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Regia: Brunello Rondi
Paese: Italia - Francia
Genere: Horror
Interpreti: Daliah Lavi: Purificata; Frank Wolff: Antonio; Anna María Aveta: suor Angela; Dario Dolci: don Tommaso; Franca Mazzoni: madre Superiora; María Teresa Orsini: tata; Rossana Rovere: moglie di Antonio; Nicola Tagliacozzo: zio Giuseppe.


TRAMA: "Questa è la storia di Purificata, una ragazza posseduta dalla magia. Una storia che si svolge ai giorni nostri in Lucania". In un villaggio della campagna lucana, Purificata comincia a comportarsi come un'indemoniata dopo che l'uomo che ama ha deciso di sposare un'altra donna. Creduta da tutti una strega, sarà sottoposta a diversi esorcismi...


NOTE: Le riprese sono state effettuate in Basilicata: a Matera, Montescaglioso e Miglionico. Benché inserito nel genere horror soprannaturale, secondo Fabrizio Fogliato su CineCritica «il film si colloca in una zona liminale tra documento etnografico, melodramma nero e incursione nell’orrore, inaugurando una possibile “terza via” del nostro cinema: quella di una docu-fiction antropologica, stilisticamente perturbante». Lo stesso De Martino partecipò alla realizzazione del film come consulente, sebbene lui avesse preferito un'opera con un tono da documentario etnologico e sociologico, in contrasto con l'atmosfera lugubre del prodotto finale. Daliah Lavi disse che, durante il periodo delle riprese, molti la considerarono realmente una maga; alcune ragazze si rivolsero a lei per avere filtri d'amore e una donna anziana, malata di cuore, le chiese di guarirla. Il film fu sottoposto a censura per alcune scene violente ed erotiche. Il film viene talvolta citato come influenza su L'Esorcista, non solo per alcuni spunti narrativi ma anche per la presenza di una scena in cui la protagonista Daliah Lavi si esibisce in una camminata a quattro zampe con il ventre all'insù, che ricorda il noto spider walk di Regan MacNeil nel film di William Friedkin. Il personaggio di Purificata sembra aver ispirato anche la maciara interpretata da Florinda Bolkan in Non Si Sevizia Un Paperino di Lucio Fulci.


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Commenti
carlonicotera84320
Creator
Il Demonio, capolavoro del 1963 di Brunello Rondi, è un tassello fondamentale che precede di ben dieci anni i capisaldi mondiali della possessione e del folk horror. Rondi realizza un'opera di sbalorditiva potenza antropologica, fortemente influenzata dagli studi sul campo di Ernesto de Martino (Sud E Magia), che squarcia il velo sul conflitto insanabile tra la psiche femminile, il cattolicesimo dogmatico e il paganesimo rurale del Mezzogiorno d'Italia...

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