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  • 4 ore fa
Sono ormai lontani quei tempi in cui era frequentissimo vedere famiglie composte da 4 o 5 figli. Oggi, nel 2026, i figli non li fa più nessuno. E mentre ci si arrovella per trovare soluzioni e indagare le cause, ci sono numeri che parlano in maniera evidente e incontrovertibile: la nostra regione sembra essere tra le più colpite dal fenomeno del declino demografico.

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Trascrizione
00:01Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30Di altri 12 figli. Era frequentissimo intorno agli anni 40, 30, 40, 50 vedere queste famiglie davvero tanto numerose.
00:41Adesso ci guardiamo in giro e ovviamente è sotto gli occhi di tutti che non è più così.
00:46Perché oggi nel 2026 i figli letteralmente non li fa più nessuno.
00:51E non è che ci vogliono questi grandi studi per capire perché nessuno fa più figli.
00:56Perché economicamente è una spesa che non si riesce più a sostenere.
01:02Perché le donne, anche le donne oggi fortunatamente lavorano.
01:06Perché molto spesso non ci sono alternative.
01:08Tante famiglie non hanno la possibilità di lasciare i propri figli magari ai nonni, agli asili nido comunali, alle babysitter.
01:17Anche lì giustamente molto costose.
01:20Quindi anche oggi letteralmente si fanno proprio due conti.
01:24Cioè ci si guarda in faccia e si dice possiamo permettercelo a un figlio.
01:27Abbiamo un'alternativa nel caso in cui vogliamo continuare a lavorare.
01:33Nella maggior parte dei casi la risposta è no.
01:36Oppure in altri casi ancora si decide di farli sempre più tardi.
01:40Quindi intorno ai 40 o addirittura 50 anni.
01:43Insomma è letteralmente la fotografia dei tempi che cambiano.
01:47Però mentre ci si arrovella nel cercare le cause e le possibili soluzioni, guardate le amministrazioni che cercano di investire
01:55massicciamente ad esempio nelle strutture come asili nido appunto,
01:59ci si dimentica sempre delle conseguenze.
02:02Perché se non si fanno più figli significa che le scuole del futuro saranno sempre più vuote, che i paesi
02:07letteralmente si spopoleranno, che i negozi chiuderanno.
02:11Quindi ci sarà praticamente una desertificazione anche dei nostri territori che a guardarla adesso ovviamente incute un po' di terrore.
02:19Allora vi faccio vedere questo articolo che arriva dal messaggero di Frosinone e che ci dà una fotografia esatta proprio
02:28del fenomeno.
02:29Allarme spopolamento ai paesi senza più culle.
02:31Il messaggero cita in particolare quattro comuni della provincia di Frosinone che hanno registrato nascite zero nel 2025.
02:42Quali sono questi comuni?
02:43Sono Acqua Fondata, Casa Lattico, Colle San Magno e Filettino.
02:47Non sono nati bambini in questi quattro comuni nel 2025 e chiaramente le amministrazioni sono un po' preoccupate.
02:55Allora noi ne approfondiamo il tema, ne parliamo con il sociologo Roberto Giuliano che ritroviamo qui a non solo Roma.
03:01Buongiorno a te Roberto, bentornato.
03:04Grazie, buongiorno a te e agli ascoltatori.
03:08Grazie a te per essere con noi.
03:10Allora noi qui cerchiamo le cause, le cause le abbiamo capite benissimo.
03:14Il problema sono le conseguenze delle zero nascite a livello sociale.
03:18Facciamo un quadro un po' proprio sociologico.
03:23Guarda, io credo questo, che noi abbiamo necessità di invertire ovviamente la situazione,
03:30ne siamo tutti consapevoli.
03:32Il problema è che non c'è oggi una visione, diciamo, di prospettiva.
03:37Io faccio sempre un esempio, può sembrare in qualche modo dubito, no?
03:44Che è quello che molti imprenditori fanno tanto, ma dico tanto,
03:50per creare un'attività che vogliono lasciare ai loro figli.
