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  • 21 ore fa
Roma, 1 apr. (askanews) - SGUARDI intervista Carlo Alberto Pinelli, documentarista, regista, archeologo, alpinista, una vita di passioni e di avventure: "Sì, io nella vita ho fatto moltissime cose diverse. Proprio spinto da questa curiosità, forse un po' superficiale, che mi ha permesso però invece di approfondire un'unica materia, di guardarmi intorno e vedere anche cose interessarmi a cose molto diverse". A novanta anni compiuti, insegna ancora cinematografia documentaristica all'università Suor Orsola Benincasa di Napoli. I primi rudimenti li prese da un mito del cinema italiano come Gillo Pontecorvo; del resto è figlio d'arte, suo padre Tullio Pinelli fu sceneggiatore di tutti i grandi film di Federico Fellini e poi di Mario Monicelli. Dall'archeologia alle scalate nelle catene dell'Himalaya, dalla passione sviscerata per le montagne dell'Oriente all'associazione ecologica Wilderness fondata nell'87, dai documentari con Folco Quilici ai ricordi esilaranti di Ennio Flaiano e Pier Paolo Pasolini. Ma anche la bellissima impresa dei tre corsi di alpinismo finora organizzati per le ragazze in Pakistan, sfidando la diffidenza delle famiglie e aprendo prospettive inattese di libertà alle partecipanti: "C'è una doppia realtà: la realtà dei sogni comune a tutte le ragazze di tutte le parti del mondo: viaggiare, studiare e fare esperienze al di fuori della cerchia ristretta della propria famiglia o del proprio clan. E poi però c'è la realtà: combattere contro i genitori che dicono, 'tu ormai a 22 anni devi assolutamente sposarti'".SGUARDI è una rubrica di approfondimenti multimediali ideata da Alessandra Quattrocchi e prodotta da Askanews."Io ho assistito varie volte a delle sedute di sceneggiatura ed era interessante perché parlavano di tutto meno che dalla sceneggiatura" racconta Pinelli. "Questo gruppo di sceneggiatori cazzeggiavano, diciamo così, no? Parlavano di qualche pettegolezzo, questo e quello, e così via, e poi ogni tanto usciva un'idea. Ennio Flaiano era un vulcano di idee, buttava idee così bum, bum, bum, bum. Poi bisognava catturare quelle possibili, quelle che potevano entrare nel congegno di questa architettura che invece spettava poi quasi sempre mio padre""Io ho cominciato a occuparmi di documentarismo e di regia documentaria per caso, pur venendo da una famiglia di cinema. Per potermi finanziare la mia seconda spedizione in Himalaya, andai a bussare alla Rai e mi dissero sì va bene, ti diamo la pellicola in bianco e nero quanta ne vuoi. Se torni con il materiale montabile ti paghiamo X. Prima di partire per avere un'infarinatura di questo mestiere, avevo preso due giorni di lezioni da Gillo Pontecorvo, che era il fidanzato di una mia compagna di università e che gentilmente mi disse "Guarda, per non sbagliare devi fare questo, questo e questo, non fare mai panoramiche, non fare mai movimenti di macchina. Tutte inquadrature fisse. Fai in totale almeno due dettagli, uno schema preciso e lì non sbagli(...)

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00:10Mi ricordo, ho assistito varie volte a sedute di sceneggiatura ed era interessante perché
00:20parlavano di tutto meno che della sceneggiatura. Questi gruppi di sceneggiatori cazzeggiavano,
00:26diciamo così. Parlavano di qualche pentecolezzo, questo e quello, e poi ogni tanto esciva fuori
00:35un'idea. Ed era secondo me un modo estremamente intelligente di procedere. Uno di questi era
00:46un vulcano di idee, buttava idee così, poi bisognava catturare quelle possibili, quelle
00:54che si potevano entrare nel congegno di questa architettura che invece aspettava poi quasi
01:00sempre mio padre. Tutti i film di Fellini fino a Giulietta degli Spiriti sono stati scritti
01:07anche da mio padre, compreso Otto e mezzo, e poi Giulietta degli Spiriti.
