- 2 giorni fa
Martina Benedetti
La salute in un angolo
Crescere Informandosi, incontra Martina Benedetti, infermiera di terapia intensiva del Servizio Nazionale pubblico, divulgatrice scientifica, scrittrice, nonché autrice recentemente del libro, edito da edizioni Dedalo, dal titolo “La salute in un angolo”.
La Sanità Pubblica ormai è in stato di avanzato smantellamento.
Nonostante che negli ultimi tempi siano state stanziate maggiori risorse, ma purtroppo insufficienti a reggere lo scontro con la Sanità Privata, la situazione è drammatica. Le carenze riscontrate durante la pandemia sono rimaste tali se non peggiorate e un alto numero di personale sanitario, per la scarsa considerazione umana, professionale ed economica, ricevuta, alla luce dell’eccellente preparazione professionale acquisita, si spingono sempre più ad andare all’estero.
L’autrice, nella vesta di membro del personale sanitario ci descrive dall’interno quali sono le criticità maggiori che ogni giorno si trova di fronte.
Cosa spinge un’infermiera a scrivere questo libro di denuncia? Esiste ancora il diritto alla salute o come scrive lei dipende dal CAP? Sanità pubblica smantellata, più di 6 milioni di italiani che non si curano più per mancanza di risorse. Cosa si prospetta davanti a noi? La crisi della sanità pubblica, quanto dipende anche da noi cittadini (appuntamenti non disdetti, esami e visite inutili)? Più che le visite e gli esami per la prevenzione sanitaria, quanto è più importante una qualità della vita equilibrata? Dall’attenuazione della pandemia da Covid-19 quanto è migliorata la Sanità pubblica? Cosa è stato fatto? Da membro del personale sanitario quali accorgimenti si sente di proporre per migliorare la situazione finora descritta?
Queste e molte altre le domande e gli aspetti affrontati nel corso di questa intervista.
La salute in un angolo
Crescere Informandosi, incontra Martina Benedetti, infermiera di terapia intensiva del Servizio Nazionale pubblico, divulgatrice scientifica, scrittrice, nonché autrice recentemente del libro, edito da edizioni Dedalo, dal titolo “La salute in un angolo”.
La Sanità Pubblica ormai è in stato di avanzato smantellamento.
Nonostante che negli ultimi tempi siano state stanziate maggiori risorse, ma purtroppo insufficienti a reggere lo scontro con la Sanità Privata, la situazione è drammatica. Le carenze riscontrate durante la pandemia sono rimaste tali se non peggiorate e un alto numero di personale sanitario, per la scarsa considerazione umana, professionale ed economica, ricevuta, alla luce dell’eccellente preparazione professionale acquisita, si spingono sempre più ad andare all’estero.
L’autrice, nella vesta di membro del personale sanitario ci descrive dall’interno quali sono le criticità maggiori che ogni giorno si trova di fronte.
Cosa spinge un’infermiera a scrivere questo libro di denuncia? Esiste ancora il diritto alla salute o come scrive lei dipende dal CAP? Sanità pubblica smantellata, più di 6 milioni di italiani che non si curano più per mancanza di risorse. Cosa si prospetta davanti a noi? La crisi della sanità pubblica, quanto dipende anche da noi cittadini (appuntamenti non disdetti, esami e visite inutili)? Più che le visite e gli esami per la prevenzione sanitaria, quanto è più importante una qualità della vita equilibrata? Dall’attenuazione della pandemia da Covid-19 quanto è migliorata la Sanità pubblica? Cosa è stato fatto? Da membro del personale sanitario quali accorgimenti si sente di proporre per migliorare la situazione finora descritta?
Queste e molte altre le domande e gli aspetti affrontati nel corso di questa intervista.