03:53Ma se si considera che assumere una donna nel lavoro è controproducente
04:01perché ha la maternità, le malattie del bambino, roba varia,
04:05non si rendono conto che stanno creando qualcosa che domani i figli non potranno avere
04:11perché mancano i consumatori.
04:13Questo lo dico proprio da un puntista di mentalità vecchia,
04:16della mentalità che pensa all'oggi e non guarda al futuro.
04:19Una mentalità che guarda al futuro, la tutela della maternità è un valore sociale
04:25che non è solamente un costo di considerare come un costo economico
04:30di cui già lo Stato in parte se ne fa carico oltretutto.
04:34Per cui è importante invertire proprio un modo di pensare,
04:38un modo culturale per cui non si fa figli.
04:41Fermo rimanendo che i problemi economici ovviamente esistono,
04:45anche perché siamo in una condizione in cui ci sono due fattori
04:50che interagiscono tra di loro negativamente.
04:53Dal lato c'è stata una crescita di benessere,
04:56qui c'è un'attesa sempre che uno vorrebbe migliore per la propria vita
05:00e anche per il futuro dei propri figli.
05:02Ma dall'altro c'è in controtendenza un'inflazione, stipendi
05:07che non permettono alle famiglie di poter sentirsi sicuri
05:11di dare un futuro e proprio la possibilità di accudirli.
05:16Anche qui ci stanno i welfare aziendali che in Italia,
05:23essendo piccole e medie imprese, non sempre sono in grado di darle.
05:27Ad esempio si dovrebbe pensare a dei welfare aziendali in termini sortili.
05:32Abbiamo, che ne so, Pensa Romo, una zona come Pomezia,
05:35una zona come Fafrosinone e altre zone industriali.
05:39In quel caso il welfare, come queste piccole e medie aziende,
05:43il welfare aziendale dovrebbe essere di natura
05:46con più soggetti imprenditoriali che partecipano per i loro dipendenti.
05:50Perché ovviamente un'azienda da sola non può mettere, che ne so,
05:54un asilo in quel territorio.
05:57Però, Roberto, ti faccio questa domanda.
06:01Quando si parla di allarme e spopolamento,
06:04comunque di calo demografico,
06:05inevitabilmente l'attenzione va molto sulla donna,
06:08perché di fatto a partorire siamo noi.
06:10Però anche il fatto che è stato tolto il congetto di paternità,
06:15è stato ridotto, anche questo non penso che sia proprio un aspetto positivo.
06:20Magari allungare anche il congetto di paternità agli uomini
06:24potrebbe essere qualcosa che gioca in questo senso,
06:29gioca in maniera positiva?
06:31Certamente gioca in modo positivo.
06:33Però noi abbiamo un piccolo problema.
06:35Nei italiani siamo sempre furbi.
06:37E il furbo toglie dei diritti.
06:40Cosa intendo dire?
06:42Io ricordo che quando facevo da ragazzo il sindacalista,
06:45i primi tre giorni di malattia erano pagati.
06:48Come c'è stato un abuso di questi tre giorni di malattia,
06:53i primi tre giorni di malattia,
06:55alla fine adesso devi fare una settimana
06:57per avere i primi tre giorni pure pagati,
06:59perché quella giornata se la prendevano come in tanti posti di lavoro,
07:04come un loro legittimo bisogno,
07:06però non credevano un giorno di ferie
07:08o di permesso non retribuito,
07:11ma utilizzavano la malattia per avere quella giornata
07:14per svolgere delle cose necessarie,
07:16non entro nel merito.
07:17Però questo qui va a demolire dei diritti
07:20per una furbizia che poi limita chi ha invece dei veri bisogni.
07:27Ma questo è un problema un po' nostro culturale.
07:30Un altro aspetto importante di quello che tu dici,
07:33cioè i sindaci si preoccupano in questi comuni
07:35che c'è una denatalità,
07:37in alcuni casi stanno proprio comuni quasi,
07:39non dico abbandonati, ma poco ci manca,
07:42perché la gente non c'è più.
