00:28A due passi
00:29A due passi dalla Campania e dalla Puglia, affacciata sulla valle del Fortore, Riccia si distende sul fianco di una
00:36collina, tra campi coltivati, uliveti e boschi. Un borgo che si riconosce da lontano, dominato dalla sua torre, è raccolto
00:46attorno a una storia antica, stratificata e profondamente viva.
00:51Riccia si trova in Molise, nella provincia di Campobasso, è il comune più grande della valle del Fortore e ha
00:57circa 4.700 abitanti. È un territorio molto vasto, è uno dei più grandi del Molise, formato da molte contrate
01:04e sono abitate dai cittadini.
01:06E poi abbiamo circa 400 ettari di bosco comunale con un'area attrezzata per picnic e area di campeggio, soprattutto
01:15nel periodo estivo, frequentata anche da molti scout e altre associazioni.
01:21Le origini del borgo si perdono nel tempo. Alcuni ritrovamenti archeologici raccontano di un insediamento sannita, poi trasformato in presidio
01:32romano.
01:33Nel Medioevo diventa un importante centro strategico. Qui si stabilisce la famiglia de Capua, che per secoli segna il destino
01:42del paese.
01:43Il cuore antico di Riccia si sviluppa secondo una trama irregolare che conduce verso la parte più alta.
01:50Il nostro viaggio inizia attraversando quella che era la soglia del borgo.
01:55Qui, tra torri e affacci, si apre Piazza Sedati, luogo simbolico della vita pubblica.
02:03Poco oltre, il paesaggio cambia e si fa più raccolto.
02:07Il percorso sale verso Piazza Umberto I, dove sorge l'ex convento dei Cappuccini.
02:13Uno spazio che unisce memoria religiosa e vita civile.
02:21Ma è nella zona del piano della corte che la storia si fa tangibile.
02:26Qui sorgono i resti del castello, una fortezza che domina il territorio e racconta il ruolo strategico di Riccia nei
02:34secoli.
02:34Il castello, come lo vediamo oggi, è di epoca rinascimentale.
02:40La sua costruzione si deve al feudatario Bartolomeo III de Capua, ma prima di lui sicuramente vi mise in mano
02:47il papà Francesco.
02:48Quindi a partire dalla fine del Quattrocento, poi con il termine dei lavori nel 1520.
02:55Questo lo desumiamo dall'iscrizione che vi è sormontata, che ci racconta a cosa servisse il castello
03:03e per quale utilità fosse fatto.
03:05Infatti è una rocca militare.
03:07Era un presidio del territorio, ma anche un palazzo fortificato,
03:13al cui interno la famiglia de Capua aveva la residenza.
03:18A poca distanza troviamo il magazzeno, oggi sede del Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari,
03:25e l'edificio rinascimentale noto come Palazzo della Zecca.
03:31Lasciando alle spalle le architetture civili, il nostro sguardo si sposta ora verso i luoghi della devozione,
03:37dove la storia del borgo si intreccia con quella della fede.
03:41La Chiesa della Santissima Annunziata, con il suo portale gotico, ricco di simboli e rilievi,
03:48è uno degli esempi più affascinanti di questo dialogo tra le epoche.
03:53Inoltre, un vero gioiello della storia e dell'arte è la Chiesa di Santa Maria delle Grazie,
03:59voluta nel Cinquecento dai De Capua, che conserva al suo interno le sepolture della famiglia.
04:06Un luogo in cui arte e memoria si intrecciano in modo indissolubile.
04:11La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è una delle opere rinascimentali più importanti che abbiamo in Molise.
04:17La fondazione è del 1500 e fu voluta da Bartolomeo III De Capua come cappella funebre della famiglia.
04:25Ha una navata soltanto ed è divisa in due parti.
04:28La parte finale è dove sono le tombe, i saccofaghi, di quattro generazioni dei De Capua.
04:34Si parte dal padre Francesco e si arriva al Trisavolo Andrea.
04:39Questa tomba per noi riccesi è molto importante perché, oltre alle spoglie di Andrea,
04:44conserva quelle di Costanza di Caromonte, un'ex regina di Napoli,
04:49sposata alla di Slao di Durazzo nel 1389.
04:53La regina fu poi rimaritata dallo stesso re al nostro Andrea De Capua.
04:58La popolazione riccese ha una forte affezione verso questa figura
05:03perché è considerata una donna, una regina, triste ma buona.
05:08Proseguendo, si raggiunge la chiesa madre di Santa Maria Assunta.
