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00:03Sono Don Martino Signoretto, rettore di questo meraviglioso santuario, un luogo santo che ha
00:12la sua storia fin dall'anno 1000, tutto parte da questa grotta. Qui si sono stanziati i primi
00:21monaci eremiti, poi a un certo punto qui arriva una statua speciale, una Madonna addolorata,
00:27che genera una nuova stagione, è la stagione dei pellegrinaggi fino ai nostri giorni e quindi
00:32cominciano a costruire le prime chiese come questa. Questa è la quarta chiesa che viene
00:38costruita nel 1975 ma all'interno ci sono i resti delle precedenti. Questo luogo farà da cornice a
00:45questa avventura del vino raccontato dalle scritture e in questa avventura mi darà una mano Roberta Tosi,
00:52storica dell'arte. Sì, in effetti nell'arte ci sono tanti episodi che raccontano questo bellissimo
01:01binomio tra la Bibbia e il vino e io in queste puntate vi accompagnerò a scoprirne alcune.
01:10Approfondiremo il vino nelle sacre scritture a partire dagli inizi, quindi dal libro della Genesi,
01:15fino ad arrivare al Nuovo Testamento, a Gesù, il quale nell'ultima cena compirà un gesto
01:22importantissimo. Prenderà un calice di vino e dirà che quello è il suo sangue. Noi abbiamo chiamato a
01:28questo gesto il brindisi di Gesù che è il riassunto del senso di una vita intera.
01:34Andremo così a scoprire opere di Michelangelo, di Bellini, di Tintoretto,
01:38ma anche di Clint, fino ad arrivare a Chagall e a William Congo.
01:58Io sono la vera vite e il padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta
02:03frutto lo toglie e ogni tralcio che porta frutto lo pota perché porti più frutto. Come il tralcio
02:10non può far frutto da se stesso se non rimane nella vita, così neanche voi se non rimanete
02:16in me. Io sono la vita, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto
02:23perché senza di
02:25me non potete far nulla.
02:39L'Evangelista Giovanni riporta una frase di Gesù dove Gesù si paragone alla vite. Il
02:45padre celeste è l'agricoltore, quindi colui che supervisiona, che ha cura di questa vite. Gesù
02:53invece è proprio la vite. Come sappiamo la vite senza i tralci non porta frutto e utilizzando
03:00questa immagine direi anche ardita, paragona i discepoli ai tralci che portano frutto, il
03:08frutto della vite. Sappiamo qual è? Non è solo l'uva, è il vino. E infatti Gesù dice
03:15che questi tralci devono essere tagliati e potati e qui emerge la conoscenza e la sapienza
03:22di Gesù. Lo immaginiamo che cammina tra un campo e un altro nelle strade di Galilea,
03:28tra Nazareth e Cafarnao dove ci sono quelle vallate coltivate dove avrà visto sicuramente
03:33l'esperienza dei contadini, degli agricoltori per come trattavano la vite, proprio per trar
03:41fuori il miglior vino, il vino più buono dovevano potare e tagliare. E con questa immagine
03:48vuole che i propri discepoli portino il miglior frutto e quindi invita loro ad un'esperienza
03:54spirituale importante. Nella vita c'è qualcosa da tagliare, da migliorare, da potare, qualcosa
04:00da abbandonare, ma il frutto di questa fatica, di questa potatura è un frutto buono, è il
04:07miglior vino.
