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  • 1 anno fa
Trascrizione
00:08Bentornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste approfondimenti
00:13dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. L'arte è lo sforzo incessante di competere con
00:19la bellezza dei fiori e di non riuscirci, ci ricorda Marc Chagall e alle opere a tema floreale
00:26dei più importanti artisti italiani del Novecento, è dedicata la mostra Flora, allestita e visitabile
00:33alla Fondazione Magnani Rocca fino al prossimo 29 giugno. Io do il benvenuto a Stefano Roffi,
00:39direttore scientifico della Fondazione Magnani Rocca e co-curatore insieme a Daniela Ferrari
00:44della mostra realizzata in collaborazione con il Marte di Rovereto. Ciao Stefano. Ciao Sabrina,
00:50è sempre bello parlare di arte con te. Stefano, la Villa dei Capolavori di Mammiano ospita una
00:58mostra in cui il Parco Romantico dialoga con le 150 opere del percorso espositivo. Come è nata
01:05l'idea? È quasi una competizione fra cose belle. Il Parco della Fondazione Magnani Rocca è rinato in
01:13questo periodo, grazie ai fondi del PNRR, è stato avviato un importante lavoro di restauro conservativo
01:20e insieme anche l'aggiunta di un nuovo giardino contemporaneo. Nello stesso periodo abbiamo pensato
01:26a una mostra che potesse mettere in dialogo l'interno con l'esterno della villa. Luigi Magnani,
01:33fra le sue tante passioni, aveva anche grande ammirazione per le opere floreali, ne sono presenti
01:40diverse nella sua collezione. Abbiamo pensato così di abbinare al restauro del parco una grande
01:47mostra a tema floreale. Luigi Magnani dimostrò sempre una grande sensibilità per la salvaguardia
01:53della bellezza e della natura, quando ancora la coscienza ambientalista non era maturata.
02:00Vero, Luigi Magnani è conosciuto soprattutto come grande collezionista, musicologo, ma è anche stato
02:07un pioniere della coscienza ambientalista e dell'ambiente come bene culturale. Infatti esattamente
02:1470 anni fa, nel 1955, insieme ad altri intellettuali, fu tra i fondatori d'Italia Nostra. Da lì nacque
02:23veramente una nuova coscienza, nacque anche il FAI e la conservazione dei beni culturali non fu più
02:31qualcosa riservata a pochi eletti, ma davvero una coscienza condivisa. Ecco, nella mostra noi troviamo
02:38tanti fiori. Troviamo i fiordalisi di Casorati, le rose di Morandi, la flora magica di De Pero, il gladiolo
02:47fulminato di De Pisis, fiori che però non sono soltanto forma e natura, ma sono anche pensiero che
02:54diventa pittura. Vero, è un percorso davvero vivacissimo, con tante opere, sono rappresentati
03:03tutti i principali artisti italiani del Novecento, ognuno con un significato peculiare, ad esempio i
03:10fiori di Boldini rappresentano grazia, soavità femminile, ci sono fiori che invece rappresentano
03:18qualcosa di più profondo, di più intimo, a volte una riflessione sul senso della vita, quindi la
03:24possibilità davvero di andare oltre all'apparenza, all'eggiadra del petalo per arrivare a qualcosa di
03:32molto più suggestivo, più profondo, più appassionante. Ogni artista del Novecento ha dato un contributo
03:39fondamentale per dare nuovo significato al fiore. Una delle opere più importanti dell'esposizione è il
03:46gladiolo fulminato di De Pisis. Se volessimo mettere a confronto il fiore di De Pisis con i
03:53fiori di Antonio Dunghi. Sono veramente due opposti. Il fiore di De Pisis è alla fine una riflessione
04:01sulla caducità delle cose umane, il fiore nel momento in cui è al massimo del suo splendore, nel
04:08contempo annuncia anche il proprio decadimento e qui vediamo questo stupendo gladiolo fulminato di
04:15De Pisis, peraltro è il capolavoro dell'artista questo quadro, ci ammalia per la sua bellezza però
04:22sappiamo che dopo qualche ora non sarà più così. L'artista ha avuto una vita sfortunata e ha
04:28rappresentato attraverso i fiori una sorta di autoritratto. Per Dunghi è esattamente l'opposto,
04:35i suoi fiori sono un ideale di bellezza, qualcosa di immutabile, fermo, restiamo affascinati davanti
04:43alle sue rappresentazioni come davanti a un'immagine sacra. I fiori di Dunghi proprio sono l'ideale della
04:50bellezza come assoluto. Veniamo alle Regine di Fiori, alle quali è stata dedicata una sala. Chi sono?
04:57Le Regine di Fiori sono bellissimi ritratti femminili di grandi artisti italiani, da Boldini a
05:06Guttuso, c'è anche il nostro parmigiano Bocchi. Il fiore sottolinea la grazia e la bellezza femminile.
05:13Sono sempre simboli che accostati alla figura femminile si enfatizzano a vicenda. Paradossalmente
05:22la donna diventa più bella e il fiore diventa veramente un omaggio alla sua bellezza. È una sezione
05:29veramente incantevole della mostra. Il percorso si conclude con la rosa nera di Cunellis, quindi con
05:37una sala dedicata all'arte contemporanea che è una vera novità per la Fondazione. È vero, è la prima
05:43volta che la Fondazione Magnani Rocca si apre all'arte di oggi e questo è anche in omaggio a Luigi
05:50Magnani
05:50che al suo tempo amava sì l'arte antica, Goia, Tiziano, Dürer e tanti altri, ma frequentava anche
05:58gli artisti proprio del suo tempo. Per cui questa mostra, oltre appunto ai grandi dell'inizio del
06:04Novecento, presenta anche le ricerche più recenti nel campo della rappresentazione floreale, per cui
06:11abbiamo Schifano, Cunellis e Maria, ma si arriva anche a opere realizzate davvero pochi mesi fa. Quindi
06:20anche un omaggio davvero all'eterna creatività degli artisti sul tema del fiore.
06:27Io ringrazio Stefano Roffi, vi do appuntamento alla settimana prossima con nuove interviste
06:32e approfondimenti di Gazzetta Club.
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