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  • 2 giorni fa
Una domenica di grande sport in tv imponeva una scelta, tra eventi in diretta, opportunamente registrati, o vissuti un po’ dal buco della serratura, se vogliamo definire così gli squarci di tempo regalati dai cambi di campo a Montecarlo. Sinner-Alcaraz da una parte, Parma-Napoli con la sua influenza sulla lotta scudetto dall’altra, e alla fine il terzo ha goduto. Nel senso che quando è stato chiaro che la Parigi-Roubaix sarebbe stata fino in fondo un testa a testa fra Tadej Pogacar e Wout Van Aert, il telecomando ha smesso di funzionare. Non cambiava più. Rapito dalla prospettiva che il favoloso Pogacar completasse la sua collezione di Classiche - la Roubaix era l’ultima che gli mancava - ma sedotto anche di più dalla possibilità che Van Aert, il ciclista col peggior rapporto talento/risultati (nel senso che ha vinto molto meno di quanto avrebbe meritato), trovasse la giornata di grazia nel confronto con l’avversario più forte, e sul terreno più duro. Il pavé della Parigi-Roubaix.Quando sbagliamo molte cose, quando perdiamo molte occasioni, quando la sfortuna si accanisce contro di noi nei momenti più delicati - e tutto questo a Van Aert è successo - occorre un traguardo altissimo per invertire la tendenza negativa, qualcosa che nella sua impossibilità riesca a pareggiare tutto il possibile che ci siamo lasciati alle spalle irrealizzato. A questo deve aver pensato il campione belga, che ha un motore da corse di un giorno e dunque non compete per vincere i Giri e i Tour, dove aiuta piuttosto i suoi capitani, a questo deve aver pensato per resistere alle fiammate di Pogacar, che intuiva di non doversi portare l’avversario fin dentro il velodromo di Roubaix, perché per quanto confuso nella polvere di quelle strade di campagna intravvedeva un destino finalmente favorevole al Calimero belga. E così è stato. Van Aert è scattato dalla seconda posizione a metà del rettilineo opposto al traguardo, e Pogacar - l’imbattibile Pogacar - gli ha resistito per pochi metri. Poi c’è stato spazio soltanto per le lacrime di Wout con i suoi cari, sei anni dopo la Milano-Sanremo che doveva essere la prima classica di una lunga serie, e invece fino a ieri era stata seguita soltanto da un numero impressionante di secondi posti: al Mondiale due volte, all’Olimpiade, alla stessa Roubaix, al Fiandre, più un terzo alla Liegi.Quando il telecomando ha ripreso a funzionare, Jannik Sinner stava gestendo la seconda rimonta del giorno, perché anche nel secondo set, com’era successo all’inizio del primo, era finito sotto di un break. Problema risolvibile: in questo periodo storico la rivalità fra Sinner e Alcaraz rappresenta meglio di qualsiasi altra l’essenza dello sport, quello che fa di un rivale acerrimo il tuo alleato più prezioso, perché ti costringe non solo a dare sempre il meglio, ma ad aggiungere ogni volta qualcosa perché l’altro sta facendo lo stesso. Ieri Jannik ha vinto il terzo torneo 1000 della stagione, e stiamo parlando di tornei consecutivi, il primo 1000 sulla terra battuta, ha vinto il primo confronto dell’anno contro Alcaraz e si è ripreso il numero uno del mondo perduto lo scorso settembre a New York. Se Van Aert ci commuove, Sinner ci esalta.

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00:06Una domenica di grande sport in tv imponeva una scelta tra eventi in diretta oppure opportunamente
00:13registrati o vissuti un po' dal buco della serratura se vogliamo definire così gli squarci
00:18di tempo regalati dai cambi di campo a Monte Carlo. Sinner al Carazzi da una parte, Parma-Napoli con
00:25la sua influenza sulla lotta a scudetto dall'altra, ma alla fine ha goduto il terzo. Nel senso che
00:31quando è stato chiaro che la Paris-Giroubaix sarebbe stata fino in fondo un testa a testa
00:36fra Tadei Pogacar e Wout Van Aert, il telecomando ha smesso di funzionare. Non cambiava più.
00:43Rapito dalla prospettiva che il favoloso Pogacar completasse la sua collezione di classiche,
00:48la Roubaix è l'ultima che gli manca, ma sedotto anche di più dalla possibilità che Van Aert
00:54il ciclista col peggior rapporto talento-risultati, nel senso che ha vinto molto meno di quanto
01:01avrebbe meritato, trovasse la giornata di grazia nel confronto con l'avversario più forte e sul
01:08terreno più duro, il pavè della Paris-Giroubaix. Quando sbagliamo molte cose, quando perdiamo
01:15molte occasioni, quando la sfortuna si accanisce contro di noi nei momenti più delicati, e tutto
01:21questo a Van Aert è successo, occorre un traguardo altissimo per invertire la tendenza negativa,
01:29qualcosa che nella sua impossibilità riesca a pareggiare tutto il possibile che ci siamo
01:36lasciati alle spalle irrealizzato. A questo deve aver pensato il campione belga, che ha un motore da
01:45corso di un giorno e dunque non compete per vincere i giri a intorno, dove aiuta piuttosto i suoi
01:50capitani. A questo, dicevo, deve aver pensato per resistere le fiammate di Pogacar, che intuiva di
01:58non doversi portare l'avversario fin dentro il velodromo di Roubaix, perché per quanto confuso
02:04nella polvere di quelle strade di campagna, intravedeva un destino finalmente favorevole al
02:09Calimero Bette. E così è stato. Van Aert è scattato dalla seconda posizione a metà del rettilineo,
02:17opposto al traguardo, e Pogacar, l'imbattibile Pogacar, gli è resistito per pochi metri. Poi c'è stato
02:24spazio soltanto per le lacrime di Wout con i suoi cari, con i suoi compagni. Sei anni dopo la Milano
02:32-Sanremo,
02:32che doveva essere la prima classica di una lunga serie, e invece fino a ieri era stata seguita
02:39soltanto da un numero impressionante di secondi posti. Al Mondiale, due volte, all'Olimpiade,
02:45la stessa Roubaix, al Fiandre, più un terzo posto alla Liege. Quando il telecomando ha ripreso
02:51a funzionare, Yannick Sinner stava gestendo la seconda rimonta del giorno, perché anche nel secondo
02:56set, come era successo all'inizio del primo, era finito sotto di un break. Problema risolvibile. E' risolto.
03:03In questo periodo storico, la rivalità tra Sinner e Alcarazza rappresenta meglio di qualsiasi
03:09altra l'essenza dello sport. Quello che fa di un rivale acerrimo il tuo alleato più prezioso,
03:16perché ti costringe non solo a dare sempre il meglio, ma ad aggiungere ogni volta qualcosa,
03:22perché l'altro sta facendo lo stesso. Ieri Yannick ha vinto il terzo torneo 1000 della stagione.
03:28Stiamo parlando di tornei consecutivi, che era anche il primo 1000 sulla terra battuta.
03:33Ha vinto il primo confronto dell'anno contro Alcarazza e si è ripreso il numero uno del mondo,
03:39perduto lo scorso settembre a New York.
03:42Se Van Aert ci commuove, Sinner ci esalta.
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