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Il debito pubblico italiano raggiunge un nuovo picco storico, ma cosa significa per la tua economia personale? Le compagnie aeree tagliano rotte a basso traffico nonostante la voglia di viaggiare, e in Italia le aziende faticano a trovare personale qualificato.

La Banca Centrale Europea lancia l'allarme: le prospettive economiche sono incerte, con rischi di inflazione in aumento legati ai costi energetici e al conflitto in Medio Oriente. L'equilibrio tra vita privata e lavoro diventa cruciale per i giovani alla ricerca di impiego.

L'Unione Europea stringe un accordo commerciale strategico con gli Stati Uniti per stabilizzare i rapporti economici transatlantici, nonostante le tensioni pregresse. Scopri le implicazioni di queste importanti notizie economiche e finanziarie.

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Trascrizione
00:25Il debito pubblico italiano ha segnato un nuovo record nel mese
00:29di marzo, raggiungendo il livello di 3.159 miliardi, secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia.
00:36Si tratta di un incremento rispetto al mese precedente, quando il valore si era attestato
00:40a 3.139 miliardi. Dalle serie storiche emerge inoltre che, a partire da febbraio 2025, lo
00:47stock del debito delle amministrazioni pubbliche italiane si è mantenuto stabilmente oltre
00:52la soglia dei 3.000 miliardi, confermando una fase di persistenza su livelli molto elevati.
00:58Nel dettaglio delle dinamiche di marzo, l'aumento del debito è stato determinato principalmente
01:03da un elevato fabbisogno delle amministrazioni pubbliche. Questo fattore ha avuto un impatto
01:09decisivo, risultando più che sufficiente a compensare la diminuzione delle disponibilità
01:14liquida del tesoro, che si sono ridotte di 10,8 miliardi, scendendo a quota 64 miliardi.
01:23Le tensioni internazionali non frenano la voglia di viaggiare, ma le rotte con pochi
01:29passeggeri vengono cancellate. Secondo i dati diffusi da IATA, International Air Transport
01:35Association, la domanda di viaggi aerei ha continuato a crescere anche a marzo. Tuttavia,
01:41il callo di quasi il 61% del traffico internazionale delle compagnie aeree e medio orientali ha limitato
01:47la crescita globale. Nel dettaglio, in Asia-Pacifico la domanda è aumentata dell'11%. In Europa la
01:55crescita è stata meno rapida, ma comunque significativa, con un più 7,7%. Nel complesso,
02:02i viaggi nazionali sono rimasti un fattore chiave di crescita, ma in tutto il mondo le rotte aeree con
02:08un basso volume di passeggeri vengono cancellate. Circa 6.500 collegamenti esistenti l'anno precedente
02:15sono stati soppressi nel 2025, la stragrande maggioranza dei quali relativi a rotte con una
02:22bassa capacità di posti a sedere. Il fenomeno interessa tutte le regioni, senza eccezioni. Dal
02:28punto di vista operativo, queste tipologie di rotte registrano una domanda più debole e meno
02:33stabile, risultando quindi meno redditizie. A ciò si aggiungono fattori quali l'aumento dei costi
02:40operativi e le fluttuazioni della domanda. Di fatto, le compagnie aeree spesso operano con
02:46frequenze ridotte, su rotte regionali, con aeromobili più piccoli o con collegamenti
02:51occasionali utilizzando aerei più grandi. Molti di questi collegamenti sono essenziali per le regioni
02:57remote, dove rappresentano un anello fondamentale per l'accesso ai servizi di base e all'attività
03:04economica. Nel 2025 quasi un colloquio su tre è andato a vuoto perché non si è presentato
03:13nessuno. Lo rileva l'ufficio studi della CGA, spiegando che molte imprese, soprattutto di piccole
03:19dimensioni, continuano a fare i conti con una crescente difficoltà nel reperire personale
03:24qualificato, un fenomeno esploso negli ultimi anni. Analizzando i risultati emersi dalle periodiche
03:30interviste realizzate agli imprenditori italiani da Union Camere e dal Ministero del Lavoro,
03:35emerge che nel 2017 le assunzioni andate a vuoto per assenza di candidati erano state
03:40400.000, poco meno del 20% del totale. Lo scorso anno invece questo fenomeno si è verificato
03:47in oltre 1.750.000 casi, raggiungendo il 30%. Un vero e proprio boom, con picchi di mancato
03:54reperimento, che l'anno scorso hanno colpito soprattutto il settore delle costruzioni, seguito
03:59da quello del legno mobile e dalle aziende multi-utility. Secondo CGA le ragioni sono
04:05molteplici e mostrano un cambiamento profondo del mercato del lavoro. Molti giovani hanno
04:11modificato la scala delle priorità, non cercano più soltanto uno stipendio, ma anche equilibrio
04:16tra vita privata e possibilità di crescita. Quando un'offerta propone salari bassi, orari
04:22pesanti o poche prospettive, spesso preferiscono rinunciare ancora prima del colloquio.