01:16Io ho cominciato a occuparmi di documentarismo e di regia documentaria per caso. Pur venendo da una
01:28famiglia di cinema, forse proprio per questo, io quando avevo 18-19 anni, proprio consideravo
01:38questo al lavoro di mio padre, io non lo farò mai. Io voglio fare l'archeologo, voglio fare la
01:44persona seria, diciamo così. Tant'è vero che anche quando Fellini mi chiese, all'epoca dei
01:53vitelloni, perché non mi viene a fare l'assistente alla regia? Dessi, no no, io faccio l'archeologo,
01:58non faccio il cinema. Ho fatto dei grandi errori della mia vita, naturalmente. Poi però, per potermi
02:09finanziare la mia seconda spedizione in Armalaya, andare a bussare alla televisione, che allora aveva
02:18questo ufficetto, lì a Piazza del Popolo, che mi disse, va bene, ti diamo un po' di soldi, però devi
02:28prenderti un cameraman, ti diamo, anzi, non i soldi, ti diamo la pellicola in bianco e nero,
02:36quanto ne vuoi. Ti daremo, se torni e il materiale è montabile, ti paghiamo X, che serviva a noi
02:45per chiudere il budget di questa spedizione. Che successe? Che successe? Che questo cameraman
02:52simpaticissimo, appena uscito dal centro sperimentale, finché siamo stati a bassa quota,
03:01girava tutto lui, era bravo, soffriva di quota, per cui arrivato al campo base, si è buttato
03:09dentro una tenda e non si muoveva più. Allora, oddio, disastro, perché se non porto il film,
03:15non mi danno i soldi, perché questi soldi noi, io e questo mio amico, li avevamo chiesti ai genitori,
03:22dicendo una bugia, la RAI ce li dà di sicuro, ma ce li dà a cose fatte, ce li anticipate
03:29voi?
03:30Per cui ho cominciato a girare io e mi sono subito appassionato, mi è piaciuto moltissimo e da lì ho
03:37cominciato.
03:38Ma devo dire che già prima di partire, per avere un'infarinatura del questo mestiere,
03:49avevo preso due giorni di lezioni da Gillo Pontecorvo, che era il fidanzato della mia compagna
03:58dell'università, che gentilmente mi disse, guarda, per non sbagliare devi fare questo, questo, questo,
04:06non fare mai panoramiche, non fare mai movimenti di macchina, tutte quadrature fisse, c'è un totale,
04:13almeno due dettagli, proprio uno schema preciso, e lì non sbagli, si monta. Allora, per un po' di anni
04:21ho fatto tutte e due le cose, l'archeologo e il documentarista. Per esempio in Turchia ho fatto
04:27gli scavi e poi un documentario sugli scavi, sempre per la RAI. Poi piano piano è diventato
04:36così importante il lavoro invece di regista, anche perché sono entrato poi in coppia con
04:44un fuoco quilici e abbiamo fatto tanti lavori insieme, grandi lavori, e non c'era spazio per
04:50fare altro. Per cui ho abbandonato gradualmente, piano piano, la parte scientifica e mi sono dedicato
04:58al documentarismo, dove ho fatto almeno 120-130 documentari.
05:12Nella vita ho fatto moltissime cose diverse, proprio spinto da questa curiosità, forse
05:18un po' superficiale, che mi ha permesso però, invece di approfondire un'unica materia, di
05:25guardarmi intorno e interessarmi a cose molto diverse. In gioventù ho avuto una passione
05:34fortissima, violentissima, proprio per l'atletica leggera. Io mi sono dedicato fin dalla scuola
05:41media, finché poi ho avuto uno strappo muscolare, una gamba che mi ha soltanto chiuso la prospettiva
05:48dell'atletica, però per fortuna proprio in quel momento, in questi sei anni, mi ero cominciato
05:54a appassionarmi dell'alpinismo, che è stata la mia seconda grandissima, grandissima passione
05:59di vita. Mi sono lavorato in storia dell'arte orientale, ho fatto l'archeologo per qualche
06:05anno, soprattutto l'archeologo un po' in Italia, ma poi in Turchia e anche in Pakistan
06:14e in Afghanistan. Questo perché? Perché univo la passione per l'archeologia orientale
06:19anche alla passione per le montagne dell'Oriente, per cui io mi sono dedicato moltissimo all'alpinismo
06:25di avventura e di scoperta nell'Himalaya, nella grande catena dell'Asia, catena himalayana
06:32che poi si declina con nomi diversi, Himalaya, Karakorum, Indukus e così via. Ho diretto sei spedizioni
06:42alpinistiche e una delle queste mi ha portato anche al K2 come capospedizione del 1990, era
06:51fatta con uno scopo ecologico, per ripulire il K2 dalle tonnellate di rifiuti che le spedizioni
07:01in tutti gli anni, dalla prima, quella di Ardito Desi in poi, avevano lasciato sia al campo
07:06base che nei campi superiori lungo lo spero di Abruzzo.
