00:01Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30Gli ultimi dati istat ci presentano uno scenario completamente diverso ed è uno scenario che in particolar modo riguarda la
00:38nostra regione e la nostra capitale.
00:40Numeri alla mano, 7 studenti su 100 decidono di abbandonare precocemente gli studi e non arrivare neppure al diploma, quindi
00:49non completano il ciclo della scuola dell'obbligo, creando ovviamente delle conseguenze davvero impattanti anche a livello sociale.
00:57C'è uno studio di Save the Children che ha evidenziato come questo fenomeno si presenti un po' a macchia
01:03d'olio, soprattutto a Roma, perché chiaramente ci sono delle zone dove il disagio economico e il disagio sociale non
01:10si sente e dunque la dispersione scolastica è sentita molto meno.
01:14In altre zone di Roma magari più complesse, più difficili, il fenomeno è certamente più accentuato.
01:20E noi infatti oggi ne parliamo proprio con Save the Children e con Carlotta Velomi, responsabile scuola.
01:27Buongiorno a te Carlotta, ben trovata.
01:31Non ti sentiamo Carlotta, forse c'è qualche piccolo problema di audio, dovresti forse riaccendere ovviamente il microfono. Proviamo ora,
01:41ci senti Carlotta?
01:44Abbiamo ancora qualche piccolo problema di audio con la nostra prima ospite e intanto vi do qualche numero in più.
01:52Secondo i dati di Istat, quelli diffusi proprio di recente, la dispersione si manifesta già nella fase che segue la
02:01scuola media con giovani che interrompono il percorso di studi e finiscono fuori dai circuiti dell'istruzione e della formazione.
02:09Come abbiamo detto il fenomeno appare stratificato a seconda delle zone nelle quali ci troviamo.
02:15Ecco, vi faccio soltanto qualche esempio. Nel quartiere Trieste, dove meno del 2% delle famiglie vive in potenziale disagio
02:23economico, l'abbandono precoce si ferma al 5,4%.
02:27Se andiamo invece a guardare a quartieri più complessi, zone più difficili di Roma, allora è chiaro che i numeri
02:35cominciano a crescere un po' di più.
02:36Alla Magliana, per farvi un esempio, più di un ragazzo su quattro lascia la scuola prima del diploma e quasi
02:42due su cinque non studiano né lavorano.
02:45Mi fanno segno dalla regia che la nostra ospite è riuscita a risolvere il problema audio. Buongiorno a te, Carlotta.
02:52Buongiorno a tutte e tutti.
02:53Grazie per essere con noi. Allora, noi perché abbiamo deciso di intercettare, ecco, di avere come ospite una referente di
03:00Save the Children?
03:01Perché questo è un tema su cui, insomma, voi puntate l'attenzione davvero da tantissimi anni, no?
03:06Avete fatto anche uno studio molto approfondito, evidenziando come ci sono delle zone di Roma dove il fenomeno è più
03:12accentuato rispetto ad altri.
03:14E quindi viene lecito domandarsi se non c'entri come sempre il disagio economico a questo punto.
03:22Allora, diciamo che il fenomeno della dispersione scolastica è un fenomeno multifattoriale, dipende quindi da tanti elementi.
03:29Sicuramente per andare proprio dritti alla questione dobbiamo ricordarci che non dipende da un'unica causa.
03:35Quindi, ad esempio, non dipende semplicemente dal singolo studente, dalla studentessa, ma come lei dice, ci sono diversi elementi
03:42che possono appunto essere motivazioni individuali, ma che possono poi intrecciarsi con motivazioni familiari,
03:48motivazioni legate alla scuola, quindi anche alla capacità della scuola di essere una scuola davvero inclusiva,
03:53così come a motivazioni territoriali.
03:56E date appunto che lei citava in apertura, ci dicono proprio questo, che il contesto territoriale ancora oggi
04:02incide sul successo o l'insuccesso formativo dei ragazzi e delle ragazze.
