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  • 7 ore fa
ROMA (ITALPRESS) - In questo numero del Tg Ambiente, prodotto dall'Italpress in collaborazione con TeleAmbiente:
- Clima, entro fine secolo il 40% della terra sarà arido
- Dalle utility nuovi investimenti per la crescita e le rinnovabili
- Alpi, ghiacciai sempre più in crisi
- Trasporto marittimo, report TEHA-Edison: per decarbonizzare servono 36 miliardi
mgg/gtr/col

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Novità
Trascrizione
00:12In questo numero del Tg Ambiente, clima, entro fine secolo il 40% della terra sarà arido,
00:20dalle utility nuovi investimenti per la crescita e le rinnovabili, alpi, ghiacciai sempre più in
00:27crisi. Trasporto marittimo. Report Thea Edison. Per decarbonizzare servono 36 miliardi.
00:36La terra diventa sempre più arida. Entro la fine del secolo circa il 40% delle terre emerse
00:43potrebbe essere costituito da zone aride. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato
00:48sulla rivista scientifica Environmental Research Letters. Secondo la ricerca, oggi le aree aride
00:54occupano già il 38,58% della superficie terrestre globale sulla base dei dati del periodo 1994-2023
01:03e dal 1960 al 2023 la loro estensione è complessivamente aumentata. Le proiezioni indicano che il fenomeno
01:11continuerà anche nei prossimi decenni, seppure ad un ritmo più lento rispetto al passato,
01:16arrivando al 40,28% entro la fine del XXI secolo. A determinare l'aridità non sono soltanto le
01:24precipitazioni, ma anche la quantità d'acqua richiesta dall'atmosfera attraverso l'evapotraspirazione.
01:31Con temperature più elevate aumenta infatti la domanda evaporativa, mettendo sotto pressione le
01:36risorse idriche. Lo studio individua inoltre diverse aree del pianeta dove l'aridità sta aumentando
01:42rapidamente, mentre in altre si registrano processi di umidificazione.
01:48Con la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si chiude il più importante programma
01:54di sostegno agli investimenti pubblici dal secondo dopoguerra. Si apre ora una nuova fase nella quale
02:00le risorse del settore energy and utility e la capacità industriale delle aziende che ne fanno
02:05parte possono rappresentare il principale motore di sviluppo e competitività del Paese. Secondo lo
02:11studio investire per competere e contributo delle utility a sviluppo e occupazione del Paese realizzato
02:17da Teagroup in collaborazione con A2A presentato nell'ambito della 52esima edizione del Forum di
02:23Cernobbio, le aziende di questo comparto possono attivare investimenti privati complessivi per 315
02:29miliardi di euro entro il 2035 e 825 miliardi entro il 2050, pari a circa 33 miliardi di euro all
02:38'anno.
02:39La fine del PNRR che è stato dopo il piano Marshall il più grande piano di investimento del nostro
02:46Paese dal dopoguerra, 194 miliardi di euro negli ultimi 5 anni, dobbiamo evitare che il volano
02:52si fermi e che il Paese vada in recessione. Le utility possono dare una grossa mano su questo
02:57perché possono investire fino a 33 miliardi all'anno in settori strategici come l'energia,
03:01l'acqua, i data center, la gestione integrata dei rifiuti e sono tutte cose, settori che
03:08tra l'altro aumentano il nostro livello di competitività e migliorano la vita ai cittadini
03:12sia dal punto di vista sostenibilità sia anche dal punto di vista economico. Quindi
03:16insomma stiamo parlando di un comparto che può investire nei prossimi dieci anni oltre
03:21300 miliardi di euro.
03:22Le risorse riguardano diversi ambiti strategici tra cui generazione elettrica da fonti rinnovabili
03:28nucleare, soluzioni per la flessibilità del sistema elettrico, infrastrutture elettriche,
03:33gas, data center, teleriscaldamento, ciclo idrico integrato, trattamento dei rifiuti.
03:39Attraverso questo tipo di investimenti andiamo a ridurre la quantità di CO2 che mettiamo
03:44nell'aria. Credo che quest'anno abbiamo avuto tutti i modi di toccare come il cambiamento
03:48climatico non sia una definizione astratta o semplicemente una volontà di alcuni di descrivere
03:54un mondo che evolve in una certa direzione. È un fatto concreto di cui tutti abbiamo
03:58avuto esperienza. La possibilità di fare investimenti che ci permettono di ridurre
04:01la CO2 in termini anche di risparmi poi effettivi, andiamo oltre 20 miliardi di euro risparmiati
04:07sulla minor quantità di carbonio che mettiamo in natura, credo che sia un complemento definitivo
04:13importante perché in questo modo noi certifichiamo che abbiamo capacità di investimento, effettivamente
04:18economici positivi per il sistema paese e dall'altro lato effetti economici positivi
04:22dal punto di vista ambientale. Mi pare che sia una potenzialità che le utility hanno
04:26dichiarato di avere e che ovviamente nessun governo potrà scurare ma deve certamente poter
04:31raccogliere e portare poi a compimento.