04:30E ora le importantissime notizie sull'Europa. Parleremo anche di quello che pensa la Banca
04:39Centrale Europea. Stavolta non parliamo delle riunioni per il rialzo, il taglio, la stabilità
04:43dei tassi di interesse, molto importanti per noi, per le nostre conseguenze di vita, a
04:48cominciare dai mutui o dai prestiti, ma si parla di prospettive economiche. Ma sentiamo
04:52le notizie europee oggi dite al PES Economy.
04:59L'Unione Europea ha dato il via libera all'accordo commerciale e tariffario con gli Stati
05:04Uniti, compiendo un passo decisivo verso la stabilizzazione dei rapporti economici transatlantici.
05:09Il Parlamento Europeo e gli Stati membri hanno firmato il documento provvisorio che attua
05:14l'accordo siglato nell'agosto 2025 tra Bruxelles e Washington. Ad annunciarlo è stata la presidenza
05:21cipriota dell'UE, che ha parlato di un'intesa fondamentale per garantire un partenariato
05:25stabile, prevedibile ed equilibrato tra le due sponde dell'Atlantico.
05:30L'approvazione arriva dopo mesi di tensioni e pressioni da parte del presidente americano
05:34Donald Trump, che aveva minacciato nuovi dazi su auto e camion europei, con tariffe fino
05:40al 25% se l'intesa non fosse stata ratificata entro il 4 luglio. L'accordo prevede dazi del
05:4715% sulla maggior parte delle merci europee esportate negli USA, mentre Bruxelles si impegna
05:53a ridurre molte barriere sulle importazioni statunitensi. Secondo la presidente della Commissione
05:59Europea, Ursula von der Leyen, l'intesa rappresenta un passo importante per garantire un commercio
06:05transatlantico stabile, equilibrato e reciprocamente vantaggioso.
06:12Le prospettive economiche sono molto incerte e dipenderanno dalla durata della guerra in
06:17Medio Oriente e dall'intensità dei suoi effetti sui mercati dell'energia e delle
06:22altre materie prime. Lo evidenzia la Banca Centrale Europea nel bollettino economico.
06:26In prospettiva la BCE si attende che gli elevati costi dell'energia continuino a incidere
06:32sui redditi reali, accentuando la riluttanza di famiglie e imprese a consumare e a investire.
06:38La disoccupazione è rimasta vicina ai minimi storici a marzo, ma la domanda di mano d'opera
06:43si è ulteriormente ridimensionata. Gli investimenti delle imprese dovrebbero nel complesso continuare
06:50a sostenere la crescita in considerazione della maggiore spesa pubblica per difesa e infrastrutture
06:55e della crescente quota di investimenti nelle nuove tecnologie digitali. Queste condizioni
07:01di partenza favorevoli attenuano in qualche misura le ripercussioni della guerra. Sul fronte
07:07dei prezzi i rischi per le prospettive di inflazione sono orientati al rialzo. Se i
07:12rincari dell'energia dovessero assumere entità e durata maggiori rispetto alle aspettative,
07:18l'inflazione dell'area dell'euro potrebbe aumentare ulteriormente.