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NovitàTrascrizione
00:19Martina Benedetti, infermiera di terapia intensiva del Servizio Nazionale Pubblico,
00:25divulgatrice scientifica, scrittrice nonché autrice recentemente del libro edito da Edizioni
00:33Dedalo dal titolo La salute in un angolo. Cosa spinge un'infermiera a scrivere un libro come
00:41quello che hai fatto tu? Ma tante cose, allora innanzitutto grazie per l'invito e insomma per
00:50poter utilizzare questo spazio per parlare di un tema importante come quello della sanità,
00:57anche della sanità pubblica che ecco purtroppo secondo me è un tema di cui non si parla abbastanza,
01:03quindi grazie per questo spazio. Che cosa spinge un'infermiera? Ecco innanzitutto mi ha spinto,
01:09ecco sono stata spinta a scrivere questo libro come essere umano, quindi proprio per far capire
01:16la preziosità di quello che è un servizio sanitario nazionale pubblico come essere umano,
01:22come cittadina attiva, perché poi è vero che siamo operatori sanitari ma ci possiamo trovare
01:28anche purtroppo dall'altra parte, quindi come fruitori, no? Come appunto hai detto tu,
01:35infermiera di terapia intensiva, quindi come operatrice sanitaria che tutti i giorni opera proprio a livello
01:40pratico dentro un sistema, poi penso che lo affronteremo, un sistema sempre più in affanno
01:47e anche come tutta la parte della comunicazione io scrivo editoriali su testate nazionali sempre
01:57su tematiche sanitarie, di politica sanitaria, tematiche scientifiche e ecco non potevo esimermi
02:04anche come divulgatrice da trattare questo tema così importante, proprio direi quindi a 360 gradi,
02:12no? Sotto tutti i punti di vista, non solo come giornalista ma anche come proprio infermiera
02:19di terapia intensiva, quindi a livello pratico e per poter dare delle visioni che magari per chi
02:25tratta di sanità ma non è dentro il sistema, sono visioni insomma lontane o possono essere visioni
02:32non comprese totalmente. Hai scritto che il diritto alla salute dipende dal CAP, ma onestamente
02:40esiste ancora il diritto alla salute? Ma allora, una bella domanda, il diritto alla salute sì,
02:49il diritto alla salute al momento, allora al momento il nostro sistema è ancora universalistico,
02:55diremo almeno su carta, no? Il nostro servizio sanitario si basa su questi tre principi di
03:02universalità, uguaglianza ed equità che sono dei principi oserei dire meravigliosi, no? Mentre
03:09ecco nel periodo fascista con le casse mutue una persona era considerata degna di cura perché
03:18lavoratore produttivo dello Stato, la Costituzione e poi più avanti nel tempo la 833 cambiano proprio
03:26questa concezione, quindi tu hai diritto alla cura in quanto essere umano, non in quanto parte
03:31produttiva del paese, quindi è una concezione bellissima, è una concezione meravigliosa. Io oserei
03:37dire, lo dico poi nel libro quasi un po' metafisica, un po' divina, no? Quasi come se il servizio
03:44sanitario fosse questo ente superiore che ci abbraccia tutti indipendentemente dalla nostra
03:50provenienza, al nostro Stato sociale, è bellissimo questo concetto. Alla luce di oggi ti posso dire
04:01che il diritto alla salute è sempre meno tutelato e spesso e volentieri è un diritto che esiste solo
04:08su carta, la parola giusta è esigibilità, ecco un diritto per uscire da quella che è poi la carta
04:15deve essere esigibile, quindi il cittadino lo deve ritrovare a livello pratico poi nella
04:19sua vita. Ecco spesso e volentieri molti di questi tre principi universalità, uguaglianza ed equità
04:24non sono esigibili, questi diritti di universalità, uguaglianza ed equità non diventano esigibili dal
04:30momento che il cittadino a livello pratico si trova di fronte a tutte queste problematiche quali
04:35liste d'attesa, quali di vario nord e sud, tu nella domanda mi hai chiesto il nostro diritto
04:41alla salute dipende dal CAP? Ad oggi io direi purtroppo di sì perché ci sono appunto delle
04:48regioni inadempienti dal punto di vista dei servizi sanitari, queste regioni non riescono
04:55a garantire nemmeno l'EA che sono i livelli essenziali di assistenza che dovrebbero essere
05:00omogenei in tutto il territorio nazionale e questa cosa proprio spacca l'Italia in due, noi vediamo
05:05una fotografia dell'Italia in due con regioni adempienti e regioni non e questa cosa provoca
05:10turismo, il cosiddetto turismo sanitario quindi una migrazione vera e propria dalle regioni
05:15del sud verso le regioni del nord.
