00:06La Milano Sanremo è chiamata da sempre la classicissima di primavera perché nel
00:10calendario del ciclismo è la prima grande prova dell'anno e il suo status di classica monumento
00:17potremmo definire le cinque gambe di uno slam delle corse di un giorno Sanremo, Fiandre,
00:24Roubaix, Liegi e Lombardia. Ecco questo status ne fa la gara che indirizza un'intera stagione.
00:31Quest'anno poi la corsa quasi coincide con l'equinostro di primavera che è stato ieri e
00:36dunque il suo abbraccio alla bella stagione, il meteo e annunciato clemente, non potrebbe essere
00:41più reale. Non solo. Nelle poche, troppo poche volte in cui ho fatto parte della carovana la
00:49discesa dal passo del Turchino con la prima visione del mare di Liguria era una veranda
00:55che si apriva sull'estate. Un voltarpagina dall'inverno dei cattivi pensieri alla stagione
01:00della leggerezza e il fruscio da giro d'aria che fa un gruppo di ciclisti in discesa ne
01:06è la perfetta colonna sonora. Arte in movimento. Non saranno così aulici oggi i pensieri di
01:12Tadej Pogacar, il fuoriclasse sloveno che ha stravinto quasi tutto ciò che c'è da vincere
01:18nel suo sport. Nessuno dubita più che siamo dalle parti di Fausto Coppi ed Eddie Merckx,
01:25a cui la Sanremo continua a resistere e siamo ormai al sesto tentativo. Pogacar ha già detto
01:31che baratterebbe volentieri la vittoria di un quinto Tour de France con il primo successo
01:36a Sanremo e alla Roubaix, i monumenti che gli mancano per completare la collezione. È annunciato
01:43in gran forma e avrà al suo fianco il formidabile Isaac del Toro, il giovane messicano destinato
01:50a raccoglierne un giorno l'eredità. Pogacar ha 27 anni e del Toro 22. Ma che non si stufi
01:57prima e provi a cambiare squadra per dargli battaglia subito. Ecco, malgrado la gerarchia
02:03della Emirates non sia in discussione, qualsiasi mossa avrà sempre la vittoria dello sloveno
02:09come obiettivo, una coppia del genere permette le più stuzzicanti varianti tattiche e soprattutto
02:16il pressing sulla cipressa, la penultima asperità della gara, che serve a scremare il numero dei
02:22candidati all'impresa sul polvo. La Milano Sanremo fa parte del mito per le sue caratteristiche
02:27di estrema semplicità. È la corsa più lunga, perché 298 km non li fai nemmeno nel mondiale,
02:35e la selezione viene decisa innanzitutto da questa durata, che appesantisce le gambe in
02:41silenzio con la collaborazione chiassosa di tre salite. La prima è il già citato passo
02:46del Turchino, la salita più lunga ma ancora lontana dal traguardo. La seconda è la cipressa,
02:53breve, ma a 25 km dal rettilineo finale. La terza è il Poggio, brevissima, una pugnalata
03:01finale a 9 km da via Roma. La Sanremo si risolve spesso lì, quando il gioco dell'attesa ha
03:07cucinato per bene gambe e teste, e un attacco affrettato o una risposta esitante possono perderti
03:15per sempre. Prima di accendere la tv, date un'occhiata allo stupendo finale dell'anno scorso, con
03:22Matteo e Van der Poel e Pogacar, scappati in cima al Poggio e ripresi a un chilometro
03:28dal traguardo da Filippo Ganna, il formidabile inseguitore azzurro. Il seguitore nel vero
03:33senso della parola. In volata fece secondo dietro Van der Poel. Se oggi arrivano di nuovo
03:39loro tre, non è detto che finisca ancora così.
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