07:25E dopo l'Europa e dopo anche l'ultima notizia che avete sentito sulle prospettive economiche
07:31che dà per l'Eurozona proprio la banca centrale europea, sentiamo subito il nostro economista
07:37di fiducia Giuliano Zoppi se parleremo di Europa, perché anche il nostro premier è impegnato,
07:43così come chiede in fondo gran parte del governo, gran parte della politica italiana
07:48di maggioranza, di rivedere le regole del patto di stabilità, considerando la situazione
07:52eccezionale che si è creata, ma cominciamo dall'effetto empirico di questa situazione
07:56eccezionale che si è creata e che abbiamo tante volte descritto come economie di guerra
08:01e cioè su inflazione e prezzi.
08:03Eh sì Claudio, buongiorno a tutti. Gli effetti della guerra arrivano sostanzialmente ormai
08:09nelle nostre case. Lo scenario economico è impegioramento, cavano i consumi, diminuisce la fiducia
08:15dalle famiglie, il credito, la qualità del credito e del deterioramento e anche la
08:20sua erogazione. Fra gli effetti che abbiamo il principale è l'aumento dei prezzi, che significa
08:25che probabilmente in giugno aumenteranno i tassi di interesse e con essi il costo dei mutui
08:31e il costo dei prestiti per imprese e famiglie. In aprile l'inflazione è arrivata al 2,7% dal
08:38lunedì di marzo e gli energetici in un solo anno, che erano negativi per il 2%, adesso
08:45sono al più 9% in un anno e gli alimentari a più 5,9%. Quindi è uno scenario oggettivamente
08:52molto complicato e un aumento dei prezzi che secondo diversi studi costa alle famiglie
08:59mediamente attorno ai 1000 Euro all'anno, scusate, fra quello che tocca i consumi alimentari
09:06e quelli soprattutto energetici. Quindi uno scenario che oggettivamente sta preoccupando
09:11e tutti gli economisti ormai dicono sostanzialmente che non si sa perché dipende da quanto durerà
09:18il conflitto in Medio Oriente. Nel frattempo il governo è costretto, anche per motivi sociali,
09:27a prorogare e prendere misure che possano allievare soprattutto le famiglie e le imprese.
09:32Stasera un Consiglio dei Ministri molto importante dovrebbe varare il quarto provvedimento di sostegno
09:39e è sostanzialmente per quello che riguarda la benzina e il gasolio una prologa delle accise,
09:46probabilmente fino al 9 giugno quando dovrebbero entrare i soldi del cosiddetto extra gettito IVA
09:52e l'altro fronte molto importante, ovviamente si sta facendo anche un po' la caccia alle coperture,
09:58ci vogliono altri 300 milioni circa per questa prologa e l'altro fronte molto importante
10:03è quello dell'autotrasporto che ha già proclamato una serrata, uno sciopero da parte dei proprietari
10:10delle imprese di trasporto dal 25 al 29 maggio. Se ne parla poco, ma gli effetti di queste agitazioni
10:18sono devastanti perché significa non consegna delle merci alimentari, non consegna dei prodotti di consumo,
10:27il che significa ulteriore aumento dei prezzi e soprattutto una scarsezza di beni acquistabili.
10:33Da questo punto di vista il governo non è stato fermo, incontra le associazioni degli autotrasporto
10:40e probabilmente si arriverà anche in questo caso a misure temporanee ma eccezionali
10:46che aumentano il credito dell'imposta per l'acquisto di gasolio e una serie di rimborsi
10:51di cui adesso sarebbe troppo lungo e tecnico parlare, ma che comunque dovrebbero bloccare questo scontento
10:59e soprattutto, Claudio, bloccare questa agitazione. Ma poi, come dicevi te, c'è un fronte europeo
11:05molto importante di cui se vuoi possiamo parlare.