05:18Tu hai scritto lo smantellamento in sostanza della sanità pubblica, in aggiunta a questo
05:28esistono 6 milioni di italiani che non si curano più perché non hanno le risorse per
05:32potersi curare, cosa si prospetta davanti a noi?
05:36Questo è un dato allarmante sui 6 milioni, pensa che quando io ho iniziato a scrivere
05:42il libro, il libro è uscito ora a settembre del 2025, ho iniziato a scriverlo nel 2024 e
05:51le persone insomma che avevano rinunciato alle cure, quindi non erano 6 milioni ma erano
05:574 milioni e mezzo, quindi capiamo, quando io ho proprio iniziato a scrivere, quindi capiamo
06:04quanto questo dato sia cresciuto e quanto sia allarmante, appunto parlavamo di non esigibilità
06:10quindi dal momento che una persona è costretta per qualsiasi motivo, economico, barriere
06:17architettoniche, sociale, a rinunciare a una cura questo diritto non diventa poi esigibile
06:23e resta solo su carta, quindi al momento il problema maggiore è il definanziamento, noi
06:31non abbiamo un finanziamento adeguato del fondo sanitario e benché questo governo comunque
06:36abbia investito di più in valori nominali degli altri sulla sanità, i valori nominali sul
06:44fondo sanitario non servono, bisogna, cioè in sanità si deve ragionare in percentuale
06:52in rapporto al prodotto interno lordo, quindi considerare anche l'inflazione e tutte altre
06:56voci e noi siamo ben sotto le medie europee, abbiamo le medie europee del 7% sul finanziamento
07:02della sanità, noi ci aggiriamo al 6,3% e forse nel 2027 raggiungeremo il 5,8% e è
07:11un dato
07:12assai allarmante, quindi è sbagliato dire che questo governo sta facendo tagli, questo
07:18no, i tagli al definanziamento sistematico è avvenuto nel decennio 2009-2019, più o
07:27meno in questo periodo ci sono stati i tagli e si sono susseguiti governi di tanti colori
07:33politici, quindi non è neanche giusto attribuire a una sola parte politica forse la sottovalutazione
07:41diciamo di questo bene così prezioso come il diritto alla salute.
07:46Ascolta, ma questa crisi del sistema sanitario pubblico, tu adesso hai detto giustamente che
07:56il problema maggiore è legato al definanziamento, ma quanto dipende anche dagli stessi cittadini,
08:05cioè per esempio, che ne so, le liste di attesa, se tu non disdici un appuntamento, le liste
08:10di attesa diventano infinite, no? Oppure nel momento in cui ci sono determinate prestazioni
08:15sanitarie che vanno ad ingolfare il sistema, prestazioni magari che possono anche, potrebbero
08:22anche non servire o diluirle in un altro periodo? Cioè questi aspetti, quanto incidono
08:29poi sullo stato della sanità pubblica?
