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  • 2 giorni fa
Jannik Sinner ha vinto ieri contro il danese Elmer Moller la sua 19esima partita consecutiva, portando il record del 2026 a 26 successi e 2 sconfitte. Si è così qualificato agli ottavi di finale del torneo di Madrid, quarto ATP 1000 della stagione, e gli altri tre gli sono finiti in tasca: Indian Wells, Miami, Montecarlo. Uniti al torneo di Parigi-Bercy dello scorso novembre fanno già quattro 1000 consecutivi, e siccome nessuno ne ha mai vinti cinque di fila l’extra motivazione per trionfare anche a Madrid è bell’e servita. Non sarà un problema trovarla nemmeno nei prossimi due tornei: Roma, dove Jannik non ha mai vinto e per ovvi motivi è attesissimo, e Roland Garros, l’ultima gamba dello Slam che gli manca, il grande obiettivo stagionale dichiarato.Quando parliamo di Sinner la tendenza a stilare degli elenchi è irresistibile, perché non è mai esistito nella storia dello sport italiano un simile vincitore seriale. Naturalmente il fatto che sia un tennista - e dunque un atleta da circa 80 partite all’anno - aiuta. Per citare i fenomeni ai quali abitualmente lo accostiamo, fra slalom e gigante Alberto Tomba gareggiava una ventina di volte a stagione, più o meno quanti erano i gran premi annuali di Valentino Rossi. È la stessa unità di misura di Sinner, una ventina di tornei, ma ciascuno di loro contiene 5, 6, 7 partite. E occorre fare mente locale per apprezzare la straordinarietà di un dato: il 90 per cento di queste partite danno la sensazione di essere vissute come un altro giorno in ufficio. Jannik le affronta con grandissima serietà per non avere sorprese, e questo è parte integrante del suo valore, ma la sua superiorità è talmente netta da mangiarsi un bel po’ di pathos. L’altro giorno a Madrid, primo turno contro il francese Bonzi, ha perso il primo set, un’autentica rarità statistica visto che era la seconda volta che gli succedeva in questa serie aperta di 19 vittorie. Gli è servito per stringere i bulloni, nel senso che occorreva adeguare i colpi all’altitudine della capitale spagnola, e filarsela senza altri problemi verso la vittoria in tre set.Sinner risulta del tutto credibile, quindi, quando dice che l’assenza di Carlos Alcaraz sia un momento triste per il tennis, e che la competizione col campione spagnolo renda tutto più bello anche per lui. Non è soltanto sportività, della quale l’altoatesino è comunque dotatissimo, c’entra anche l’esigenza di avere almeno un rivale all’altezza, qualcuno battibile soltanto a prezzo di una grande prestazione, e se ci perdi non hai sorpreso né tanto meno deluso nessuno perché ci può stare, è un equilibrio che va a periodi, l’anno scorso Carlos ha vinto quattro volte su sei, mentre fra ATP Finals e Montecarlo Sinner è in serie aperta da due. E dunque, in una situazione che è chiaramente controintuitiva, il vantaggio di poter vivere la stagione sulla terra rossa senza l’unico giocatore col quale vai in campo 50 e 50 è compensato dalla pesantezza di andare in campo sempre e comunque da gran favorito. Sono mind games, giochi mentali, ma anche la conferma di quanto un avversario formidabile costituisca una ricchezza.

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00:06Yannick Sinner ha vinto ieri contro il danese Elmer Müller la sua diciannovesima partita
00:12consecutiva, portando il record del 2026 a 26 successi e 2 sconfitte. Si è così qualificato
00:19agli ottavi di finale del torneo di Madrid, quarto ATP 1000 della stagione, e gli altri tre gli sono
00:25finiti in tasca Indian Wells, Miami, Monte Carlo. Uniti al torneo di Parigi Bercy dello scorso
00:31novembre fanno già 4.000 consecutivi e siccome nessuno ne ha mai vinto 5 di fila, l'extra motivazione
00:39per trionfare anche a Madrid è bella e servita. Non sarà un problema trovarla nemmeno nei prossimi
00:46due tornei, Roma, dove Yannick non ha mai vinto e per ovvi motivi è artesissimo, e Roland Garros,
00:53l'ultima gamba dello slam che gli manca, il grande obiettivo stagionale dichiarato.
00:59Quando parliamo di Sinner la tendenza a stilare degli elenchi è irresistibile, perché non è mai
01:05esistito nella storia dello sport italiano un simile vincitore seriale. Naturalmente il fatto
01:11che sia un tennista e dunque un atleta da circa 80 partite all'anno aiuta, per citare i fenomeni ai
01:18quali
01:19abitualmente lo accostiamo, fra slalom e gigante Alberto Tomba gareggiava una ventina di volte
01:25a stagione, più o meno quanti erano i gran premi annuali di Valentino Rossi, e la stessa unità di
01:31misura di Sinner una ventina di tornei, ma ciascuno di loro contiene 5, 6, 7 partite. E occorre fare
01:38mente locale per apprezzare la straordinarietà di un dato. Il 90% di queste partite danno la sensazione
01:47di essere vissute come un altro giorno in ufficio. Yannick le affronta con grandissima
01:53serietà per non avere sorprese, tipo la gara di ieri, e questo è parte integrante del suo valore,
02:00ma la sua superiorità è talmente netta da mangiarsi un bel po' di pathos. L'altro giorno a Madrid,
02:06primo turno contro il francese Bonzi, ha perso il primo set, che è un'autentica rarità statistica,
02:12era la seconda volta che gli succedeva in questa serie aperta di 19 vittorie. Gli è servito per
02:19restringere i bulloni, nel senso che occorreva adeguare un po' i colpi all'altitudine della
02:24capitale spagnola e filarsela, senza altri problemi, verso la vittoria in tre serie. Sinner risulta del
02:32tutto credibile, quindi, quando dice che l'assenza di Carlos Alcarazzi sia un momento triste per il
02:37tennis, e che la competizione col campione spagnolo renda tutto più bello anche per lui.
02:44Non è soltanto sportività della quale l'alto attesino è comunque dotatissimo. C'entra anche
02:50l'esigenza di avere almeno un rivale all'altezza, qualcuno battibile soltanto a prezzo di una grande
02:57prestazione. E se ci perdi, non hai sorpreso né tanto meno deluso a nessuno, perché ci può stare.
03:03È un equilibrio che va a periodi. L'anno scorso Carlos ha vinto quattro volte su sei, mentre
03:09fra ETP Finals e Monte Carlo, Sinner è in serie aperta da due vittori. E dunque, in una situazione
03:19che è chiaramente controintuitiva, il vantaggio di poter vivere la stagione sulla terra rossa,
03:25senza l'unico avversario con cui vai in campo 50-50, è compensata dalla pesantezza di andare
03:32in campo sempre e comunque da gran favorito. Sono mind games, giochi mentali, ma anche la
03:38conferma di quanto un avversario formidante costituisca una ricchezza.
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