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Tgs Sette edizione del 26 luglio 2026
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Novità Trascrizione
00:16Buona domenica e bentrovati a TGS 7.
00:20Dedichiamo questa puntata alla figura di Boris Giuliano, perché nei giorni scorsi lo abbiamo ricordato,
00:26nel giorno del 47esimo anniversario della sua uccisione a Palermo.
00:31Aveva tra l'altro meno di 50 anni quando fu ucciso con diversi colpi di pistola alle spalle,
00:37tra l'altro sparati da Leo Luca Bagarella, killer di Cosa Nostra, cognato di Totò Riina.
00:47Siamo nella fase dell'ascesa dei Corleonesi.
00:50Parliamo di quella fase storica e parliamo di adesso con Selima Giuliano.
00:55Bentornata ai nostri studi, non è la prima volta che ci occupiamo di questo tema,
01:00che ovviamente è centrale nella sua esistenza di persona, di donna e anche di professionista, a mio avviso.
01:08Nel ringraziarla di aver accettato il nostro invito, le chiedo subito perché viene ucciso Boris Giuliano.
01:17Giorgio Boris Giuliano, mio padre, viene ucciso perché sicuramente in quegli anni aveva fatto delle scoperte importanti,
01:25aveva iniziato una nuova strategia investigativa che oggi si chiama follow the money,
01:32in quei tempi era semplicemente seguire veramente il denaro.
01:37Aveva ricostruito le famiglie corleonesi, cosa che fino a quel momento non aveva mai fatto nessuno,
01:42ovviamente lo faceva con le tecnologie che si avevano a disposizione, c'è quasi nulla,
01:47attraverso schizzi, attraverso informatori, attraverso la macchina da scrivere,
01:52e questo cominciava a fare paura in una terra in cui erano pochi quelli che facevano il loro dovere.
01:56Ecco, questa è la sua grande intuizione.
01:59Giorgio Boris Giuliano scopre questo, capisce che i corleonesi hanno messo,
02:03stanno per mettere le mani su Palermo, capisce che ci sono di mezzo tanti soldi,
02:08tanta droga, che il filone della droga è quello seguito dalle famiglie di Totorina,
02:13Bernardo Provenzano, Deleoluca a Bagarella, e però da quello che lei dice,
02:19ma non soltanto in questi giorni, da anni, non lo aveva capito nessun altro,
02:24e questo non aveva messo nelle condizioni suo padre di essere sufficientemente circondato
02:29da un cordone sanitario, lo definiamo così. Era solo.
02:33Era solo, non c'erano le leggi che poi ci sono state negli anni successivi,
02:37la cosiddetta Rognoni la Torre, molto successiva, e quattro anni dopo circa l'uccisione di mio padre,
02:42per cui l'associazione delinquere non esisteva, era molto difficile incriminarli,
02:47e anche là dove si poteva, certamente c'era chi non supportava le sue indagini.
02:53Quindi, lei dice, non è un'accusa a persone, è un'accusa rispetto all'immaturità del sistema,
03:00e anche, quando non la si può definire connivenza, anche all'impreparazione dei gangli investigativi,
03:09sia nell'ambito della magistratura che nell'ambito della polizia.
03:12Sì, sicuramente ci poteva essere una parte di connivenza, ma c'era senz'altro una grandissima parte di paura.
03:18In quegli anni, chi veniva lasciato solo moriva, era una regola diventata,
03:23una regola non scritta, però che nei fatti era così, lo sappiamo,
03:26per quelli prima di lui e per quelli dopo di lui.
03:29Suo padre era un uomo molto intelligente, anche un po' abitudinario,
03:33era un uomo giovane, non aveva neanche 50 anni, e andava al Barlux, non c'è nemmeno più il Barlux.
03:38Ma in realtà non andava al Barlux, cioè non era un'abitudine andare al Barlux,
03:43fu quella mattina che lui andò al Barlux, questa è rimasta anche...
03:46Nell'immaginario c'è un po' questa, no?
03:49Come se lui andasse a prendere ogni mattina il caffè là , invece di fatto non era così.
03:53Fu un caso.
03:53Fu un caso, era seguito evidentemente, era solo, quindi questo ha causato la sua morte,
04:00come sappiamo, alle spalle, perché senz'altro se si fosse potuto difendere,
04:05sicuramente avrebbe comunque tentato.
