Nuovo Cinema Paradiso è un film del 1988 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore.
Co-prodotto da Cristaldifilm e Les Films Ariane, in associazione con Rai 3, TF1 Films Production e Forum Picture, il film è interpretato da Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Marco Leonardi, Jacques Perrin, Antonella Attili, Pupella Maggio, Leopoldo Trieste, Enzo Cannavale, Leo Gullotta e Brigitte Fossey. La colonna sonora è stata composta da Ennio Morricone, alla sua prima collaborazione con il regista.
Il film racconta in flashback l'infanzia e l'adolescenza di Salvatore, un regista affermato ma insoddisfatto che non è mai tornato nel paese in cui è cresciuto, Giancaldo, dopo averlo lasciato. La notizia della morte di Alfredo, proiezionista nel cinema del paese e suo mentore, diventa per lui l'occasione per ripercorrere la propria vita e trovare il coraggio di tornare a Giancaldo.
Una prima versione del film, lunga 173 minuti, venne presentata in anteprima al festival EuropaCinema nel settembre 1988, ottenendo reazioni contrastanti. Una seconda versione, ridotta a 155 minuti, venne distribuita nella sale nel novembre 1988, andando incontro a uno scarso successo di pubblico. Una terza e ultima versione, della durata di 123 minuti, ottenne il successo internazionale di pubblico e critica, vincendo numerosi premi tra cui il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1989, il Golden Globe per il miglior film straniero nel gennaio 1990 e il Premio Oscar per il miglior film straniero nel marzo 1990.
La pellicola è considerata l'opera più celebre di Tornatore e, per i riconoscimenti e il successo internazionale ottenuti, è ritenuta uno dei film più importanti nella storia del cinema italiano.
Trama
Roma, fine anni 1980. Salvatore Di Vita è un affermato regista cinematografico che ha lasciato circa trent'anni prima Giancaldo, suo paese natale in Sicilia, e non vi ha mai fatto ritorno, lasciando sempre che fosse la madre a venire a trovarlo. Una sera, al suo rientro a casa, la compagna gli riferisce che proprio sua madre ha chiamato per comunicargli la morte di un certo Alfredo. La notizia turba profondamente Salvatore, che quella notte non riesce a dormire e ripercorre i ricordi della propria giovinezza.
Alfredo (Philippe Noiret) e Salvatore "Totò" Di Vita (Salvatore Cascio) in una scena
Nel secondo dopoguerra, il piccolo Salvatore, da tutti chiamato Totò, vive a Giancaldo con la madre Maria e la sorella Lia, sperando nel ritorno del padre, dato per disperso in Russia. Totò fa il chierichetto per don Adelfio, parroco e gestore dell'unica sala cinematografica del paese, il Cinema Paradiso. Il sacerdote visiona privatamente ogni film prima di autorizzarne la proiezione al pubblico e ordina al proiezionista Alfredo di tagliare tutte le scene contenenti baci. Affascinato dal cinema, Totò osserva di nascosto le proiezioni private e cerca invano di appropriarsi dei frammenti di pellicola scartati.
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