04:35È un'estate da record negativo per le Alpi e per i loro ghiacciai. Temperature elevate,
04:41poca neve e lo zero termico stabilmente sopra i 4.800-5.000 metri stanno accelerando la fusione
04:48e rendendo la montagna sempre più instabile. A lanciare l'allarme è legambiente con la
04:53settima edizione della carovana dei ghiacciai che quest'estate ha monitorato sette ghiacciai
04:58simbolo lungo l'arco alpino. Il bilancio è preoccupante, tutti i ghiacciai arretrano e
05:04aumentano crolli, colate detritiche e deformazioni delle morene. Dall'inizio dell'anno alla fine
05:09di agosto le regioni alpine sono state colpite da oltre 70 eventi meteo estremi. Tra i casi più
05:15significativi l'Adamello, il più grande ghiacciaio delle Alpi italiane che ha perso
05:20265 metri di fronte in appena tre anni. Il ghiacciaio dei forni invece dall'inizio
05:26del secolo è arretrato di circa 3 chilometri e nelle giornate più calde può perdere fino
05:32a 10 centimetri di spessore. E il problema non riguarda solo la montagna, la fusione dei
05:37ghiacciai incide direttamente sulla disponibilità d'acqua a valle. Per legambiente servono ora politiche
05:44di mitigazione e adattamento, monitoraggi continui e una governance europea dei ghiacciai e delle
05:49risorse idriche. Quest'anno quel che abbiamo osservato maggiormente con la caravana dei
05:54ghiacciai è l'accelerazione dei fenomeni, non solo il ritiro dei ghiacciai ma anche una
06:00trasformazione repentina della montagna che in alcuni casi diventa anche pericolosa. Pensiamo a
06:06che cosa è accaduto in Nepal nel mentre che noi eravamo super ghiacciai. Questo Nepal che ci racconta
06:11con modalità diverse, quel che con altre dimensioni potrebbe anche accadere in alcuni
06:17luoghi delle Alpi. Quindi l'importanza di seguire queste trasformazioni e di governarle magari anche
06:24con una maggiore presenza e velocità perché spesso arriviamo in ritardo.
06:31Per decarbonizzare il trasporto marittimo italiano servono 36 miliardi di euro di investimenti entro il
06:382050 e quanto emerge dalla ricerca realizzata da Thea Group con Edison e Netschem e presentata
06:45al Forum di Cernobbio. Le risorse destinate soprattutto alle infrastrutture portuali e le
06:50filiere energetiche potrebbero attivare 105 miliardi di valore della produzione e generare
06:5645 miliardi di valore aggiunto, oltre la metà dei quali nel mezzogiorno. Senza una strategia nazionale
07:03coordinata invece l'Italia rischierebbe di perdere circa 80 miliardi di valore aggiunto entro il 2050.
07:10Lo studio evidenzia come si può trasformare questa sfida, questa sfida industriale, questo
07:16percorso in un'opportunità. Chiaramente ci vuole un approccio coordinato sulla domanda,
07:23sull'offerta e si deve giocare un ruolo fondamentale soprattutto nella parte infrastrutturale
07:29dei porti. Per fare questo però bisogna affrontare una transizione sia delle navi che delle infrastrutture
07:37che non sia ideologica e sia una transizione multifuel e che possa non settare qual è la
07:43tecnologia, il vettore, l'energia da utilizzare ma che possa essere coerente con la maturità di
07:49ogni tecnologia, di ogni combustibile e arrivare ad una decarbonizzazione in modo graduale e anche
07:54sostenibile dal punto di vista economico. Oggi il trasporto marittimo produce 14% delle emissioni
08:01dei trasporti nell'Unione Europea e 7% in Italia, mentre oltre 95% delle flotte italiane
08:09ed europea utilizza ancora combustibili tradizionali. Ma la transizione è già iniziata, i carburanti
08:15alternativi rappresentano il 51% del tonnellaggio navale ordinato a livello globale. Secondo il
08:23rapporto entro il 2050 potrebbero arrivare a 65,5% del mix energetico, consentendo di ridurre
08:32le emissioni del 54%.
08:35Possiamo aiutare questa sfida come operatore industriale, chiaramente c'è il ruolo dei
08:40porti ma c'è anche tutto il ruolo della filiera a monte, della produzione di queste commodity e
08:45Edison ha un'ambizione di aumentare e moltiplicare la propria posizione nella produzione di biometano,
08:53e quindi di Biogenel che è uno dei combustibili fondamentali per percorrere questa transizione
08:58in modo pragmatico. Il secondo punto è che pur guardando alle risorse e alle commodity di
09:06breve periodo come GNL e Biogenel dove già siamo consolidati, lavoriamo e sviluppiamo anche
09:12le nuove tecnologie come l'idrogeno o come il biometanolo dove abbiamo già progetti o
09:19di in corso per essere pronti nel lungo termine quando queste commodity, questi vettori saranno
09:25pronti e competitivi per giocare anche un ruolo a 360 gradi su questo.
09:29Per l'Italia la sfida riguarda anche la competitività. Nel 2024 il paese è stato primo nell'Unione
09:36Europea per tonnellate movimentate nel trasporto a corto raggio e primo in Europa per passeggeri
09:42sui traghetti con 42,1 milioni di persone. Per difendere questa posizione secondo lo studio
09:49sarà necessario trasformare sempre più i porti da semplici hub logistici in veri snodi energetici
09:56e industriali.
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