11:08Noi parliamo perché se ne è discusso, ne abbiamo detto tante volte anche qui, se era detto
11:13situazione, io semplifico, situazione eccezionale a causa della geopolitica, di quello che succede
11:19in Medio Oriente, Orbus, lo abbiamo descritto tante volte, lo descriviamo anche nei nostri format
11:23di esteri o anche quando andiamo in Europa con primo piano e quindi inevitabilmente si
11:30rivedono i palletti e le regole di quelli che sono le spese per evitare che poi alla fine
11:37ci siano poi anche provvedimenti disciplinari da parte dell'Europa. Rivediamo l'ingaggio
11:43complessivo e su questo il nostro Premier sta trattando con von der Leyen, sta trattando
11:48anche il nostro Vice Presidente della Commissione, Fitto. Quindi che cosa sta emergendo da queste
11:55ultime ore di questi incontri? Si era detto prima che i famosi paesi dal nord non sono disponibili,
12:01ma sembrerebbe invece che poi ci sia un'attenzione, una possibilità di trovare degli spiragli, no?
12:05La lettera di domenica scorsa della Premier a Ursula von der Leyen ha aperto sostanzialmente
12:11il fronte di dibattito, che prima sostanzialmente covava sotto la cenere, ma adesso è ufficiale.
12:18E' una lettera in cui sostanzialmente si chiede flessibilità per la spesa energetica,
12:24chiedendo sostanzialmente l'estensione delle clausole di salvaguardia, dell'aderoga al
12:29patto di stabilità che è già stato concesso per quello che riguarda le spese di difesa.
12:35Non è soltanto un tecnicismo Claudio, ma anche un discorso di carattere politico, non
12:39si capisce perché un'opinione pubblica abbastanza abbastonata da questo punto di vista debba capire
12:47assorbire le spese per la difesa e non quelle invece per l'energia, per la difesa dei consumi
12:53energetici, per il contenimento del costo delle bollette e della benzina.
12:59Quindi è una battaglia politica oltre che economica e quello che sta emergendo è abbastanza
13:07interessante perché inizialmente come accennavi c'è stato un fronte del no da parte dei cosiddetti
13:14paesi frugali che altro non sono che la Germania e i suoi satelliti, quindi paesi del nord,
13:20dell'Olanda etc., che probabilmente hanno diverse esigenze rispetto a noi per quello
13:26che riguarda i costi dell'energia. Non si vuole una sospensione generalizzata del patto
13:32di stabilità, ma semplicemente che queste misure di salvaguardia nazionale possano essere
13:38le equiparate temporaneamente e in questo percorso di contenimento dei prezzi a quelle
13:44della difesa. La cosa che inizialmente come dicevamo era abbastanza complicata da assorbire
13:52è stata invece un po' in qualche modo modificata e meglio cambiata dal commissario Dombrovski
13:57che proprio due giorni fa ha detto sostanzialmente stiamo esaminando la questione, la richiesta
14:02dell'Italia e ovviamente vediamo come evolve. Si dice anche sulla base delle previsioni di
14:08primavera che sostanzialmente la situazione sia ancora sotto controllo, ma vediamo che
14:13giorno dopo giorno lo scenario cambia, l'abbiamo accennato e probabilmente è uno scenario in
14:18peggioramento a meno che non ci siano auspicabili belle sorprese. La cosa molto interessante è
14:24che si dice che noi non possiamo finanziarlo con il debito comune, perché il debito comune
14:30scatta nel momento di grave crisi, però ci sono finanziamenti alternativi e questi finanziamenti
14:36alternativi ci portano poi alla scadenza di fine giugno quando finirà il programma del
14:42PNRR. Ebbene noi dobbiamo ancora incassare una rata importante da questo punto di vista
14:47ed è molto probabile Claudio che il finanziamento di queste misure di sostegno possano essere
14:54assicurate grazie ai fondi del PNRR, quindi una rata che all'incirca potrebbe toccare
15:003 miliardi e anche grazie ai fondi di coesione. Questo è un po' lo scenario che ci troviamo
15:05di fronte.
15:06Mi sembra uno scenario descritto con grande correttezza e ci lo spieghiamo anche con delle
15:11possibilità di successo nell'interesse come tu hai detto che abbiamo cominciato a quei
15:15prezzi, abbiamo detto delle misure del governo per cittadini e aziende, stiamo parlando di
15:19una trattativa dell'Europa il cui riflessio, come spesso abbiamo detto, parlando di Europa
15:24anche qui tra il prezzo economico e proprio sulla vita dei cittadini e medesimi. Grazie
15:28al nostro Giuliano Zoppis, noi ci vediamo insieme le novità del mondo del tech, nel 2025
15:34crescono i pagamenti digitali.