07:43Per cui anche qua bisogna riflettere
07:45come questi comuni che sono oggi
07:49in qualche modo semiabbandonati dalla popolazione,
07:54potrebbero ad esempio rinascere come RSA diffuse,
08:00per cui invece di avere la clinica in uno stabile,
08:03averle nelle case col personale medico che ha un alloggio.
08:07Oltretutto c'è una politica dei flussi,
08:09quella fatta da questo governo,
08:11che è fatta bene.
08:12C'è un problema che in questo caso si potrebbe anche recuperare,
08:17che è quello che se un immigrato
08:19che viene legalmente,
08:22partecipa alla formazione,
08:24una volta che viene in Italia
08:26per poter lavorare con già un contratto di un'azienda,
08:29se non c'è dove andare a dormire, a vivere,
08:32come fa a campare?
08:34Per cui ci stanno, la legge c'è,
08:37manca sempre come si dice il contorno,
08:39che la rende efficiente.
08:42Certo, c'è anche da dire però che,
08:44insomma, si può dire che le nuove generazioni forse hanno,
08:47insomma, non lo so, non dico valori diversi,
08:50però obiettivi diversi nella vita,
08:52e quindi questo li spinge
08:54a, insomma, accantonare un po'
08:56l'idea della famiglia tradizionale
08:58come l'abbiamo sempre pensata oggi.
09:00Cioè, le nuove generazioni magari dicono
09:02no, io ho cinque figli,
09:03non ci penso proprio ad averceli,
09:05uno basta e avanza.
09:06Cioè, può darsi anche che è cambiato,
09:08togliendo l'aspetto economico
09:10delle difficoltà che si affrontano ogni giorno,
09:12proprio a livello di pazienza,
09:15di, non lo so, di inclinazioni?
09:16Può darsi che sia cambiato qualcosa?
09:21Questo ci può pure essere,
09:22ma credo che la cosa principale
09:24è che c'è proprio nelle famiglie
09:26dove ci sta un figlio,
09:28dico già uno,
09:29hanno delle difficoltà a gestirlo,
09:32ma non per il bambino in sé,
09:33per la vita organizzativa e lavorativa,
09:35perché uno stipendio oggi
09:37per com'è l'imposizione non basta,
09:39per cui anche la moglie deve lavorare.
09:41Lavorare vuol dire il figlio dove lo metto.
09:43Io penso una cosa,
09:45proprio in generale,
09:46oggi una donna che va a lavorare
09:48insieme col marito,
09:50sempre se tutte e due stanno insieme,
09:51perché tante coppie sono pure separate,
09:53per cui c'è il problema dei figli dei separati,
09:57ancora per la donna,
09:57ancora più difficile poter lavorare,
10:01è fondamentale in questo ambito
10:04che noi abbiamo la capacità
10:06di dare dei servizi e dei supporti
10:09che non sono a macchia d'olio
10:11o solamente con l'Isee,
10:12è creare occupazione
10:14e nel creare occupazione
10:17comprendere che l'occupazione femminile
10:19è un valore aggiunto,
10:20ma proprio per l'attività economica.
10:23E il giovane, ovviamente,
10:24avendo queste difficoltà,
10:26già quando ne fa uno,
10:27tra virgolette,
10:29fa un sacrificio del suo desiderio.
10:32Sapendo che quando,
10:33questo è il mio di noi,
10:35quando arriva un figlio,
10:36dico già il primo,
10:37la vita cambia,
10:38ma con tanti figli
10:40la vita cambia molto,
10:41ma se hai la possibilità
10:42di poterteli godere,
10:44perché oggi il problema
10:45è proprio questo.
10:47Oggi una donna
10:48che va a lavorare
10:49e il marito pure lavora,
10:51la metà del suo stipendio,
10:52di lei o del marito,
10:54va a una babysitter,
10:56perché se no non possono lavorare.