07:15Attraverso la frequentazione così intensa delle montagne, deriva, almeno a me è derivata
07:22anche la consapevolezza dell'importanza di mantenerle nello stato il meno degradato possibile,
07:29per cui mi sono dedicato, ho fondato insieme con altri alpinisti un'associazione che si
07:36parlano di Mountain Wilderness nell'87. Io sono il responsabile delle attività asiatiche
07:43dell'associazione, oltre ad essere adesso, ormai data la mia età, il presidente onorario,
07:49e all'interno di queste iniziative asiatiche ultimamente ho contribuito a organizzare dei
07:58corsi per le ragazze del posto, che tradizionalmente non avevano nessuna possibilità di praticare forme,
08:13anche semplicissime di trekking e di alpinismo. Noi abbiamo organizzato tre corsi, quest'anno è stato l'ultimo per il
08:22momento,
08:22che hanno avuto un eco enorme. Per queste ragazze abbiamo aperto veramente delle finestre verso dei mondi che non avevano
08:30mai immaginato di poter entrare in questo tipo di attività.
08:39Per cui per loro è stata proprio una vera e propria rivoluzione culturale. Sono frequentati da ragazze, diciamo,
08:48della piccola media borghesia. Purtroppo non dai livelli, diciamo, contadini o strati sociali più bassi, come sarebbe stato forse anche
09:01meglio.
09:02Nel primo anno abbiamo avuto difficoltà, ma c'era dietro questo istituto universitario, pari universitario,
09:09che gestiva la cosa e garantiva che non ci sarebbero stati contatti con maschi.
09:18fondamentalmente. Infatti i nostri corsi sono tutti corsi gestiti da istruttrici femmine.
09:24Quest'anno, invece che l'abbiamo portata addirittura a vivere 15 giorni in tenda, in un luogo molto lontano dalle
09:33loro famiglie,
09:34lontano centinaia di chilometri, in maniera proprio direi impensata, le famiglie hanno detto sì.
09:45alla domanda, volete sposarvi? La risposta del 90% è no. Perché loro sanno che il momento del matrimonio
09:57quasi sempre significa chiudere ogni sogno, chiudere ogni sogno professionale, diciamo,
10:05di realizzazione di se stessa. Il matrimonio significa figli e cucina.
10:12Una di queste è questa Maria, che noi chiamiamo Maria, ma in realtà siamo Maria,
10:18che è una ragazza molto sensibile, molto intelligente e molto articolata,
10:24che si esprime benissimo, che conosce perfettamente l'inglese, e che ha due passioni,
10:35l'archeologia e anche il cinema. È venuta a due corsi, questa volta aveva l'ok di tutta la famiglia,
10:44ma la prima volta ha dovuto, il padre le ha permesso di scriversi di nascosto dagli zii materni,
10:54perché se gli zii materni l'avessero saputo l'avrebbero bloccato.
10:58C'è questa doppia realtà. La realtà dei sogni è quella comune a tutte le ragazze di tutte le parti
11:07del mondo,
11:08ormai, no? Viaggiare, studiare, fare esperienze al di fuori della cerchia proprio ristretta della propria famiglia,
11:18del proprio clan. E poi però c'è la realtà. Per cui il combattere contro i genitori che dicono
11:25tu ormai hai 22 anni, devi assolutamente sposarti, è effettivamente un problema.
11:32Una di queste ragazze anche sta cercando disperatamente una borsa di studio per venire,
11:37o in Italia o altrove, proprio perché c'è indietro la famiglia che dice
11:41o tu riesci a vincere la borsa di studio o quest'anno stesso ti troviamo marito e ti esposi.
11:47Raccoterò un fatto personale.
11:53Mia madre era la figlia del sindaco di Ivrea,
11:59poi addirittura diventava senatore del regno al tempo,
12:03e dunque una famiglia dell'alta borghesia.
12:07Eppure dopo aver preso la licenza liceale col massimo dei voti,
12:12la famiglia non le permise di entrare all'università,
12:16perché se una ragazza che studia all'università e esce dall'università,
12:22non trova marito.
12:25Questo era il livello, il livello,
12:28al tempo di, guarda, mia madre aveva 18-19 anni.
