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  • 5 mesi fa
Roma, 23 apr. (askanews) - Incentivare la ricerca clinica sull'utilizzo della cannabis nella terapia del dolore, in particolare per patologie come la fibromialgia e le neuropatie periferiche causate dalla chemioterapia. È questo il messaggio emerso dall'incontro "S.T.A.R. - Scienza, Terapia Antalgica e Ricerca", in corso al Centro Congressi dell'Università Federico II di Napoli, con la partecipazione di medici, esperti del settore e rappresentanti del sistema sanitario.A sottolineare il potenziale di questa frontiera terapeutica è stato Daniele Piomelli, docente di Neuroscienze all'Università della California Irvine, che ha tenuto una lectio magistralis davanti alla platea. "È necessario promuovere studi clinici sull'impiego della cannabis nella terapia del dolore - ha spiegato - anche perché già oggi molti pazienti la utilizzano, spesso in modo non ufficiale, ottenendo risultati positivi. Da qui bisogna partire per comprendere come svilupparne un utilizzo più strutturato e sicuro".Secondo Piomelli, negli ultimi anni sono emersi dati scientifici sempre più significativi. "Uno studio condotto in Germania sulla lombalgia cronica ha evidenziato come la cannabis possa rappresentare un'alternativa a farmaci più rischiosi, non solo gli oppiacei ma anche i FANS, gli antinfiammatori non steroidei, che possono avere effetti collaterali importanti sull'apparato gastrointestinale e sui reni".L'esperto ha inoltre evidenziato come il Servizio sanitario nazionale italiano disponga già degli strumenti normativi per favorire l'uso della cannabis terapeutica in contesti controllati. "La gestione pubblica, basata su standardizzazione e distribuzione sul territorio, può garantire efficacia e sicurezza", ha aggiunto.Il tema della terapia del dolore è stato affrontato anche dal responsabile scientifico dell'evento, Pietro Vassetti, che ha ribadito un cambio di paradigma ormai consolidato: "Il dolore non è più solo un sintomo, ma una vera e propria malattia. Deve essere trattato come una patologia cronica, al pari del diabete o dell'ipertensione, con percorsi terapeutici personalizzati e continui, non episodici".Vassetti ha ricordato inoltre come, grazie alla normativa vigente, anche i medici di medicina generale possano prescrivere farmaci oppiacei, ampliando le possibilità di intervento sul territorio.A chiudere il quadro è stata Monica Vanni, direttore generale dell'Asl Napoli 2 Nord, che ha posto l'accento sul ruolo del sistema sanitario. "Il Servizio sanitario nazionale ha un compito fondamentale e anche un dovere etico. Per troppo tempo il dolore è stato marginalizzato per ragioni culturali. Oggi abbiamo finalmente strumenti organizzativi, farmacologici e tecnologici per affrontarlo in maniera adeguata".L'incontro napoletano ha quindi confermato come la terapia del dolore rappresenti una delle sfide più importanti per la medicina contemporanea, aprendo nuove prospettive anche attraverso l'innovazione terapeutica e la ricerca scientifica. In questo scenario, la cannabis potrebbe ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante, a condizione che venga supportata da studi rigorosi e da un quadro normativo chiaro e condiviso.

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00:00Vanno incentivati gli studi clinici sull'utilizzazione della cannabis nella terapia del dolore, specie per la fibromialgia e per le
00:09neuropatie periferiche causate dai chemioterapici, anche perché oggi tanti sono i pazienti che la utilizzano.
00:17Ne è convinto il professore Daniele Piomelli, docente di neuroscienze dell'Università di California Irvine, che a Napoli ha tenuto
00:25un alexio magistralis all'incontro STAR, Scienza, Terapia, Antalgica e Ricerca, in corso al Centro Congressi dell'Università Federico II
00:35di Napoli.
00:36Il convegno ha visto la partecipazione di medici e di rappresentanti ed è stato organizzato da Carla Evein.
00:42Nella lombalgia cronica, questo è adesso un dato di fatto, il problema che adesso ci stiamo ponendo è in quali
00:51altre forme di dolore cronico potrebbe essere applicabile, questo richiederà degli studi clinici specifici.
00:56Pietro Vassetti, responsabile scientifico dell'Assise, ha ribadito nel corso del suo intervento che il dolore non è soltanto più
01:04un sintomo, ma una vera e propria malattia e va trattato come patologie croniche come l'ipertensione o il diabete.
01:11Circa il 25% di cittadini soffre di dolore cronico, quindi non si può più parlare di sintomo ma bensì
01:19di malattia, quindi il dolore cronico deve essere affrontato come una malattia e non più come un semplice sintomo.
01:26Dal canto suo, Monica Vanni, direttore generale della ASL Napoli 2 Nord, ha evidenziato che il Servizio Sanitario Nazionale è
01:34fondamentale in questo momento per aiutare a informare i pazienti affetti da dolore cronico.
01:40Il dolore non è legato ad una patologia specifica, ma abbiamo visto i dati ormai sono allarmanti, più del 20
01:49-30% delle persone soffre di dolore cronico e questo rappresenta tanto un'emergenza in ambito sanitario che richiede interventi
01:57specifici, sia farmacologici che interventistici, ma che richiede anche un'organizzazione tale da poter dare delle risposte.
02:07Grazie.
02:07Grazie.
02:07Grazie.
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