10:58Hai detto una cosa interessantissima,
11:00perché qui poi,
11:00tra le altre cose,
11:01Roberto,
11:02confermami quello che sto dicendo,
11:03se sto dicendo una cosa inesatta o meno,
11:05c'è anche un'altra conseguenza,
11:07il fatto che i genitori
11:08sono sempre meno,
11:10non dico attenti
11:13a quello che succede
11:14ai loro figli,
11:15ma proprio per forza di cose
11:16non riescono a gestire
11:17anche i cambiamenti
11:18del figlio.
11:19Quindi qui si spiega
11:21anche un po'
11:21il disagio giovanile,
11:22sto dicendo una cosa inesatta
11:23o c'è qualcosa di vero?
11:26E te la supporto
11:28anche con la mia esperienza personale.
11:30Io sono diventato nonno
11:31e vedo che gli occhi del nonno
11:33sono diversi
11:34da quelli che ero
11:34da quando ero padre,
11:35non solo perché ho più tempo
11:37a disposizione,
11:38che non è poco,
11:40perché prima io corevo,
11:41mia moglie coreva,
11:42i ragazzi sì ci stiamo,
11:43ci giochiamo,
11:44ma poi io adesso che sono nonno
11:45vedo dei cambiamenti in loro
11:47eccezionali
11:48e vedo il bisogno
11:50che hanno della figura
11:51sia materna che paterna,
11:53ma che è una necessità
11:54proprio della crescita
11:55della bambina,
11:57per cui quello che tu dici
11:59è verissimo,
12:00però oggi i ragazzi
12:01stanno in difficoltà
12:02e nonostante tutto
12:03li fanno.
12:04Io credo che anche quelli
12:05che oggi fanno un figlio,
12:06tra virgolette,
12:07sono dei piccoli eroi
12:08che realizzano
12:10un loro sogno,
12:11perché i figli
12:11non vengono solo
12:12perché lo devo fare
12:13per il calo demografico,
12:14lo faccio perché è bello
12:15avere una famiglia,
12:16avere dei figli.
12:17Se tu ci pensi...
12:19Però è una bella impresa, no?
12:22Certo, è una bella impresa,
12:23però è l'impresa,
12:24tutti in natura
12:26viviamo per riprodursi,
12:28eh.
12:29Al di là poi
12:30delle aspettative,
12:31uno ingegnere,
12:32uno medico,
12:33ma il motivo per cui
12:34noi esistiamo,
12:35come in natura
12:35tutto esiste,
12:36tutto è per riprodursi.
12:39Quindi non sei d'accordo
12:40tanto con chi dice,
12:42insomma,
12:42io non ho l'inclinazione,
12:44non ho voglia
12:45di avere figli,
12:46cioè magari chi è
12:47non è proprio d'accordo
12:48con te, no?
12:50Ma questo è legittimo
12:52perché oggi siamo
12:53una società
12:53in cui i bisogni,
12:55le aspettative,
12:56abbiamo tutti
12:57degli imprinting familiari
12:58che ci condizionano
12:59nelle scelte
13:00che facciamo
13:01da adulti,
13:02per cui è comprensibile
13:04che persone,
13:04come per me,
13:05è uno stress
13:06pensare di avere un figlio
13:08o una donna
13:08che non si sente,
13:09che nonostante
13:11l'istinto,
13:11perché la maternità
13:12è un istinto
13:13prima di tutto,
13:14però non si sente
13:15forte,
13:16capace di poterla affrontare,
13:18è umanamente rispettabile,
13:20ne ha profondamente diritto.
13:22Assolutamente sì.
13:23Roberto,
13:24io devo chiudere
13:25ma ovviamente
13:26ti ringrazio di cuore
13:27per essere stato
13:28in nostra compagnia,
13:29ci hai detto delle cose
13:30interessantissime
13:31su cui continuiamo
13:32a riflettere,
13:33grazie davvero.
13:35Grazie a te,
13:37ciao,
13:37a tutti,
13:38salve.
13:39Buon lavoro.
13:41non solo Roma,
13:43le notizie dalla regione
13:45con Elisa Mariani.

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