04:07Quindi il contesto in cui si abita, in cui si vive, va in qualche modo a influire anche i percorsi
04:13formativi
04:14dei nostri studenti e delle nostre studentesse.
04:17Quindi sì, essendo un fenomeno multifattoriale, anche il contesto familiare e territoriale ha un suo peso importante.
04:23Quindi ecco, per entrare ancora meglio nella questione, parlando un po' di cause scatenanti di questo fenomeno,
04:29che davvero è parecchio preoccupante, se uno studente, una studentessa, se un giovane, una giovane,
04:35è cresciuto in un contesto familiare dove magari i genitori o i nonni non hanno completato il ciclo di studi,
04:41è probabile che anche lui segua quel percorso, lui o lei segua quel percorso?
04:47Questo è un elemento di preoccupazione, che però si deve sommare ad altri elementi,
04:52che possono essere per esempio difficoltà individuali, difficoltà degli apprendimenti, oppure un disagio psicosociale,
04:59oppure anche, non scordiamoci, il valore che può avere, la differenza che può fare la singola scuola,
05:06perché poi se un bambino o una bambina, un ragazzo o una ragazza viene inserito in una scuola
05:10che non è in grado di rispondere ai bisogni individuali di questo bambino e raccogliere anche le sue potenzialità,
05:17il percorso diventa più incerto e diventa più difficile.
05:20Per questo motivo anche noi di Save the Children, nei nostri progetti e nelle nostre interlocuzioni istituzionali,
05:26evidenziamo come sia sempre importante non andare a incidere su un unico elemento,
05:30ma proprio lavorare per cerchi concentrici, quindi sicuramente si parte dai bisogni specifici del singolo studente e studentessa,
05:37ma poi occorre lavorare sulla classe, perché anche per esempio il gruppo può avere un effetto positivo o negativo
05:44sull'esperienza scolastica, occorre poi oltre alla classe lavorare sulla scuola e quindi sui docenti,
05:49sulla loro capacità di promuovere una didattica innovativa e sostenere i percorsi individuali di ciascuno
05:56e bisogna poi stare accanto e rafforzare il territorio, perché anche la comunità educante,
06:02nel senso più ampio, può fare la differenza, può aiutare a rendere meno accidentati questi percorsi.
06:08Quindi davvero partiamo poi dal singolo studente, ma poi allarghiamo lo sguardo,
06:12perché solo insieme si può fare la differenza, quindi solo potenziando i diversi attori
06:16si può andare a incidere su un percorso diverso.
06:21Ecco, a proposito di percorsi, cosa ne pensi, Carlotta, mi permetto di darti del tu,
06:26di iniziative ad esempio comunali come Scuole Aperte, che prevede l'apertura degli istituti scolastici
06:32anche nel pomeriggio, o ad esempio quello della Regione Lazio, il programma della Regione Lazio
06:37Io Studio, con circa 4 milioni di euro per borse di studio agli studenti delle superiori.
06:42Sono iniziative, sono programmi che possono fare la differenza in questo senso?
06:48Sono programmi fondamentali, perché la scuola non può, come dire, vincere questa scommessa da sola,
06:54quindi da una parte bisogna incidere proprio sulla quantità del tempo scuole,
06:58quindi benissimo tenere le scuole aperte, tenerle aperte nei pomeriggi, nei weekend,
07:03durante il periodo estivo, ricordiamoci che siamo uno dei paesi europei con la più lunga pausa scolastica,
07:08quindi anche l'estate può diventare un momento critico, soprattutto per chi vive in contesti socio-economici difficili,
07:15quindi è importantissimo lavorare sulla quantità dell'offerta scolastica e sull'apertura della scuola al territorio,
07:23così come è molto importante prevedere anche degli interventi individuali,
07:26quindi anche andare con delle borse di studio, ma anche con dei sostegni educativi
07:32a accompagnare il singolo studente o la singola studentessa che in questo momento,
07:36che in un momento specifico sta vivendo un momento di difficoltà.
