00:06Era tarda notte in Italia, ieri, quando Luciano Darderi aveva finalmente ragione del tedesco
00:11Anfman, 7-6, 7-5, nella finale del torneo di Santiago e portava al tennis italiano il
00:18secondo titolo ATP della domenica, dopo che Flavio Cobolli, una ventina di ore prima,
00:23aveva chiuso in tre set ad Acapulco, in Messico, battendo l'americano Tiafo e alzando il primo
00:29trofeo del giorno. E non basta. Nella lontana Puna, in India, sempre domenica Federico Cina,
00:37che è la grande speranza del nostro tennis, ha vinto il suo primo titolo Challenger,
00:42che è il marchio minore dell'ATP, completando un primo marzo da incorniciare. Cobolli, che ha 23 anni,
00:50da ieri mattina è il numero 14 del mondo, sono uscite le nuove classifiche. Darderi, che di anni
00:56ne ha 24, è salito al numero 18. Cina, da poco maggiorenne, domenica sera era il numero 183. Nella
01:05classifica uscita ieri è 198 perché ha dovuto scartare qualche punto, ma comunque è entrato nei
01:10primi duecento per la prima volta. Sono risultati straordinari. L'Italia non ha mai avuto tre tennisti
01:17nei primi quindici o quattro nei primi venti. E siccome il fenomeno, leggi Sinner, può nascere
01:24ovunque, ma una quantità di talento del genere si coltiva e si sviluppa, il grande lavoro della
01:30federazione risulta evidente. Ieri notte, osservando le potenti diagonali di Darderi
01:36sgretolare poco a poco la resistenza di Hanfman, capitava di incrociare spesso in video un signore
01:43dai capelli bianchissimi, in tribuna, che il telecronista ci informava di essere Jaime
01:48Figliol, il campione cileno degli anni 70, che gli azzurri affrontarono nella mitica finale
01:55di Coppa Davis di Santiago 76, l'unica vinta dall'Italia prima della Serie D3 tuttora aperta
02:02di questo periodo storico. Di recente abbiamo parlato molto di quella squadra di Davis, anche
02:06grazie alla stupenda docu-serie di Domenico Procacci. E il volto rugoso di Figliol, che alla
02:12vigilia, ricordo, era uno spauracchio e invece perse entrambi i singolari da Panata e Barazzuti
02:17e nel doppio si arrese a Panata e Bertolucci, faceva pensare a quanto tempo fosse passato.
02:24Ci sentivamo forti per una Coppa Davis all'epoca. E perché quell'anno Panata aveva vinto Roma
02:30e Parigi, il torneo di casa e la gamba dello slam che, giocandosi sulla terra battuta, era
02:36considerata l'unica alla portata degli italiani. Come adesso testimoniavano i due titoli vinti
02:42lì in precedenza da Riccola Pietrangelo. Per capire l'evoluzione di questo sport occorre
02:48fare mente locale sul fatto che Roland Garros oggi sia l'obiettivo dichiarato della stagione
02:54di Sinner. Perché? Perché quello sulla terra battuta è l'unico torneo degli slam che non
03:00ha ancora vinto. Ha vinto sul cimento, ha vinto sull'erba, non sulla terra battuta.
03:05A proposito di Sinner, questa settimana torna in campo a Indian Wells, dopo che le sconfitte
03:10in Australia da Djokovic e in Qatar da Mensik hanno aperto il 2026 in un modo al quale non
03:16eravamo più abituati. Perché si fa presto a dare per scontato quello che non può mai
03:21esserlo, ovvero l'eccellenza assoluta. Sette gli italiani in tabellone, fra loro anche
03:27Lorenzo Musetti, di ritorno dall'infortunio australiano, il doloroso ritiro nei quarti
03:33di finale contro Djokovic quando era avanti 2-7-0. Sarà la testa di serie numero 5, mentre
03:41fuori dal seeding gli italiani in campo, gli altri italiani, saranno Berrettini, Bellucci
03:45e Arnaldi. Insomma, non ci facciamo mancare niente.
03:51Grazie.
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