro
46:26ambiente infatti
46:27e cosa
46:28avveniva
46:29in questo ambiente
46:29anche qua
46:31naturalmente
46:31possiamo
46:32vedere
46:33delle postazioni
46:34di osservazione
46:35di presidio
46:36dei militari
46:37che potete ben
46:38constatare
46:39avevano
46:40praticamente
46:40una visuale
46:42perfetta
46:43e quindi
46:44riuscivano
46:44anche
46:44naturalmente
46:45a comunicare
46:46alle trincee
46:47sottostanti
46:48un eventuale
46:49sbarco
46:49attraverso il mare
46:50senti
46:51in questo punto
46:52abbiamo anche
46:54scoperto
46:55che però
46:56tutti i tentativi
46:58risultarono
46:59vani
46:59cioè
47:00da qui
47:00i militari
47:02cercarono
47:02di far fuoco
47:03verso la zona
47:05del golfo degli angeli
47:06ma non colpirono
47:07le navi
47:09ma soprattutto
47:10gli aerei
47:11nemici
47:11che poi
47:12riuscirono
47:12a bombardare
47:13Cagliari
47:13esatto
47:14esatto
47:15la visuale
47:16dei soldati
47:17è stata proprio
47:18quella di vedere
47:19la flotta aerea
47:20che buttava giù
47:21le bombe
47:22verso Cagliari
47:22e loro
47:23da qui
47:23non poterono
47:24fare proprio
47:25nulla
47:25il tiro
47:26dei cannoni
47:27naturalmente
47:28era
47:28naturalmente
47:28insufficiente
47:29non avrebbe colpito
47:30i velivoli
47:31ed ecco
47:32per quale motivo
47:33prima
47:34ho detto
47:34avrebbero dovuto
47:36perché i militari
47:37cercarono
47:38di fermare
47:39l'avanzata
47:40dei nemici
47:40ma pensate
47:41formazioni
47:42di oltre
47:4390
47:44aerei
47:45nemici
47:46scortati
47:47da dei caccia
47:48quindi da degli
47:48aerei
47:49più veloci
47:50che
47:51mitragliarono
47:52sugli inermi
47:53cittadini
47:54che aprirono
47:55il fuoco
47:56sulla popolazione
47:57impaurita
47:58terrorizzata
48:00che cercò
48:01scampo
48:01nei rifugi
48:02di Cagliari
48:02alle mie spalle
48:03infatti
48:04è presente
48:04un rifugio
48:06militare
48:07non certo
48:08civile
48:11guardate
48:11sono sempre
48:12presenti
48:13questi muri
48:13un muro
48:14su questo lato
48:15un altro muro
48:16su questo lato
48:17perché in caso
48:18di ingresso
48:19di un'eventuale
48:20onda d'urto
48:21la stessa
48:22sarebbe stata
48:23fermata
48:24in qualche modo
48:26da queste
48:26robuste mura
48:27qui abbiamo
48:29un angolo morto
48:30e poi
48:31tutto un dedalo
48:32di passaggi
48:33guardate
48:34un tunnel
48:35lunghissimo
48:36qua
48:37qui è un gecko
48:38bellissimo
48:38che
48:39vabbè
48:40mi morde
48:40poveretto
48:42che adesso
48:43io rilascerò
48:43ovviamente
48:44sul suo
48:45percorso
48:46originario
48:47in tutta
48:48tranquillità
48:48eccolo là
48:49che va via
48:50qui abbiamo
48:51invece un
48:52chirottero
48:53un pipistrello
48:53che
48:54dobbiamo stare
48:55attenti
48:56a non disturbare
48:58e qui
48:59una
48:59famigliola
49:01di
49:01Jakey
49:02vedete
49:02guardate
49:03quanti
49:041
49:052
49:053
49:064
49:06sono quasi
49:07albini
49:07perché
49:08non
49:08insomma
49:10non ricevono
49:11i raggi
49:12del sole
49:13sulla propria
49:14pelle
49:14continuiamo
49:15il nostro
49:16viaggio
49:16e quanti
49:19altri
49:19Jakey
49:20che vivono
49:21qua
49:21in tutta
49:22tranquillità
49:23e stiamo
49:37continuando
49:38il nostro
49:39viaggio
49:39nel
49:40sottosuolo
49:41delle montagne
49:42di Capoterra
49:43alla ricerca
49:44delle storie
49:45che riguardano
49:45Cagliari
49:46e i bombardamenti
49:47del 1943
49:48perché
49:50sono state
49:50anche raccontate
49:52tantissime
49:53leggende
49:54metropolitane
49:55durante
49:56il periodo
49:58post bellico
49:59ma è
50:00un dramma
50:01incredibile
50:02quello
50:02dei bombardamenti
50:04sulla città
50:05di Cagliari
50:06e sulla Sardegna
50:07che vide
50:08le persone
50:08ritornare così
50:09a strisciare
50:10nelle viscere
50:12della terra
50:12per poter
50:13trovare
50:14scampo
50:15dai bombardamenti
50:17aerei
50:17che
50:18devastarono
50:19tante povere
50:21vite
50:21come se fossero
50:23degli animali
50:24da ammazzare
50:26da mandare
50:27al marcello
50:27al marcello
50:56a
51:00di
51:01a
51:17Grazie a tutti.
51:43Grazie a tutti.