08:31Sicuramente incidono, infatti, allora, oltre al finanziamento, diciamolo, con solo i soldi
08:38non si va lontano, vicino a un finanziamento adeguato servirebbe una visione adeguata, quindi
08:44riforme, riforme e soldi, ok? Queste due cose sarebbero l'ideale, quindi anche una riforma
08:51del servizio sanitario nazionale, considerando anche un po' l'invecchiamento demografico
08:55comunque la popolazione rispetto a quando è stato istituito il servizio sanitario nazionale
09:00è cambiata, quindi sono tutte variabili da tenere in considerazione. Ogni persona comunque
09:04è responsabile, io dico nessuno di noi è escluso da tutte le responsabilità che poi
09:10ci ricadono addosso, no? Se a livello sociale che politico, tutti noi dobbiamo essere proprio
09:14cittadinanza attiva e partecipare di più anche alla tutela del nostro diritto alla
09:20salute. Come dici tu, ci sono persone incuranti di questo che magari gli sdicono e una cosa
09:27che, cioè questo è un dato interessante sul discorso della spesa out of pocket, no? Che
09:32è la spesa di tasca propria dei cittadini. Una persona cosa si aspetterebbe? Che l'out of
09:37pocket sia maggiore nelle regioni dove il servizio sanitario, dove i servizi sono più
09:42deboli, quindi al sud. In realtà la spesa out of pocket è maggiore nelle regioni del
09:47nord, per esempio in Lombardia, tocca picchi più alti delle altre regioni. Quindi cosa vuol
09:52dire? Che non sempre una grande offerta sanitaria è sinonimo di appropriatezza. Ecco questa cosa
09:59qui. Anzi, hanno visto che dove là ci sono più attori, magari privati privati, privati
10:05convenzionati insieme al pubblico, dove c'è questo mercato della medicina che va ad offrire
10:13prestazioni su prestazioni, c'è questo aumento anche della spesa out of pocket. Quindi lì
10:18si deve ragionare sull'appropriatezza e su spesso e volentieri anche tanti esami inutili
10:23che vengono prescritti, che veramente insomma non rientrano poi in tutta quella che è la
10:30prevenzione, ma invece rientrano in un mercato selvaggio della medicina, ecco che va a proprio
10:36mettere sullo stesso piano tanti attori che partecipano senza delle linee guida di indirizzo
10:43ben precise. Ecco a proposito di esami inutili, c'è il capitolo della prevenzione, no? In cui
10:51tu ovviamente scrivi che la prevenzione non è tanto o quantomeno non è solo esami sanitari,
10:59esami medici, che ce ne sono tantissimi di varia tipologia, più o meno invasivi, ma è
11:06strettamente legata piuttosto alla qualità della vita. Come sei arrivata a questa tua teoria e
11:14soprattutto quali sono, diciamo, le tipologie di prevenzione su cui tu hai maggiori dubbi?
11:25Allora, assolutamente, diciamo che la prevenzione è una materia che dovrebbe essere insegnata a
11:32partire dalle scuole dell'obbligo e dovrebbe proprio entrare nella nostra concezione poi di
11:39vivere la vita, perché io poi anche da infermiera di terapia intensiva, insomma, vedendo anche tante
11:46situazioni disperate, mi sono proprio resa conto che non conta tanto allungare la vita, ma quello
11:53che deve interessare è allungare la qualità della vita, no? Cioè non dare anni, ma qualità. E noi
12:02abbiamo dei dati, cioè come qualità di vita, noi ci difendiamo, abbiamo una qualità di vita molto alta,
12:08siamo tra i primi cinque nella top five, insomma, mondiale sulla qualità di vita. Scendiamo di
12:14tanti, tanti posti sulla qualità di vita sana. Ecco, ed è lì che dobbiamo invece andare ad agire
12:22fin da subito, fin proprio dall'educazione. Ecco, io direi, si chiama l'educazione allo stile di vita,
12:29allo stile di vita sano. È anche vero che io l'ho voluta distaccare questo concetto di educazione
12:36dal concetto di premialità, perché spesso e volentieri io in molti, anche programmi politici,