15:40Cresce in Italia il ricorso ai pagamenti digitali e agli strumenti alternativi al contante. A
15:46fotografare il cambiamento delle abitudini di spesa degli italiani sono i dati della
15:50nuova piattaforma statistica della Banca d'Italia, che evidenziano nel 2025 un ulteriore
15:56aumento dell'utilizzo di carte elettroniche e bonifici online, con una forte accelerazione
16:02dei bonifici istantanei. Secondo le rilevazioni, le carte di debito e le prepagate si confermano
16:08al principale strumento di pagamento diverso dal contante, arrivando ad assorbire oltre
16:13il 71% delle transazioni elettroniche complessive, in crescita rispetto al 70% registrato nel 2024.
16:22Un dato che conferma la progressiva diffusione dei pagamenti digitali nei consumi quotidiani,
16:28dagli acquisti nei negozi fisici a quelli online. Particolarmente è marcato il balzo
16:33dei bonifici istantanei. Nel quarto trimestre del 2022 le operazioni erano poco più di 15
16:39milioni, mentre negli ultimi tre mesi del 2025 hanno raggiunto quota 100 milioni. L'accelerazione
16:46più evidente si è registrata dalla fine del 2024, quando i bonifici istantanei superavano
16:51di poco i 36 milioni.
16:56Siamo al momento della nostra intervista, siamo con Roberto Petri, presidente di Assoporti,
17:04benvenuto a Italpress Economy, presidente.
17:07Grazie per la vostra ospitalità e del vostro invito.
17:10Allora, qual è la mission di Assoporti e quante sono le realtà associate? La domanda
17:14che facciamo sempre, perché io ho sempre detto che noi siamo divulgativi, didascalici, quindi
17:19ci facciamo capire. Assoporti è l'associazione che raggruppa le 16 autorità di sistema portuale
17:29in cui si suddivide il sistema portuale italiano che ha complessivamente il controllo di 64 porti
17:41italiani.
17:43questa è la competenza, diciamo.
17:47Senta, è ovviamente la prima domanda, considerando quello che voi fate, riguarda l'attualità
17:53che noi trattiamo nei nostri settimanali di geopolitica, la guerra in Medio Oriente, quello
17:57che comporta sulle sfide globali, quindi il vostro settore deve affrontarle tutti insieme,
18:05non solo quelle dell'attualità stretta, ma anche quelle che si portano dietro l'attualità
18:09come modernità, transizione energetica, digitalizzazione della logistica, competitività
18:16nel Mediterraneo. Che mi dice, Presidente?
18:20Guardi, bisogna, a mio modo di vedere, partire da un concetto base. Il concetto base è che
18:27oggi di fronte a un mercato globalizzato non è possibile, come ho detto già in altre
18:34occasioni, concepire e portare avanti il principio del piccolo e bello. Oggi è assolutamente necessario
18:43puntare ad avere delle eccellenze in ogni settore e quindi anche per quanto riguarda la
18:49portualità. Purtroppo noi in Italia ci scontriamo con una nostra tradizione di carattere culturale.
18:57noi siamo un paese che tradizionalmente vive molto di campanilismi e anche per configurazione
19:07di carattere geografico la portualità italiana è molto frazionata, molto frammentata. Quindi
19:15l'obiettivo principale che in questa fase storica è necessario puntare è quello di creare
19:22delle eccellenze, degli app, anche dal punto di vista portuale, che possano in qualche modo
19:30competere con le grandi sfide che da questo punto di vista oggi il mercato ci presenta
19:36di fronte. Questo dal punto di vista generale.
19:40Certo, ovvio.
19:41Spero di aver risposto...
