00:00Ci aspettiamo quello che tutte le aziende agroalimentari italiane si aspettano, avere
00:05maggiori opportunità sui mercati internazionali perché l'inverno demografico non ci crea
00:11grandi aspettative sulle opportunità dei consumi interni. Quindi all'estero dobbiamo
00:15guardare come abbiamo fatto benissimo in questi ultimi dieci anni, portando le esportazioni
00:20da 25 a 64 miliardi di euro. L'abbiamo fatto grazie a una mutazione antropologica
00:27dell'imperiettoria agroalimentare italiana che ha imparato ad esportare con continuità ,
00:31disintermediando i mercati, andandoci direttamente, imparando le lingue delle geografie chiave.
00:36Un po' la caratteristica antropologica di noi italiani che sappiamo fare molto bene
00:41manifattura anche nell'agroalimentare. Le sfide sono continuare a lavorare bene sulla filiera,
00:47abbiamo rigenerato l'agricoltura imparando a comprare le materie prime del nostro paese.
00:53Qui a Parma è facile dirlo, noi da sempre, io sono cresciuto dentro una filiera naturale,
00:57mia nonna aveva un caseificio e i maiali mangiavano il siero, quindi per me era assolutamente
01:02naturale. Ecco, questo tipo di economia circolare che difende l'ambiente, che è sostenibile,
01:07che fa rinascere i territori, anche l'economia dei territori, è quello che dobbiamo continuare
01:12a fare su tutto il territorio italiano. È un po' quello che ci chiede il mondo quando
01:15viene qui e ci osserva. Il mondo ha fame di IG, di WGP, che sono forse il miglior modo
01:21per mangiare sempre meno, mangiare sempre meglio.
01:23Beh, intanto cominciamo dai numeri che sono ragguardevoli, 3.000 brand in esposizione,
01:31mille novità di prodotto che molto dicono dell'innovazione tecnologica che c'è in questo
01:37settore dell'alimentare delle bevande, 3.000 top buyer provenienti da praticamente tutto
01:46il mondo, più una lunga lista d'attesa che non abbiamo potuto soddisfare. Ma i numeri
01:53non raccontano tutta la storia perché l'industria alimentare o l'industria del food e l'Emilia
02:04Romagna e Parma in particolare sono un tutt'uno. Quindi quello che si tocca con mano, girando
02:11per gli stand dei nostri padiglioni e parlando sia con gli espositori che con i visitatori
02:17è appunto il fatto che questa città , questa fiera è considerata il centro, il perno della
02:28food valley emiliano-romagnola famosa in tutto il mondo. È un rapporto virtuoso che ci lega
02:35al territorio, ma non nel senso chiusi sul territorio, da questo territorio poi si guardano
02:44i mercati internazionali.
02:46È una fiera che è partita in maniera molto positiva, siamo molto contenti, c'è una grande
02:52risposta da parte dei tantissimi visitatori esteri che attendevano l'Italia da parecchi
02:58anni, anche perché finalmente torniamo ad avere quelle lontane geografie del Faris, di la Cina,
03:03del Giappone, le Filippine che oimè per il problema Covid non avevano più viaggiato.
03:08Le novità di prodotto sono sicuramente quelle più attese da tutti, sia visitatori, ma soprattutto
03:16dai buyer che hanno bisogno di inserire su scaffale nuove referenze che rappresentano
03:20il meglio dei made in Italy. Le innovazioni vengono trainate dai trend del momento, ma soprattutto
03:26dalla domanda del mercato. Una domanda sempre più attenta, fatta da consumatori alfabetizzati
03:33che scelgono i prodotti, li trasformano e che sono molto più competenti di un tempo.
03:39I trend seguono oggi consumi sostenibili, comportamenti responsabili, si è sempre più alla ricerca
03:47del prodotto salutare e salutista, del prodotto funzionale, senza però poi mai tralasciare anche
03:53il gusto, il sapore, la tradizione e la contaminazione della cucina italiana e della cucina mediterranea.
03:59Per cui si cerca di mangiare meglio, senza mai rinunciare però a un gusto punitivo, ma anche
04:05avere un gusto inclusivo che appaghi non solo il corpo ma anche la mente.
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