04:08Senta un po', queste immagini si riferiscono alla commemorazione dei giorni scorsi.
04:14Come viveva quella stagione suo padre?
04:17Certamente era un investigatore nel mirino e sapeva di esserlo,
04:20aveva chiare le idee su chi certamente poteva volere la sua morte. È così?
04:25Sì, ecco, senz'altro così, intanto perché c'erano state le minacce formali al centrino della questura
04:31che avevano annunciato Giuliano morirà .
04:35Sapeva che aveva scoperto qualche giorno prima il covo di Bagarella in via Pecorino e Giraldi.
04:40Sapeva che si era avvicinato troppo, sicuramente sapeva e sapevano quelli che erano accanto a lui i suoi uomini,
04:47che lui poteva morire, tant'è che aveva fatto promettere cosa che è stata i suoi uomini,
04:53che se lui fosse stato ucciso l'immagine di lui da morto non doveva essere ripresa né dalle televisioni né
04:58dai giornalisti.
04:59Quindi aveva chiarissimo che sarebbe morto.
05:02Allora, lei proprio su questo è intervenuta diverse volte, su questa mancata cattura,
05:07perché gli sfuggì di poco Leoluca Bagarella, quel covo era una base a tutti gli effetti.
05:16Lì cosa ci vede? Incapacità o Leoluca Bagarella poteva contare su chi lo poteva avvertire un attimo prima?
05:25Penso che poteva contare su chi poteva avvertirlo un attimo prima
05:29e penso che la cosa più grave dell'ucciso di mio padre è la vicenda invece di Marchese,
05:35che è uno dei suoi esecutori materiali, nel senso che è uno di quelli che è nel gruppo di fuoco
05:41con Leoluca Bagarella, che mio padre aveva arrestato in un'indagine difficilissima
05:45per la rapina che c'era stata al Banco di Sicilia, oggi via Pasquale Calvi,
05:49non so adesso come si chiama, come si chiamava allora?
05:53Pia Roma Nuova, si ha ragione.
05:54Comunque questo, aveva rintracciato una turista che potevesse testimoniare contro di lui
06:00attraverso le sue amicizie, indagini che lo collegavano anche a polizia inglese e americana
06:06e nonostante questo Pietro Marchese viene arrestato, perché in quel caso il reato era chiaro,
06:11però viene mandato in ospedale per una colica renale e scappa.
06:15Scappa e qualche giorno dopo fa parte del gruppo di fuoco di mio padre.
06:19Io penso che questa è la...
06:20Sono due gli episodi forse, no?
06:22Per me questo è l'episodio, diciamo...
06:24Sì, questo conta di più.
06:25Per me sì, cioè per me è una cosa, pensarci oggi lo trovo molto grave, sì.
06:32Senta, intanto le voglio fare vedere le immagini di venerdì scorso,
06:36quando lei ha descritto Castello Utveggio al cospetto del Presidente della Repubblica,
06:43adesso lei ha questo ruolo istituzionale e sa, le voglio sottoporre una riflessione
06:49che in parte ho fatto anche con altri eredi morali di persone che hanno perso la vita nella lotta alla
06:57mafia
06:57e cioè che alla fine poi comunque ci credete nello Stato,
07:01nonostante questo Paese vi abbia strappato a fetti così cari.
07:06Rimane qualcosa?
07:07Rimane fortissimo, io penso tutti noi abbiamo una grandissima fiducia nello Stato,
07:12una grandissima fiducia anche nella giustizia, nella magistratura, nelle indagini che fanno.
07:19Non è mai venuta meno questa fiducia, anche diciamo nonostante quello che ho detto fino ad ora,
07:28perché penso che anche in quel caso se c'era io non lo so, però non era un sistema, potrebbe
07:34essere qualcuno.
07:34Ecco, questa è la tesi che ha sempre sostenuto per esempio il professore Salvatore Lupo,
07:40e cioè non c'è un livello così di commistione, non c'è un terzo livello, ma ci sono infiltrati.
07:48E' questo il solco sul quale si arriva a questo delitto secondo lei?
07:53In questo e in tanti altri sicuramente c'è stato questo solco.
07:57Negli anni successivi, lei e la sua famiglia, vi siete dati uno sguardo attorno?
