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  • 2 giorni fa
Personaggi illustri tra le mura di via Solferino. Letterati insigniti del Premio Nobel e grandi protagonisti della cultura italiana: un ritorno a casa per l’ultima tappa de La Città delle Idee, il tour che ha accompagnato lettrici e lettori, insieme a ospiti e giornalisti, attraverso nove piazze storiche di Milano per celebrare i 150 anni del Corriere della Sera.Per il tredicesimo e ultimo appuntamento, in piazza Gramsci, il tema è stato quello della cultura e, in particolare, dei Premi Nobel assegnati — e talvolta mancati — a personalità che hanno lavorato o sono passate da via Solferino.A dialogare con il pubblico sono stati Antonio Troiano, caporedattore della sezione Cultura del Corriere della Sera, e Paolo Di Stefano, scrittore ed editorialista del nostro giornale.«Che cosa significano oggi e che cosa hanno significato in passato le pagine culturali del Corriere della Sera? Grazie al contributo di personalità rilevanti, hanno saputo trasmettere un principio fondamentale: in tempi di crisi dell’editoria, l’attenzione alla qualità e alla cultura rappresenta un antidoto e un percorso che può portare ottimi risultati», ha sottolineato Troiano.«Il Corriere ha avuto diversi collaboratori, sia esterni sia interni, che sono stati insigniti del Premio Nobel, come Eugenio Montale e Luigi Pirandello. Montale è stato il più “interno” di tutti, avendo lavorato direttamente in redazione. Raccontare il rapporto tra il nostro giornale e i suoi illustri collaboratori significa anche ricordare episodi curiosi», ha aggiunto Di Stefano. «Tra questi, la premiazione di Salvatore Quasimodo nel 1959 e la risposta di Montale con un elzeviro ironico pubblicato sul quotidiano, che iniziava con la frase: “A caval donato non si guarda in bocca”».Sono stati 13 gli incontri in programma tra maggio e giugno nelle principali piazze milanesi: occasioni per aprire un dialogo tra i lettori e il Corriere, attraverso le giornaliste e i giornalisti presenti in piazza. A ogni appuntamento sono state distribuite gratuitamente tote bag contenenti uno speciale dedicato ai 150 anni del Corriere della Sera e una copia del giornale del giorno.

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00:09parleremo di premi nobel ma anche diciamo in maniera un po più larga di cultura che cosa
00:16significa cosa ha significato in passato e oggi le pagine culturali sul corriere della sera
00:22ovviamente attraverso il contributo dei grandi scrittori dei grandi personaggi appunto come i
00:28premi nobel ma l'obiettivo è far capire o trasmettere un principio che proprio nei momenti di crisi di
00:36difficoltà dell'editoria l'attenzione alla qualità e quindi alla cultura diventa un antidoto e un
00:44percorso che di solito può portare a buoni risultati c'è da dire che il corriere della sera ha avuto
00:50diversi collaboratori e non solo collaboratori esterni ma anche interni come montale che sono
00:58stati premi nobel da pirandello anzi ancora prima grazie a del edda che quest'anno compie con il
01:05nobel i cent'anni eravamo nel 1926 e poi pirandello nel 34 e poi infine montale montale che è stato
01:19diciamo il più interno di tutti perché ha lavorato al correre della sera tantissimi anni pubblicando un
01:25migliaio di pezzi e quindi c'è da raccontare anche il rapporto che si è stabilito tra il corriere della
01:33sera e i suoi illustri illustrissimi collaboratori e naturalmente poi ci sono anche aneddoti divertenti
01:41interessanti montale che nel 59 la vive come uno scorno la premiazione di quasimodo suo grande
01:51concorrente e tant'è vero che sul corriere esce un elzeviro per quasimodo un elzeviro di cecchi in cui
01:59comincia a cavallo donato non si guarda in suggerito pare da montale ecco queste cose che sono anche cose divertenti
02:10grazie a tutti
02:12grazie a tutti
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