00:00La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è stato ampiamente detto nella relazione che mi ha preceduto e
00:10l'attuale configurazione dell'Unione Europea.
00:13Un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato competitività, crescita, visione strategica sull'altare di approcci ideologici e tecnocratici,
00:24contribuendo a spingere il continente verso un progressivo declino economico e geopolitico.
00:30Un'Europa inarrestabile nella sua capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune, ma esitante improvvisamente quando
00:40si tratta di far sentire la propria voce nelle dinamiche globali.
00:43E le crisi ci hanno mostrato, quanto fosse miope, l'idea di un'Europa che pensava di poter limitare il
00:53suo ruolo a quello di piattaforma commerciale,
00:56in una posizione quasi passiva tra l'America e i grandi attori asiatici, lasciando ad altri il controllo sugli snodi
01:05fondamentali delle catene del valore.
01:06Quando gli shock sono arrivati e quelle catene del valore troppo lunghe, troppo fragili, si sono spezzate, noi abbiamo scoperto
01:15quanto fosse pericolosa l'esposizione verso dinamiche che non potevamo controllare.
01:20E abbiamo capito quanto fosse suicida accettare che su materie prime critiche, energia, settori strategici il nostro destino dipendesse da
01:30scelte altrui.
01:30Grazie a tutti.
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