00:00Una nuova frontiera nella cura dell'Alzheimer è già realtà in Europa, ma in Italia resta ancora un nodo da
00:06sciogliere, la rimborsabilità.
00:08In molti paesi europei sono infatti già disponibili nuovi anticorpi monoclonali che permettono di rallentare la progressione della malattia nelle
00:17fasi iniziali,
00:18intervenendo direttamente sui meccanismi alla base del declino cognitivo.
00:22Farmaci che proprio per questo hanno incassato il via libera dell'Agenzia Europea per i Medicinali.
00:28Nel nostro paese, però, la decisione finale spetta all'Agenzia Italiana del Farmaco.
00:34Parliamo di due farmaci, due anticorpi monoclonali, le Canemab e Donanimab, che di fatto costituiscono le prime due terapie
00:42che in uno studio clinico hanno mostrato di rallentare il decorso clinico della malattia di Alzheimer.
00:49Per cui avere a disposizione questi trattamenti vorrebbe dire per un clinico avere per la prima volta la possibilità di
00:57offrire una terapia
00:58che può modificare il decorso della malattia di Alzheimer.
01:02E tutto questo ovviamente avrebbe effetti positivi non solo per la persona malata di malattia di Alzheimer,
01:08ma anche per tutto il suo contesto familiare e le persone care che gli stanno vicino.
01:14Quindi, indubbiamente, avere a disposizione queste terapie rappresenterebbe per la prima volta avere nelle mani uno strumento
01:22che può modificare il decorso, che vuol dire che la malattia non si arresterà, la malattia non migliorerà,
01:28però di fatto progredirà più lentamente di come sarebbe andata senza la possibilità di usare queste terapie.
01:36Un ruolo chiave è giocato anche dalla diagnosi.
01:39La medicina nucleare diventa determinante per individuare precocemente i pazienti più adatti a questo tipo di terapie
01:46e ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali.
01:50L'accesso alle terapie è fondamentale per i pazienti, per le loro famiglie.
01:54La medicina nucleare qui gioca un ruolo di aiuto.
01:58Lo ha giocato ai tempi dei trial clinici perché è uno dei motivi che ha consentito di sviluppare le terapie.
02:04Perché la PET con tracciante per amiloide mette in evidenza proprio il target contro cui queste terapie vanno ad agire.
02:12Oggi è importante trattare questi pazienti, farlo in una fase precoce.
02:17La medicina nucleare, sempre con la PET con tracciante per amiloide, fornisce l'informazione in una fase precoce
02:24quando il paziente sta dimostrando i primi sintomi, è stato confermato da una valutazione neuropsicologica clinica accurata.
02:32E inoltre ha un ruolo fondamentale, almeno in uno di questi farmaci, nell'identificare il paziente che biologicamente ha risposto
02:39e può interrompere la terapia.
02:41Se interrompono la terapia precocemente i pazienti, grazie all'informazione che arriva dalla PET,
02:46possono ovviamente uscire dal controllo di risonanza per la sicurezza e anche per le famiglie.
02:52Chiaramente l'impegno di gestione di questo momento di terapia diventa più breve,
02:57perché chiaramente bisogna pensare ai pazienti ma sempre anche ai care given.
03:01Dopo le indiscrezioni su un possibile parere negativo da parte dell'AIFA,
03:06si è aperto un confronto con esperti e associazioni dei pazienti,
03:10su una decisione destinata ad avere un impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico.
03:16Si tratterebbe di una grande chance terapeutica, di una grande possibilità di poter finalmente fare qualcosa per modificare questa malattia,
03:24ma allo stesso tempo anche un grosso sforzo per cercare di selezionare bene le persone che possono rispondere meglio
03:32e con il minor rischio di effetti collaterali.
Commenti