12:43c'è questo concetto di premialità, ovvero tu ti comporti bene, è uno stile di vita più sano,
12:47quindi io poi ti premio come servizio sanitario. Ok, è sbagliato, perché comunque bisogna sempre
12:55ragionare in welfare, quindi è in punto di partenza, perché è ovvio che una persona appartenente a una
13:02fascia socio-economica più bassa avrà meno accesso magari a uno stile di vita sano, perché avrà
13:07accesso a un cibo meno sano, quindi magari non potrà fare attività fisica, vivrà in zone magari
13:16periferiche più inquinate, quindi ci sono tutti questi elementi che in realtà devono essere presi
13:22in considerazione e rientrano un po' in quello che dovrebbe essere uno stato sociale forte,
13:27in un concetto di welfare che si è perduto. Spesso e volentieri io sento dire dalle persone
13:34ah ma preferisco farmi l'esame all'ambulatorio privato perché faccio prima, mi va a costare
13:41uguale e ho i risultati il giorno dopo e questa persona magari è incurante del fatto che al momento
13:51magari si tratta di 30 euro per un esame del sangue, poi possono diventare 300, possono diventare
13:573.000, possono diventare 30.000, possono diventare 300.000 ecco e quindi insomma anche andare a capire
14:04la preziosità del sistema, degli elementi che compongono il sistema e tornando nell'ambito
14:10della prevenzione noi comunque abbiamo degli screening che sono gli screening comunque mammografico per
14:17esempio con un retto, abbiamo tutti questi screening gratuiti per la nostra popolazione,
14:22purtroppo i dati che fanno paura da un certo punto di vista è la non aderenza anche in alcune
14:30regioni di tanta popolazione a questi screening, quindi lì sbagliamo forse a educare, deve esserci
14:37una rete territoriale più forte, i medici di famiglia, gli infermieri di famiglia dovrebbero
14:41ma anche a partire dalle, cioè io propongo sempre l'idea della scuola che dovrebbe essere un po'
14:46il terreno di questo tipo di prevenzione. Ma la sanità pubblica italiana è sempre stata molto
14:55ammirata soprattutto prima della pandemia, prima del covid, poi con il covid sono venute fuori tutta
15:04una serie di criticità, ma da quando il covid si è diciamo tra virgolette, non diciamo che è
15:09scomparso, ma quantomeno si è di grandissima parte attenuato. Cosa è stato fatto? Cioè nuovi
15:19reparti, nuovi ospedali, nuove strutture specializzate, cosa è stato fatto per non ritrovarsi di nuovo
15:30a ripetere gli stessi errori? Allora il covid diciamo che in realtà è andato ovviamente ad assorbire
15:42delle risorse, infatti quasi tutti i soldi distanziati nel fondo dal conte 2 sono stati assorbiti dalla
15:50crisi pandemica. Martina scusami, fermo restando l'eccezionalità dell'evento, perché non è che una
15:57pandemia avviene tutti gli anni, però può avvenire come paradossalmente, uno spera sempre di no,
16:03può avvenire una guerra, possono avvenire tanti altri fattori. Cosa è stato fatto? Cosa è migliorata
16:09la sanità pubblica italiana? Sì, io volevo dire appunto che il covid è andato ad assorbire questi
16:17fondi distanziati, ma le problematiche ecco non è andato a peggiorare una situazione. In realtà le
16:26problematiche che poi sono scoppiate erano già presenti tutte prima. Noi eravamo già sotto organico,
16:34noi prima dell'avvento pandemico eravamo già sotto organico di tantissime unità infermieristiche
16:40per esempio e di medici proprio nelle branche specialistiche dell'emergenza e urgenza e del
16:45territorio. Ecco diciamo che la pandemia poi ha reso visibili queste carenze su cui non si è mai
16:54pensato di investire poi strutturalmente, no? Siamo sempre andati un po' avanti per forza
16:58di inerzia perché comunque siamo un sistema come detto tu resiliente, la preparazione degli
17:04operatori sanitari comunque italiana è molto alta, ha degli standard molto alti, infatti ci vogliono
