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NovitàTrascrizione
00:05Musica
00:32Buonasera e bentrovati a un nuovo appuntamento con Europa dei fondi alle idee.
00:37Oggi andiamo a circa 60 chilometri da Cagliari, andiamo in Marmilla nel piccolo borgo di Sezu
00:43per parlarvi della fondazione Altopiano della Giara.
00:47Il borgo agropastorale comprende circa 250 ettari del versante sud occidentale della Giara
00:53e conta meno di 150 abitanti.
00:56Un condensato di tradizioni culinarie, archeologia e natura incontaminata.
01:02Nel Medioevo faceva parte del giudicato di Erborea.
01:05Il suo nome significerebbe vecchio proprio perché si tratta del più antico tra i paesi limitrofi.
01:10A Sezu, in pieno centro storico, si trova la sede operativa della fondazione Altopiano della Giara
01:16costituita nel 2021 e operativa dall'anno successivo
01:20con l'obiettivo di gestire tutti i servizi inerenti alla salvaguardia
01:24e la valorizzazione delle zone di interesse culturale e turistico
01:28dei quattro comuni fondatori Genuoni, Gesturi, Sezu e Tuili.
01:33La squadra di professionisti è formata da una trentina di operatori
01:37tra esperti museali e di prima accoglienza, un'archeologa, una storica dell'arte
01:42e i manutentori specializzati.
01:45Abbiamo fatto due chiacchiere con il sindaco Sandro Palla, abbiamo parlato di risorse europee
01:50e di come la fondazione Altopiano della Giara potrà davvero creare un indotto concreto
01:56per i quattro comuni che ne fanno parte.
01:59I fondi europei, circa un milione di euro per la messa in sicurezza di tutto il costone della Giara,
02:04perché cosa sono stati utilizzati?
02:06Sì, esattamente. Abbiamo ricevuto questi finanziamenti nell'anno 2021
02:12proprio come fine quello di mettere in sicurezza il costone della Giara.
02:18Voi siete proprio ridossati?
02:20Esatto, noi siamo proprio al ridosso dell'Altopiano della Giara
02:23tant'è che siamo proprietari come comune di circa 260 ettari.
02:29Stanno realizzando anche alcuni interventi per cercare di migliorare quelli che sono i servizi
02:35che possiamo offrire ai turisti.
02:38Ecco, un aspetto che a noi come Europa interessa molto è vedere lo sviluppo dei territori.
02:45Esatto, diciamo che negli ultimi tre anni con la costituzione della fondazione
02:51e di altre retti assieme ai comuni proprietari dell'Altopiano della Giara
02:55lo sviluppo comunque è cresciuto e stiamo vedendo degli ultimi risultati.
03:01Sindaco, quali sono ancora i servizi mancanti?
03:04Servizi mancanti sono sicuramente tantissimi.
03:08Diciamo che siamo in una fase dove alcuni li abbiamo già individuati
03:14e li stiamo, diciamo, realizzando.
03:18Tanti altri sicuramente mancano, ma sicuramente è molto più complicato.
03:23Però con la condivisione che è l'elemento che comunque ci sta caratterizzando come territorio
03:30che è quello della condivisione tra i quattro comuni
03:32sicuramente ci dà una grossissima mano per, diciamo, superarli e per vederli realizzati.
03:39E con Maurizio Concas, presidente della fondazione Antopiano della Giara
03:43abbiamo fatto il punto sul futuro di questi quattro comuni
03:48che sono interessati appunto dalla fondazione, possibilità di sviluppo
03:52ma anche la possibilità di diventare molto attrattivi per i nomadi digitali.
03:57Ovviamente bisogna implementare i servizi.
04:00La fondazione nasce quattro anni fa con la volontà forte da parte dei comuni fondatori
04:06che sono il comune di Gesturi, Tuili, Sezu e Genoni
04:11che in comune hanno un bene incredibilmente prezioso
04:14che è l'altopiano della Giara
04:15in cui vivono gli ormai mitici cavallini della Giara
04:20che vivono appunto allo stato brado e sono gli unici in Europa.
