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  • 4 mesi fa
Fra tutte le emozioni di cui ci alimentiamo guardando con passione lo sport, credo che vincere un gran premio di Formula Uno sia tra le più distanti dalla normalità, quindi tra le meno immaginabili. Andrea Kimi Antonelli ha comandato la corsa di Shanghai dal primo all’ultimo giro, gli è bastato superare una volta Hamilton - più lesto alla partenza - per guidare un’ora e mezza senza avere nessuno davanti. Ha vinto alla maniera dei grandi, perché ne abbiamo visti di gran premi dominati da Verstappen, o dallo stesso Hamilton, senza concedere nulla come ha fatto ieri Kimi: pole position, giro più veloce, vittoria. Una tripletta che nessun pilota italiano aveva più realizzato dopo Alberto Ascari nel 1953, e qui siamo oltre i confini del mito. Ma naturalmente non è questo, a marcare la distanza di cui dicevo prima.Mi spiego. Antonelli ha dimostrato di potersi tenere dietro Russell, e di essere quindi un candidato credibile ad altre vittorie. Magari, chissà, persino al titolo mondiale. La Mercedes è visibilmente la macchina migliore, con un margine sull’ottima Ferrari e una voragine su tutte le altre. Però per parlare di questo, il tema sportivo, avremo tutta la stagione. Ciò che ieri ha fatto la differenza nell’immaginario collettivo, e siamo al tema umano, è l’età del vincitore. Antonelli ha 19 anni, e il fatto che se ne parli come di un fenomeno raro dal giorno in cui ha messo il naso nel paddock non riduce la meraviglia per la rapidità dei suoi progressi. Che poi è stato un errore, l’unico del suo week end cinese, a certificare che stiamo davvero parlando di un ragazzo di 19 anni: quelle ruote bloccate - per distrazione o rilassatezza - alla penultima curva del penultimo giro, la freddezza con la quale ha gestito il “lungo”, il modesto pedaggio di due secondi lasciati a fronte dei nove che aveva di vantaggio su Russell. La dichiarazione ufficiale ai microfoni, “mi è venuto un piccolo infarto” e quella più confidenziale e ruspante a Stefano Domenicali nel backstage, “mi sono cagato addosso”, bellissima perché rivelatrice come nessun’altra dell’emozione provata. Breve, terrorizzante, molto molto umana.Ci sono storie infinite dentro a questa vittoria, quella del padre Marco che l’ha allevato alle corse, della madre Veronica che l’ha tenuto legato alla scuola e a una vita il più possibile normale, quella di Toto Wolff che è un mentore astuto, determinato e gentile, il che ce lo rende sinceramente simpatico anche se è il più terribile degli avversari della Ferrari. La Ferrari, già. Shanghai ci ha regalato un duello magnifico tra Hamilton e Leclerc, un confronto feroce ma leale che ha esaltato entrambi i piloti, e che è stato saggiamente non governato da Vasseur: non si possono fare gerarchie al secondo gran premio ma è giusto confidare sull’intelligenza dei due piloti, sulla capacità di mantenere un minimo margine di sicurezza anche all’interno di un duello rusticano. Ed è quello che è successo. Verranno tempi in cui ci divideremo - è accaduto in passato, e sono state rivalità pesanti - tra tifosi della Ferrari e tifosi del campione italiano che corre per una casa estera. Verranno tempi, ma questo non è ancora il momento. Oggi si gode soltanto.

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00:06fra tutte le emozioni di cui ci alimentiamo guardando con passione lo sport credo che
00:11vincere un gran premio di formula 1 sia tra le più distanti dalla normalità quindi tra le meno
00:17immaginabili andrea chimi antonelli ha comandato la corsa di shanghai dal primo all'ultimo giro
00:23gli è bastato superare una volta emilton più lesto alla partenza per guidare un'ora e mezza
00:29senza avere nessuno davanti ha vinto la maniera dei grandi perché ne abbiamo visti di gran premi
00:34dominati da verstappen o dallo stesso emilton senza concedere nulla come ha fatto ieri chimi pole
00:42position giro più veloce vittoria una tripletta che nessun pilota italiano aveva più realizzato dopo
00:49alberto ascari nel 1953 e siamo direi oltre i confini del mito ma naturalmente non è questo
00:58a marcare la distanza cui dicevo prima mi spiego antonelli ha dimostrato di potersi tenere dietro
01:07russell e di essere quindi un candidato credibile ad altre vittorie magari chissà persino al titolo
01:13mondiale la mercedes è visibilmente la macchina migliore con un margine sull'ottima ferrari e una
01:20voragine su tutte le altre però per parlare di questo che è il tema sportivo avremo tutta la
01:26stagione ciò che ieri ha fatto la differenza nell'immaginario collettivo siamo al tema umano
01:33e l'età del vincitore antonelli ha 19 anni e il fatto che se ne parli come di un fenomeno
01:40raro dai
01:41giorni in cui ha messo il naso nel paddock non riduce la meraviglia per la rapidità dei suoi
01:46progressi che poi è stato un errore l'unico del suo weekend cinese a certificare che stiamo
01:54davvero parlando di un ragazzo di 19 anni quelle ruote bloccate per distrazione o rilassatezza la
02:00penultima curva del penultimo giro la freddezza con la quale ha gestito il lungo il modesto pedaggio
02:08di due secondi lasciati a fronte dei nove che aveva di vantaggio su rassi la dichiarazione
02:14ufficiale ai microfoni mi è venuto un piccolo infarto e quella più confidenziale e ruspante
02:20a stefano dominicali nel backstage mi sono cagato addosso bellissima perché è ribellatrice come
02:26nessun'altra dell'emozione provata breve terrorizzante molto molto umana ci sono storie infinite dentro
02:35questa vittoria quella del padre marco che l'ha allevato alle corse della madre veronica che l'ha
02:41tenuto legato alla scuola è una vita il più possibile normale quella di toto wolf che è un
02:47mentore astuto determinato e gentile il che ce lo rende sinceramente simpatico anche se è il più
02:53terribile degli avversari della ferrari la ferrari già shanghai ci ha regalato un duello magnifico tra
03:01emilton e leclerc un confronto feroce ma leale che ha esaltato entrambi i piloti e che è stato
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