07:40Un altro aspetto molto importante è anche andare a osservare, intervenire sulla qualità dell'offerta scolastica,
07:49quindi è importantissima la quantità, ma anche la qualità dell'esperienza scolastica,
07:53e quindi come Save the Children andiamo proprio ad affiancare centinaia di scuole in tutta Italia,
07:58affinché la scuola sia sempre di più un contesto di benessere,
08:02perché non si può apprendere in maniera significativa se non c'è benessere scolastico,
08:06quindi per questo sosteniamo da tanti anni, sin dal primo ciclo, quindi sin dalla scuola primaria,
08:14l'importanza di lavorare sui processi partecipativi, perché un bambino o una bambina
08:18che è al centro del suo percorso scolastica, che può agire come protagonista nel contesto scolastico,
08:24difficilmente abbandonerà la scuola, quindi è importante lavorare sulla quantità,
08:29sulla qualità del servizio e poi prevedere anche dei percorsi individuali,
08:32perché poi ogni caso, ogni esperienza ha bisogno poi di un intervento specifico.
08:39Carlotta, se mi permetti voglio farti una domanda un po' particolare ora in chiusura,
08:43perché c'è l'aspetto psicologico che non va assolutamente trascurato,
08:46i giovani di oggi praticamente vivono letteralmente sui social network,
08:51e questi social network sono delle piattaforme dove vengono offerti,
08:55tra virgolette, dei modelli che mi permetto di dire in maniera del tutto personale,
08:59e quindi opinabile, assolutamente non sono sempre positivi.
09:03Basterebbe guardare le ultime esternazioni del Presidente degli Stati Uniti d'America,
09:08che insomma ogni giorno ne lancia una.
09:10Insomma anche questi modelli, tra virgolette, tra mille virgolette,
09:15quanto possono incidere anche un po' sul livello psicologico di questi ragazzi,
09:21che devono comunque confrontarsi con il mondo circostante,
09:24e vedono il capo di una grandissima nazione che si permette di spararla su qualsiasi cosa,
09:30su qualunque persona, insomma possono anche pensare che sia corretto, no?
09:34Insomma se nessuno interviene in questo senso, non so se mi sono spiegata.
09:39Sì è chiarissimo, i comportamenti violenti e i comportamenti antisociali
09:43hanno sicuramente un'influenza su tutti noi e soprattutto sulle giovani generazioni.
09:48Penso che una delle risposte più credibili che possiamo dare è quella di investire
09:52sulle agenzie educative tradizionali, quindi sostenere le famiglie e le scuole
09:57nel loro compito sia educativo che formativo.
10:01Quindi è importante insomma davanti a queste situazioni che possono mettere in difficoltà,
10:06possono confondere, dare una risposta chiara ai bambini e alle bambine,
10:10ai ragazzi e alle ragazze rispetto a quali sono i valori educativi che promuoviamo
10:16e mi permetto di dire quando poi andiamo ad investire sulla scuola e sulla famiglia
10:21di non proporre un approccio emergenziale e punitivo rispetto poi agli eventuali episodi di violenza
10:28ma mettere sempre al centro i ragazzi e le ragazze, quindi ripartire da loro, dai loro bisogni
10:34ma anche dalle loro potenzialità, perché sappiamo che ci sono ombre ma ci sono anche tante luci,
10:38tante risorse delle giovani generazioni che è importante utilizzare.
10:42Quindi direi che davanti a dei comportamenti antisociali o violenti è fondamentale
10:46dare una risposta educativa forte e responsabile.
10:51Grazie davvero Carlotta, ottimo spunto di riflessione.
10:54Abbiamo insomma cominciato questa puntata di Non Solo Roma in maniera veramente positiva
10:59nonostante il tema che chiaramente preoccupa davvero tanto.
11:02Grazie ancora a questo punto, buon lavoro.
11:05Grazie, buon lavoro a voi.
11:07Grazie ancora prestissimo.
11:10Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.