04:24Quindi questo grande motivo di unione tra questi comuni
04:28ha portato l'istituzione di questa fondazione
04:31che ha come obiettivo fondamentale preservare e soprattutto valorizzare
04:36quelli che sono gli aspetti di questo contesto naturalistico unico in Sardegna e in Europa.
04:42E quindi questo ha dato un input importante a questi comuni
04:48che hanno delegato alla fondazione tutta una serie di servizi
04:53fra cui quelli della manutenzione, della tutela, del controllo, della valorizzazione dell'altopiano
05:00ma anche quello della valorizzazione di questi piccoli comuni.
05:05Questi piccoli comuni sono dei piccoli tesori
05:07in cui sono contenuti ovviamente una serie di elementi architettonici di pregio
05:13di caratteristiche uniche che appunto ricadono nella marmilla
05:17e questo ha portato ovviamente a tutta una serie di ulteriori visioni
05:23molto positive di uno scenario di accoglienza che queste piccole comunità hanno
05:27e che tanto vogliono dare al turista, a coloro che vogliono trasferirsi in queste comunità.
05:35Tante volte parliamo anche di spopolamento delle zone interne della Sardegna,
05:40dei piccoli centri, riuscire davvero a ricreare e riqualificare delle zone come queste
05:45e noi adesso ci troviamo proprio nella sede della fondazione.
05:50Quanto davvero può essere importante come attrattore, non solo per i turisti
05:55ma anche eventualmente per chiunque voglia venire a risiedere questi stabilimenti in Sardegna?
06:00Allora sì, questa è stata una, diciamo così, delle visioni di lungimiranza
06:04che la fondazione ma anche i comuni hanno avuto
06:07proprio perché l'ambito della spopolazione è una criticità importante
06:12che ha visto questi paesini negli ultimi dieci anni spopolarsi in modo importante.
06:18A questo abbiamo fronteggiato con progetti di riqualificazione
06:22anche in termini urbanistici, in termini di quelle che sono le caratteristiche
06:27del rispetto architettonico, del ripristino di vecchi casali, di vecchie case campidanesi
06:35e diversi imprenditori hanno visto che questa possibilità c'era
06:42e hanno anche deciso di investire.
06:45Qui nel piccolo comune di Sesso, che oltretutto è la sede della fondazione Alto Piano della Giara
06:51un imprenditore con una grande lungimiranza
06:54ha deciso di investire acquistando una buona parte di un isolato di questa comunità
07:00con l'intento di riqualificarlo nel rispetto architettonico di questi luoghi.
07:05Questo farà sì che sia la comunità diventi parte integrante di questo progetto
07:10ma altrettanto e in una visione più generale anche degli altri comuni
07:15di investire in infrastrutture tecnologiche
07:17proprio per valorizzare al massimo quelle che sono le potenzialità di accoglienza
07:22anche in quelle che saranno le prospettive dei lavori a distanza
07:27quindi consentendo anche con tutti quelli che saranno le infrastrutture
07:31della nuova sistemazione della fibra
07:34che incrementerà ancora di più il divario che prima esisteva tra la Sardegna e il mondo
07:40ora questo divario in qualche maniera lo si sta contenendo
07:43anche attraverso queste nuove tecnologie.
07:46Quindi la possibilità per chiunque che arrivi da qualunque parte del mondo
07:49di lavorare qui in Sardegna in smart working.
07:53Esatto, infatti molte di queste realtà sono già presenti in questo territorio
07:58dove tedeschi, dove inglesi hanno fatto una scelta importante
08:03quella di venire qui sei mesi all'anno e lavorare a distanza.
08:07ovviamente la vita qui è una vita più lenta, più piacevole
08:12e quindi noi invitiamo tutti a venire almeno a provare
08:15a vivere per qualche tempo nelle nostre piccole comunità
08:18dove si potranno apprezzare le piacevolezze della vita
08:22dal mangiare al dormire, dal passeggiare alla natura.