08:03Avete sentito attorno a voi la voce di chi potrebbe anche avere tradito vostro padre, o nel caso di sua
08:11madre, suo marito?
08:12No, io devo dire che noi siamo cresciuti con una grande famiglia, quella della Polizia di Stato,
08:18che ci è sempre stato veramente accanto in tutti i nostri momenti, molti erano amici di mio padre,
08:22ma anche coloro che non erano amici hanno avuto sempre un grande senso di affetto nei nostri confronti.
08:32Questo timore no?
08:33No.
08:34L'espressione sceriffo buono le piace? Secondo me non è del tutto appropriata.
08:39Neanche il nome Boris mi piace, mi piaceva il suo, Giorgio.
08:43Esatto, perché per tutti era Giorgio.
08:44Perché per noi era Giorgio, sì.
08:46Certo, in casa era Giorgio.
08:47Senta, adesso le faccio sentire la voce di Antonio Vullo, il quale racconta di essere quel bambino che viene raccontato
08:57nella mafia uccide solo d'estate.
08:59Questa intervista all'unico sopravvissuto poi incredibilmente della strage di Via D'Amelio è stata realizzata da una studentessa dell
09:07'Università di Palermo,
09:09si chiama Giulia Inzirillo, è una nostra stagista, che si impegna sul fronte dell'antimafia nel suo paese che è
09:17Capaci,
09:17ha voluto realizzare questa intervista, gliela faccio ascoltare.
09:20La sua esperienza in polizia parte molto tempo prima con il suo incontro da bambino con Boris Giuliano.
09:28Che ricordo ha di quel momento?
09:31Guarda, ho un ricordo veramente bellissimo perché sicuramente mi hanno dato l'input per poi indossare la divisa.
09:41Io già da piccolo ero amante della divisa della polizia e poi vederlo di presenza,
09:50perché io lavoravo in quel distributore di benzina sito proprio sotto l'abitazione del vicequestore Boris Giuliano.
10:02Noi giornalmente prendevamo i quotidiani della città , il giornale di Sicilia e il giornale Lora
10:09e vederlo quasi giornalmente all'interno di quel giornale fotografato che combatteva il crimine.
10:16Io che ero amante dei supereroi, Spider-Man, Batman, l'uomo in ragno,
10:24cioè vedere questa personalità che combatteva il crimine per me era un supereroe.
10:29E poi la cosa veramente che mi dava un sussulto è che vederla di presenza
10:35era un qualcosa che ti colpiva veramente molto forte.
10:39Le Iris sono buone, ma sporcano dappertutto.
10:44Tu le conosci? Ma come? Un palermitano che non conosce le Iris con la ricotta al po'.
10:49Ma qua dobbiamo rimediare.
10:51Mi davo un Iris per te.
10:52Voi è piaciuto questo film?
10:53Sì, molto.
10:54Alla luce insomma di quella che è stata tutta la sua esperienza,
10:57c'è qualcosa che direbbe al lei bambino che ha incontrato Boris Giuliano?
11:04Comunque qualcosa che direbbe anche al ragazzo del 19 luglio del 92?
11:11Ma guarda, il bambino ha avuto il sogno, quel sogno che ha lottato tantissimo per averlo.
11:21Sono un po' entrato in polizia in ritardo per alcune questioni lavorative,
11:28però diciamo che il sogno poi si è avverato nell'89,
11:33però quel sogno poi è stato spezzato nel 92
11:36e poi da lì è nata un'altra vita, un'altra storia,
11:42piena di sofferenza, piena a volte anche di vergogna,
11:45perché appunto rimanere vivo ti senti poi a disagio in alcune situazioni,
11:53però ho sempre cercato di andare avanti,
11:56di combattere anche questo mio...
11:59Penso che mi ritrovo all'interno anche perché poi te lo porti in famiglia
12:04e questo poi distrugge un po' tutto.
12:08Però diciamo ho avuto la forza come l'ho avuto anche dal ragazzino
12:13di fare la scelta giusta e di stare dalla parte della legalità ,
12:17soprattutto questo.
12:18Bisogna scegliere da che parte stare.
12:22Chi resta, dottoressa Giuliano, porta con sé ferite molto profonde.
12:28Sono trascorsi 47 anni.
12:30Come si svolta la vita di questa grande famiglia?
