00:06Una domenica di grande sport in tv imponeva una scelta tra eventi in diretta oppure opportunamente
00:13registrati o vissuti un po' dal buco della serratura se vogliamo definire così gli squarci
00:18di tempo regalati dai cambi di campo a Monte Carlo. Sinner al Carazzi da una parte, Parma-Napoli con
00:25la sua influenza sulla lotta a scudetto dall'altra, ma alla fine ha goduto il terzo. Nel senso che
00:31quando è stato chiaro che la Paris-Giroubaix sarebbe stata fino in fondo un testa a testa
00:36fra Tadei Pogacar e Wout Van Aert, il telecomando ha smesso di funzionare. Non cambiava più.
00:43Rapito dalla prospettiva che il favoloso Pogacar completasse la sua collezione di classiche,
00:48la Roubaix è l'ultima che gli manca, ma sedotto anche di più dalla possibilità che Van Aert
00:54il ciclista col peggior rapporto talento-risultati, nel senso che ha vinto molto meno di quanto
01:01avrebbe meritato, trovasse la giornata di grazia nel confronto con l'avversario più forte e sul
01:08terreno più duro, il pavè della Paris-Giroubaix. Quando sbagliamo molte cose, quando perdiamo
01:15molte occasioni, quando la sfortuna si accanisce contro di noi nei momenti più delicati, e tutto
01:21questo a Van Aert è successo, occorre un traguardo altissimo per invertire la tendenza negativa,
01:29qualcosa che nella sua impossibilità riesca a pareggiare tutto il possibile che ci siamo
01:36lasciati alle spalle irrealizzato. A questo deve aver pensato il campione belga, che ha un motore da
01:45corso di un giorno e dunque non compete per vincere i giri a intorno, dove aiuta piuttosto i suoi
01:50capitani. A questo, dicevo, deve aver pensato per resistere le fiammate di Pogacar, che intuiva di
01:58non doversi portare l'avversario fin dentro il velodromo di Roubaix, perché per quanto confuso
02:04nella polvere di quelle strade di campagna, intravedeva un destino finalmente favorevole al
02:09Calimero Bette. E così è stato. Van Aert è scattato dalla seconda posizione a metà del rettilineo,
02:17opposto al traguardo, e Pogacar, l'imbattibile Pogacar, gli è resistito per pochi metri. Poi c'è stato
02:24spazio soltanto per le lacrime di Wout con i suoi cari, con i suoi compagni. Sei anni dopo la Milano
02:32-Sanremo,
02:32che doveva essere la prima classica di una lunga serie, e invece fino a ieri era stata seguita
02:39soltanto da un numero impressionante di secondi posti. Al Mondiale, due volte, all'Olimpiade,
02:45la stessa Roubaix, al Fiandre, più un terzo posto alla Liege. Quando il telecomando ha ripreso
02:51a funzionare, Yannick Sinner stava gestendo la seconda rimonta del giorno, perché anche nel secondo
02:56set, come era successo all'inizio del primo, era finito sotto di un break. Problema risolvibile. E' risolto.
03:03In questo periodo storico, la rivalità tra Sinner e Alcarazza rappresenta meglio di qualsiasi
03:09altra l'essenza dello sport. Quello che fa di un rivale acerrimo il tuo alleato più prezioso,
03:16perché ti costringe non solo a dare sempre il meglio, ma ad aggiungere ogni volta qualcosa,
03:22perché l'altro sta facendo lo stesso. Ieri Yannick ha vinto il terzo torneo 1000 della stagione.
03:28Stiamo parlando di tornei consecutivi, che era anche il primo 1000 sulla terra battuta.
03:33Ha vinto il primo confronto dell'anno contro Alcarazza e si è ripreso il numero uno del mondo,
03:39perduto lo scorso settembre a New York.
03:42Se Van Aert ci commuove, Sinner ci esalta.
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