08:25Ci fermiamo a qualche istante per la pubblicità
08:27continuate a stare con noi.
08:42Abbiamo intervistato un imprenditore Giovanni Pinedda
08:45che ha 88 anni, pensate non è originario della Sardegna
08:49ma ha un lascito un po' di restituzione insomma
08:53che vuole fare alla Sardegna e quindi sta riqualificando
08:56un'intera parte del borgo di Sezzu.
08:59Sono arrivato qui il 16 gennaio 72 dopo parecchie traversie
09:04e iniziando da niente ho costruito un'azienda
09:09che oggi che ho trasmesso ai miei collaboratori
09:13che oggi ha una 40-50 dipendenze.
09:17Ah caspita, agroalimentare insomma.
09:19Nel settore dell'agroalimentare.
09:21Perfetto, la sua famiglia quindi aveva la mamma
09:25che aveva origini spagnole, quindi pantelleria e Tunisia.
09:31Sì, emigrati in Tunisia.
09:32E quindi perché nel 72 ha scelto di vivere in Sardegna
09:36e perché sta investendo qui in Sardegna?
09:39In Sardegna sono arrivato nel 72 per fallimenti precedenti
09:44e in Sardegna c'era già mia sorella con mio cognato
09:48che erano stati espulsi dalla Tunisia all'epoca dell'indipendenza.
09:53Sono arrivato qui per visitare mia sorella e sono rimasto.
09:57Che cos'è che l'ha catturato della Sardegna e perché oggi sceglie di mettere radici qui
10:03e di riqualificare un intero borgo?
10:05Allora, intanto dal 72 al 2022 io ho avuto una vita straordinaria,
10:12ho avuto successo economico qui, mi sono creato una posizione,
10:18ho avuto una vita sentimentale altrettanto straordinaria
10:22perché ho avuto una moglie che era di Mandas, dunque Sarda-Doc
10:26e ho apprezzato tutto il territorio.
10:29Quindi la Sardegna le ha regalato davvero tanto?
10:31Tanto. Io voglio restituire al territorio quello che mi ha regalato.
10:36Noi oggi siamo a Sezzu, che è un piccolissimo paese,
10:39con veramente pochi abitanti e lei ha scelto proprio qui
10:42di riqualificare un intero borgo.
10:44Sì.
10:44Vuole offrire dei servizi a chi sceglie di venire qui in l'isola?
10:48Sì, sarà un'unità abitativa turistica,
10:53a completamento realizzato dovrebbero essere 14 o 15 appartamentini
10:59e con l'idea di creare anche altre strutture intorno,
11:06penso che manca forse la ristorazione,
11:09tutto quello che è inerente al turismo.
11:14Tra una decina d'anni dove si immagina?
11:18Io ho creato la mia azienda nella speranza della continuità,
11:23dunque l'ho data, adesso sono i miei collaboratori che la gestiscono
11:27e quando non ci sarò più sarà loro.
11:30Dunque faccio la stessa cosa con questo investimento
11:33che abbiamo deciso di portare avanti.
11:35Ah, complimenti.
11:36Facciamo la stessa cosa, è già programmato in questo senso.
11:39E a Sezio, in centro storico, c'è anche il Museo Multimediale
11:43che adesso sta per essere riallestito.
11:47Abbiamo fatto due chiacchiere con l'operatrice museale Roberta Cozza
11:52che ci ha accompagnato in questo viaggio dalla pre-storia
11:55fino al Neolitico recente
11:57e ci ha spiegato in che modo anche le statuette della Dea Mater
12:01sono cambiate nel corso del tempo.
12:04La nostra proposta al Museo Multimediale Filo di Memoria, qui a Sezio,
12:10è quella di incuriosire il turista rispetto a quelle che sono le attrattive del nostro territorio.