12:33Io devo dire che ho avuto la grandissima fortuna di avere una famiglia,
12:38tanto un grandissimo legame con la famiglia di mio padre,
12:40ma anche con quella di mia madre,
12:42una famiglia che non abbiamo mai sentito il peso di questa perdita.
12:46È sempre stato un dolore molto sobrio,
12:50molto vissuto in maniera forte, senz'altro, non c'è dubbio,
12:55uno strap, una perdita, la solitudine,
12:57però io non posso dire di aver avuto un'infanzia triste.
13:01Devo dire che c'è sempre stato trasmesso un senso dell'orgoglio.
13:04Ce lo ricorda quanti anni avevate?
13:06Io avevo sei anni, mia sorella ne aveva otto,
13:08mio fratello ne aveva dodici, quindi eravamo veramente piccoli.
13:11Eravate piccoli?
13:12Eravamo piccoli in una città non nostra, ci siamo ritrovati soli.
13:15Sì, suo padre era nato a Piazza Armerina.
13:17Mio padre era nato a Piazza Armerina,
13:18però aveva vissuto a Messina, in Libia,
13:20e poi aveva studiato fuori per tanti anni, in Inghilterra.
13:23Aveva lavorato in giurisprudenza, vero?
13:25E poi viveva a Milano, in Sicilia ce l'ha stato molto poco,
13:29ma l'amava moltissimo.
13:31Probabilmente aveva maturato anche questo intuito
13:33attraverso questa esperienza, girando.
13:36Sì, era sicuramente moderno rispetto ai tempi,
13:38senza altro oggi sarebbe normale,
13:39in quegli anni, che stiamo parlando degli anni 60,
13:42quindi non era assolutamente normale.
13:44Avete avuto la consapevolezza del fatto
13:45che questo delitto segna uno spartiacque,
13:48è da lì che comincia, se vogliamo,
13:50poi la mattanza, poi arrivano tutti, Pio, la torre.
13:55Una mattanza, detto bene.
13:56Proprio così, dalla chiesa.
13:57Era un accendere la televisione,
13:59c'era sempre un morto, qualcuno che era stato ucciso,
14:02una famiglia che piaggeva, era veramente, devo dire,
14:06io sono anni che avendo vissuto sulla nostra pelle,
14:08me li ricordo chiarissimi.
14:10Il dopo ce l'ho chiarissimo.
14:12Diciamo anche, mi colpì moltissimo la bomba per Rocco Chignici,
14:17ecco, una bomba in pieno centro.
14:19Ne parleremo la prossima settimana.
14:21Devo dire, là non c'è stata la rivoluzione culturale,
14:25diciamo, c'è stata dopo le bombe incapace,
14:27eppure quella era una bomba in città .
14:29Senta, a proposito di questo,
14:30c'è chi teme che il troppo tempo passato
14:35metta nelle condizioni questa società civile,
14:38la società civile siciliana, di dimenticare,
14:40è anche un po' per questo che noi torniamo su queste vicende.
14:43Lei che impressione ha?
14:46Palermo è una città che dimentica facilmente.
14:48Devo dire questo, io credo che le nuove generazioni,
14:52se non vengono formate e informate sull'argomento,
14:54sono generazioni che ormai tanti fatti non li conoscono
14:57perché non li hanno vissuti.
14:59Quindi se Palermo dimentica e non viene fatto questo lavoro continuo
15:03nelle scuole, attraverso le trasmissioni televisive,
15:06sicuramente c'è un rischio di ritorno,
15:08perché sicuramente in Sicilia c'è un terreno fertile alla Malaviglia.
15:14Questo è chiaro, non lo dico io.
15:15Non è che non succeda niente?
15:17No, non è neanche una città tranquilla.
15:19Ultimamente, secondo me, si è tornato a tempi più vecchi nel tempo,
15:24cose che non si sentivano più.
15:25Oggi si ricominciano a sentire.
15:27E su questo, secondo me, c'è stata un'attenzione molto alta.
15:29Proprio l'ambito del quale lei si occupa, quello dei beni culturali,
15:33ha avuto un risveglio eccezionale dopo le stragi.
15:36E in quel caso, secondo lei, l'eredità come viene gestita di quella rinascita?
15:42La rinascita dei beni culturali?
15:45È faticoso, sì.
