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  • 1 giorno fa
Matteo Berrettini ha battuto ieri Daniil Medvedev per la prima volta in carriera, e l’ha fatto in un modo che ha lasciato tutti a bocca aperta: 6-0, 6-0. Una nemesi devastante per il russo, ex numero 1 del mondo, attuale 10, uno dei soli due tennisti (l’altro fu Thiem) capaci di vincere un torneo dello Slam nel passaggio fra la dittatura dei Big Three, Djokovic, Nadal e Federer, e l’ascesa irresistibile di Sinner e Alcaraz. Berrettini domenica compirà trent’anni, dunque di Medvedev è coetaneo, e questa vittoria nei sedicesimi del torneo di Montecarlo lo riporta in campo oggi contro un avversario di anagrafe opposta, il non ancora ventenne Joao Fonseca, un talento brasiliano considerato il potenziale terzo incomodo nella lotta per il vertice. Berrettini ieri è andato troppo bene per non meritare un po’ di considerazione: non è il favorito, ma se la giocherà. In fondo inizierà la terza partita nel Principato senza ancora aver perso un game, visto che nel primo match Bautista Agut si è ritirato quand’era sotto 4-0. «Lo capisco» ha detto Matteo vedendolo uscire dal campo sofferente, commento appropriato da parte di un campione storicamente molto fragile. Non ha detto nulla invece a Medvedev, che sul 6-0, 2-0 ha scientificamente e pervicacemente distrutto una racchetta, uno sfogo di nervi che gli è costato un’ammonizione da parte del giudice di sedia e un’ingenerosa salva di fischi da parte del pubblico. Sul vetrino della telecamera Berrettini ha scritto uno scherzoso messaggio di scuse a Carlo Verdone, che di recente ha rivelato la sua stima per Medvedev. E una sonora risata ha concluso la mattinata al Country Club.6-0 6-0 è un punteggio che implica una giornataccia, e quella del russo certamente lo è stata, contrapposta a uno stato di grazia. E quando tanta ispirazione arriva da un atleta considerato perduto per certi livelli, perché dalla finale di Wimbledon 2021 - il suo apogeo - quella di Matteo è stata una discesa costante, con pochi e presto archiviati tentativi di risalita, il piacere è doppio. Sportivamente parlando, che della sua vita privata si occupano spesso i giornali di gossip, e a buona e invidiabile ragione, ecco sportivamente Matteo Berrettini è stato fin qui un personaggio doloroso. Un campione sicuro, il primo a emergere dopo gli anni di Fognini e prima della generazione Sinner, che sul più bello è sempre stato fermato da infortuni e sfortune assortite. Pensate soltanto a Wimbledon 2022, il torneo nel quale sarebbe partito favorito, cui dovette rinunciare a poche ore dal via per una positività al covid, fra l’altro innocua. È per questo mix fra rogna e fragilità che seguiamo con partecipazione e - perché no - affetto ogni suo tentativo di riappropriarsi di ciò che era suo. O meglio di ciò che sembrava sul punto di esserlo, e invece svaniva in modi a volte beffardi. Quante volte Matteo si è ritirato da un torneo l’ultimo giorno, perché gli addominali o qualche altro muscolo meno noto lo costringeva ai saluti, e questo magari dopo un volo intercontinentale per arrivare in Australia. Incrociare ieri un Medvedev così giù è stato soltanto un piccolo indennizzo della sorte. E per chi ne dubita, tre settimane fa nella finale di Indian Wells il russo aveva perso da Sinner 7-6 7-6.

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00:06Matteo Berrettini ha battuto ieri Danil Medvedev per la prima volta in carriera e l'ha fatto in
00:11un modo che ha lasciato tutti a bocca aperta. 6-0, 6-0. Una nemesi devastante per il russo,
00:19ex numero uno del mondo, attuale 10, uno dei soli due tennisti, l'altro fu Tim,
00:25capaci di vincere un torneo dello Slam nel passaggio fra la dittatura dei Big Three di
00:31Okovic e Nadal e Federer e l'ascesa irresistibile di Sinner e Alcaraz.
00:37Bretini Domenica compierà 30 anni di Medvedev e Coetaneo e questa vittoria nei sedicesimi del
00:43torneo di Monte Carlo lo riporta in campo oggi contro un avversario di anagrafe opposta, il non ancora
00:50ventenne Joao Fonseca, un talento brasiliano considerato il potenziale terzo incomodo nella
00:56futura lotta per il vertice. Bretini ieri è andato troppo bene per non meritare un po' di
01:00considerazione, non è il favorito ma se la giocherà. In fondo inizierà la terza partita nel principato
01:07senza ancora aver perso un game, visto che nel primo match Bautista Agut si è ritirato quando era sotto 4
01:14-0.
01:15Lo capisco, ha detto Matteo vedendolo uscire dal campo sofferente, commento appropriato da parte di
01:22un campione storicamente molto fragile. Non ha detto nulla invece a Medvede, cosa gli vuoi dire,
01:28che sul 6-0 2-0 ha scientificamente e pervicacemente distrutto una racchetta, uno sfogo di nervi che gli
01:37è costato un'ammunizione da parte del giudice di sedia e un'ingenerosa salva di fischi da parte del
01:42pubblico. Sul vetrino della telecamera Berrettini ha scritto uno scherzoso messaggio di scuse a Carlo
01:48Verdone che di recente ha rivelato la sua stima per Medvede e una sonora risata ha concluso la
01:55mattinata al country club. 6-0 6-0 è un punteggio che implica una giornataccia e quella del russo
02:01certamente lo è stata, contrapposta a uno stato di grazia e quando tanta ispirazione arriva da un
02:08atleta considerato perduto per certi livelli, perché dalla finale di Wimbledon 2021, il suo
02:15apogeo, quella di Matteo è stata una discesa costante, con pochi e presto archiviati tentativi
02:21di risalita, beh il piacere è doppio. Sportivamente parlando che della sua vita privata si occupano
02:28spesso i giornali di gossip e a buona e invidiabile ragione, ecco sportivamente Matteo Berrettini è stato
02:35fin qui un personaggio doloroso, un campione sicuro, il primo a emergere dopo gli anni di
02:41Fognini e prima della generazione Sinner, che sul più bello è sempre stato fermato da infortuni e
02:49sfortune assortite. Pensate soltanto a Wimbledon 2022, il torneo nel quale sarebbe partito favorito,
02:56cui dovette rinunciare a poche ore dal via per una positività al covid, fra l'altro innocua. E per questo
03:03mix fra rogna e fragilità che seguiamo con partecipazione, perché no affetto, ogni suo
03:10tentativo di riappropriarsi di ciò che era suo, o meglio di ciò che sembrava sul punto di essere,
03:17invece svaniva in modi a volte beffardi. Quante volte Matteo si è ritirato da un torneo l'ultimo
03:22giorno, perché gli addominali o qualche altro muscolo meno noto lo costringeva ai saluti, e questo
03:28magari dopo un volo intercontinentale per arrivare in Australia. Incrociare ieri un Medvedev così
03:34giù è stato soltanto un piccolo indennizzo della sorte. E per chi ne dubita, tre settimane
03:41fa, nella finale di India Wells, il russo aveva perso da Sinai. 7-6, 7-6.
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