19:43No, no, no. Ha risposto bene. Senta, veniamo invece, questo è il quadro generale, perché
19:49noi viviamo in un mondo interconnesso, basta vedere quello che succede con Ormuz, ne parliamo
19:54tutti i giorni con i nostri esperti di geopolitica, si blocca un pezzettino e va in tiltro tutta l'economia
20:00mondiale, anche e soprattutto quella dell'Occidente. Veniamo invece all'Italia, alle norme politiche,
20:06alla riforma voluta dal governo, alla riforma portuale, con la creazione di Porti d'Italia
20:12S.P.A., che ridisegna la governanza del sistema. Come la giudica a suo porti? Che contributo
20:18potete dare anche alla discussione e al dibattito di incorso in Parlamento? Questa è una cosa
20:22importante, no?
20:23Certo, credo che la risposta sia già nella mia introduzione. È chiaro che oggi è assolutamente
20:35necessario che bisogna lavorare nell'ottica di sistema paese, non più nel frazionamento
20:43degli interessi e dei ruoli. Quindi il disegno di legge che è stato presentato dal governo
20:51interno è un'opportunità dalla quale assolutamente non possiamo prescindere. È assolutamente necessario
21:01creare una gestione centralizzata che possa, attraverso il Ministero delle Infrastrutture,
21:09gestire con dei piani pluriennali quelli che sono i grandi investimenti che sono necessari
21:16alla portualità per poter competere, come ho detto, con il mercato globale di fronte
21:23al quale ci troviamo. Individuare ovviamente quelli che possono essere i territori in cui
21:30queste eccellenze possono in qualche modo manifestarsi e fare in modo attraverso degli investimenti
21:38pubblici e se necessari anche attraverso un mix pubblico e privato fare quegli investimenti
21:46che ci possono mettere alla pari e competere con i grandi hub stranieri, soprattutto atlantici,
21:55ma anche tipo Barcellona o Marsiglia per quanto riguarda il Mediterraneo. Quindi la riforma, il
22:02decreto e il disegno di legge è un percorso che dobbiamo senz'altro assecondare. Quale può
22:11essere la problematica? Bisogna in qualche modo anche difendere l'autonomia e la realtà
22:16delle autorità di sistema portuale che in questi 20-30 anni hanno avuto sicuramente il pregio
22:25di avvicinare i territori alla portualità e far sì che quei flussi economici di merci
22:32e di uomini potessero avere anche nel nostro Paese un flusso di carattere positivo. Quindi
22:37noi siamo senz'altro d'accordo su questa riforma che è stata presentata. Ovviamente
22:45in modo molto intelligente e direi pragmatico il Governo ha presentato un disegno di legge
22:54che dovrà andare al vaglio dei due rami del Parlamento e attraverso questo percorso
23:00e le audizioni di tutti gli stockholders, di tutti coloro che sono in qualche modo interessati
23:06potranno eventualmente correggere qualche tipo di osservazione di carattere tecnico e
23:13climatico che dovesse venirsi a verificare.
23:17Senta, parliamo di una sigla e qui ci spostiamo sempre con il punto di vista, come si dice,
23:23relazionale con il nostro Governo, ma ci spostiamo in Europa. Lei sa che noi abbiamo portato
23:28Ita al pezzo in Europa, facciamo un nostro format che conduco io una volta al mese a Bruxelles,
23:34sentiamo gli europarlamentari italiani che lavorano lì in quota di par condicio e abbiamo
23:40imparato a capire cos'è questo sigla, questo acronimo maiuscolo ETS. Nella prima puntata
23:48lei non lo sa di questo settimanale nel settembre 2022 ho detto che essendo io un giornalista
23:53più politico che economico, mi sono permesso di contestare i miei colleghi che fanno economia,
23:57ho detto che l'economia in Italia non la capisce nessuno, perché se voi prendete un articolo
24:01solo di acronimi, di anglicismi e di concetti dati per scontati, arriva un cittadino che pure ha
24:07fatto che fa con le sue tasche o l'educazione finanziaria non lo capisce. ETS, lo vedete
24:12che sembra una sigla dei tram di una città, in realtà è il sistema europeo di scambio
24:17delle quote di emissione, una cosa complicata ma che è molto importante nel discorso del
24:22Green Deal ed è molto importante che si porta dietro delle norme, per esempio uno degli
24:26europarlamentari che abbiamo intervistato ha detto noi ci battiamo, in questo caso eri
24:30dell'Italia per rivedere tutta questa discussione di come vengono affidate le quote di emissione.