12:18In particolare la presenza di una Domus de Gianas
12:23che si trova qui nel costone della Giara, qua vicino, a circa un chilometro
12:28che è valorizzata anche nel contenuto, nella tematica del museo stesso.
12:35Sulle Domus de Gianas proponiamo un excursus temporale
12:41ma già partendo in epoca preistorica, in epoca precedente
12:45quando ancora i luoghi di deposizione non erano le Domus de Gianas
12:51ma erano le grotte, quindi mostriamo un excursus delle grotte più importanti della Sardegna
13:00per arrivare poi alla definizione di quelle che sono le Domus più importanti della Sardegna
13:09delle Domus che sono circa 3500 in tutta la Sardegna
13:13Domus che assumono una, diciamo, valenza non solo architettonica
13:20non solo archeologica ma anche una valenza spirituale
13:26perché ci rimandano a quella che è la spiritualità del popolo sardo in epoca neolitica.
13:32E se ne parla sempre pochissimo.
13:34Se ne parla sempre pochissimo ma è la parte suggestiva.
13:38Esatto, quella più interessante.
13:39Esatto, esatto. In questo senso quindi cerchiamo di far immergere il visitatore
13:45in quella che era la religione dell'uomo neolitico
13:51che con le sue braccia aveva costruito questi luoghi di deposizione
13:58deposto i loro defunti cospargendoli di ocra rossa
14:04in quanto l'uomo neolitico è un uomo, diciamo, esito di un'evoluzione
14:09che da uomo nomade dedicato alla pastorizia, è un raccoglitore
14:17diventa nel neolitico un agricoltore, un pastore
14:22ha più tempo per pensare, per dare un perché a tutto il creato
14:27e lo individua nella madre terra.
14:29In questo senso quindi deponendo il defunto in posizione fetale
14:36poiché la madre terra lo protegge nel momento della nascita
14:41cospargendo il defunto di ocra rossa si vuole simboleggiare
14:45quella che è una rinascita perché la morte non esiste.
14:50Quindi il defunto nella vita oltre la vita necessitava di un corredo funerario
14:56che veniva già predisposto dal capo, dal principe
15:00i reperti quindi che sono stati rinvenuti
15:03sono dei reperti che rimandano alla vita quotidiana
15:07e che ancora sarebbero serviti in quella seconda parte della vita
15:12sulla mano sinistra veniva, diciamo, adagiata
15:16la statuina della madre terra, della dea madre
15:19che era, diciamo, un simbolo di protezione durante il trapasso
15:26è un simbolo di allontanamento degli spiriti maligni.
15:31Perfetto, noi ci spostiamo adesso, se Stefano ci segue
15:34qui da questa parte perché abbiamo proprio una simbologia della dea madre.
15:38Abbiamo una evoluzione stilistica della madre terra
15:47si parte dalla più antica rinvenuta qui in Sardegna
15:51ed è chiamata proprio la madre terra, la venere di Macomere
15:56che si caratterizza per delle particolarità
16:02un bacino molto abbondante caratterizzato dalla cosiddetta steatopigia
16:07è un solo seno, un avviso che potrebbe essere quasi zoomorfo
16:14a richiamare il fatto che la madre terra fosse il riferimento spirituale
16:21di tutto il creato, non solo di quello umano, ma anche di quello animale.
16:27Successivamente, in epoca più recente, a Cucurusarius
16:32in territorio di Oristano, la madre terra assume una caratteristica
16:39dalle dimensioni volumetriche abbondanti
16:43che trasmettono il senso di fertilità, di fecondità e di femminilità.
16:49Un'attenzione particolare al copricapo, molto curato
16:53che, diciamo, evidenzia quella che è una acconciatura particolare
17:02intarsiata attraverso dei rombi o dei triangoli o degli zigzag
17:09che sono dei simboli particolari e delle trecine.