04:11Quando Gesù dopo la Ressurrezione appare a una donna, appare alla Maddalena, le appare
04:16proprio con le vesti di un giardiniere, di un contadino. Ed è bello che sia proprio un'altra
04:21donna, una pittrice, Lavinia Fontana, una pittrice importante della seconda metà del
04:25Cinquecento, a rappresentare questo momento, questo incontro meraviglioso della Maddalena
04:31che era stata liberata dai sette demoni da Gesù dopo la Ressurrezione. È il momento
04:38del Noli Metangere, Gesù deve ancora scendere al cielo, di conseguenza quando la Maddalena si
04:44avvicina, che vorrebbe toccarlo, che finalmente rivede il maestro amato, Gesù la trattiene,
04:52la ferma, perché non è ancora venuto il momento. Subito prima, sullo sfondo, possiamo
04:57cogliere l'attimo in cui la Maddalena, insieme anche probabilmente a Pietro e altre figure
05:02femminili, si era recata al sepolcro e lì aveva espresso tutto il suo dramma per non
05:08aver ritrovato neanche le vesti del maestro. Ecco invece che nel giardino, nel giardino
05:14rappresentato dalla vigna fontana, questa gioia esplode. Da dove lo vediamo? Lo vediamo
05:18proprio dal giardino, perché sta tutto fiorendo. Lei indossa i calzari, mentre il contadino
05:27giardiniere Gesù è a piedi nudi e ci fa vedere i segni del patimento, quindi era proprio lui,
05:33non era nessun altro. Ed è bello che la vigna fontana ci fermi proprio lì, su questo giardino
05:37dove sta rinascendo in qualche modo la natura, dove tutto sta rifiorendo, perché comunque
05:42il giardiniere è colui che ha cura e che quindi ci fa vedere come Gesù ha sempre
05:48cura del luogo dove lui passa.
06:16Io sono la vita e voi i miei tralci. Questa iscrizione ottocentesca si ritrova a una
06:20all'interno dell'oratorio Suardi nel Bergamasco e a interpretarla era stato chiamato all'inizio
06:26del Cinquecento Lorenzo Lotto. Vediamo infatti in questa parete, sulla sinistra di questo oratorio,
06:32questa imponente rappresentazione dove Cristo rappresenta davvero la vita. Di sotto di questa
06:40immagine ci sono le scene di Santa Barbara a cui l'oratorio era dedicato, ma al centro,
06:46nella parte centrale c'è questo Cristo meraviglioso che si erge come se fosse un tronco imponente,
06:52dalla quale poi si diramano dei tralci. Dalle sue mani infatti partono queste ramificazioni
06:58che vanno a raggiungere la parte alta dell'affresco. E questi tralci finiscono in delle gerali,
07:05al cui interno ci sono rappresentati gli apostoli, i santi, che erano proprio la rappresentanza di
07:12ciò che scaturiva dalla parola di Gesù e quindi chi aveva seguito il suo esempio, chi aveva ascoltato
07:20la parola del Maestro, anche perché era una reazione alle eresie che in quel periodo si andavano
07:26sempre di più affermando. E questo è tanto vero che proprio all'estremità di queste gerali ci sono
07:32due santi, Ambrogio da una parte e Girolamo dall'altra, che scacciano gli eretici che come dei contadini
07:40tentano di salire attraverso delle scale per raggiungere la vita e tagliare i tralci che secondo
07:46loro non andavano bene e invece vengono ricacciati giù con violenza attraverso semplicemente
07:53l'esposizione della parola di Dio che cadono da questa scala. Ma la cosa interessante è che il lotto
08:01non solo si è limitato a rappresentare questi tralci con i santi, ma è andato ben oltre perché i tralci
08:08poi proseguono per tutto il soffitto creando una sorta di vigna paradisiaca, perché ci sono
08:15degli angioletti che vendemmiano la vigna sul soffitto dell'oratorio.
08:25Neppure si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande
08:30e gli otri vanno perduti, ma si versa vino nuovo in otri nuovi e così l'uno e gli altri
08:35si conservano.