05:12Qui il tempo ha stratificato gli stili, dall'impianto medievale al rifacimento successivo,
05:18fino agli elementi barocchi dell'interno.
05:21Tra le opere spicca il transito della Vergine, scena intensa e raccolta,
05:26che restituisce il senso più profondo della devozione locale.
05:31Riccia è anche, o soprattutto, comunità.
05:34E il momento in cui questo patrimonio culturale si manifesta con più forza
05:38è la festa di San Giuseppe, il 19 marzo.
05:42È una festa che viene trasmessa a livello matriarcare da diverse generazioni.
05:48È una festa molto legata alla religione,
05:50viene rappresentata dalle tre figure della Sacra Famiglia,
05:53San Giuseppe, la Madonna e il Bambinello,
05:56e vengono ospitati, una volta erano le persone più povere che venivano ospitate in queste famiglie,
06:01ad assaggiare le 19 pietanze che vengono preparate.
06:04E il dolce più importante di questa giornata, insomma, è il calzone di San Giuseppe,
06:11che è un prodotto molto particolare, che viene fatto in questi giorni, in questa occasione,
06:16in cui il Comune ha dato anche la decola denominazione di origine comunale.
06:20Se la processione attraversa il paese, partendo dalla chiesa e snodandosi tra le vie,
06:26il cuore della festa è nelle case.
06:29Le tavolate di San Giuseppe sono una tradizione antica,
06:33tramandata di madre in figlia e legata alla devozione e all'accoglienza.
06:38Oggi circa 200 famiglie preparano ancora i banchetti con numerose portate
06:43e aprono le porte a parenti, amici e visitatori.
06:50Si narra di un viandante che girava di paese in paese in cerca di ospitalità.
06:57In nessun paese fu accolto, quando arrivò a Riccia, bussò a una porta
07:01e gli fu data ospitalità da una famiglia di umili origini.
07:06Fu ospitato e fu condiviso il cibo.
07:08Il giorno dopo, di questo signore non si abbia più traccia
07:13e i ricesi lo associarono alla figura di San Giuseppe.
07:16Da quel momento in poi partì la tradizione.
07:20L'occasione è perfetta per degustare i piatti della tradizione,
07:24protagonisti di un rito che unisce sacro e quotidiano.
07:28Delle pietanze, cerco di annoverare quelle là più importanti.
07:33Sicuramente il baccalà arraganato con i cavolfiori, sarebbe il baccalà gratinato,
07:39il baccalà in pastella fritto con i cavolfiori fritti,
07:44gli spaghetti con la mollica di pane,
07:47gli spaghetti con il sugo di polpette di tonno,
07:50le polpette di tonno fritte,
07:53l'agrodolce, che sarebbe frutta secca nel mosto,
07:58il riso con latte, che è il riso appunto fatto con il latte con un'essenza di cannella
08:05e per finire il dolce che è tipico proprio di questa festa che ci rappresenta,
08:11che è il calzone di San Giuseppe.
08:13Calzone di San Giuseppe che è un dolce fatto di pasta sfoglia
08:18con all'interno una crema di ceci.
08:22Un dolce insinito della Deco che rappresenta l'identità del paese
08:27e che può essere degustato tutto l'anno,
08:29anche in occasione degli altri, importanti, eventi in calendario.
08:34Tra gli appuntamenti più sentiti spiccano la festa patronale della Madonna del Carmine
08:39e la festa dell'uva, la seconda domenica di settembre.
08:42In questa occasione i carri allegorici attraversano le strade
08:46coinvolgendo l'intera comunità.
08:49Denni dimensione sono anche il Richa Folk Festival,
08:52organizzato dal gruppo folk Giuseppe Moffa,
08:55e il Presepe Vivente,
08:57un racconto corale che trasforma il borgo in una scena diffusa.
09:02Visitare Richa significa attraversare una storia lunga,
09:06fatta di stratificazioni e paesaggi.
09:09Significa perdersi tra vicoli e piazze,
09:12tra chiese e architetture che raccontano il tempo.
09:15Ma soprattutto significa entrare in una comunità
09:18che conserva il senso profondo dell'accoglienza.
09:22Vi invito a venire a Richa perché abbiamo un bellissimo burgo storico,
09:27abbiamo un bellissimo bosco, si respira aria pulita,
09:31c'è molta accoglienza.
09:32C'è un detto che lo dico in dialetto,
09:35chi va a Richa se s'ambisce,
09:37chi viene a Richa viene legato e deve tornare per forza.
09:40Quindi vi invito a venirci a trovare.
09:55Grazie a tutti.
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