17:14Ancora, successivamente, la figura della madre terra
17:19man mano che il culto viene sedimentato
17:22diventa più stilizzato, più geometrico
17:26e siamo qui alla venere di Senorbi
17:33la madre terra di Senorbi
17:35rinvenuta tra Senorbi e Selegas in località Turriga
17:38costituita da una T praticamente rovesciata
17:43il seno accennato
17:47che comunque però non lascia, diciamo, dubbi sul suo genere
17:52è un viso che ancora sembra richiamare un becco
17:58ulteriore ipotesi è la venere in località Portoferro
18:05vicino Sassari in cui addirittura tra il busto e le braccia
18:10preventivamente alla cottura è stata rilevata
18:15un triangolo, diciamo, vuoto
18:17una venere particolare rinvenuta a Mara nel Sassarese
18:22in località su Tintiriolu
18:25è una venere che tra i seni ha una collana
18:30questo sempre a tenere presente come nel copricappo curato
18:37la valorizzazione dell'estetica rispetto alla divinità
18:42la Dea Madre successivamente ha un'ulteriore evoluzione stilistica
18:48che è rappresentata dai suoi simboli
18:50ci sono dei simboli rappresentati dalla spirale
18:54dal triangolo e dallo zig zag che sono la Dea Madre
18:59proprio caratteristiche, le ritroviamo un po' dappertutto
19:02e soprattutto nelle Domus sono scolpite, dipinte o incise
19:10con l'ocra rossa, l'ocra bianca e l'ocra gialla
19:15abbiamo visitato la Domus De Janas Saddomo Esorco
19:21insieme all'archeologa Laura Mereu
19:24che fa parte sempre della fondazione Alto Piano della Giara
19:30attorno alla Giara ci sono diverse Domus De Janas
19:34che testimoniano proprio la presenza dell'uomo
19:37a partire già dall'età neolitica
19:39sono delle Domus molto semplici
19:42che presentano a volte anche più cellette
19:45proprio come questa
19:47è il termine Saddomo Esorco
19:49è un termine cognato dagli abitanti di Setsu
19:52e ci racconta proprio che ai bambini
19:56veniva narrato che all'interno della Domus
19:59vivesse un orco
20:00un orco mangiatore di uomini
20:02forse per la presenza di tante ossa umane appunto
20:05o forse anche per evitare che i bambini
20:07venissero qui e ci fossero magari anche dei crolli
20:10certo certo
20:11come poi in parte
20:12perché poi all'interno della Domus
20:14oggi sono presenti effettivamente dei crolli
20:16e questo nome ci ricorda anche Saddomo Esorco di Sigli
20:20che è una tomba dei giganti
20:21però Laura andiamo a vederla
20:26già dall'esterno qui a un primo sguardo
20:30possiamo vedere questa invocatura
20:32che è molto particolare
20:33è una tipica bocca di forno
20:35proprio in direzione dello stesso ingresso
20:38ci sono le due celle principali
20:41e poi la Domus presenta delle cellette secondarie
20:46c'è da dire che in tutto le celle sono sei
20:49probabilmente scavate in epoca diversa
20:52bisogna immaginare che vi era un portello
20:55tanto che il professor Lilliu
20:57che per primo studiò la Domus
20:59si rese conto che erano presenti due cavità
21:04che reggevano proprio lo stesso portello
21:06quindi immaginiamo un portello di chiusura della stessa
21:10e quindi a luglio abbiamo avuto la meravigliosa notizia
21:13le Domus de Janastra sono diventate patrimonio
21:16unesco e quindi patrimonio dell'umanità
21:19si e questo valorizza ulteriormente
21:22il nostro altipiano
21:23perché come vi ho già detto
21:25le Domus non sono presenti
21:29sono qui a Setsu
21:30ma anche negli altri comuni
21:31a Gestori
21:32Setsu e anche nelle pendici