17:11da tanti paesi europei, anche tanti colleghi infermieri stanno emigrando proprio per un
17:15riconoscimento professionale delle competenze che qua in Italia non avviene e quindi c'è tutte
17:22queste problematiche le ha fatte esplodere, le ha portate un po' alla luce, le ha portate
17:25anche all'opinione pubblica e ecco io mi aspettavo forse, diciamo che non è cambiato
17:31niente in meglio, io mi aspettavo un miglioramento, mi aspettavo proprio un'ottica di importanza
17:36della serie. Iniziamo ad investire sul settore che conta veramente, sanità, istruzione, che poi
17:44sono questi, i pilastri, no? E invece poi evidentemente non ci ha insegnato niente questa
17:52la lezione della pandemia, nemmeno a farci ragionare un po' in ottica One Health, quindi
17:57una sola salute, io ci punto, ci tengo sempre a considerare l'importanza di questo tipo di
18:04ragionamento, cioè la pandemia era proprio il case report, cioè l'insegnamento perfetto
18:09perché ha messo in interconnessione il mondo umano con il mondo ambientale e con il mondo
18:15animale, cioè è proprio l'esempio perfetto di come l'uomo non debba insomma andare anche
18:21ad invadere ecosistemi non suoi, come dobbiamo imparare a convivere anche con gli altri esseri
18:29che abitano il mondo. Pensiamo alla prossima pandemia che sarà quella delle antibiotico-resistenze,
18:34sarà la peggiore e già sta facendo moltissimi morti e noi siamo i primi per morti d'antibiotico-resistenza
18:42in Europa, questo è un dato agghiacciante. Proviamo adesso in chiusura di intervista ad essere
18:48propositivi, tu da dentro una struttura ospedaliera, quali soluzioni ti senti di poter proporre o comunque
19:02sia di poter, su cui poter riflettere? Allora sicuramente una delle necessità che noi abbiamo
19:07è sull'organico, sugli aumenti di organico, assolutamente deve essere investito capitale
19:16sul personale perché ecco anche i fondi poi del PNRR vanno sempre ad investire sulle strutture,
19:22si pensa magari a ristrutturare il distretto per farci la casa di comunità nuova, spesso e volentieri
19:28si tinteggia, si mette il ponteggio, ma non si pensa poi a quello che fa andare avanti la struttura
19:33che è il personale che ci lavora dentro. Quindi anche aumenti di stipendi? Esatto, l'investimento
19:39innanzitutto può assumere assunzioni, quindi questo blocco ai tetti di spesa sul personale sanitario,
19:45quindi assumere più personale sanitario per fare questo, si dovrebbe arrivare a un giusto finanziamento
19:50del fondo sanitario, quindi almeno un minimo del 7% sul prodotto interno lordo degli investimenti
19:57sul fondo, quindi andare a aumentare proprio le unità di personale, andare ad evitare lo stress
20:04sul personale già che rimane comunque, che resiste perché poi se gli si chiede di fare
20:09straordinario, se si spreme, se si va a spremere la risorsa umana poi cosa succede? Arriva il
20:15burnout, quindi i professionisti abbandonano il sistema o i professionisti fuggono dall'estero
20:24oppure strutture private. Esatto, fuggono dalle aziende pubbliche perché c'è proprio appunto
20:30questa non curanza verso il personale che è dato per scontato. Facciamo un lavoro che è un lavoro
20:36di cura, di presa in carico, non abbiamo sotto le mani dei documenti, delle schede o degli oggetti,
20:43abbiamo delle persone e a tutti gli effetti se non ci si prende cura di chi si deve prendere cura
20:50degli altri, poi il sistema crolla, non ci si può appoggiare sulla nostra buona fede o sul sempre
20:58devi farlo come missione, ok non è una missione, è un lavoro, va riconosciuto. Io dico sempre non siamo
21:05degli eroi perché gli eroi hanno i superpoteri, noi siamo dei professionisti, abbiamo le competenze e
21:11queste competenze devono essere riconosciute e ben pagate.