24:36Questo sistema è entrato in pieno regime dal 1 gennaio scorso e pesa in modo significativo
24:42sui costi del trasporto marittimo, che si pagano queste emissioni, per questo io credo
24:47che sono decisioni che prende il nostro governo ma che agisce sulle normative europee.
24:52E quale misure chiede a sopporti all'Europa e al governo per tutelare la competitività?
24:57Intanto in 10 secondi una prima osservazione, purtroppo nel passato l'attenzione della politica
25:06italiana a quelle che sono state le scelte normative europee è stata molto limitata e quindi
25:14in diversi settori economici e finanziari noi ci prendiamo penalizzati da una normativa europea
25:22che molto spesso fa appugni con quella che è la realtà economica e imprenditoriale
25:29del nostro Paese. Fatta questa premessa noi stiamo insistendo con il governo, con tutti
25:37i gruppi parlamentari di qualsiasi parte politica a livello europeo perché questa norma venga
25:45in qualche modo rivista e possibilmente alleggerita. Sta in una fase economica che posso definire
25:54quasi drammatica, nella quale la situazione geopolitica soprattutto del Mediterraneo sta appesantendo
26:02costi nuovi, assicurazioni di tutto il settore marittimo, anche l'incidenza dell'ETS sta portando
26:14i costi oltre la sostenibilità. Quindi noi riteniamo che ci debba essere un alleggerimento se non
26:22è una cancellazione di questa norma che sta penalizzando fortemente i nostri gruppi imprenditoriali
26:30che operano sul porto e nel mare.
26:34Senta, l'Italia e il Paese del Mediterraneo hanno un maggior numero di scali portuali strategici,
26:39non ho parlato anche con tanti politici importanti che si occupano di questa vicenda, nel senso
26:46che poi noi nella geopolitica del Mediterraneo nuova, pensiamo al piano Mattei, pensiamo all'energia,
26:52pensiamo alle guerre, la geopolitica dell'est e l'Ucraina ci ha spostato qui, ora scelta la
26:57guerra in Medio Oriente, però l'Italia in questa posizione anziché essere il fanalino di coda
27:01dell'Europa geografico è in una posizione che dovrebbe essere centrale, quindi i nostri porti
27:06diventano centrali, però giustamente i grandi hub europei, lei ha citato prima quelli atlantici,
27:12poi ha citato anche Barcellona e Marsiglia, ma pensiamo a quelli del nord, Rotterdam, Mambù,
27:17Anversa, che insomma bisogna arrivarci passando da un'altra parte, perché non sono nel Mediterraneo,
27:21sono sopra, sono nel mare del nord, continuano a dominare i traffici intercontinentali, allora
27:27come si recupera questo gap e che ruolo possono giocare i porti italiani nelle nuove rotte
27:33internazionali, sempre al netto di quello che succede con Ormuz, perché lì quello è
27:38un fatto che cambia, quella è la guerra e vediamo come si evolve, diciamo al netto di quello,
27:44facciamo finta che non ci sia, facciamo finta, è difficile per finta.
27:48Per ridurre questo gap, io sono sempre realista, non penso che noi allo Stato abbiamo la possibilità
27:57di annullare il gap che noi abbiamo con Hamburgo, con Anversa o con Roma, ma lo si fa creando
28:06delle eccellenze e degli hub sul territorio e facendo degli investimenti di carattere strutturale
28:17che possano in qualche modo migliorare la logistica. È assolutamente necessario alleggerire e accorciare
28:25la tempistica per quanto riguarda il trasporto di mezzi e romani, è necessario fare grandi investimenti
28:32per quanto riguarda l'ultimo video e è necessario assolutamente dotare alcune nostre realtà portuali
28:41importanti della elettrificazione delle banchine che possa anche in questo senso alleggerire
28:49quelle che sono le problematiche di carattere ambientale. Queste sono le strade che noi dobbiamo percorrere
28:58e attraverso la Porti d'Italia S.P.A. si possono fare questi grandi investimenti che oggi le singole
29:05autorità di sistema portuale non sono in grado di sostenere. Quindi questa è la strada da percorrere.