15:47Devo dire che il settore dei beni culturali è un settore che negli ultimi anni
15:51ha avuto un rilancio, soprattutto per grandi linee di finanziamento
15:55che sono state a livello anche nazionale, non soltanto fondi europei.
15:59E questo ha fatto sì che si aprisse una grandissima campagna
16:03di restauro del patrimonio ecclesiastico, del patrimonio pubblico.
16:07Assolutamente.
16:07Però è pur vero, non so se lei è d'accordo,
16:09che questi più di 30 anni sono volati
16:13e adesso ci sarebbe bisogno di intervenire di nuovo su un sacco di monumenti.
16:16Certo, ma sicuramente su un sacco che non si è mai intervenuti.
16:18Sì, infatti.
16:19Questo è chiaro.
16:20Senta un po'.
16:21Mi riservo sempre di avere un approfondimento con lei anche su questi temi.
16:26che cosa porta dentro di sé anche nella sua vita professionale
16:30che deriva da Giorgio Boris Giuliano?
16:33Sicuramente un grandissimo senso del dovere.
16:36Questo è quello che mi è stato trasmesso,
16:38che tento di trasmettere ai miei figli.
16:41Senso di responsabilità in ogni cosa che si fa.
16:44In qualsiasi cosa uno fa nella vita deve avere un grandissimo senso di responsabilità ,
16:47anche delle conseguenze che uno può causare rispetto anche a una scelta sbagliata,
16:51non solo in ambito personale ma anche in un ambito più ampio.
16:56E poi io che lavoro appunto per un ufficio pubblico,
16:59sono indipendente pubblico,
17:00ritengo che il pubblico lo deve fare questo ancora di più.
17:03Perché il pubblico fa un servizio pubblico
17:05e il servizio pubblico deve essere garantito.
17:08Senta, e le chiedo come parla ai suoi figli di suo padre?
17:13I miei figli credo che sono nati già sapendo tutto,
17:18perché sono stati da sempre, hanno vissuto tutti i racconti,
17:21si sono fatti tutte le cerimonie,
17:23hanno seguito quando ci sono state trasmissioni,
17:24tutte le trasmissioni, i film, i libri.
17:27Quindi devo dire che loro hanno una grande passione su questo argomento,
17:31sanno tutto, molto più dei loro coetanei.
17:33E il film e la serie di PIF che sono così delicati e così bene raccontano,
17:38sebbene con una rilettura a quegli avvenimenti,
17:42cosa gliene è parso?
17:43A loro è piaciuto moltissimo, anche il che PIF gli piace moltissimo.
17:46E a lei?
17:47A loro, anche a me, certo.
17:50Anche questo racconto romanzato?
17:52Sì, lui ha un buon modo di comunicare con i giovani sull'argomento.
17:55Non è da tutti questo, lui sicuramente ce l'ha.
17:58A volte quando guardo le foto di suo padre
18:01penso che alla fine era un uomo molto giovane, no?
18:03Non so se questa riflessione la fate anche voi proprio stroncato.
18:06La facciamo sempre perché oggi siamo più grandi di quando lui è morto.
18:10Infatti, noi che siamo anche ormai più grandi di quanto non fosse suo padre,
18:14pensiamo, mamma mia, ma era veramente giovane, veramente giovane.
18:18E che un uomo si ricorda, si racconta che fosse molto spiritoso.
18:22Io me lo ricordo allegrissimo, molto simpatico, ironico,
18:26con una grande gioia di vivere,
18:28che anche trasmetteva a tutti, generoso.
18:32Devo dire, veramente era molto simpatico.
18:34In questo contesto, mi ricordo io, eravamo piccoli,
18:37quindi di famiglia, con questi suoi fratelli con cui cantavano, suonavano.
18:41Volevo dire, era bellissimo.
18:43La medaglia al valore civile, chi la custodisce?
18:46Mia madre.
18:46Sua madre.
18:48Grazie.
18:48Grazie a lei.
18:49Serima Giuliano, buon lavoro nel suo ambito.
18:51Grazie.
18:52Alla prossima.
18:52Ok, grazie.
18:54Ci fermiamo, ci fermiamo.
18:56TGS7 finisce qui.
18:57Ci vediamo la prossima settimana
18:58e ricorderemo Rocco Chinnici.
19:11Grazie a tutti.