12:38Io sono uno dei figli di Tuglio Pinelli,
12:41che è stato uno dei grandi sceneggiatori,
12:44diciamo, del momento classico,
12:46del momento, possiamo dire, migliore del cinema italiano.
12:51Ha lavorato con moltissimi, come seggiatore,
12:55con moltissimi registi,
12:57ma fondamentalmente, soprattutto, con Federico Vellini.
13:02E poi è passato poi con Monicelli, fondamentalmente,
13:05da amici miei a Speriamo che sia femmina.
13:08Tra l'altro, anche se era una diessa femmina,
13:11è un film targato Pinelli, veramente,
13:15perché era un'idea che mio padre aveva scritto
13:18e ci ha messo dieci anni per trovare un regista disposto a girarlo.
13:23Durante la sua carriera, mio padre ha anche vinto vari premi,
13:31importanti, soprattutto le candidature al premio Oscar
13:35per La Strada, per i Videlloni, per La Dolce Vita e per Otto e Mezzo.
13:41Poi ha avuto il Davide Donatello alla carriera
13:44e poi vari altri premi minori durante festival e così via.
13:52Però, con tutto ciò, lui si è sempre considerato un drammaturgo
13:58e col dispiacere di non poter più scrivere per il teatro
14:03perché doveva mantenere anche una famiglia
14:06e doveva per forza lavorare,
14:08fare un lavoro che portasse dei soldi a casa.
14:11Proprio in questa casa Fellini un giorno
14:16invitò anche a partecipare a una riunione di sceneggiatura
14:21con Flaiano, mio padre, anche Pasolini
14:25perché stavano sceneggiando le notti di Cabiria
14:30e siccome Pasolini era pratico del modo di dire
14:36dei ragazzi di vita fondamentalmente di Magnaccia
14:40che stavano intorno alle prostitute
14:43e volevano utilizzarlo per avere un tipo di linguaggio più realistico.
14:53Accadde che quello stesso giorno
14:55in cui lui doveva venire a parlare con Fellini e con mio padre
15:03era atteso in casa anche un idraulico
15:08e quando suonò la porta
15:10mia madre andò a aprire e vede questo ometto
15:14con una giacchettina nera, me lo ricordo benissimo
15:16una giacchettina nera di pelle
15:18e lo prese per l'idraulico
15:20disse venga venga e lo portò lui in bagno
15:23dall'altra parte della casa
15:25che poi la casa era molto più lunga
15:27il divano era giù in fondo
15:30e disse guardi c'è questo scaldabagno che non funziona
15:33e il proprio Pasolini che disse
15:36ma guardi io vorrei vedere il suo marito
15:38e mia madre disse ma no non c'è bisogno
15:41guardi questa cosa la spiego io benissimo
15:43ma no devo vedere il suo marito
15:45mi chiamo Pasolini
15:46e oddio
15:48fu portato subito di là
15:51e questo è rimasto in famiglia
15:54come un episodio molto ripetuto
15:59ne abbiamo parlato un sacco di volte
16:06io ho sempre avuto una passione per l'insegnamento
16:11sono stato contattato a un certo punto
16:14dall'università su Orsola Bene in casa di Napoli
16:17che mi avevano chiesto di fare un laboratorio
16:20di tecnici e di documentarismo
16:25all'interno di un corso di cinema
16:28che c'è scritto da un altro professore
16:30io l'ho accettato
16:33e da quel momento mi hanno dato poi
16:35un incarico formale
16:37di fare questi corsi
16:39di cinematografia documentaria
16:41e anche di teorie tecniche
16:44del linguaggio cinematografico
16:46la cosa più importante è aver fatto tante cose diverse
16:51cioè proprio la sfaccettatura
16:53dell'articolazione della mia vita
16:55che in fondo mi potrebbe soddisfare
16:59in realtà non mi soddisfa per niente
17:03arrivati a quest'età
17:05c'è la sensazione
17:09emergono soprattutto i rimpianti
17:11per quello che uno non ha fatto
17:13mi pesa non essere più
17:15non aver fatto più l'archeologo
17:17mi pesa moltissimo
17:19non essere più in grado di andare in montagna
17:21a fare delle grandi scalate
17:24sono tutti aspetti
17:26che ormai sono nel passato
17:29l'unica cosa che ancora è nel presente
17:32è proprio l'insegnamento universitario
17:36e poi intanto scrivo dei libri
17:38per cui anche questo
17:39così mi diverte
17:41grazie a tutti
17:45grazie a tutti
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