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  • 3 settimane fa
“Lo studio Emerald-3 rappresenta l'ultima novità nell'ambito delle terapie di combinazione” nel trattamento dell'epatocarcinoma (Hcc). “Si tratta di uno studio che combina l'immunoterapia e un farmaco anti-angiogenico associandoli al trattamento standard per lo stadio intermedio, ovvero la chemioembolizzazione, un trattamento efficace per lo stadio intermedio, in grado di garantire un controllo di malattia in oltre l'80% dei casi. Tuttavia, purtroppo, la patologia rimane e tende nel tempo a progredire. Associare un'immunoterapia significa affiancare al controllo locoregionale anche un controllo sistemico, rendendo la risposta terapeutica più duratura e profonda”. Lo ha detto Sherrie Bhoori, epatologa, unità di Chirurgia oncologica epato-gastro-pancreatica e trapianto di fegato alla Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, nel corso del media tutorial sulle nuove frontiere del trattamento del tumore del fegato, promosso da AstraZeneca a Milano.

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Trascrizione
00:03Lo studio Emerald 3 è l'ultimo arrivato in ambito di terapie di combinazione. È uno studio che
00:11combina immunoterapia più antiangiogenico associandolo al trattamento standard per lo
00:17stadio intermedio che è la chemoembolizzazione. La chemoembolizzazione è sicuramente un trattamento
00:22efficace per lo stadio intermedio, dà un controllo di malattia di oltre l'80%, ma questo vuol dire
00:29che purtroppo la malattia rimane e tende a progredire. Associare un immunoterapico vuol dire aggiungere
00:36ad un controllo locoregionale di malattia anche un controllo sistemico e quindi rendere la risposta
00:41più duratura e più profonda e questa risposta profonda ci permette di portare il paziente verso
00:47trattamenti curativi perché se il paziente risponde questo è un indicatore biologico di possibilità di
00:53dare una cura come resezione o trapianto. Io sono un'epatologa e lavoro in un centro chirurgico
00:59all'interno di un ospedale oncologico, quindi l'epatologo è fondamentale perché ricordo che
01:04l'epatocarcinoma nasce su un fegato sofferente, un fegato cirrotico, quindi non è soltanto la cura
01:11della cirrosi ma la necessità di applicare qualsiasi tipo di trattamento nel rispetto della
01:16funzionalità epatica perché solo un fegato che funziona può essere sottoposto a trattamenti
01:21antitumorali. Il ruolo dell'epatologo è un ruolo fondamentale perché purtroppo i fattori che
01:27determinano la cirrosi sono sempre più rilevanti, sono soprattutto concentrati sulla malattia
01:33metabolica, sul sovrappeso, sul diabete. Questo ha creato sicuramente un cambio di fattori di rischio
01:40e la necessità di creare consapevolezza è sempre maggiore, quindi l'importanza di creare una fitta
01:45rete di consapevolezza per tutti i fattori di rischio della cirrosi che non sono soltanto
01:50l'alcol, non è soltanto l'epatite C o l'epatite B che fortunatamente adesso conteniamo grazie ai farmaci
01:56ma è la malattia metabolica, il sovrappeso e il diabete che sono come dei danni occulti al momento sul nostro
02:04fegato.

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