08:42Spesso i evangelici fanno vedere questo sguardo di Gesù che coglie negli ambienti di vita degli
08:49aspetti e degli insegnamenti. Quella del vino nuovo in otri nuovi, del vino vecchio in otri vecchi è molto
08:55interessante. L'otre è l'espressione per indicare un contenitore fatto di vari materiali, in particolare
09:02con parti di animali, in particolare lo stomaco, che da cui veniva ricavato un contenitore elastico,
09:09ma che con il tempo si irrigidiva. Il vino novello che ancora fermenta all'interno di un otri vecchio
09:16irrigidito lo può rompere. Serve un otri nuovo, flessibile, per accogliere il vino nuovo. E questo
09:25immagine parla, a chi lo sta ascoltando, della mentalità, parla di come noi approcciamo le cose
09:31proprio. Se con flessibilità, apertura mentale, quindi siamo pronti ad accogliere qualcosa di nuovo,
09:37oppure se invece la nostra mentalità è un po' irrigidita, un po' faticosa, un po' spigolosa e
09:43quindi facciamo molta fatica ad accogliere qualcosa di nuovo e di diverso. E questo Gesù lo sapeva molto
09:49bene, perché lui era la novità, lui era il vino nuovo e si scontrava spesso con persone che non erano
09:57in grado di capirlo, di comprenderlo, di accoglierlo. Aveva incontrato molti otri vecchi. Questo sguardo
10:03sapiente di Gesù lo troviamo nei Vangeli in tantissimi aspetti della vita. Si va dagli aspetti
10:10tributari, legati al fisco, ad aspetti di tipo addirittura architettonico. Gesù parla a un certo punto
10:16di come si fa a costruire una torre. Abbiamo anche una ricetta di Gesù per come si fa a fare
10:20il pane e Gesù addirittura si rappresenta anche come un seminatore, colui che semina la parola.
10:27Con questa disinvoltura semina dovunque, anche in terreni incolti, perché è un seminatore
10:33veramente che elargisce il seme dovunque, senza guardare se un terreno è buono o meno buono,
10:40perché la sua parola, quando viene proclamata, veramente tocca i cuori di tutti.
10:47Il tema di Gesù come seminatore era un tema che appassionava molto anche un artista come
10:53Vincent van Gogh, che ci lascia alcune opere dedicate proprio a questa parabola, ma una
11:01in particolare chiamata seminatore al tramonto. Ma non è un tramonto. Ecco quello che ci fa vedere
11:07Van Gogh è invece questa esplosione di colore, di luce, di sole, che irradia e completa tutta
11:14l'opera. Quindi, come dire, che è il momento più caro, più caldo, quello in cui in realtà
11:21il giorno va a finire, ma può essere anche il momento in cui tutto ricomincia. E Van Gogh
11:27infatti ci fa vedere questa scena con questo sole dominante, sui colori sgargianti, questo
11:33giallo, e questo seminatore che con la mano destra semina e con la sinistra invece tiene
11:38la sacca dove teneva i suoi semi. Ecco che Van Gogh ci lascia forse una delle opere davvero
11:44più significative da questo punto di vista. Ed è vero che lui si rifaceva proprio alla
11:49parabola. In quei campi, in quel seminatore, ci vedeva anche la figura di Gesù.
12:08Martino, ma perché mi hai portato qui? Non possiamo fare quel brindisi?
12:13Ma questo è un posto molto amato da tantissime persone che vengono a fare questa scala in
12:20ginocchio. Viene chiamata Scala Santa. E' una tradizione che viene dal San Giovanni da
12:26Terano dove è stata portata l'antica scala. Chiaramente è una tradizione che Gesù avrebbe
12:33proprio salito per andare poi ad essere processato da Pilato a fianco a Barabba. E la regina
12:41Elena l'avrebbe lei scoperta, anche se sappiamo che è una scoperta di almeno alcuni secoli
12:47successivi. Cosa fanno? Portano alcune pietre forse della Terra Santa a Roma e pensano a questa
12:54scala come un reliquiario. Perché? Perché al secondo gradino, all'undicesimo e al ventottesimo
13:02sarebbero cadute delle gocce del sangue di Gesù. Qui la gente viene e si mette in ginocchio,
13:09prega gradino per gradino, lentamente, qualche volta anche una famiglia intera, per poi raggiungere
13:16quel dipinto meraviglioso che c'è là sopra, un sacro cuore. E da là si accede alla cappella
13:22del Santissimo Sacramento. Quindi è un luogo di preghiera. E brindiamo qui perché c'è
13:29la memoria del sangue di Cristo e quindi stiamo vedendo in questo percorso del vino nelle scritture
13:36che il vino rappresenta e a un certo punto diventa anche il sangue di Gesù. E diciamo
13:42che qui vengono rappresentate le gocce di sangue di tutte le vittime innocenti che ce ne sono
13:48ancora oggi, per cui brindiamo.
13:49Grazie a tutti.
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