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  • 1 day ago
“Da questo incontro vorrei filtrasse un messaggio: non abituarsi alla normalità del male, perché questo è il rischio che si corre raccontando un fatto come questo, facendo da spettatori ad una situazione che non è un film, ma è successa davvero. Ricercare e studiare non significa affatto che si debba finire come Giulio, anzi la ricerca e lo studio sono aspetti molto importanti per ogni Paese, in particolare per il nostro, ed è ancora più importante valorizzare gli intellettuali e le persone che cercano di migliorarsi, di ampliare gli orizzonti, la propria cultura, avvicinandosi anche a paesi che sembrano lontani, come l’Egitto nel caso di Giulio, ma che in realtà non lo sono”. Lo ha detto Diego Bianchi, giornalista, blogger e conduttore televisivo, intervenendo all'iniziativa nazionale Le Università per Giulio Regeni, organizzata all'Auditorium Ennio Morricone dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata nella Macroarea di Lettere e filosofia e promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore, a cui l’ateneo ha aderito.

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Transcript
00:04Le iniziative come questa organizzata dall'Università di Tor Vergata sono molto importanti, sarebbe bene se ne fossero spesso e
00:13di più per ricordare tante storie italiane,
00:16in particolare la storia di Giulio Reggiani che è una storia legata al mondo dell'Università, della ricerca, della libertà
00:24e anche purtroppo a quella nebulosa che da sempre sono stati i misteri d'Italia,
00:32anche se questo non è magari un mistero d'Italia o è anche un mistero d'Italia, comunque storie per
00:37le quali si cerca per anni e anni, decenni,
00:40ora siamo al primo, in questo caso verità e giustizia, che sembra una frase fatta, un modo di dire, ma
00:46invece è un'esigenza fortissima,
00:48non solo dei familiari che poi a un certo momento sembrano quasi essere gli unici a doversi interessare di questo
00:55tipo di ricerca di verità e giustizia,
00:58ma di un paese intero che dovrebbe avere a cuore le proprie storie, soprattutto quelle più virtuose e quindi è
01:04bene che ci siano tante occasioni,
01:06bene che ci siano incontri, documentari, iniziali di questo genere, soprattutto incontri con i giovani che possono prendere spunto anche
01:19dalla sede,
01:20dalla voglia di sapere, di ricerca e la curiosità che aveva un ragazzo come Giulio.
01:26Il messaggio più importante è di non abituarsi alla normalità del male, perché questo è il rischio che si corre
01:37raccontando una storia come quella di Giulio Reggeni,
01:41facendo da spettatori quasi come se fosse veramente più che un documentario, un film, non è un film, è un
01:47documentario,
01:47è una cosa che è successa davvero e quindi abituarsi a questa come normalità è sbagliato, ripeto, l'importanza della
01:57ricerca e dello studio,
01:57questo lo dò per scontato, però non è che ricercando e studiando si deve finire come Giulio, anzi, assolutamente no,
02:06la ricerca e lo studio sono delle risorse per un paese, per ogni paese, in particolare per il nostro paese,
02:13e valorizzare lo studio è una cosa molto importante, in un paese che sembra spesso invece trattare chi studia,
02:22gli intellettuali, le persone che cercano di migliorarsi, di ampliare i propri orizzonti, la propria cultura,
02:33di conoscere anche paesi che sembrano lontani culturalmente, in quel caso di Giulio Reggitto,
02:39ma che poi non lo sono neanche più di tanto, sono cose utili, importanti in un mondo sempre più globalizzato
02:47come questo,
02:48sempre più unito negli eventi, negli aspetti soprattutto virtuosi e in quelli dannosi,
03:00appunto siamo pieni di, si dice sempre, la terza guerra mondiale, insomma qualunque cosa succeda ci riguarda direttamente,
03:07noi siamo testimoni ogni giorno.
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