21:34del Monte Santo Antino e di Genoni
21:36che è una spaccatura poi
21:37della stessa giara
21:39quindi case delle fate
21:41in realtà erano degli elementi sepolcrali
21:45dove si consumavano il rito di passaggio
21:49quindi dalla vita alla morte
21:50era un tutt'uno
21:51era un tutt'uno
21:52e ce lo dimostra il fatto
21:54che alcune Domus presentano una forma di casa
21:59ricordano le case dove le genti del Neolitico vivevano
22:03ma ancora di più alcuni oggetti
22:05che si trovano all'interno delle stesse Domus
22:08considerate che sono presenti
22:10delle coppelle
22:11frequentemente anche qui
22:13nella stessa Domus
22:14Sadum e Sorco
22:15che venivano utilizzate
22:16nei momenti rituali
22:18quindi forse ci si recava
22:20ad omaggiare i defunti
22:22non solo nel momento della sepoltura
22:24ma anche in altri periodi dell'anno
22:26ecco questo è un aspetto
22:28che riguarda la spiritualità
22:30delle Domus de Giannassa
22:31di cui ancora si parla troppo poco
22:33sì sicuramente
22:35ci sarebbe tanto da dire
22:37tanto da fare per valorizzarle
22:39e forse
22:40anzi sicuramente
22:42l'inserimento nella lista UNESCO
22:44è già un grande passaggio
22:46per arrivare all'obiettivo
22:48far conoscere
22:50questi beni
22:51che comunque
22:52sono presenti in tutta la Sardegna
22:54all'interno
22:55professor Lilliu
22:57individuò proprio
22:58le tracce
22:59dei picconi di scavo
23:01a testimonianza
23:03che queste grotticelle
23:04venivano scavate dall'uomo
23:06con picconi
23:07poi in pietra stessa
23:09è stata ritrovata
23:11completamente vuota
23:12priva
23:13sia di ossa
23:14ma anche di reperti
23:16anche perché
23:17in passato i pastori
23:18la utilizzavano
23:19come ricovero
23:20quindi neanche
23:21tutti gli elementi
23:22funerari
23:23non è stato ritrovato
23:24nulla
23:25nulla
23:26compreso il portello
23:27di cui vi ho parlato
23:28e di cui si possono notare
23:30però le fessure
23:31che servivano
23:32proprio per incastrarlo
23:36allora abbiamo fatto
23:38il giro
23:39abbiamo circunnavigato
23:40la Domus degli Anas
23:42e adesso
23:43siamo nella parte sommitale
23:44e qui c'è la coppella
23:46completamente
23:46piena d'acqua
23:48insomma
23:48infatti
23:49probabilmente
23:50le coppelle
23:51durante i momenti rituali
23:53servivano proprio
23:55ad ospitare
23:57dei liquidi
23:58che purtroppo
23:59a noi
23:59non sono noti
24:00e non sappiamo
24:01neanche
24:02quali tipi
24:03di rituali
24:03poi avvenissero
24:05quando essi
24:07erano fatti
24:09erano svolti
24:10quindi ci sono
24:11anche altre coppelle
24:12ne potete vedere
24:13diverse
24:14di dimensioni
24:15differenti
24:16più o meno
24:17lavorate
24:18più o meno
24:19profonde
24:20e questa è una caratteristica
24:21un po'
24:21di tutte le coppelle
24:22delle Domus degli Anas
24:24che frequentemente
24:25in realtà
24:25si trovano
24:26nella cella
24:27nella prima cella
24:28invece qua
24:29abbiamo questa caratteristica
24:30particolare
24:31che ci permette
24:32anche di ammirarle
24:33poi con l'acqua
24:34e di capire
24:34la quantità di liquido
24:36che possono ospitare
24:37però di questo
24:38appunto
24:39non abbiamo contezza
24:40non sappiamo
24:40che tipo di
24:42però con funzione
24:43rituale
24:44sicuramente
24:45sicuramente
24:45anche perché poi
24:46le coppelle
24:47si trovano poi
24:48anche in culture
24:49similari
24:50o successive
24:53che
25:09Grazie a tutti.
25:34Grazie a tutti.
26:03Grazie a tutti.