29:11individuare, concludo come un iniziale, non si può pensare più del piccolo e bello, bisogna individuare
29:21delle realtà che possono competere con la grossa competitività che c'è attualmente nel mercato
29:29e in qualche modo migliorare quella che è la realtà della portualità italiana.
29:34S.P.A. io sono un giornalista che fa domande dove essere imparziale ma sul piano concettuale
29:39sono totalmente d'accordo con lei anche perché quello che lei dice dalla sua visuale professionale
29:44e manageriale lo dicono tante altre voci da altri visuali che però tutte messe insieme
29:50fanno alla fine un coro, fanno una realtà, lo dicono tante persone da tanti punti di vista
29:56che siano politici, manager, associazioni importanti e di categoria, alla fine evidentemente
30:02il tema rimane quello. Dobbiamo essere più interconnessi, più interdipendenti e non solo
30:07pensare in una maniera che oramai storicamente non è più possibile. Questo mi sento di aggiungere.
30:15Assolutamente, concordo perfettamente con questa sua conclusione. Dobbiamo capire che oggi viviamo
30:22in un mercato globale e la nostra piccola, concludo con un esempio che mi piace. Se abbiamo alcune
30:34carte nautiche cinesi o indiane, tutto l'Adriatico è ancora indicato come il Golfo di Venezia. Questo
30:43per dire quali sono le distanze che in quei paesi si vedono per quanto riguarda l'Italia.
30:50Ecco, in questa ottica noi dobbiamo ragionare se vogliamo vedere crescere il nostro paese.
30:56Assolutamente d'accordo. Io auguro buon lavoro ovviamente per questa funzione delicata che ha
31:02per quanto sono importanti i nostri porti, ne parliamo spesso e quindi insomma io le auguro
31:08davvero buon lavoro e anche l'impegno che voi mettete, mi sembra, nelle dialettiche che avete
31:12con il mondo politico, perché poi sia in Italia che in Europa. Io ricordo che oggi le norme
31:18appunto per lo stesso motivo che abbiamo detto prima vengono fatte poi anche a livello generale.
31:23Grazie a Roberto Petri, presidente di Assoporti, grazie per essere stato con noi. Quando vuole facciamo
31:31un fact checking delle cose che abbiamo detto, noi siamo sempre a disposizione. Insieme ci vediamo se vuole,
31:37se a tempo, un servizio sulle novità di un'altra filiera importante che è l'agri-food italiano. Vediamo.
31:47prezzi sotto osservazione e filiera agroalimentare chiamata a fare squadra. E' questo l'esito
31:53dell'incontro tra il ministro delle imprese del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro dell'agricoltura
31:58Francesco Lollo Brigida e i rappresentanti della grande distribuzione organizzata. Al centro del
32:03confronto il rischio di nuove tensioni inflattive legate alla crisi dello stretto di Hormuz e ai riflessi
32:10sui costi di produzione e trasporto. Dal vertice è nata la decisione di attivare un tavolo tecnico
32:16permanente tra il governo e la GDO con l'obiettivo di costruire un paniere di prodotti di largo consumo
32:22capace di fotografare l'andamento reale dei prezzi e individuare eventuali anomalie speculative
32:28lungo la filiera. Coinvolte le principali sigle della distribuzione, Urso ha richiamato la necessità
32:34di agire con tempestività per difendere il potere d'acquisto delle famiglie, mentre Lollo Brigida
32:40ha ribadito l'impegno del governo contro ogni distorsione del mercato, sottolineando
32:45l'esigenza di garantire una più equa distribuzione del valore tra produzione agricola, industria
32:51e vendita al dettaglio.
32:55E' tutto per questa puntata di Talpress Economy, come avete visto sempre molto ricca, molto
33:01puntuale su tutte le notizie, tutto quello che c'è da sapere su questi sette giorni di
33:07economia e politica economica italiana e europea e internazionale. Grazie per essere stati con
33:13noi, ci rivediamo, se volete, venerdì prossimo. Arrivederci.
33:18Grazie.
33:22Grazie a tutti.
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